Il campionato di Eccellenza siciliana perde uno dei suoi protagonisti nel modo più drammatico possibile. La Folgore Castelvetrano, infatti, ha scelto di non disputare lo spareggio salvezza contro il CUS Palermo, rinunciando di fatto all’ultima possibilità di giocarsi la permanenza nella categoria.
Una decisione che chiude nel peggiore dei modi una stagione già segnata da difficoltà profonde, tensioni societarie e una crisi che si è progressivamente trasformata in collasso sportivo e organizzativo.
Una stagione nata tra illusioni e instabilità
La stagione della Folgore Castelvetrano in Eccellenza siciliana era iniziata con aspettative ambiziose, ma si è rapidamente trasformata in un percorso tortuoso. L’anno dell’ottantesimo anniversario del club avrebbe dovuto rappresentare una celebrazione, ma si è invece rivelato un susseguirsi di problemi societari e gestionali.
Il progetto sportivo, nato tra mille difficoltà, ha subito fin da subito continui cambi di rotta. L’illusione di una costruzione “low-cost” si è infranta contro la realtà di una rosa incompleta e di una programmazione fragile.
Il progetto Barraco e le prime crepe
La stagione 2025/2026 della Folgore Castelvetrano in Eccellenza siciliana prende forma sotto la guida della presidente Margherita Barraco, subentrata in un contesto societario già instabile.
La scelta iniziale di puntare su una linea giovane e su una cosiddetta “cordata argentina” si rivela presto problematica. Dopo poche settimane, il progetto viene stravolto dalla stessa dirigenza, che ne prende le distanze definendolo non adeguato alla categoria.
Questo improvviso cambio di rotta compromette la preparazione estiva, lasciando la squadra senza basi solide e costringendo il club a ricostruire l’organico in tempi estremamente ridotti.
Eccellenza siciliana, un campionato tra sconfitte e penalizzazioni
Sul campo, la Folgore Castelvetrano vive una stagione complicata in Eccellenza siciliana, caratterizzata da risultati pesanti e difficoltà tecniche evidenti. Le sconfitte contro Licata e San Vito lo Capo evidenziano fin da subito un gap competitivo importante.
A peggiorare la situazione arrivano anche le sanzioni federali, con penalizzazioni e inibizioni legate a vertenze amministrative. Un quadro che contribuisce a rendere sempre più difficile la permanenza nella categoria.
Instabilità tecnica e caos societario
Uno degli elementi più critici della stagione della Folgore in Eccellenza siciliana è la continua instabilità tecnica. Cambi di allenatori, dirigenti e assetti organizzativi si susseguono senza continuità, impedendo alla squadra di trovare un’identità precisa.
Le tensioni interne, le dimissioni e le accuse reciproche tra figure societarie aggravano un contesto già fragile. Anche la gestione sportiva appare confusa, con promesse non mantenute e una rosa spesso incompleta.
Il dramma sportivo e umano della stagione
La stagione della Folgore Castelvetrano in Eccellenza siciliana è segnata anche da episodi umani profondi e dolorosi. Tra questi, la tragedia legata alla scomparsa dell’attaccante Brice Goupy, evento che ha scosso l’intero ambiente.
Parallelamente, emergono anche tensioni interne alla squadra, con giocatori che denunciano difficoltà logistiche e condizioni di lavoro complicate. Un clima che contribuisce a deteriorare ulteriormente il rapporto tra squadra e società.
La diserzione della Curva e la rottura con la piazza
Un momento simbolico della crisi della Folgore in Eccellenza siciliana arriva con la decisione della Curva Nord di disertare le partite. Lo slogan “gradoni vuoti, dignità piena” segna la rottura definitiva tra tifoseria e gestione societaria.
La distanza tra squadra e ambiente cresce progressivamente, trasformando le partite casalinghe in contesti sempre più isolati e privi di sostegno popolare.
L’ultimo tentativo e la falsa ripresa
Nel finale di stagione, la Folgore riesce a trovare qualche risultato positivo, con vittorie che sembrano riaccendere una flebile speranza in Eccellenza siciliana. Tuttavia, si tratta di una fiammata temporanea.
Le successive sconfitte riportano rapidamente la squadra alla realtà, confermando una fragilità strutturale ormai difficile da nascondere.
Il punto di non ritorno
Il momento decisivo arriva a marzo, quando la situazione societaria precipita definitivamente. Dimissioni tecniche, problemi economici e riduzione drastica della rosa segnano il punto di non ritorno della stagione della Folgore in Eccellenza siciliana.
La squadra si ritrova a competere con un organico ridotto e in condizioni sempre più difficili, fino alla decisione finale.
La rinuncia ai playout e la fine della stagione
Il 2 maggio 2026 arriva l’annuncio ufficiale: la Folgore Castelvetrano rinuncia allo spareggio playout contro il CUS Palermo. Una scelta drastica, motivata dall’esaurimento delle risorse economiche e dalla mancanza di condizioni minime per proseguire.
È la chiusura definitiva di un percorso che, in Eccellenza siciliana, si trasforma in una delle pagine più difficili della storia recente del club.
Tra responsabilità e futuro incerto
Nonostante il finale amaro, restano anche alcune note di orgoglio legate ai giovani del vivaio, protagonisti in una stagione segnata da enormi difficoltà. Un segnale di attaccamento che contrasta con il crollo generale della struttura societaria.
La Folgore Castelvetrano lascia così l’Eccellenza siciliana con molte domande aperte e un futuro tutto da ricostruire, tra la necessità di ripartire e il peso di una stagione profondamente compromessa.
Una lezione difficile da dimenticare
La vicenda della Folgore Castelvetrano rappresenta un caso emblematico nel panorama dell’Eccellenza siciliana: una storia in cui errori gestionali, instabilità e difficoltà economiche hanno avuto un impatto diretto sul campo.
Una stagione che resterà come monito per il futuro, tra ciò che è stato e ciò che potrà ancora essere ricostruito.



