Avete presente i “tritatutto”? L’Alghero è ormai più di una capolista, assomiglia davvero a uno di quegli aggeggi in grado di ridurre in piccoli pezzi qualunque cosa gli capiti a tiro. È una squadra che sta riscrivendo, settimana dopo settimana, la storia recente del calcio dilettantistico sardo e nazionale.
Diciassette partite giocate, diciassette vittorie conquistate: numeri che non lasciano spazio a interpretazioni e che raccontano meglio di qualsiasi parola la forza di un gruppo diventato, giornata dopo giornata, una vera e propria macchina perfetta. Nel girone B del campionato di Promozione Sardegna, i giallorossi stanno dominando con una superiorità impressionante, scavando un solco profondo tra sé e le inseguitrici.
Alghero, una marcia trionfale che riscrive la Promozione sarda
Al termine del girone di andata, il distacco dall’Usinese seconda in classifica è già di quattordici punti. Un margine che, a questo livello, equivale a una sentenza anticipata, ma che non ha minimamente rallentato la fame dell’Alghero. La squadra allenata da Mauro Giorico continua a giocare con intensità, concentrazione e voglia di vincere, come se ogni partita fosse una finale.
Alghero: un record che attraversa tutta l’Italia calcistica
Ciò che rende l’impresa dell’Alghero ancora più straordinaria è il contesto nazionale. Dalla Serie A fino alla Promozione, in tutta Italia non esiste un’altra squadra capace di vantare un percorso netto come quello dei giallorossi. L’unica eccezione è rappresentata dal Santa Venerina in Sicilia, che però ha disputato diverse gare in meno. Questo dato colloca l’Alghero in una dimensione di assoluta eccellenza, rendendo il suo cammino un caso unico nel panorama calcistico italiano.
La Promozione Sardegna, spesso caratterizzata da equilibri sottili e campi difficili, si è trasformata in un palcoscenico su cui l’Alghero sta mettendo in scena una vera e propria prova di forza. Ogni avversario affrontato ha dovuto fare i conti con una squadra organizzata, cinica e consapevole dei propri mezzi.
Dalla delusione dei playout alla rinascita immediata
Per comprendere appieno la portata di questa stagione, è necessario tornare indietro di qualche mese. L’1 maggio scorso, l’Alghero viveva uno dei momenti più amari della sua storia recente, retrocedendo dall’Eccellenza ai playout. Una ferita profonda, difficile da rimarginare, che avrebbe potuto lasciare scorie pesanti sul piano mentale e ambientale.
Invece, proprio da quella delusione è nata la forza di questa squadra. La società ha scelto di voltare pagina immediatamente, senza piangersi addosso, fissando un obiettivo chiaro e ambizioso: tornare subito in Eccellenza. Una scelta coraggiosa, supportata da un progetto tecnico solido e da una guida esperta come quella di Mauro Giorico.
La risposta del campo è stata travolgente. L’Alghero ha trasformato la rabbia sportiva in energia positiva, canalizzandola in prestazioni di altissimo livello sin dalle prime giornate di campionato.
Il lavoro di Mauro Giorico e l’identità della squadra
Alla base di questo dominio c’è la mano di Mauro Giorico. L’allenatore ha costruito un gruppo equilibrato, capace di abbinare qualità tecnica, intensità fisica e solidità mentale. L’Alghero scende in campo con un’identità precisa, riconoscibile, che prescinde dall’avversario e dal contesto.
Ogni reparto funziona in maniera armonica, con meccanismi collaudati e una grande capacità di adattamento. La squadra sa imporre il proprio ritmo, ma è altrettanto efficace nel gestire le fasi più delicate delle partite. Questo equilibrio è uno dei segreti principali del rendimento impeccabile dei giallorossi.
Numeri impressionanti: attacco devastante e difesa granitica
I numeri dell’Alghero parlano chiaro e certificano una supremazia totale. Diciassette vittorie consecutive sono solo la punta dell’iceberg di un rendimento che trova conferma anche nelle statistiche offensive e difensive. Con cinquantasei gol realizzati, l’Alghero vanta il miglior attacco del girone B, con un vantaggio netto sulla seconda forza offensiva del campionato.
La media supera abbondantemente le tre reti a partita, un dato che testimonia la capacità della squadra di creare occasioni e di concretizzarle con continuità. Allo stesso tempo, la fase difensiva è altrettanto efficace, con appena dodici gol subiti. La miglior difesa del girone è il risultato di un lavoro collettivo, che parte dal pressing offensivo e arriva fino alla solidità del reparto arretrato.
Continuando su questi ritmi, l’Alghero potrebbe addirittura superare la soglia delle cento marcature stagionali, un traguardo che renderebbe questa annata ancora più memorabile.
Diego Barboza, il volto simbolo di una squadra vincente
Tra i protagonisti assoluti di questa stagione spicca senza dubbio Diego Barboza. L’attaccante uruguaiano classe 1991 è il terminale offensivo di un sistema che esalta le sue caratteristiche. Dei cinquantasei gol segnati dall’Alghero, ben diciotto portano la sua firma. Numeri che lo collocano in cima alla classifica dei marcatori e che raccontano di un giocatore decisivo, capace di fare la differenza in ogni momento.
Barboza non è un nome nuovo nel panorama dilettantistico. Nella passata stagione è stato protagonista della promozione dall’Eccellenza alla Serie D con il Budoni, confermandosi come uno degli attaccanti più affidabili della categoria. Al di là dei gol, Barboza rappresenta un punto di riferimento per tutta la squadra. La sua esperienza e il suo carisma contribuiscono a mantenere alta la concentrazione del gruppo, evitando cali di tensione anche nelle partite apparentemente più semplici.
Un ritorno in Eccellenza che può arrivare con largo anticipo
Con questo passo, il ritorno dell’Alghero in Eccellenza appare solo una questione di tempo. Il vantaggio accumulato sulle inseguitrici consente alla squadra di guardare al futuro con serenità, pur senza abbassare la guardia. La matematica promozione potrebbe arrivare con largo anticipo, permettendo al club di pianificare per tempo la prossima stagione nel massimo campionato regionale.
Questo scenario rappresenta una rivincita sportiva dopo la retrocessione dello scorso anno. L’Alghero ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà con maturità e ambizione, trasformando un momento negativo in un’opportunità di crescita.
Il contesto del calcio sardo e il valore della Promozione
Il campionato di Promozione Sardegna è una realtà complessa e competitiva, che richiede organizzazione e continuità. Le società devono fare i conti con trasferte impegnative, risorse limitate e un equilibrio tecnico spesso sottile. In questo contesto, il dominio dell’Alghero assume un valore ancora più significativo. L’Alghero, con il suo percorso, incarna perfettamente questo spirito.
Una città che sogna insieme alla sua squadra
Il cammino dell’Alghero non coinvolge soltanto i protagonisti in campo, ma tutta la città. La squadra giallorossa è diventata un simbolo di orgoglio e appartenenza, capace di riaccendere l’entusiasmo della tifoseria dopo la delusione della passata stagione. Ogni vittoria alimenta un clima di fiducia e partecipazione, trasformando le domeniche di Promozione in appuntamenti irrinunciabili. Il calcio dilettantistico vive di questo legame profondo con il territorio. L’Alghero lo ha riscoperto e valorizzato, costruendo un rapporto autentico con il proprio pubblico.
Obiettivi individuali e ambizioni collettive
Per Diego Barboza, la corsa al titolo di capocannoniere è un obiettivo importante, ma sempre subordinato al bene della squadra. L’attaccante uruguaiano ha dimostrato di mettere il collettivo al primo posto, consapevole che i successi individuali arrivano come naturale conseguenza di quelli di squadra. Questa mentalità è condivisa da tutto il gruppo, ed è uno dei fattori chiave che spiegano la continuità di rendimento dell’Alghero. Ogni giocatore conosce il proprio ruolo e lo interpreta con disciplina e spirito di sacrificio.
Alghero, una stagione destinata a restare nella storia
Se il campionato si chiudesse oggi, l’Alghero avrebbe già scritto una delle pagine più belle del calcio dilettantistico sardo. Diciassette vittorie su diciassette partite non sono solo un dato statistico, ma il simbolo di una squadra che ha saputo reagire, crescere e dominare. Il ritorno in Eccellenza sembra ormai solo una formalità, ma ciò che resterà davvero sarà il ricordo di un’annata perfetta, vissuta con passione, competenza e orgoglio. L’Alghero ha dimostrato che dalle cadute si può ripartire più forti di prima, trasformando una retrocessione in un trampolino verso una nuova, meritata rinascita.



