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martedì 23 Giugno 2026
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Serie D, Pistoiese: Lucarelli saluta Igor Protti sui social

La Pistoiese si prepara a voltare pagina sul campo, ma nelle ultime ore il mondo del calcio è stato attraversato da un’ondata di emozione che ha coinvolto tifosi ben oltre i colori di appartenenza. Cristiano Lucarelli ha infatti pubblicato sui propri canali social una lunga e intensa dedica all’amico Igor Protti, scomparso dopo una coraggiosa battaglia contro la malattia.

Un messaggio capace di toccare il cuore di migliaia di appassionati, non soltanto per il valore umano delle parole utilizzate, ma anche per il racconto di un’amicizia autentica, costruita negli anni e rafforzata da un profondo rispetto reciproco. L’ex attaccante ha condiviso uno degli ultimi momenti trascorsi insieme a Protti, consegnando al pubblico una testimonianza sincera, dolorosa e ricca d’amore.

Per la Pistoiese, società che oggi vede Lucarelli protagonista in panchina, quelle parole rappresentano anche il ritratto dell’uomo che guida il progetto arancione, capace di mostrare la propria sensibilità in uno dei momenti più difficili della sua vita.

Pistoiese, il dolore di Lucarelli per la scomparsa di Igor Protti

Il messaggio pubblicato da Cristiano Lucarelli è diventato rapidamente virale. Migliaia di tifosi, ex compagni di squadra e addetti ai lavori hanno condiviso il ricordo dedicato a Igor Protti, uno degli attaccanti più amati del calcio italiano.

L’allenatore della Pistoiese ha deciso di raccontare l’ultimo incontro con l’amico, iniziato con una telefonata destinata a cambiare tutto.

“Venerdì 12 giugno, ore 9:42. Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor. «Cri, sono arrivato.» E io: «Come, scusa?». «Cri, sono arrivato.». «Scusa, in che senso?». Lui: «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa.»”

Parole che descrivono con straordinaria forza emotiva la consapevolezza di Protti e il dolore provato da Lucarelli nell’ascoltarle.

L’ultimo incontro tra due amici

Nel lungo racconto, il tecnico della Pistoiese descrive l’arrivo a casa di Igor Protti e il momento vissuto insieme lontano dai riflettori.

“Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui.”

Una scena profondamente umana, nella quale il calcio lascia completamente spazio all’amicizia.

Lucarelli racconta di aver trovato Protti sdraiato sul letto, con lo sguardo rivolto verso la finestra, mentre Daniela, la moglie dell’ex attaccante, ha scelto con delicatezza di lasciarli soli, comprendendo che quello fosse un momento destinato a rimanere soltanto tra loro.

Le ultime volontà di Igor Protti

Tra i passaggi più toccanti del messaggio pubblicato dall’allenatore della Pistoiese ci sono sicuramente le richieste che Protti gli ha affidato durante quell’ultimo incontro.

“«Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me. La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me…»”

Un dialogo intimo, che racconta un legame costruito ben oltre il calcio e che Lucarelli ha scelto di condividere con grande rispetto.

L’abbraccio e la forza di un leone

Nel prosieguo del racconto emerge tutta la sofferenza vissuta da Igor Protti durante la malattia, ma anche la straordinaria forza con cui ha affrontato ogni momento.

“Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato.”

L’allenatore della Pistoiese ricorda poi uno degli episodi più significativi degli ultimi mesi vissuti dall’amico.

“Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste.”

Una frase che sintetizza perfettamente il carattere combattivo che ha sempre contraddistinto Igor Protti, dentro e fuori dal campo.

Un saluto che va oltre il calcio

Le ultime righe del messaggio di Lucarelli sono forse le più emozionanti.

“Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo, che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città giustamente ti tributerà, mi manchi di già permalosone…”

Parole che hanno commosso l’intero panorama calcistico italiano e che testimoniano quanto il rapporto tra i due fosse profondo.

La sensibilità dell’allenatore della Pistoiese

Chi conosce Cristiano Lucarelli sa quanto il legame con Igor Protti abbia segnato la sua vita professionale e personale.

Oggi, alla guida della Pistoiese, il tecnico continua a trasmettere la stessa passione e gli stessi valori che hanno caratterizzato la sua carriera da calciatore. Il messaggio pubblicato sui social mostra un lato profondamente umano, capace di andare oltre il ruolo di allenatore.

Il racconto non parla soltanto di una perdita, ma celebra un’amicizia autentica, fatta di rispetto, complicità e affetto sincero.

Pistoiese, un messaggio che resterà nel tempo

Il ricordo scritto da Cristiano Lucarelli non è soltanto un saluto a Igor Protti. È una testimonianza destinata a rimanere nella memoria di chi ama il calcio e, soprattutto, i valori che questo sport sa trasmettere.

Per la Pistoiese, avere alla guida un uomo capace di raccontare con tanta sincerità il proprio dolore rappresenta anche un motivo di orgoglio. Il calcio vive di vittorie e sconfitte, ma sono storie come questa a ricordare quanto siano importanti i rapporti umani costruiti lungo il cammino.

L’addio a Igor Protti ha unito tifoserie, ex compagni, dirigenti e appassionati di ogni squadra. Le parole di Lucarelli hanno dato voce a un sentimento condiviso da tutto il mondo del calcio: quello di chi saluta un campione che, prima ancora dei gol e delle imprese sportive, verrà ricordato per la sua straordinaria umanità.

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