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Europei di futsal: i preconvocati dell’Italia di Samperi

Quando un anno nuovo inizia davvero, non lo fa mai con il rumore dei botti o con le promesse scritte a mezzanotte. Per chi vive di futsal, l’anno comincia quando la Nazionale torna a chiamare, quando la pista d’atletica del Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” diventa una soglia simbolica, quando le borse vengono chiuse di fretta e le scarpe vengono sistemate con quella cura che appartiene solo a chi sa di stare per entrare in una storia più grande.

Gli Europei di futsal sono qui, vicinissimi, e l’Italia non ha tempo da perdere: “Neanche il tempo di girare il foglio del calendario e dare primo uno sguardo al nuovo anno, che la Nazionale di futsal si trova già di fronte all’impegno più importante della stagione: Futsal EURO 2026 è ormai alle porte.”

È una frase che sembra scritta per raccontare un respiro corto, un’accelerazione improvvisa. E in effetti l’aria è quella delle grandi occasioni: l’Europeo, la pressione, il fascino dei palazzetti pieni, l’idea di misurarsi con il meglio del continente senza alibi e senza scorciatoie. L’Italia ci arriva dopo un percorso che ha avuto il sapore di una prova di maturità, perché la qualificazione è passata dallo spareggio con il Kazakistan e non da una porta già spalancata.

E adesso arriva il momento in cui ogni dettaglio pesa. Non soltanto i gol e le parate, ma i giorni, gli orari, le scelte. Perché Europei di futsal è un appuntamento che non aspetta nessuno: il calendario corre, la Slovenia si avvicina, e la competizione pretende subito il massimo.

Il raduno al Giulio Onesti: qui cominciano gli Europei di futsal

Roma, domenica 11 gennaio. Non è una data qualunque, perché segna l’inizio ufficiale dell’avvicinamento dell’Italia alla fase finale di Europei di futsal. Il raduno prende vita al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, un luogo che per lo sport italiano è una sorta di officina della Nazionale: qui si costruiscono abitudini, si limano meccanismi, si consolida quella disciplina silenziosa che poi, in partita, diventa energia collettiva.

La notizia che accende l’attesa è la lista dei 18 pre-convocati scelta dal commissario tecnico Salvo Samperi. Diciotto uomini per iniziare, con un percorso già delineato: diventano 17 al momento della partenza per Lubiana, prevista per lunedì 19 gennaio, quando l’Austria Trend Hotel sarà il quartier generale degli Azzurri. E poi il passaggio più delicato, quello che stringe il cerchio e trasforma un gruppo in una spedizione: la lista definitiva da 14 calciatori da consegnare alla UEFA entro le ore 15 della vigilia della prima gara.

Qui si vede la differenza tra una semplice convocazione e una costruzione strategica. Perché un Europeo è fatto di scelte tecniche, certo, ma anche di incastri: ruoli complementari, leadership, compatibilità emotiva e mentale. La Nazionale non è un club: il tempo è poco, l’intensità è enorme, e ogni elemento deve essere pronto a entrare in campo con una mentalità già rodata.

Samperi e la continuità: poche rivoluzioni, tanta sostanza

L’impressione, leggendo le scelte, è quella di una Nazionale che non cerca effetti speciali, ma solidità. “Nessuna particolare novità nelle scelte del Ct”, si legge, con la conferma di un principio che nel futsal spesso è decisivo: la continuità di gruppo può valere quanto un colpo di genio.

Eppure, nella continuità ci sono due segnali importanti, perché raccontano sia il ritorno delle energie migliori sia la capacità di recuperare risorse preziose. Il primo è Gabriel Motta, “fresco vincitore della Supercoppa spagnola con il Cartagena”, che rientra dopo l’infortunio che lo aveva costretto al forfait nella gara di dicembre contro la Finlandia. Il secondo è la conferma del ritorno in gruppo di Fabricio Calderolli, un elemento che aggiunge esperienza e fisicità, e che può diventare un tassello chiave nei momenti in cui le partite si spezzano e serve impatto.

Questa gestione delle energie è un’arte. In un torneo breve e durissimo come Europei di futsal, l’Italia ha bisogno di una rosa che non sia soltanto talentuosa, ma anche capace di reggere l’urto: la fatica, la pressione, il palazzetto avversario, gli episodi. Samperi sembra voler portare una squadra che sappia stare dentro l’Europeo prima ancora di giocarci, con una mentalità già pronta a non farsi travolgere.

I 18 pre-convocati dell’Italia per Europei di futsal

Il cuore della notizia è qui, nell’elenco dei 18 calciatori chiamati per iniziare l’avvicinamento a Europei di futsal, e già la composizione racconta una Nazionale legata al meglio della Serie A e alle esperienze internazionali.

Tra i portieri troviamo Jurij Bellobuono (Napoli), Carlos Dalcin (Eboli), Gianluca Parisi (Cosenza). È un reparto che, nel futsal, ha un peso specifico enorme: non solo per le parate, ma per la gestione del gioco con i piedi, per la capacità di guidare le uscite del portiere di movimento, per l’ordine difensivo nei momenti di assedio.

Tra i giocatori di movimento la lista è ricca, intensa, piena di profili che parlano lingue diverse ma condividono lo stesso calcio a cinque: Venancio Baldasso (Eboli), Matheus Barichello (Genzano), Fabricio Calderolli (Eboli), Ivan Cutruneo (Roma), Julio De Oliveira (Genzano), Giuliano Fortini (L84 Torino), Antonino Isgrò (Roma), Francesco Liberti (L84 Torino), Alex Merlim (Sporting CP), Gabriel Motta (Cartagena), Carmelo Musumeci (Catania), Michele Podda (Catania), Giovanni Pulvirenti (Catania), Italo Rossetti (Sporting Sala Consilina), Luis Turmena (Catania).

C’è un’Italia che si appoggia a club solidi e ambiziosi, e c’è un’Italia che può contare su un riferimento internazionale come Merlim, capace di portare in dote il ritmo e le letture del futsal di altissimo livello. C’è un blocco importante legato a Catania, segno di un’identità che nasce anche dal lavoro quotidiano nei club, e ci sono presenze che raccontano l’equilibrio tra qualità tecnica e intensità.

Il Gruppo D: l’Italia contro i campioni (bi) in carica

La fase a gironi di Europei di futsal non concede respiro: l’Italia è inserita nel Gruppo D insieme al Portogallo, campione in carica e “(bi)campione” al momento della manifestazione, oltre a Polonia e Ungheria. È un gruppo che mette subito alla prova, perché costringe a essere pronti dal primo giorno, senza la possibilità di “entrare” nel torneo con calma.

La prima partita dell’Italia, e già questo basta a far salire i battiti, è proprio contro il Portogallo. Esordio fissato per sabato 24 gennaio alle ore 14.30, alla Stožice Arena di Lubiana. Lì, in quel palazzetto, l’Italia dovrà mostrare il suo volto migliore senza calcoli: perché partire bene in un Europeo significa non solo fare punti, ma mandare un messaggio.

Tre giorni più tardi, martedì 27 gennaio, alle ore 20.30, sempre alla Stožice Arena, l’Italia affronta la Polonia. E poi la chiusura del girone, giovedì 29 gennaio, contro l’Ungheria: ore 20.30 alla Tivoli Hall di Lubiana, un cambio di palcoscenico che aggiunge un’ulteriore variabile ambientale.

In mezzo, lo scenario generale del torneo: la tredicesima edizione di questi Europei di futsal inizia mercoledì 21 gennaio alle ore 16 con Croazia-Francia, un dettaglio che ricorda quanto tutto sia già pronto, già in movimento, già nella fase in cui chi esita resta indietro.

La Slovenia e il fascino di un Europeo: palazzetti, pressione, identità

Giocare un Europeo di futsal significa stare in una dimensione diversa. Non è solo una questione tecnica. È un viaggio emotivo e fisico che dura due settimane e che ti chiede di essere sempre lucido, anche quando la tensione ti spinge a forzare una giocata, anche quando un episodio sembra cambiarti la partita. Europei di futsal, con la sua cornice tra Lubiana e gli impianti sloveni, sarà un torneo in cui ogni giro palla conterà quanto un tackle, ogni scelta in power play conterà quanto una parata.

E qui torna centrale il senso del raduno. Perché Roma è la prima tappa di una marcia che deve costruire la squadra nella testa prima ancora che nei piedi. Il Ct sa che il futsal vive di automatismi, di rotazioni, di letture collettive: non basta avere uomini forti, serve saperli far respirare insieme.

Il fatto che la lista sia ampia, 18 nomi per iniziare, non è un lusso: è un modo per proteggere la squadra e allo stesso tempo per alimentare la competizione interna. Ognuno entra sapendo che non c’è nulla di garantito, che la lista dei 14 finali sarà un passaggio duro e che sarà la qualità nei dettagli a fare la differenza.

Dai club alla maglia azzurra: come si costruisce una Nazionale da torneo

Chi segue il futsal italiano lo sa: la Nazionale è il punto più alto, ma non è mai un’isola. Vive del lavoro quotidiano dei club, dei campionati, delle rivalità che poi diventano collaborazione. In questa lista ci sono piazze e spogliatoi che, nel corso della stagione, si affrontano senza risparmiarsi. Eppure, quando arriva la chiamata della Nazionale, tutto cambia: perché la maglia azzurra ti chiede di mettere da parte il club e di abbracciare un’idea più grande.

Il blocco legato a Catania, per esempio, racconta una cultura tattica e un’identità che il club porta da tempo, e che in Nazionale può trasformarsi in intesa immediata. La presenza di profili legati a Eboli, Genzano e L84 Torino suggerisce una Nazionale che vuole mantenere un ritmo alto, con giocatori abituati a partite di pressione e intensità. E poi c’è l’esperienza internazionale, che in tornei come Europei di futsal è sempre un valore: perché certe partite non si imparano, si vivono.

Samperi, scegliendo continuità e inserendo i ritorni mirati, sembra voler evitare la trappola più pericolosa: quella di arrivare all’Europeo con troppe novità e troppo poco tempo per metabolizzarle. Il futsal non perdona: se un movimento non è sincronizzato, se una diagonale arriva in ritardo, se il portiere non legge il passaggio d’uscita, l’occasione diventa gol. E a quel livello, recuperare è sempre più difficile.

Europei di futsal: gli orari, i dettagli, la UEFA e il peso delle scadenze

C’è un aspetto che spesso passa sotto traccia, ma che racconta quanto una fase finale sia un meccanismo perfetto: le scadenze burocratiche e le scelte obbligate. L’Italia partirà per Lubiana lunedì 19 gennaio, e la lista definitiva da 14 dovrà essere consegnata entro le ore 15 della vigilia della prima gara.

Non è solo una formalità. È una pressione che si somma a quella del campo. Perché quel taglio, da 18 a 14, significa escludere uomini che hanno lavorato, che si sono allenati, che hanno condiviso il raduno. Eppure è inevitabile: un torneo come Europei di futsal richiede scelte nette, e chi resta fuori spesso lo fa per dettagli minimi, per esigenze tattiche, per equilibrio di ruoli.

Anche questo fa parte della cultura di una Nazionale forte: accettare le scelte, rimanere squadra, sostenere chi va in campo. Perché un Europeo non si vince solo con i titolari, ma con l’ambiente che la squadra riesce a costruire attorno a sé.

Lo staff: la macchina invisibile che regge l’Italia

Dietro una Nazionale c’è sempre una struttura che lavora in silenzio. E l’elenco dello staff azzurro, in vista di Europei di futsal, è il ritratto di una macchina complessa, organizzata, pronta a sostenere ogni dettaglio della preparazione e della competizione.

Commissario tecnico: Salvo Samperi; Capo delegazione: Antonio Scocca; Segretario: Fabrizio Del Principe; Organizzazione: Adrian Lupinski; Dirigente accompagnatore: Alessandro Distante; Comunicazione: Matteo Santi; Assistente allenatore: Vanni Pedrini; Preparatore atletico: Domenico Castello; Preparatore dei portieri: Gennaro Varriale; Match analyst: Sebastiano Giuffrida; Collaboratore tecnico: Riccardo Manno; Medici: Carmelo Papotto (dal 18/01), Alvise Clarioni (fino al 18/01), Benedetto Carta (dal 22/01); Nutrizionista: Francesco Leva; Fisioterapisti: Claudio Princiotta Spanò e Emiliano Diaferia.

Questo elenco non è un dettaglio per addetti ai lavori. È la prova che l’Italia vuole arrivare pronta su tutto: preparazione atletica, recupero, alimentazione, analisi video, gestione infortuni, comunicazione. In un torneo breve come Europei di futsal, la differenza tra una squadra competitiva e una squadra vincente sta spesso in un recupero più rapido, in un’analisi fatta bene, in una gestione intelligente delle rotazioni.

Portogallo, Polonia, Ungheria: tre partite per capire chi sei

Ogni girone europeo è un racconto a sé. Ma qui la storia è chiara fin dall’inizio: l’Italia affronta il Portogallo nella partita che accenderà gli Europei di futsal, poi la Polonia in una gara che spesso, nei tornei, diventa lo snodo decisivo, e infine l’Ungheria quando la classifica potrebbe imporre calcoli o richiedere coraggio.

Il Portogallo non ha bisogno di presentazioni, perché arrivare contro i campioni significa misurarsi con una cultura del futsal che negli ultimi anni ha segnato il continente. L’Italia dovrà essere compatta, feroce nelle seconde palle, lucida nei momenti in cui il Portogallo prova a spezzare il ritmo con la tecnica. E dovrà soprattutto avere una cosa: personalità.

Contro la Polonia, invece, spesso conta la gestione dell’intensità. È una partita che può diventare fisica, sporca, giocata sui dettagli. E contro l’Ungheria, infine, può contare la capacità di interpretare la partita: capire quando accelerare, quando congelare, quando rischiare il portiere di movimento e quando evitarlo.

Sono tre partite che non raccontano solo la classifica. Raccontano l’identità dell’Italia a Europei di futsal. Raccontano che tipo di squadra vogliamo essere: reattiva o propositiva, attendista o coraggiosa, fragile o capace di soffrire insieme.

Obiettivo Slovenia: la sensazione che l’Italia abbia qualcosa da dire

C’è una sensazione che accompagna questo raduno: l’Italia ha una base, un gruppo, e una direzione. Non è la Nazionale costruita su una scommessa improvvisata, ma su un percorso che vuole dare continuità al lavoro. Il fatto di arrivare all’Europeo dopo uno spareggio vinto, con l’idea di essersi guadagnati la fase finale sul campo, è un carburante emotivo fortissimo. Perché ti ricorda che nulla è scontato, che ogni partita va meritata, che la maglia azzurra non è un vestito elegante per le grandi occasioni, ma una fatica quotidiana.

E poi c’è un dettaglio umano che vale più di mille analisi: questi giocatori sanno cosa significa portare il futsal italiano in Europa. Sanno che la loro prestazione non parla solo di loro, ma parla di un movimento, di un campionato, di una cultura sportiva che cresce quando la Nazionale è protagonista.

Europei di futsal non è solo un torneo: è una vetrina, un banco di prova, una promessa. E l’Italia, con il raduno all’Onesti e i 18 pre-convocati scelti da Samperi, ha appena acceso la miccia.

La strada è tracciata. Roma è il punto di partenza. Lubiana sarà il palcoscenico. E l’Europa, da mercoledì 21 gennaio, comincerà a parlare futsal con la lingua dei grandi tornei. L’Italia vuole esserci, vuole contare, vuole lasciare un segno. E se davvero è vero che l’anno inizia quando cominciano le sfide, allora per gli Azzurri il 2026 è già cominciato.

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