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Torneo delle Regioni 2026: sale l’attesa per la competizione

Torneo delle Regioni: basta pronunciare questa frase per sentire subito quel fruscio tipico dell’attesa, quel brivido che percorre le società dilettantistiche quando il calendario smette di essere un’idea e diventa realtà. Perché il Torneo delle Regioni non è soltanto una competizione: è un rito collettivo, una settimana in cui l’Italia del calcio giovanile e dilettantistico si stringe attorno alle sue selezioni, accende rivalità sane, celebra il talento e consegna ai ragazzi e alle ragazze un palcoscenico che non somiglia a nessun altro.

La 62ª edizione ha ufficialmente iniziato il suo viaggio con il sorteggio dei raggruppamenti, tenutosi a Roma poche settimane fa nella “Sala Tavecchio” della Lega Nazionale Dilettanti. È lì che si sono definite le strade, le possibili sorprese, gli incroci da sogno e quelli da brividi. Ed è lì che l’attesa si è trasformata in qualcosa di concreto: un tabellone, un percorso, un destino da costruire partita dopo partita.

Questa volta il cuore pulsante del calcio a undici batterà in Puglia, dal 28 marzo al 3 aprile 2026, mentre il calcio a cinque accenderà i palazzetti del Lazio dal 25 aprile al 1° maggio 2026. Due eventi distinti, un’unica grande identità: la cultura sportiva della LND, con le sue rappresentative regionali e i suoi Centri di Preparazione Atletica di Bolzano e Trento, a comporre una mappa del talento che attraversa l’intero Paese.

Il Torneo delle Regioni: l’Italia che si scopre in campo

Chi conosce davvero il calcio giovanile sa che il Torneo delle Regioni ha un sapore diverso. È il punto in cui la quotidianità dei campionati regionali si interrompe e tutto diventa più grande: più pressione, più visibilità, più possibilità. È qui che tanti futuri protagonisti hanno imparato a gestire l’emozione, a stare dentro una gara che pesa, a capire cosa significhi rappresentare un territorio intero.

Dal 1959 a oggi la manifestazione ha cambiato formule e categorie, ma ha mantenuto intatto il suo fascino: non è una semplice passerella, è un’esperienza formativa totale. Il format attuale, consolidato dal 2016, separa calcio e futsal, ma mantiene quattro categorie coinvolte in entrambi i mondi. Questa organizzazione permette di vivere due “settimane azzurre” in miniatura, dove ogni Regione porta il meglio, tecnicamente e umanamente, e dove ogni gara può ribaltare gerarchie e previsioni.

Ecco perché parlare di Torneo delle Regioni 2026 significa parlare di storie. Storie che stanno per iniziare, che si intrecceranno su campi e parquet, che faranno scoprire volti nuovi, confermeranno promesse, faranno nascere rivalità che restano stampate nella memoria.

Puglia protagonista: il ritorno del calcio a undici e un evento da vivere

Il calcio a undici torna in Puglia dopo 38 anni. Non è un dettaglio: è un ritorno storico, un passaggio di consegne che porta con sé orgoglio e responsabilità. Dal 28 marzo al 3 aprile 2026, le province di Bari, Brindisi e Lecce diventeranno un enorme teatro sportivo, con impianti, città e comunità chiamate ad accogliere l’Italia della LND.

A sottolineare la portata dell’evento è stato il presidente del Comitato Regionale Puglia, Vito Tisci, con parole che raccontano perfettamente lo spirito del torneo: “Giocheremo nelle province di Bari, Brindisi e Lecce. Siamo pronti ad accogliere tutta l’Italia della LND per far scoprire ai giovani calciatori ed alle calciatrici le bellezze della nostra Regione. Siamo certi che sul campo sarà uno spettacolo ma ci teniamo a valorizzare soprattutto l’aspetto sociale della competizione perché il Torneo delle Regioni rappresenta un momento importante di condivisione dei valori dello sport e della vita”.

E in quelle frasi c’è tutto: l’ambizione sportiva, certo, ma anche la consapevolezza che questa manifestazione è un’occasione culturale e sociale. I ragazzi arriveranno da ogni parte d’Italia, vivranno giornate dense di partite e di incontri, visiteranno luoghi, assorbiranno atmosfere, capiranno cosa significhi indossare una maglia che rappresenta un’intera comunità.

Torneo delle Regioni 2026: la composizione ufficiale del calcio a 11

La prima parte del viaggio è scritta. I gironi del calcio a undici, validi per Under 19, Under 17 e Under 15, sono cinque e comprendono anche le selezioni dei CPA di Bolzano e Trento.

Il Girone A è già un romanzo in sé: Campania, Abruzzo, Lombardia, Sicilia. Quattro realtà che portano sempre qualità e identità calcistica, capaci di alternare intensità, fisicità e tecnica. È il classico girone dove non esiste partita semplice e dove ogni dettaglio può fare la differenza.

Il Girone B mette insieme Calabria, Piemonte Valle d’Aosta, Liguria, Toscana. Un mix di scuole diverse, con la Toscana spesso legata alla pulizia tecnica, il Piemonte capace di compattezza e ritmo, la Calabria sempre imprevedibile e la Liguria pronta a sorprendere. È uno di quei gruppi che possono cambiare faccia anche da una categoria all’altra.

Il Girone C è Basilicata, CPA Bolzano, Lazio, Umbria. Qui c’è un equilibrio intrigante: il Lazio gioca in casa “emotiva”, anche se l’evento è in Puglia, e potrebbe avere un’energia particolare; l’Umbria è spesso squadra organizzata e difficile da scardinare; la Basilicata arriva con la voglia di stupire; Bolzano, con il suo CPA, porta un’identità tecnica che spesso risulta scomoda per chiunque.

Il Girone D unisce Molise, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna. Un girone che profuma di intensità: il Veneto tende a proporre squadre solide e strutturate, il Friuli Venezia Giulia arriva da un contesto che negli ultimi anni ha dimostrato grande vitalità, la Sardegna è energia pura e talento, il Molise ha la fame tipica di chi sa di dover lottare su ogni pallone.

Il Girone E è Marche, CPA Trento, Emilia Romagna, Puglia. E qui l’attesa sale: la Puglia ospitante avrà il peso e l’orgoglio del territorio, l’Emilia Romagna è storicamente una delle scuole più competitive, le Marche sono spesso squadra di qualità, Trento porta disciplina e intensità. È uno di quei gironi che promettono partite “da fase finale” già nei primi giorni.

La formula che premia la costanza: come si va ai quarti

Nel calcio a undici la regola è chiara: ai quarti di finale vanno le prime classificate di ogni girone e le tre migliori seconde dell’intera prima fase. È una formula che obbliga a non fare calcoli al ribasso, perché la differenza reti, la capacità di gestire i momenti e la continuità diventano decisive.

In un torneo così breve, ogni minuto è un investimento. Chi parte forte può costruirsi la qualificazione, ma chi sbaglia la prima gara rischia di dover correre contro il tempo. E in queste competizioni, dove l’aspetto emotivo pesa quanto quello tecnico, il dettaglio può diventare tutto: un rigore parato, una punizione all’incrocio, un errore di concentrazione.

Il Femminile: stessi incroci, stesso fuoco, un’identità in crescita

Il Torneo delle Regioni femminile si muove sugli stessi raggruppamenti di base, con una particolarità importante: il Girone D è un triangolare (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna), mentre gli altri sono quadrangolari.

Ecco la composizione: Girone A con Campania, Abruzzo, Lombardia, Sicilia; Girone B con Calabria, Piemonte Valle d’Aosta, Liguria, Toscana; Girone C con Basilicata, CPA Bolzano, Lazio, Umbria; Girone D triangolare con Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna; Girone E con Marche, CPA Trento, Emilia Romagna, Puglia.

La qualificazione ai quarti prevede l’accesso delle prime classificate dei quattro gironi quadrangolari e del triangolare, più le tre migliori seconde dei quadrangolari. Un sistema che tiene alta la tensione e rende le singole partite ancora più determinanti, soprattutto nel triangolare dove si gioca meno e ogni gol pesa doppio.

Il movimento femminile, anno dopo anno, sta crescendo in profondità e qualità, e il Torneo delle Regioni è uno dei suoi laboratori più preziosi: qui si misura la maturità dei percorsi regionali, qui emergono i profili più pronti al salto, qui si costruisce cultura sportiva.

Il calendario del calcio a 11: date da cerchiare in rosso

Il calendario ufficiale è scandito con precisione. La prima fase si gioca il 28 marzo (1ª giornata), 29 marzo (2ª giornata) e 30 marzo (3ª giornata), con riposo il 31 marzo. Poi si entra nel vivo: quarti di finale il 1° aprile, semifinali il 2 aprile, finali il 3 aprile.

Queste date non sono semplici riferimenti: sono la traccia emotiva del torneo. Il primo giorno è sempre un’esplosione di adrenalina, la seconda giornata comincia a chiarire le gerarchie, la terza è spesso un nodo da sciogliere con il cuore in gola. E poi la fase a eliminazione, dove non c’è rimedio, dove i sogni si realizzano o si spezzano in 90 minuti.

Il futsal nel Lazio: un’altra settimana, la stessa magia

Se il calcio a undici vivrà la sua festa in Puglia, il futsal tornerà protagonista nel Lazio dal 25 aprile al 1° maggio. Le gare si concentreranno nella provincia di Latina, con strutture di livello e l’obiettivo dichiarato di far vivere ai partecipanti un’esperienza completa.

Lo ha spiegato il presidente del Comitato Regionale Lazio, Roberto Avantaggiato: “La competizione si concentrerà nella provincia di Latina. Le strutture sono di primo livello, faremo giocare i nostri giovani nelle condizioni migliori. Stiamo preparando delle iniziative speciali per far vivere a tutti i partecipanti un torneo indimenticabile anche fuori dal rettangolo di gioco”.

Il futsal ha un linguaggio diverso: più veloce, più tecnico negli spazi stretti, più spietato nella gestione del possesso. E proprio per questo, il Torneo delle Regioni di calcio a cinque diventa un palcoscenico spettacolare, capace di accendere partite imprevedibili, rimonte lampo, giocate da highlights.

Torneo delle Regioni 2026: il quadro ufficiale del calcio a 5

Nel futsal, i gironi variano a seconda delle categorie. Nel maschile, i gruppi sono cinque quadrangolari: Girone A con Molise, Liguria, Toscana, Calabria; Girone B con Basilicata, Lazio, Sardegna, Umbria; Girone C con Friuli Venezia Giulia, Marche, Veneto, Emilia Romagna; Girone D con CPA Trento, Campania, Abruzzo, Piemonte Valle d’Aosta; Girone E con CPA Bolzano, Sicilia, Lombardia, Puglia.

La regola per i quarti è netta: passano le prime classificate e le tre migliori seconde.

Nel femminile la composizione prevede sia quadrangolari che triangolari: Girone A con Molise, Liguria, Toscana, Calabria; Girone B triangolare con Lazio, Sardegna, Umbria; Girone C triangolare con Marche, Veneto, Emilia Romagna; Girone D con CPA Trento, Campania, Abruzzo, Piemonte Valle d’Aosta; Girone E triangolare con Sicilia, Lombardia, Puglia. Ai quarti vanno le prime classificate, le due migliori seconde dei quadrangolari e la migliore seconda dei triangolari.

Per l’Under 17: Girone A triangolare con Liguria, Toscana, Calabria; Girone B con Basilicata, Lazio, Sardegna, Umbria; Girone C con Friuli Venezia Giulia, Marche, Veneto, Emilia Romagna; Girone D triangolare con Campania, Abruzzo, Piemonte Valle d’Aosta; Girone E triangolare con Sicilia, Lombardia, Puglia. Anche qui, ai quarti passano le prime e le migliori seconde secondo i criteri ufficiali, con due seconde dai quadrangolari e una dai triangolari.

Per l’Under 15: Girone A con Molise, Liguria, Toscana, Calabria; Girone B con Basilicata, Lazio, Sardegna, Umbria; Girone C triangolare con Marche, Veneto, Emilia Romagna; Girone D triangolare con Campania, Abruzzo, Piemonte Valle d’Aosta; Girone E con CPA Bolzano, Sicilia, Lombardia, Puglia. Ai quarti andranno le prime più le tre migliori seconde dei quadrangolari.

È un mosaico complesso, e proprio per questo affascinante: ogni categoria porta dinamiche diverse, e i triangolari aggiungono ulteriore tensione perché riducono i margini d’errore. Nel futsal basta una serata storta per scivolare fuori, e per questo l’approccio mentale diventa determinante quanto le qualità tecniche.

Perché i gironi contano davvero: incroci, stili, dettagli

Chi guarda il Torneo delle Regioni con occhio esperto sa che i gironi non sono solo un elenco di nomi. Sono una mappa di stili. Ci sono Regioni che puntano su intensità e aggressività, altre sulla tecnica e sul palleggio, altre ancora su compattezza e ripartenze. E quando questi mondi si incontrano in tre giorni, la capacità di adattarsi vale quanto la preparazione.

Nel calcio a undici, ad esempio, una selezione abituata a ritmi alti può mettere in difficoltà chi predilige il possesso se riesce a mantenere pressione costante. Ma l’inverso è altrettanto vero: chi sa gestire la palla può abbassare il ritmo e togliere ossigeno agli avversari. Nel futsal, invece, la gestione dei falli, la lucidità nelle transizioni e l’efficacia nelle palle inattive diventano fattori chiave.

E poi c’è l’aspetto più romantico: il Torneo delle Regioni è anche l’occasione in cui un ragazzo sconosciuto, o una ragazza che lavora in silenzio nel proprio campionato, improvvisamente si prende la scena. A volte basta un torneo per cambiare una stagione, per attirare un osservatore, per sentirsi finalmente “visti”.

L’attesa è già partita: cosa aspettarsi dal Torneo delle Regioni 2026

Ora che il quadro dei gironi del Torneo delle Regioni 2026 è definito, l’attesa diventa preparazione. I Comitati Regionali entreranno nella fase più delicata: selezionare, allenare, costruire gruppo. Perché in un torneo così breve non basta avere buoni giocatori: serve un’identità comune, serve un linguaggio condiviso, serve la capacità di restare squadra anche quando la fatica sale.

La Puglia, con il suo ritorno del calcio a undici dopo decenni, vuole lasciare un segno di accoglienza e organizzazione. Il Lazio, con il futsal nella provincia di Latina, vuole trasformare la settimana in un’esperienza che vada oltre il campo. Sono due regioni che conoscono il valore del Torneo delle Regioni e che, da quanto emerso nelle dichiarazioni ufficiali, vogliono costruire un’edizione memorabile.

E per chi segue questo mondo, i gironi sono già una promessa. Promessa di sfide tese, di storie che nasceranno dal nulla, di emozioni che solo il calcio giovanile sa dare con quella purezza che gli adulti spesso dimenticano.

Torneo delle Regioni 2026, quando il futuro ha già una maglia

Se c’è un motivo per cui il Torneo delle Regioni continua a essere la “kermesse più attesa”, è perché racchiude il senso più vero del calcio: rappresentare, crescere, misurarsi. I gironi sono il primo capitolo di un romanzo che si scriverà tra fine marzo e inizio aprile in Puglia, e poi tra fine aprile e inizio maggio nel Lazio.

Da oggi non si parla più in astratto. Da oggi il Torneo delle Regioni è un percorso reale, una strada che passa per Campania-Abruzzo-Lombardia-Sicilia, per Calabria-Piemonte Valle d’Aosta-Liguria-Toscana, per Basilicata-CPA Bolzano-Lazio-Umbria, per Molise-Friuli Venezia Giulia-Veneto-Sardegna, per Marche-CPA Trento-Emilia Romagna-Puglia. E passa anche per i gironi del futsal, con incroci che promettono scintille e che renderanno ogni categoria un piccolo mondo da raccontare.

La bellezza di questa manifestazione è che non appartiene solo ai risultati finali. Appartiene alle partenze all’alba, alle maglie stirate, alle riunioni tecniche, alle tribune con i genitori che non smettono di credere, agli staff che lavorano per dare un’opportunità vera. Appartiene a chi, per una settimana, sente di rappresentare qualcosa di più grande di sé.

E allora sì: l’attesa è finita. Ora comincia il viaggio del prossimo Torneo delle Regioni.

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