Il Vado scrive una pagina indelebile della propria storia e si prepara a viverne un’altra, fatta di emozioni, orgoglio e celebrazione. Dopo 78 anni di attesa, sacrifici e speranze, il club rossoblù ha riconquistato il professionismo, centrando la promozione in Serie C con una giornata d’anticipo.
Un traguardo che va oltre il risultato sportivo, diventando un simbolo di appartenenza per un’intera comunità. Domenica, allo stadio “F. Chittolina”, non si giocherà soltanto una partita contro la Biellese: sarà la festa di un popolo, l’abbraccio di una città ai propri eroi.
Vado, un sogno diventato realtà
La promozione del Vado non è arrivata per caso. È il frutto di un percorso costruito con pazienza, determinazione e una visione chiara. La vittoria decisiva contro la NovaRomentin ha sancito aritmeticamente il salto di categoria, trasformando un sogno coltivato per decenni in una realtà concreta.
“Tutto pronto per la grande festa del Vado”, recita l’annuncio che ha già acceso l’entusiasmo dei tifosi. Un entusiasmo che non si limita al rettangolo di gioco, ma che coinvolge ogni angolo del paese.
Il ritorno tra i professionisti rappresenta una conquista storica, che riporta il nome del Vado nel calcio che conta dopo quasi otto decenni.
Il Chittolina si prepara a una giornata storica
Domenica 3 maggio alle ore 15:00 lo stadio “F. Chittolina” sarà il cuore pulsante della festa. L’ultima gara casalinga contro la Biellese diventa l’occasione perfetta per celebrare un traguardo tanto atteso.
Non sarà una semplice partita, ma un momento collettivo, un rito sportivo in cui squadra e tifosi si ritroveranno uniti. Le tribune si preannunciano gremite, con bandiere rossoblù pronte a colorare ogni angolo dell’impianto.
Il Comune ha invitato ufficialmente tutta la cittadinanza a partecipare, trasformando l’evento in una vera e propria celebrazione popolare.
Vado, la forza di una comunità
Uno degli aspetti più affascinanti di questa promozione è il legame tra il Vado e il suo territorio. Il calcio, in questo caso, diventa espressione di identità e appartenenza.
La chiamata del Comune è chiara e carica di emozione: “Invitiamo tutti i cittadini a riempire gli spalti per tributare il giusto onore ai campioni che riportano Vado nel calcio professionistico. Portate le bandiere, portate i colori rossoblù: la festa è appena iniziata!”
Parole che raccontano perfettamente il clima che si respira in città. Il Vado non è solo una squadra, ma un simbolo condiviso.
Vado, il lavoro di Sesia e una squadra vincente
Dietro questo successo c’è il lavoro di mister Marco Sesia, capace di guidare il gruppo con equilibrio e competenza. La squadra ha dimostrato solidità, continuità e una mentalità vincente, qualità fondamentali per affrontare un campionato lungo e competitivo.
Il Vado ha saputo distinguersi per organizzazione e determinazione, costruendo giornata dopo giornata una promozione meritata.
Il gruppo ha sempre mostrato compattezza, riuscendo a superare anche i momenti più difficili della stagione senza perdere la propria identità.
Un ritorno che guarda al futuro
La promozione in Serie C rappresenta un punto di arrivo, ma anche un nuovo punto di partenza. Il Vado si prepara ora a confrontarsi con il calcio professionistico, portando con sé l’entusiasmo e la forza di un’intera comunità.
Il ritorno tra i professionisti apre nuove prospettive, sia dal punto di vista sportivo che organizzativo. Sarà fondamentale consolidare quanto costruito e affrontare le nuove sfide con la stessa determinazione che ha caratterizzato questa stagione.
Vado, una festa che vale una storia
Domenica al “Chittolina” non si celebrerà soltanto una promozione, ma una storia lunga 78 anni. Una storia fatta di attese, delusioni, ripartenze e finalmente di gioia.
Il Vado ha saputo resistere, crescere e tornare dove merita. Ora è il momento di festeggiare, di condividere un’emozione che va oltre il calcio.
Perché certe vittorie non appartengono solo a una squadra, ma a un’intera città. E quella del Vado è una vittoria che resterà nel cuore di tutti.



