Morrone. Il nome di questa squadra oggi risuona con orgoglio nel panorama del calcio dilettantistico italiano, perché la salvezza conquistata in Eccellenza con due giornate di anticipo rappresenta molto più di un semplice traguardo sportivo. È il risultato di una stagione complessa, iniziata tra dubbi e incognite, e trasformata con il lavoro quotidiano, la compattezza del gruppo e una visione tecnica chiara. Arrivare a quota 40 punti, occupando il settimo posto, significa aver dato risposte concrete sul campo, contro avversari agguerriti e in un campionato che non concede margini di errore.
La Morrone ha affrontato l’Eccellenza con la consapevolezza di dover ricostruire, dopo i cambiamenti significativi dello scorso anno. Una rosa rinnovata, nuove gerarchie e l’esigenza di trovare rapidamente equilibrio hanno reso il percorso tutt’altro che scontato. Proprio per questo, la salvezza matematica assume un valore ancora più profondo, diventando simbolo di resilienza e identità.
Morrone, la firma di mister Infusino su una stagione di crescita
Dietro il risultato della Morrone c’è il lavoro meticoloso di mister Infusino, capace di dare forma e anima a una squadra che, giornata dopo giornata, ha trovato la propria dimensione. Il tecnico ha puntato su principi chiari, costruendo un gruppo solido sotto il profilo mentale prima ancora che tattico. In un campionato come l’Eccellenza, dove l’intensità fisica e la conoscenza del territorio fanno spesso la differenza, la capacità di leggere le partite e di prepararle nel dettaglio è risultata decisiva.
La scelta di un 4-3-3 equilibrato, capace di adattarsi alle diverse fasi del match, ha permesso alla Morrone di mantenere continuità di rendimento. La fiducia data a uomini chiave come Aiello, Pansera, Misuri e Cardamone ha creato uno zoccolo duro su cui costruire risultati e sicurezza. La squadra ha imparato a soffrire quando necessario, ma anche a comandare il gioco nei momenti favorevoli.
Morrone-Stilomonasterace, la partita che vale la salvezza
La gara contro lo Stilomonasterace resterà una delle immagini simbolo della stagione della Morrone. Un 2-0 netto, maturato con autorità, che ha certificato matematicamente la permanenza in Eccellenza. Sin dai primi minuti, i granata hanno mostrato concentrazione e controllo, senza mai concedere reali opportunità agli avversari. Il ritmo iniziale è stato compassato, quasi studiato, come se la squadra volesse prima prendere le misure della partita.
Il primo squillo è arrivato al quarto d’ora con Azzinnari, il cui tiro si è spento sul lato della rete, preludio a una fase di crescente pressione. Lo Stilomonasterace ha provato a rispondere con Bellizzi, ma Pellegrino si è fatto trovare pronto, confermando l’affidabilità di una difesa che nel corso della stagione ha rappresentato uno dei punti di forza della Morrone.
Il gol di Azzinnari e il controllo della gara
Con il passare dei minuti, la Morrone ha iniziato a prendere in mano il pallino del gioco. Il vantaggio è arrivato al 30’, al termine di un’azione corale che ha messo in mostra la qualità della manovra offensiva. Azzinnari, abile a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, ha sfruttato un rimpallo favorevole per battere il portiere e portare avanti i granata.
Quel gol ha avuto un peso specifico enorme, perché ha liberato la squadra da tensioni e paure, permettendo di gestire il match con maggiore serenità. La Morrone ha continuato a muovere il pallone con intelligenza, evitando rischi inutili e mantenendo le distanze tra i reparti. È in questi momenti che si è vista la maturità di un gruppo cresciuto nel corso dei mesi.
L’episodio chiave e una partita che cambia volto
Prima dell’intervallo, un episodio ha acceso la partita e ne ha cambiato l’inerzia emotiva. Il confronto acceso tra i portieri Pellegrino e Papaleo ha portato all’espulsione di entrambi, costringendo le squadre a riorganizzarsi. Situazioni del genere possono destabilizzare, ma la Morrone ha dimostrato di avere equilibrio e lucidità per non perdere il controllo.
Nel calcio dilettantistico, dove l’aspetto emotivo incide in maniera significativa, la capacità di reagire a eventi imprevisti è spesso decisiva. La Morrone ha affrontato la ripresa con lo stesso atteggiamento della prima frazione, mostrando di aver assimilato pienamente la mentalità trasmessa dal proprio allenatore.
Il rigore di Cardamone e la chiusura dei conti
Nel secondo tempo, la Morrone ha continuato a gestire il possesso, aspettando il momento giusto per colpire. Il raddoppio è arrivato al 33’ su calcio di rigore, trasformato con freddezza da Cardamone. Un gesto tecnico impeccabile, che ha definitivamente spezzato le speranze dello Stilomonasterace e dato il via ai festeggiamenti anticipati.
Quel rigore non è stato soltanto un gol, ma la sintesi di una stagione costruita con pazienza. Cardamone, uomo simbolo del centrocampo, ha incarnato la personalità di una squadra che non si è mai tirata indietro nei momenti decisivi.
Una difesa solida e un gruppo che non molla mai
Anche nel finale di gara, la Morrone non ha abbassato la guardia. Il possesso palla è rimasto prevalentemente nelle mani dei granata, mentre gli ospiti hanno faticato a creare occasioni degne di nota. Il portiere Aiello, chiamato a difendere i pali dopo l’espulsione di Pellegrino, ha risposto con sicurezza, confermando l’affidabilità dell’intero reparto difensivo.
Va sottolineata anche la prestazione del portiere avversario Stillitano, che con alcuni interventi decisivi ha evitato un passivo più pesante. Un dettaglio che rende ancora più evidente la qualità della prova offerta dalla Morrone, capace di creare occasioni e di controllare la partita fino all’ultimo minuto.
Morrone e il valore della permanenza in Eccellenza
Raggiungere la salvezza in Eccellenza non è mai un risultato scontato. Si tratta del massimo campionato regionale, una competizione che racchiude realtà storiche, piazze calorose e squadre costruite per ambire a traguardi importanti. Per la Morrone, restare in questa categoria significa consolidare il proprio progetto sportivo e gettare basi solide per il futuro.
Territorio, identità e calcio regionale
La Morrone è espressione di un territorio che vive il calcio come elemento di identità collettiva. Le squadre di Eccellenza rappresentano spesso il legame più diretto tra comunità e sport, diventando un punto di aggregazione sociale. Secondo i dati pubblicati dall’Istat, le realtà locali giocano un ruolo chiave nella promozione della partecipazione sportiva e nel rafforzamento del tessuto sociale, soprattutto nei contesti regionali.
In questo senso, la salvezza della Morrone assume un valore che va oltre il rettangolo di gioco, rafforzando il senso di appartenenza e l’orgoglio di una comunità intera.
Uno sguardo al futuro dopo una stagione di rinascita
Con due giornate ancora da disputare, la Morrone può guardare al finale di stagione con serenità e ambizione. Il settimo posto in classifica è il frutto di un lavoro costante e offre la possibilità di chiudere il campionato in crescendo, senza pressioni ma con la voglia di continuare a migliorare.
La prossima stagione rappresenterà una nuova sfida, ma anche un’opportunità. La base costruita quest’anno, fatta di solidità difensiva, equilibrio tattico e spirito di gruppo, potrà essere il punto di partenza per obiettivi ancora più ambiziosi.
Morrone, una salvezza che profuma di orgoglio
La permanenza in Eccellenza conquistata dalla Morrone è il giusto premio per una squadra che non ha mai smesso di crederci. È la vittoria della programmazione, del lavoro silenzioso e della capacità di reagire alle difficoltà. In un campionato duro e competitivo, i granata hanno dimostrato di meritare il proprio posto, regalando ai tifosi una stagione da ricordare.
La salvezza è solo un punto di partenza. La Morrone ha riscritto il proprio presente e ora può guardare al futuro con fiducia, consapevole che carattere, qualità e determinazione sono già parte del suo DNA.



