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venerdì 29 Agosto 2025
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Venezia in Serie D: la rinascita di un mito

Il Venezia in Serie D ha tracciato le basi della sua rinascita. Quando si parla di Venezia Calcio, si evoca immediatamente un’immagine fatta di storia, tradizione e bellezza. Un club che ha attraversato più di un secolo di calcio italiano, con momenti di gloria e altri di profonda crisi. Ma tra tutte le tappe del suo lungo cammino, la stagione del Venezia in Serie D rappresenta un capitolo a parte. Non è solo una parentesi sportiva, ma un vero e proprio spartiacque identitario. È lì, tra i campi polverosi e le tribune di provincia, che il Venezia ha ritrovato sé stesso.

Venezia in Serie D: la rinascita di un mito

Nel 2015, dopo l’ennesima crisi societaria e la conseguente esclusione dai campionati professionistici, il club lagunare è costretto a ripartire e il Venezia in Serie D inizia la sua risalita. Una categoria che, per molti, rappresenta il punto più basso. Per il Venezia, invece, diventa il terreno fertile per una rinascita autentica. La nuova proprietà, guidata da imprenditori americani con una visione chiara e ambiziosa, decide di investire non solo sul piano tecnico, ma soprattutto su quello culturale e identitario.

Venezia in Serie D: un progetto che parla alla città

In quegli anni, il Venezia in Serie D non vive solo una sfida sportiva. È un ritorno alle origini, un modo per ricostruire il legame con la città e con i tifosi. Le partite tornano a essere eventi di comunità, vissuti con passione e partecipazione. Lo stadio Pier Luigi Penzo, il secondo più antico d’Italia, diventa il cuore pulsante di questa rinascita. Situato sull’isola di Sant’Elena, raggiungibile solo via vaporetto o a piedi, il Penzo incarna perfettamente lo spirito unico del Venezia Calcio: romantico, difficile da raggiungere, ma indimenticabile.

La maglia sventola di nuovo

La maglia arancioneroverde, simbolo della fusione con il Mestre, torna a sventolare con orgoglio. I tifosi, dopo anni di delusioni e fallimenti, riscoprono il piacere di sostenere una squadra che lotta, che crede, che sogna. Il progetto tecnico è affidato a una dirigenza competente, che costruisce una rosa competitiva e motivata. Il Girone C della Serie D diventa il teatro di una cavalcata entusiasmante, culminata con la vittoria del campionato e la promozione in Serie C. Il Venezia in Serie D riparte e poi trionfa.

La stagione della svolta

La stagione 2015-2016 è molto più di una semplice promozione. È il simbolo di una svolta, di un nuovo inizio. Il Venezia domina il girone con autorità, mostrando un gioco brillante e una solidità difensiva che fanno la differenza. Ogni partita del Venezia in Serie D è una tappa di un viaggio che riporta il club verso il calcio professionistico. Ma ciò che colpisce di più è l’atmosfera che si respira attorno alla squadra. Non c’è solo entusiasmo, c’è fede. Una fede che nasce dalla consapevolezza che il Venezia non è un club qualsiasi, ma un patrimonio della città e del calcio italiano.

Il ritorno in Serie C è accolto con emozione e orgoglio. Il progetto continua a crescere, con investimenti mirati e una visione a lungo termine. Nel giro di pochi anni, il Venezia conquista anche la Serie B e, nel 2021, torna in Serie A. Un’ascesa fulminea, ma costruita su basi solide, nate proprio in quella stagione in Serie D.

Il valore della Serie D nella storia del Venezia

Guardando indietro, il Venezia in Serie D non ha vissuto una caduta, ma una rinascita. È lì che il Venezia ha ritrovato la propria anima, ha ricostruito il rapporto con la città e ha gettato le fondamenta per il futuro. In un calcio sempre più dominato da logiche economiche e da interessi esterni, il percorso del Venezia in Serie D ha rappresentato un esempio virtuoso. Un modello che dimostra come la passione, la competenza e l’identità possano fare la differenza.

La Serie D ha permesso al club di riscoprire il valore della comunità, di coinvolgere i tifosi in un progetto condiviso, di restituire dignità a una maglia che ha fatto la storia. Ogni trasferta, ogni gol, ogni vittoria ha contribuito a costruire un racconto che oggi è parte integrante della memoria collettiva veneziana.

Il Venezia oggi: tra ambizione e memoria

Nella stagione 2025-2026, il Venezia milita in Serie B. Dopo la retrocessione dalla Serie A, il club ha avviato un nuovo ciclo, affidando la guida tecnica a Giovanni Stroppa. La rosa è stata rinnovata, con l’arrivo di giocatori esperti e giovani di talento. Gianluca Busio è il capitano, simbolo di continuità e leadership. Tra i nuovi volti spiccano Alfred Duncan, Andrea Adorante e Filip Stanković, chiamati a riportare il Venezia ai vertici.

Il Penzo continua a essere il teatro delle emozioni, con migliaia di tifosi che ogni settimana riempiono le tribune per sostenere la squadra. Il legame con la città è più forte che mai, alimentato da una storia che ha saputo attraversare le tempeste e rinascere dalle proprie ceneri.

Una lezione per tutto il calcio italiano

La storia del Venezia in Serie D è una lezione per tutto il calcio italiano. Dimostra che la caduta non è mai definitiva, che la passione può superare ogni ostacolo, che l’identità conta più della categoria. In un’epoca in cui molti club inseguono risultati immediati, il Venezia ha scelto la via più difficile, ma anche la più autentica. Ha ricostruito dalle fondamenta, ha coinvolto la città, ha dato valore alle persone.

Oggi, il Venezia è un club rispettato, seguito, ammirato. Ma non dimentica da dove è partito. Il Venezia in Serie ha trovato la forza e la voglia di risalire e resta impressa nella memoria come il momento in cui tutto è cambiato. Un momento che ha segnato la rinascita di un mito, e che continua a ispirare ogni passo del suo cammino.

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