Dopo un anno esatto, torno a Reggio Calabria per seguire e lavorare con la Reggina, una delle squadre definita “nobile decaduta” del nostro calcio: allo Stadio Granillo si è giocata la Serie A e sono passati diversi campioni, ma adesso gli “Amaranto” combattono in Serie D, cercando di tornare il prima possibile nel professionismo. La scorsa stagione ci sono andati molto vicini, arrivando solo un punto dietro al Siracusa, squadra vincitrice del Girone I, con cui la Reggina ha duellato per tutto il campionato.
Il 09/02/25, quasi esattamente un anno prima, ero presente a Reggio Calabria per il big match Reggina-Siracusa, conoscendo per la prima volta la città di Reggio Calabria, i tifosi della Reggina e l’aria che si vive in una piazza così importante che ora vive il Dilettantismo.
L’1-2 finale lasciò l’amaro in bocca a tutti, me compreso, oltre al campionato che poi fu nelle mani del Siracusa, condannando la Reggina ad altro anno di Serie D: non c’era momento migliore di tornare un anno dopo, il 15/02/26 per il Derby dello Stretto contro il Messina, una sfida tanto affascinante quanto delicata, non solo per l’importanza storica che rappresenta già di per sé, ma soprattutto per la situazione di classifica della Reggina, che di nuovo, un anno dopo, sta lottando per la vetta.
Nel ricordo di un’esperienza fantastica, sono così tornato a Reggio Calabria per la nuova tappa de “La vita è un Carnejal” con il supporto di Golix.it.
Tradizioni e storia: conoscere la città
Ho scelto di passare più tempo possibile a Reggio Calabria, arrivando il venerdì pomeriggio con ripartenza il lunedì successivo alla partita: così avrei avuto tempo e modo di muovermi liberamente per la città tutto il sabato, riuscendo a vedere posti iconici e mangiare cibo tradizionale insieme ad amici che non vedevo da tempo e che mi hanno accompagnato in questo weekend prendendosi cura di me portandomi ovunque. A Reggio Calabria la Reggina non è solo una squadra, ma una vera identità in cui si rispecchiano gli abitanti di questa città, con le proprie tradizioni e i propri luoghi simbolo.
Così, in modo molto romantico, il sabato 14/02/26, data di San Valentino, decido di passare la giornata da mattina a sera come un vero Reggino al 100%: sia come abitante sia come tifoso della Reggina, comportandomi come uno di loro il giorno prima di un Derby così importante.
San Valentino a Reggio Calabria: simboli e cibo
La passeggiata sul Corso, via principale del centro di Reggio Calabria, è l’inizio perfetto per la mia giornata. Lungo la strada c’è anche lo Store ufficiale della Reggina, dove prendo una sciarpa amaranto che mi aiuta ad immedesimarmi da subito nel ruolo di primo tifoso della squadra, ma anche per sentirmi parte integrante della città. Riesco a vedere il Duomo, uno dei simboli della città: bellissimo, imponente e molto elegante.
Il clima fa la sua parte, non ho mai avuto freddo e camminare è stato piacevole, l’unica incognita è stata la pioggia -che purtroppo solo pochi giorni prima che arrivassi aveva creato danni molto gravi in città, in particolare zona lungomare- che minacciava sia dalle previsioni meteo sia da qualche nuvola di troppo in cielo. Senza pensarci troppo, come farebbe un vero Reggino, mi sono concentrato solo sulla mia esperienza, godendomi ogni attimo della giornata: era il momento di acquistare le frittole, un cibo tipico di Reggio Calabria che ho mangiato in un panino squisito proprio di fronte al mare, mentre al collo avevo con fierezza la sciarpa della Reggina comprata poche ore prima.
È stato un momento bellissimo, condiviso con amici che mi hanno tenuto compagnia durante la giornata e senza i quali tutto lo sviluppo delle mie idee non sarebbe stato possibile. Il tempo ha retto, almeno per il nostro pranzo; poco dopo, però, le nuvole sono aumentate sempre di più e non ci hanno lasciato scampo: proprio mentre mi stavano accompagnando a vedere i “Fortini” in zone collinari molto alte, la nebbia venuta a crearsi in altitudine ha avuto la meglio e ci ha costretti al dietrofront.
Ho comunque potuto fare un giro al Castello Aragonese e mangiare un buonissimo gelato da “Cesare” – tutti me lo avevano consigliato essendo conosciuto come un’icona della città – prima di tornare a casa a riposare in vista della partita della Reggina l’indomani, il vero motivo per cui ero arrivato a Reggio Calabria ma che come spesso mi sta accadendo nelle varie tappe diventa quasi secondario grazie a tutto quello che c’è da imparare e vivere in ogni città, prima ancora del calcio.
Matchday, Derbyday: Reggina-Messina, Derby dello Stretto
Non nego che la domenica, appena sveglio, oltre al solito senso di carica ed entusiasmo che mi accompagna ogni mattina dei miei Matchday, ho sentito un po’ di ansia e pressione. Certo, non vado in campo, non dipende da me il risultato, ma quando collaboro con una squadra e vivo una giornata come quella del giorno precedente, immedesimandomi al 100% in qualcuno del posto – tanto più se si parla della Reggina – allora mi sento quasi responsabile.
Soprattutto se un anno dopo ero stato testimone di una sconfitta così pesante e scottante. Questa volta avrei voluto festeggiare, vedere felicità negli occhi di persone che nonostante gli ultimi anni difficili che li vedono combattere in una categoria che non li rappresenta e non gli appartiene, sono sempre pronti a colorare lo stadio e tifare per i propri colori, accompagnandoli letteralmente per mano in una risalita che meritano più di ogni altra cosa.
Perciò preparo il mio zainetto, metto la mia armatura Golix, mio sponsor che ancora una volta mi accompagna in una delle mie avventure più importanti, e sono pronto a vivere le emozioni di Reggina-Messina, cercando poi di raccontarle al meglio, con l’obiettivo di coinvolgere chi per un motivo o per l’altro non ha potuto seguirla.
Dopo un rapido tour in sala stampa e spogliatoi, avendoli già visitati l’anno prima ho potuto fare con più tranquillità questo passaggio, mi sono concentrato solo ed esclusivamente sul campo: i calciatori che entrano per il riscaldamento, lo stadio che si riempie piano piano (previsto sold out, circa 7.000 persone, proprio come un anno prima in quel famoso Reggina-Siracusa), sciarpe amaranto ovunque, bandiere della Reggina in Curva e in tribuna, insomma, un clima tutt’altro che da Dilettanti. Me lo aspettavo, ma viverlo nel concreto è sempre speciale, oltre che emozionante. Le squadre entrano in campo e il Granillo si prende la scena colorando lo stadio con una coreografia mozzafiato: il Derby è ufficialmente iniziato anche in campo.
Ancora una volta ha vinto Reggio Calabria
Parita difficile, maschia, combattuta su ogni pallone e in ogni contrasto. La Reggina parte forte, aggressiva e convinta dei propri mezzi: una traversa, un miracolo del portiere del Messina e un’occasione nitida mancata tengono il tabellino dei padroni di casa senza gol, con la classica beffa dell’unica occasione subita tramutata in gol dagli ospiti: il primo tempo si chiude sullo 0-1 tra l’amarezza e la tristezza generale, non delusione perché la squadra si era comportata bene, attaccando e giocando bene, mancava un po’ di fortuna e forse di scaltrezza.
Il secondo tempo ricordo l’agonia, la paura di rivivere le scene dell’ultima volta. Eppure non ho mai smesso di credere e pensare che le cose sarebbero andate meglio: quella gente lo meritava, io lo meritavo, la Reggina lo meritava per come stava giocando. Come nel più romantico degli scenari, ad un certo punto, comincia a diluviare: sono rimasto impassibile, non mi sono scomposto, continuando a registrare i miei video e godendomi quel momento.
Posso assicurare essere stato uno dei più belli ed intensi da quando viaggio e vivo i miei weekend allo stadio. Penso di aver girato alcuni dei video più belli del mio percorso, con un contrasto pioggia/campo veramente suggestivo. Purtroppo, però, nessun gol.
Gli ultimi dieci minuti di partita, ancora ferma sul vantaggio messinese, decido di avvicinarmi a Luca, super videomaker della Reggina, un ragazzo con cui ho lavorato l’anno prima ma soprattutto con cui sono entrato in forte empatia: uno di quelli che mi ha trasmesso la passione per questa squadra, per questa maglia, per la città. Era giusto che soffrissi accanto a lui gli ultimi minuti. Lui che mi ha aiutato a lavorare, credendo in me, dandomi l’opportunità di essere in quello stadio a portare il mio format -insieme al mio sponsor Golix– e che più di me sperava in un epilogo migliore.
Al minuto 88 c’è una piccola e magra consolazione: dopo diverse occasioni la Reggina riesce a trovare il gol del pareggio con un bella azione terminata in rete con un colpo di testa dove c’era dentro tutta la rabbia dello stadio che ha letteralmente spinto il pallone in porta. Nonostante i 6 minuti di recupero ed un altro paio di occasioni, anche questa volta non sono riuscito a vedere la Reggina vincere, mancando un’occasione ghiottissima per raggiungere il primo posto in classifica e pareggiando un Derby che lascia tanto amaro in bocca.
Al contempo, però, un anno dopo ho capito quanto sia importante creare rapporti, legami, rispettare una passione che le persone vivono come ragione di vita e che non smettono mai di amare nonostante le difficoltà: Reggio Calabria ha ormai un posto speciale nel mio cuore, così come la Reggina, che spero presto di poter vedere vittoriosa non solo nel proprio Stadio davanti a questo splendido pubblico, ma soprattutto nel panorama del calcio italiano.
E’ stato un piacere ed un onore. A presto Reggio!
Gaetano Carnevale



