La Serie D non è soltanto il campionato dei campanili, delle domeniche d’inverno e delle trasferte che profumano di provincia. È anche un laboratorio che produce calcio, idee e futuro. E in questo laboratorio c’è un’iniziativa che, anno dopo anno, sta diventando sempre più centrale nella vita delle società: Giovani D Valore.
Oggi non parliamo di un aggiornamento qualsiasi, ma di un punto di svolta stagionale: le graduatorie girone d’andata, pubblicate dal Dipartimento Interregionale al termine della prima metà di campionato, un periodo che da questa stagione è valido per l’assegnazione della prima metà del premio complessivo. È un passaggio che pesa, perché fotografa chi non si è limitato a “far esordire un ragazzo”, ma ha davvero costruito una strada, schierando under con continuità e responsabilità, spesso anche oltre le quote minime previste dal regolamento.
La notizia, però, ha anche un altro significato: queste graduatorie sono provvisorie, perché non comprendono ancora i bonus previsti da regolamento, che saranno resi noti dopo il 31 gennaio, termine entro il quale i club dovranno depositare le dichiarazioni liberatorie essenziali ai fini del ricevimento del premio. È un dettaglio fondamentale, perché in Giovani D Valore non basta fare punti in campo, bisogna anche essere impeccabili fuori, con documenti e requisiti in regola.
Il bello di questa classifica speciale è che non racconta solo chi è più “giovane”, ma chi è più coerente. Racconta il coraggio di un allenatore che tiene in campo un 2008 quando la partita si mette male. Racconta la fiducia di una società che non teme l’errore, perché lo considera parte della crescita. Racconta l’orgoglio di un settore giovanile che riesce a portare in prima squadra ragazzi “di casa”, quelli che conoscono già magazzino, spogliatoio e peso della maglia.
Ecco allora il punto: le graduatorie girone d’andata per Giovani D Valore non è una lista fredda di numeri. È una mappa del futuro della Serie D.
Giovani D Valore: perché la graduatoria è diventata una seconda classifica
Da qualche anno, chi vive la Serie D lo sa: esiste la classifica del campionato, e poi esiste la classifica “parallela” di Giovani D Valore. E spesso queste due realtà dialogano più di quanto si pensi.
La ragione è semplice. Giovani D Valore premia l’impiego dal primo minuto dei calciatori nati tra il 2006 e il 2010 (con precise esclusioni e criteri), a patto che restino in campo per tutto il primo tempo. È un vincolo che spinge a fare scelte vere. Non è un premio per la presenza simbolica: è un premio per la responsabilità tecnica.
Inoltre, il progetto è pensato per riconoscere economicamente le società più virtuose nella valorizzazione dei giovani. E in un campionato come la Serie D, dove ogni euro ha un peso concreto sul bilancio, la possibilità di ottenere un premio diventa un incentivo reale a investire su un’idea di calcio sostenibile.
Ma c’è anche un elemento culturale: Giovani D Valore ha cambiato il modo di guardare ai giovani. Non più solo “quote” da rispettare, ma risorse da costruire e valorizzare. Non più una necessità, ma una strategia.
Graduatorie al termine del girone d’andata: cosa significano davvero
Le graduatorie pubblicate a metà stagione, aggiornate alla diciassettesima giornata, segnano un confine: da questa stagione, infatti, il girone d’andata è un periodo valido per assegnare la prima metà del premio complessivo. Non è soltanto una fotografia temporanea, quindi. È già un traguardo.
Questo cambia il modo di programmare. Perché se prima tutto si concentrava sul lungo periodo, ora c’è un obiettivo concreto a gennaio, un “premio di metà stagione” che spinge le società a non rimandare. A essere coerenti subito. A non aspettare il momento perfetto.
E proprio qui si vede il valore del progetto: le squadre che sono in testa oggi non sono arrivate per caso. Sono quelle che hanno impostato un percorso già in estate, costruendo una rosa in cui i giovani non fossero un’aggiunta, ma un pezzo dell’identità.
Le graduatorie Giovani D Valore: i primi cinque di ogni girone
Le Giovani D Valore graduatorie girone d’andata, aggiornate alla diciassettesima giornata, raccontano un’Italia calcistica piena di differenze e di scelte. In ogni girone ci sono società che hanno trasformato la valorizzazione in una costante.
Nel Girone A guida il Derthona con 865 punti, davanti a Club Milano (578), Novaromentin (569), Sanremese (562) e Asti (471). Nel Girone B comanda Casatese Merate con 469 punti, seguita da Nuova Sondrio (323), Varesina (267), Vogherese (242) e Oltrepò (185).
Nel Girone C troviamo Legnago Salus a 449 punti, poi Union Clodiense Chioggia (413), Este (370), Calvi Noale (319) e Bassano (241). Nel Girone D, uno dei più attenzionati per qualità e ambizioni, è Imolese a guidare con 555 punti, davanti a Pro Sesto (393), Pistoiese (299), Tuttocuoio (171) e Crema (164).
Nel Girone E i numeri diventano impressionanti: Sporting Trestina è primo con 1066 punti, poi Orvietana (838), Aquila Montevarchi (792), Ghiviborgo (576) e Tau Altopascio (393). Nel Girone F troviamo Ostiamare a 725 punti, poi Inter SM Sammaurese (226), Maceratese (225), Forsempronese (207) e Teramo (167).
Nel Girone G c’è un duello serrato in testa: Trastevere 597, Ischia 595, COS Sarrabus Ogliastra 546, Atletico Lodigiani 232, Real Monterotondo 206. Nel Girone H guida Ferrandina con 889 punti, poi Nardò (550), Taurus Acerrana (319), Afragolese (269) e Pompei (122).
Nel Girone I è Sancataldese a occupare il primo posto con 330 punti, seguita da Ragusa (299), Paternò (202), Reggina (189) e Nuova Igea Virtus (158).
Questi numeri non sono soltanto un conteggio. Sono un’indicazione di come le società hanno interpretato la stagione. Dove ci sono punteggi altissimi, spesso c’è un uso continuo di giovanissimi e, in molti casi, una filiera interna che produce valore reale.
Perché alcuni punteggi sono così alti: la logica dietro ai numeri
Chi guarda la graduatoria potrebbe chiedersi perché ci siano distanze così nette tra un girone e l’altro, o tra la prima e la quinta. La risposta è nel regolamento: più giovani schieri, più giovani sono giovani davvero (2008, 2009, 2010), più punti raccogli.
E se i ragazzi provengono dal settore giovanile della società, il valore cresce ancora. Non è solo una scelta numerica: è un premio alla continuità e alla formazione.
In alcuni contesti, le società hanno scelto di costruire una squadra che viva di questa identità, magari affiancando pochi esperti a un blocco under. In altri, la valorizzazione è stata più “misurata”, magari legata a specifici ruoli o a un giovane considerato già pronto.
Il risultato è che la classifica di Giovani D Valore diventa anche un termometro di coraggio. E spesso, paradossalmente, è proprio questo coraggio a creare vantaggi anche in campo: un giovane che corre, che pressa, che gioca con fame e leggerezza può cambiare la partita, soprattutto quando le gambe degli altri si appesantiscono a gennaio.
Graduatorie provvisorie: perché manca ancora un pezzo decisivo
Il comunicato è chiarissimo: le graduatorie al termine del girone d’andata non includono ancora i bonus previsti da regolamento, che saranno resi noti dopo il 31 gennaio. Il motivo è legato a un passaggio burocratico e fondamentale: entro quella data i club devono depositare le dichiarazioni liberatorie essenziali ai fini del ricevimento del premio.
Questo significa che la classifica che vediamo oggi è già una base forte, ma non è ancora la verità definitiva del girone d’andata. Alcune società potrebbero ottenere incrementi importanti, soprattutto se rientrano nei bonus legati alla struttura del settore giovanile o ai risultati Juniores.
Ed è proprio qui che Giovani D Valore diventa un progetto completo: non premia solo chi mette un giovane in campo, ma chi costruisce l’ambiente in cui quel giovane cresce. È una differenza enorme, che separa la valorizzazione “occasionale” dalla valorizzazione “strutturale”.
Il valore sportivo di Giovani D Valore: non è solo un premio economico
C’è un equivoco ricorrente: pensare che Giovani D Valore sia importante solo per i soldi. In realtà, è importante perché ridisegna la competitività.
Una società che decide di puntare sui giovani, se lo fa bene, può ottenere vantaggi tecnici. Può creare intensità, può avere una rosa più elastica, può scoprire calciatori che poi diventano patrimonio sportivo ed economico. Perché un giovane valorizzato in Serie D può diventare una plusvalenza, un’opportunità di mercato, un investimento che si ripaga.
Inoltre, lavorare con tanti under costringe a migliorare. Migliorare lo staff, migliorare la metodologia, migliorare la gestione. Non puoi improvvisare.
E il pubblico lo percepisce. Perché vedere un ragazzo del 2008 o del 2009 reggere l’urto di un campionato duro come la Serie D è un’emozione che accende lo stadio. È il calcio che sorprende. È il calcio che dà senso al tifo, perché ti fa sentire di partecipare alla nascita di una storia.
Girone D sotto la lente: Imolese davanti a tutti, ma il podio racconta un’idea di progetto
Tra le graduatorie più interessanti c’è il Girone D, perché è spesso un girone di grande pressione, con piazze storiche e ambizioni forti. Eppure, la classifica Giovani D Valore dice che qui c’è chi ha avuto il coraggio di puntare con continuità sugli under.
Imolese guida con 555 punti, seguita da Pro Sesto a 393 e Pistoiese a 299. Poi Tuttocuoio e Crema completano la top five.
È un dato che può diventare notizia anche nel racconto sportivo settimanale, perché mostra come alcune società riescano a essere competitive senza rinunciare alla costruzione del futuro. E in un campionato dove la pressione può portare alla scelta dell’usato sicuro, vedere una graduatoria così definita è un segnale preciso: chi ha un progetto, può stare alto.
Girone E, Girone H e le “corazzate” dei giovani: quando la valorizzazione diventa dominio
Ci sono poi gironi in cui i punteggi sono quasi “fuori scala”. Sporting Trestina nel Girone E a 1066 e Ferrandina nel Girone H a 889 non sono semplici primi posti: sono dichiarazioni di intenti.
Significa che quelle società hanno scelto una strada molto netta, probabilmente puntando con continuità su classi giovanissime e, con ogni probabilità, utilizzando diversi ragazzi contemporaneamente in modo stabile.
Queste squadre diventano esempi, nel bene e nel male. Perché la domanda che sorge spontanea è: quanto è difficile reggere una stagione intera con questa impostazione? La risposta non è una sola, ma una cosa è certa: se sei primo a gennaio, non sei arrivato lì per casualità.
È il frutto di settimane in cui hai creduto nei tuoi ragazzi anche quando le partite si decidevano su episodi. È il frutto di una dirigenza che non ha ceduto alla tentazione del panico. Ed è il frutto, soprattutto, di un allenatore che ha trasformato i giovani in un pilastro, non in una scelta di comodo.
Il duello del Girone G: Trastevere e Ischia separati da due punti
Se c’è un girone che racconta il fascino di Giovani D Valore come corsa aperta, è il Girone G. Trastevere a 597 e Ischia a 595: due punti di differenza, praticamente nulla.
Qui il progetto non è solo una graduatoria, è una sfida nella sfida. È come vivere un campionato dentro il campionato. Ogni domenica può cambiare la storia, perché basta schierare un giovane in più o un giovane più giovane per ribaltare le posizioni.
E questa tensione produce un effetto positivo: costringe le società a restare coerenti, a non mollare, a trattare ogni giornata come decisiva anche per la valorizzazione. È un meccanismo che tiene alta l’attenzione e aumenta la qualità del progetto.
Cosa succede adesso: il girone di ritorno e la seconda metà del premio
Le graduatorie di gennaio sono una pietra miliare, ma la stagione non finisce qui. Anzi, per molte società il ritorno sarà ancora più complesso, perché bisognerà mantenere il livello, gestire infortuni, squalifiche, mercato, e soprattutto la crescita dei ragazzi.
Chi sta davanti dovrà difendere la posizione. Chi è dietro dovrà decidere se inseguire o cambiare strategia. Chi è fuori dalle prime cinque dovrà capire se può rientrare, e soprattutto se ne vale la pena dal punto di vista tecnico e societario.
Il punto è che Giovani D Valore non è un progetto “one shot”. È una mentalità. E chi l’ha sposata davvero non lo fa per un mese, lo fa per anni.
In più, c’è un elemento che rende tutto ancora più delicato: le graduatorie di ritorno, come previsto dal regolamento generale, escludono dal calcolo le ultime quattro giornate. Questo serve a evitare corse improvvise e a premiare la continuità. Ed è una scelta che rende la programmazione ancora più strategica.
Perché queste graduatorie interessano anche i tifosi
C’è un aspetto emotivo che spesso sfugge: Giovani D Valore non è un tema solo per dirigenti e addetti ai lavori. È un tema per i tifosi, perché parla del futuro della propria squadra.
Un tifoso che vede la sua società in testa alla graduatoria sa che sta costruendo qualcosa. Sa che ci sono ragazzi che potrebbero diventare protagonisti per anni. Sa che il club sta lavorando per essere sostenibile, per avere una filiera, per non dipendere sempre dal mercato.
E soprattutto, un tifoso vive un’emozione diversa: quella di assistere alla crescita di un giovane. Perché un under che sbaglia oggi e segna tra due mesi non è solo un giocatore: è una storia. E il calcio, quando è più vero, è fatto di storie.
Conclusione: Giovani D Valore graduatorie girone d’andata come specchio del futuro
Le Giovani D Valore graduatorie girone d’andata sono molto più di un aggiornamento statistico. Sono uno specchio della Serie D che cambia, che si evolve, che prova a diventare sempre più un campionato di costruzione e non solo di sopravvivenza.
Il Dipartimento Interregionale ha pubblicato le graduatorie provvisorie alla conclusione del girone d’andata, ricordando che da questa stagione questo periodo vale per l’assegnazione della prima metà del premio complessivo, e specificando che i bonus regolamentari saranno comunicati dopo il 31 gennaio, quando i club avranno depositato le dichiarazioni liberatorie necessarie.
Dentro questi numeri ci sono scelte, coraggio, programmazione e identità. Ci sono società che hanno costruito un progetto e ora ne raccolgono i frutti. Ci sono gironi in cui la valorizzazione è dominio e altri in cui è corsa apertissima.
E c’è una verità che vale per tutti: in Serie D, oggi più che mai, il futuro non è qualcosa che si aspetta. È qualcosa che si schiera dal primo minuto.



