Serie D e referti arbitrali: spesso è lì che si accende davvero il “terzo tempo” delle partite. La 23ª giornata, giocata tra il 7 e 8 febbraio 2026, lascia in eredità un pacchetto di decisioni che racconta tensioni, episodi sopra le righe e sanzioni pesanti, tra ammende importanti e squalifiche che pesano sul finale di stagione.
Il giudice sportivo, come sempre, fotografa ciò che è accaduto attorno ai 90 minuti: il comportamento delle panchine, le intemperanze sugli spalti e quelle azioni che, a gioco fermo, trasformano una partita in un caso.
Serie D: la maxi ammenda che fa rumore (e perché)
Serie D, capitolo ammende: la più alta del comunicato è quella inflitta alla Trevigliese, con 1.800 euro. Il motivo è doppio e quindi ancora più significativo: da una parte contestazioni offensive e minacciose verso l’arbitro nella fase finale della gara, dall’altra un episodio che alza l’asticella della gravità, con l’ingresso sul terreno di gioco di una persona non autorizzata, riconducibile alla società, che corre incontro al direttore di gara rivolgendogli offese.
È una di quelle decisioni che raccontano quanto, in Serie D, la gestione della pressione sia spesso decisiva quanto la qualità tecnica.
Serie D: il caso degli sputi all’assistente arbitrale
Serie D e comportamenti del pubblico: tra le decisioni più “forti” e notiziabili c’è l’ammenda al Barletta 1922, pari a 1.700 euro. Il comunicato descrive un episodio che non lascia spazio a interpretazioni: due sputi lanciati dai sostenitori verso un assistente arbitrale, colpito alla spalla e alla gamba, con il contorno di offese e minacce.
È uno di quei casi che pesano sull’immagine del movimento: la Serie D vive di piazze calde e passione vera, ma quando il confine viene superato, il conto arriva puntuale.
Serie D: il petardo che danneggia il campo e il risarcimento
Serie D, altra storia particolare: l’ammenda al Città di Acireale 1946 (200 euro) nasce dal lancio di un petardo sul terreno di gioco, con conseguente danneggiamento del manto erboso. Il provvedimento include anche un passaggio importante: l’obbligo di risarcire i danni qualora richiesti e documentati.
Non è la “solita” sanzione: qui entra in gioco anche l’aspetto materiale, concreto, che tocca direttamente la struttura e i costi della società ospitante.
Serie D: stangate a dirigenti e panchine
Tra i provvedimenti più pesanti c’è l’inibizione fino al 10 aprile 2026 per Paolo Marrucci (Tuttocuoio), per offese indirizzate alla terna arbitrale.
E sul fronte allenatori spicca la squalifica di 4 giornate per Luigi Consonni (Poggibonsi), indicata per espressione offensiva nei confronti del direttore di gara.
Decisioni che non sono “solo” burocratiche: in Serie D, quattro turni possono cambiare una rincorsa salvezza, una corsa playoff o la gestione di un momento delicato dello spogliatoio.
Serie D: squalifiche pesanti tra offese e gesti a gioco fermo
Dopo la giornata numero 23 del campionato di Serie D, tra le decisioni del giudice sportivo, figurano anche alcune squalifiche che fanno rumore per durata e per dinamica.
Due giocatori ricevono 4 giornate per offese a un assistente arbitrale: Sapri Ruggiero (Fidelis Andria) e Picardi Michele (Taurus Acerrana).
Poi c’è l’episodio che colpisce per “immagine” prima ancora che per gravità: 3 giornate a Giorgione Carmine (Fidelis Andria) per aver tirato per un orecchio un avversario a gioco fermo.
Una scena che, letta così, sembra uscita da un derby di altri tempi: ma nel calcio di oggi, e anche in Serie D, queste condotte vengono punite senza sconti.
Sempre a 3 giornate:
- Verde Francesco (Prato) per gomitata al volto a gioco fermo.
- Njambe Moussadja (Teramo) per spinta con le mani al petto a gioco fermo.
Infine 2 giornate a Guarino Vincenzo (Leon) per un calcio a un avversario in azione, ma senza possibilità di contendere il pallone.
Serie D: fumogeni e ammende “classiche”
Tra i provvedimenti più ricorrenti resta il tema dei fumogeni. In questa tornata: Caldiero Terme sanzionato con 500 euro (cinque fumogeni) e ChievoVerona con 400 euro (quattro fumogeni).
Sono cifre inferiori rispetto ai casi più gravi, ma comunque indicative di una costante: la passione sugli spalti va gestita, perché ogni episodio si trasforma in costo e, spesso, in rischio.
Serie D: cosa ci dicono queste decisioni
Quello di Serie D è un campionato vero, pieno di storie e piazze che vivono la domenica come un appuntamento identitario. Proprio per questo le decisioni del giudice sportivo diventano un termometro: raccontano dove la tensione supera il limite, dove la panchina perde lucidità, dove il pubblico trasforma la spinta in eccesso.
E raccontano anche un’altra cosa, molto semplice: da qui in avanti ogni squalifica pesa. Perché la stagione entra nella fase in cui un’assenza può valere punti, e i punti possono valere un’intera annata.



