Il Messina porta a casa un pareggio che muove poco la classifica ma racconta molto sul piano dell’atteggiamento e della voglia di lottare. Lo 0-0 maturato al “Razza” contro la Vibonese è il risultato di una partita intensa, combattuta e ricca di occasioni, ma ancora una volta segnata dalla mancanza di concretezza sotto porta.
Un punto che lascia sensazioni contrastanti: da un lato la consapevolezza di essere vivi e competitivi, dall’altro l’urgenza di tornare a vincere per uscire da una situazione di classifica sempre più delicata. Il Messina resta infatti penultimo, con un margine ancora recuperabile ma che impone un cambio di passo immediato.
Messina, rivoluzione iniziale e segnali dal ritiro
Dopo una settimana di ritiro in provincia di Reggio Calabria, mister Feola decide di cambiare volto alla squadra. Cinque novità nell’undici iniziale, con l’inserimento di Bosia, Zucco, Saverino, Bombaci e Tedesco.
Una scelta forte, che riflette la volontà di dare una scossa e di trovare nuove soluzioni. L’assenza di Aprile e le panchine iniziali di Roseti e De Caro completano un quadro in cui il Messina prova a reinventarsi.
Fin dai primi minuti si percepisce un atteggiamento diverso: più intensità, maggiore attenzione e una voglia evidente di fare risultato.
Avvio acceso e prima occasione Vibonese
La partita si accende subito. Dopo appena sei minuti, è la Vibonese a sfiorare il vantaggio con un’azione che mette i brividi alla difesa del Messina.
Carnevale, servito da Di Gilio, supera Giardino ma vede il pallone spegnersi a un soffio dalla linea. È un episodio che evidenzia quanto la gara sia aperta e quanto ogni dettaglio possa essere decisivo.
Il Messina risponde al 16’ con Zucco, ma il suo tentativo dalla distanza non trova lo specchio della porta.
Messina cresce ma spreca troppo
Con il passare dei minuti, il Messina prende fiducia e inizia a costruire occasioni interessanti. Tuttavia, la precisione manca nei momenti decisivi.
Al 19’, Saverino ha una grande opportunità, ma non riesce a concretizzare. Poco dopo, al 37’, Tedesco e Oliviero costruiscono una doppia occasione che si conclude senza esito.
È una fase della partita in cui il Messina dimostra di poter fare male, ma anche di avere ancora difficoltà nella finalizzazione.
Un primo tempo vivace ma senza gol
Il finale della prima frazione è tutto di marca giallorossa. Il Messina spinge, tiene il pallino del gioco e cerca con insistenza il vantaggio.
Nel mezzo, un episodio curioso interrompe il ritmo: Marchetti finisce contro la rete della porta, danneggiandola e causando una lunga pausa.
Nonostante la pressione, il risultato resta fermo sullo 0-0. Un punteggio che non rispecchia pienamente quanto visto in campo.
Messina protagonista nella ripresa
Nella seconda metà di gara, il Messina alza ulteriormente il ritmo. La squadra di Feola prende in mano il controllo del gioco, spingendo con maggiore continuità.
Touré prova subito a rendersi pericoloso, mentre Zucco sfiora il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo, trovando però un attento Marano.
Il Messina appare più brillante, sostenuto anche da un tifo organizzato che non smette mai di incitare la squadra.
La Vibonese pericolosa in contropiede
Nonostante il predominio territoriale del Messina, la Vibonese resta pericolosa in ripartenza. Alla mezzora, un’azione improvvisa mette in difficoltà la difesa giallorossa.
Carnevale e Keita non riescono a trovare la deviazione vincente, anche grazie a un intervento provvidenziale di Trasciani. È un campanello d’allarme che ricorda quanto la partita sia ancora aperta.
Il palo di Zerbo e il rimpianto finale
Il momento più importante della partita arriva al 40’ della ripresa. Zerbo, appena entrato, ha la grande occasione per sbloccare il match.
La sua conclusione, però, si stampa sul palo a portiere battuto. È l’occasione più nitida della gara, quella che avrebbe potuto cambiare tutto.
Nel recupero, il Messina ha un’altra chance con Tedesco, ma il suo tentativo a tu per tu con Marano termina alto.
Il triplice fischio sancisce uno 0-0 che lascia più di un rimpianto.
Messina, un punto che serve ma non basta
Il pareggio contro la Vibonese permette al Messina di muovere la classifica, ma non cambia sostanzialmente la situazione. La squadra resta penultima, a cinque punti dalla salvezza diretta e a uno dalla zona play-out.
È una classifica ancora aperta, ma che richiede risultati immediati. Il Messina ha dimostrato di poter competere, ma ora servono vittorie.
Segnali positivi dal punto di vista mentale
Nonostante il risultato, ci sono segnali incoraggianti. Il ritiro sembra aver avuto effetti positivi sul piano fisico e mentale.
La squadra è apparsa più compatta, più determinata e più presente nella partita. L’atteggiamento è quello giusto, ma deve essere accompagnato da maggiore efficacia sotto porta.
Il problema dei gol
Il limite principale resta la difficoltà a concretizzare le occasioni create. Il Messina costruisce gioco, arriva spesso in zona offensiva, ma manca la precisione decisiva.
È un aspetto su cui lavorare con urgenza, perché in una fase così delicata della stagione ogni occasione può fare la differenza.
Messina, il prossimo spareggio è decisivo
Il calendario non lascia tregua. Il prossimo appuntamento al “Franco Scoglio” contro la Gelbison rappresenta un altro snodo fondamentale.
Sarà una partita da dentro o fuori, uno scontro diretto che potrebbe indirizzare la corsa salvezza. Il Messina dovrà farsi trovare pronto, trasformando le buone sensazioni in risultati concreti.
Una corsa ancora aperta
Nonostante le difficoltà, la salvezza è ancora possibile. Il margine è sottile, ma colmabile. Il Messina ha dimostrato di avere le qualità per lottare fino alla fine.
Serviranno gol, punti e continuità. Ma soprattutto servirà mantenere lo spirito visto contro la Vibonese. Il Messina è ancora in corsa. E ora, più che mai, non può permettersi di fermarsi.



