Buona la prima del 2026 per la Varesina, che apre l’anno con una prestazione compatta e soddisfacente che va ben oltre il semplice risultato. Lo 0-0 maturato contro la capolista Folgore Caratese, allo stadio di Venegono Superiore, racconta di una squadra viva, ambiziosa e capace di guardare negli occhi la prima della classe senza timori reverenziali.
È un pareggio che pesa, perché arriva al termine di una gara giocata con coraggio, intensità e una chiara vocazione offensiva, nonostante il valore dell’avversario e la pressione di un avvio di girone di ritorno che spesso può ingabbiare le gambe e la testa.
La Varesina di mister Spilli ha mandato un messaggio forte già dalle scelte iniziali. Trazione anteriore inserita, tanti uomini offensivi in campo e un atteggiamento propositivo che ha trasformato la prima uscita del nuovo anno in una dichiarazione d’intenti. Non un punto conquistato per difendersi, ma un punto costruito per provare a vincere.
Varesina, Venegono Superiore, una cornice ideale per una sfida d’alta quota
Il sole illumina l’Elmec Solar Stadium, ma il freddo resta pungente. Sugli spalti circa 450 spettatori assistono a una gara che, almeno sulla carta, propone un confronto sbilanciato: la capolista contro una Varesina desiderosa di rilanciarsi. In realtà, sin dai primi minuti, il campo racconta un’altra storia. Le fenici non arretrano, non aspettano, non rinunciano a giocare.
Rivedere Sassi dal primo minuto, a distanza di un girone, è un segnale importante. La fascia da capitano arretra sulla linea difensiva con Grieco, mentre il resto dell’assetto è costruito per sostenere Costantino e Baud Banaga in avanti. La Varesina vuole essere protagonista, e lo dimostra con il pallone tra i piedi e con l’atteggiamento.
Varesina, un primo tempo di equilibrio e l’episodio che poteva cambiare tutto
L’avvio è compassato, quasi di studio. I ritmi sono quelli di una gara che deve scrollarsi di dosso le festività invernali. Serve qualche minuto prima che la partita si accenda davvero, e il momento chiave arriva poco prima del quarto d’ora. Guri, tra i più ispirati in avvio, dialoga bene con Costantino e si inserisce con tempi perfetti. Aprile è in ritardo, l’intervento è netto e il rigore è inevitabile.
Dal dischetto si presenta Sassi, classe 2007, con una personalità che non tradisce l’età. Il sinistro è deciso, ma Salvalaggio intuisce e respinge in corner. È l’episodio che potrebbe indirizzare la partita e che invece lascia tutto in equilibrio. La Varesina spreca la grande occasione del vantaggio, ma non si disunisce.
Anzi, dopo il rigore sbagliato, la squadra si compatta, stringe le linee e lavora con attenzione nella fase difensiva. L’unica nota stonata è l’uscita forzata di Guri, ancora scosso dal duro colpo subito nell’azione del penalty. Al suo posto entra Franzoni, senza che l’assetto perda equilibrio.
La Folgore Caratese prova a prendere in mano il possesso, ma la Varesina chiude ogni spazio. Caverzasi e Alari guidano una linea difensiva attenta e concentrata, respingendo ogni tentativo. L’unica vera occasione degli ospiti arriva su palla inattiva, con Biondini che prova la zampata in area, ma la conclusione finisce sul fondo. Il primo tempo scivola via così, senza altre grandi emozioni, con uno 0-0 che racconta di una partita equilibrata e combattuta.
Ripresa vibrante: la Varesina va a un passo dal colpaccio
Il secondo tempo cambia subito volto. La Varesina rientra in campo con ancora più convinzione e costruisce dopo pochi minuti una clamorosa occasione. Rimessa lunga di Vaz, grande lavoro di Costantino che si libera al limite dell’area piccola. Il sinistro del numero 9, però, termina incredibilmente alto sopra la traversa, lasciando increduli giocatori e tifosi.
La Folgore Caratese accusa il colpo e risponde con Lops, tra i migliori dei suoi insieme a Tremolada. La conclusione è insidiosa, ma Lorenzi controlla con sicurezza in tuffo. È il segnale che la partita è definitivamente entrata nel vivo, con entrambe le squadre pronte a colpire.
La Varesina continua a giocare con personalità, cercando le corsie esterne e provando a sfruttare le qualità tecniche dei suoi uomini offensivi. Baud Banaga diventa un fattore sulla destra, mettendo in difficoltà Biondini con accelerazioni, finte e giocate di qualità che strappano applausi convinti dalla tribuna.
Una difesa solida e una squadra compatta
Se l’attacco crea, la difesa della Varesina risponde con una vera e propria lezione di organizzazione. La Folgore Caratese, per rendersi pericolosa, è costretta spesso a tentare la conclusione dalla distanza. Gjonaj ci prova due volte, ma senza mai impensierire seriamente Lorenzi. Anche Castellano trova lo spazio per un tiro da fuori, respinto con prontezza dall’estremo difensore rossoblù.
È una Varesina matura, che sa soffrire quando serve e che non perde mai compattezza. I reparti restano corti, le distanze sono giuste e la sensazione è che la squadra abbia assimilato perfettamente le richieste di mister Spilli.
Il finale: l’occasione più grande e la resistenza della capolista
Alla mezz’ora arriva l’episodio che potrebbe consegnare alla Varesina una vittoria di prestigio. Ripartenza pulita, palla a sinistra per la corsa di Vaz. Il cross viene deviato da Samotti, spiazzando completamente Salvalaggio. Sul secondo palo Baud Banaga ha la palla buona per segnare, ma il recupero difensivo di Biondini è semplicemente miracoloso. È l’ennesima dimostrazione di quanto il calcio sappia essere crudele, premiando talvolta la resistenza più che l’iniziativa.
Nel finale la Folgore prova a cambiare volto con gli innesti dalla panchina. Forchignone entra con l’idea di incidere, ma la Varesina non concede varchi. Anzi, sono ancora le fenici a creare apprensione con calci piazzati e angoli che fanno sognare il colpaccio. Al 95’, l’ultima punizione dal limite di Samotti viene contenuta da Lorenzi, evitando quella che sarebbe stata una beffa immeritata.
Un punto che vale molto più della classifica
Il triplice fischio sancisce uno 0-0 che, a guardarlo superficialmente, potrebbe sembrare un risultato prudente. In realtà è un pareggio che racconta di una Varesina capace di mettere in difficoltà la capolista, di creare le occasioni migliori e di uscire dal campo con la consapevolezza di aver disputato una grande partita.
È un punto da cui ripartire nel girone di ritorno, un mattoncino importante per costruire fiducia e continuità. La squadra di Spilli ha dimostrato di poter competere con chiunque, soprattutto se mantiene questo livello di intensità e qualità.
Il contesto del campionato e le prospettive della Varesina
Il campionato di Serie D, in particolare nei gironi del Nord, è notoriamente lungo e complesso. Ogni punto pesa, ogni partita può cambiare gli equilibri. In questo contesto, fermare la capolista rappresenta un segnale forte, soprattutto a livello mentale.
Spilli e la crescita di un’identità precisa
La Varesina vista contro la Folgore Caratese è una squadra con un’identità chiara. Non rinuncia a giocare, non abbassa il baricentro per timore dell’avversario e cerca sempre di imporre il proprio ritmo. Merito di un lavoro tecnico e mentale che sta dando frutti evidenti.
Il pareggio inaugura il 2026 nel modo migliore possibile, nonostante il rammarico per le occasioni mancate. La sensazione è che questa squadra abbia ancora margini di crescita e che, se riuscirà a trasformare le prestazioni in vittorie, potrà togliersi diverse soddisfazioni nel girone di ritorno.



