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Supercoppa di Futsal: il presidente Perugino racconta il suo Napoli a Golix

La Supercoppa di Futsal è una di quelle competizioni che accendono tutto in un istante. Non c’è tempo per aspettare, non c’è spazio per nascondersi: il futsal ti costringe a dichiararti subito. In due giorni intensi, davanti a un palazzetto che vibra e a un pubblico che vive ogni possesso come se fosse l’ultimo, la Supercoppa di Futsal diventa molto più di un trofeo. Diventa una fotografia del movimento, una cartolina delle ambizioni, un’occasione per capire dove sta andando il calcio a cinque italiano.

A Eboli, in questa cornice fatta di emozioni e pressione, Golix ha incontrato Serafino Perugino, presidente del Napoli Futsal. Un’intervista che parte da un saluto semplice e cordiale e poi va subito al cuore delle cose: che cosa significa davvero costruire un club, che cosa c’è dietro i risultati, quanta fatica serve per arrivare fino a qui e, soprattutto, quanto è pesante – e allo stesso tempo meraviglioso – portarsi sulle spalle il successo.

Il Napoli Futsal è ormai una realtà riconosciuta, rispettata, temuta. Una società che negli ultimi anni ha alzato l’asticella in modo netto, conquistando finali, semifinali, una Coppa Italia e un’identità che si sente. Ma Perugino, davanti a un microfono, sceglie una strada diversa da quella della celebrazione facile: parla di sacrificio, di famiglia, di quartiere, di progetto nato dal basso. E, soprattutto, parla di orgoglio.

In una Supercoppa di Futsal dove tutti cercano l’apice, l’intervista a Perugino racconta un altro tipo di vetta: quella che non si vede. La vetta del lavoro quotidiano, delle rinunce, della dedizione. Quella che, spesso, resta fuori dalle immagini televisive ma che è l’unica vera ragione per cui un club, nel tempo, diventa grande.

Dietro il successo: sacrifici, famiglia e un progetto nato dal quartiere

Golix pone una domanda che va dritta al centro: quando c’è successo, spesso non si esalta abbastanza il lavoro che c’è dietro. E allora la domanda diventa personale e insieme universale: quanta fatica c’è dietro? Che cosa si cela davvero?

Perugino apprezza la domanda e lo dice subito. Poi apre una finestra su dodici anni di storia, su un brand sportivo nato nel 2013 e cresciuto fino alla Serie A e alle finali scudetto. È un racconto che restituisce la fatica come componente essenziale del successo, e lo fa senza retorica: parla di sacrificio, parla della famiglia, parla di orgoglio.

Le sue parole sono integrali e fortissime, perché mettono in fila i traguardi ma li presentano come conseguenza di un prezzo pagato:

«Ti faccio i complimenti per questa domanda, che è una domanda molto pertinente. Diciamo che è un brand sportivo che nasce dal 2013, un progetto di quartiere, e arrivare in Serie A, e due finali scudetto, due semifinali, la vittoria della Coppa Italia, è veramente un enorme sacrificio per la famiglia Perugino, però me ne vado molto orgoglioso. È un peso che mi porto con molta passione, molto volentieri, e spero che ci porterà ancora più avanti».

In questa dichiarazione c’è tutto il senso profondo della crescita del Napoli Futsal. Non è solo sport, è costruzione. Non è solo una squadra, è un’identità. Perugino sottolinea un aspetto che in Italia spesso viene dimenticato quando si parla di futsal: le società non sono “automatiche”. Non esistono per decreto. Esistono perché qualcuno investe tempo, denaro, energie e, soprattutto, se ne assume la responsabilità.

Quando dice “un enorme sacrificio per la famiglia Perugino”, sta dicendo che il futsal non è solo un campo: è una vita. Sta dicendo che dietro una Coppa Italia, dietro una finale scudetto, c’è una comunità di persone che lavora ogni giorno.

E nella cornice della Supercoppa di Futsal, questo messaggio diventa ancora più potente: perché la Supercoppa non è solo il punto alto per le squadre, ma anche un punto alto per le società. Essere lì significa che il progetto ha funzionato. Significa che la fatica è diventata realtà.

Obiettivi dichiarati: alla Supercoppa di Futsal per alzare un trofeo

Poi arriva la domanda che, inevitabilmente, definisce la temperatura della competizione: quali sono gli obiettivi? In una Supercoppa di Futsal così corta e così intensa, non puoi rispondere con frasi generiche. O sei ambizioso o sei timido. E Perugino non sceglie la timidezza.

La sua risposta è netta, senza giri di parole. Non nasconde, non minimizza, non si trincera dietro l’idea del “vediamo”. Dice chiaramente che l’obiettivo è alzare un trofeo. E soprattutto dice che il Napoli è tra le candidate, perché non avrebbe senso negarlo.

«Gli obiettivi è di provare ad alzare un trofeo. È inutile nascondersi: siamo tra le candidate. Sono quattro società, quattro club tutti blasonati, tutti forti. Naturalmente siamo venuti qui per dire la nostra».

Questa frase racconta un Napoli Futsal consapevole della propria forza e della propria posizione nel panorama nazionale. Perugino non parla da outsider. Parla da protagonista. E questo è un passaggio fondamentale, perché significa che il club ha superato quella fase in cui essere al tavolo dei grandi era già un traguardo. Oggi il Napoli Futsal è al tavolo dei grandi per vincere.

E attenzione a un dettaglio: Perugino non sottovaluta nessuno. Ricorda che sono quattro club blasonati, tutti forti. Ma proprio per questo, “venire qui per dire la nostra” suona come una promessa di battaglia, come un modo per dire che la Supercoppa di Futsal non è una passerella, è una guerra sportiva.

Campania e futsal: la crescita di un movimento che non è casuale

Il terzo tema dell’intervista è quello più ampio, quasi politico nel senso sportivo del termine: il movimento campano è in crescita. Quali sono le sfide del futuro?

Qui Perugino fa una cosa importante: collega il successo delle società alla forza del territorio. E lo fa citando un nome che, in questa Supercoppa, è centrale: Gaetano Di Domenico, presidente della Feldi Eboli. Perugino parla di sfida classica tra i due club, ma soprattutto dice una frase che racconta tutto: “siamo qui non per caso”.

Nella Supercoppa di Futsal, dove spesso si parla solo di tattica e risultati, Perugino invece parla di lavoro, dedizione, passione. E poi riconosce il ruolo della Divisione e del presidente Stefano Castiglia, attribuendogli un impulso importante al movimento.

La sua dichiarazione è integrale e tiene insieme rivalità sportiva e unità di sistema:

«Lo dicevo al mio amico Gaetano Di Domenico, presidente della Feldi Eboli, che siamo qui non per caso. C’è tanto lavoro, tanta dedizione, tanta passione. Questa è una sfida ormai classica fra i due club e non vediamo l’ora di giocarla e di dare uno spettacolo degno di questo evento della Supercoppa, grazie anche alla Divisione Calcio a 5 e al presidente Stefano Castiglia, che veramente ha dato un impulso importante a tutto il movimento».

Qui emerge un concetto che vale più di una dichiarazione: la crescita del futsal campano non è un incidente. È un fenomeno strutturale. Se Napoli e Feldi sono lì, se la Campania ospita e riempie, se l’evento è vissuto come festa, allora c’è un ecosistema che funziona.

E Perugino lo riconosce apertamente: lavoro, dedizione, passione. Sono parole semplici, ma sono anche le parole che costruiscono i club e i territori.

La sfida Napoli–Feldi: una rivalità che diventa spettacolo della Supercoppa di Futsal

Quando Perugino parla di “sfida ormai classica”, non sta solo ricordando un confronto sportivo. Sta descrivendo un nuovo tipo di rivalità, una rivalità che nel futsal ha un valore enorme perché alimenta il racconto, crea identità e aumenta il coinvolgimento del pubblico.

La Supercoppa di Futsal, da questo punto di vista, è la competizione ideale. Perché le rivalità, quando sono vere, hanno bisogno di un palcoscenico che le faccia esplodere. Napoli contro Feldi non è più solo una partita: è un pezzo di storia recente del futsal campano, è un incrocio di ambizioni, è un confronto di modelli.

E Perugino lo dice chiaramente: vogliono dare uno spettacolo degno dell’evento. Non parla solo di vincere, parla di offrire un grande futsal. E questo è il segno di un movimento che sta maturando: perché la maturità non è solo alzare trofei, è anche capire che l’evento va valorizzato.

La Divisione e l’impulso al movimento: quando la Supercoppa di Futsal diventa un simbolo nazionale

C’è un passaggio che merita un’attenzione particolare: il ringraziamento alla Divisione Calcio a Cinque e al presidente Stefano Castiglia. Perugino parla di impulso importante. Questo significa che l’evento non è solo frutto dei club, ma anche di una governance che sta lavorando per far crescere il futsal a livello nazionale.

E qui la Supercoppa di Futsal diventa simbolo: perché rappresenta la capacità del futsal di organizzarsi, di promuoversi, di diventare un prodotto sportivo credibile anche per il grande pubblico.

Perugino, da presidente di un club di vertice, riconosce questo e lo mette dentro la sua risposta. È un segnale di maturità anche per l’intero sistema: quando i club e le istituzioni viaggiano nella stessa direzione, il movimento cresce.

Il “peso” del successo: perché la Supercoppa di Futsal racconta anche la fatica

Tornando alla prima risposta, è impossibile non notare quanto sia centrale il concetto di “peso”. Perugino parla del successo come di un peso che porta con passione e volentieri. È un’immagine perfetta: vincere non è leggero. Vincere significa responsabilità, significa aspettative, significa dover confermare ogni anno ciò che hai costruito.

In una Supercoppa di Futsal, questo peso diventa ancora più evidente. Perché la Supercoppa è breve, ma pesantissima: se sbagli una partita, sei fuori. Se perdi, l’evento finisce. Se vinci, scrivi storia.

Perugino, però, sembra dire che quel peso lo accetta. Anzi, lo ama. Perché è il segno che la fatica ha prodotto qualcosa che vale.

Napoli Futsal dal 2013 alla Supercoppa di Futsal: un percorso che spiega la nuova ambizione

Quando Perugino parla del 2013, del progetto di quartiere, dell’arrivo in Serie A, delle finali scudetto e della Coppa Italia, sta facendo una cosa che è fondamentale per il futsal italiano: sta dimostrando che i club possono crescere e diventare grandi attraverso un percorso.

Questo è un messaggio enorme per chi segue la Supercoppa di Futsal e per chi sogna di arrivarci. Perché significa che non è un mondo chiuso. Significa che un progetto può partire dal basso e diventare elite, se ha visione e sacrificio.

Il Napoli Futsal è uno degli esempi più evidenti di questa possibilità. E in una Supercoppa di Futsal giocata in Campania, il messaggio si amplifica: il territorio può produrre club di vertice.

Supercoppa di Futsal, il Napoli e l’orgoglio di chi ha costruito

L’intervista di Golix a Serafino Perugino durante la Supercoppa di Futsal ci lascia una sensazione precisa: il Napoli Futsal non è una meteora. È un progetto che ha radici, storia recente, sacrificio e un’ambizione dichiarata.

Perugino parla di un brand nato nel 2013, di un progetto di quartiere diventato club di Serie A, di finali scudetto, di semifinali e di una Coppa Italia che pesa quanto un manifesto. Parla del sacrificio della sua famiglia e lo fa con orgoglio. E poi guarda avanti: l’obiettivo è alzare un trofeo. Non si nasconde. Dice che il Napoli è tra le candidate. Dice che sono venuti per dire la loro.

E infine, parla del territorio e del movimento campano: niente è casuale. C’è lavoro, dedizione, passione. C’è una rivalità che vuole trasformarsi in spettacolo, una sfida classica con la Feldi Eboli pronta a incendiare il parquet. E c’è un sistema che, grazie alla Divisione e a Castiglia, sta spingendo in avanti il futsal.

La Supercoppa di Futsal, quindi, non è solo l’evento in cui si decide un trofeo. È l’evento in cui si capisce chi sei. E il Napoli Futsal, attraverso le parole del suo presidente, dice chiaramente cosa vuole essere: una squadra nata dal basso, cresciuta con sacrificio, e oggi pronta a vincere.

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