Il Pomezia volta pagina e lo fa in un momento delicato della stagione, segnato da aspettative elevate e da risultati che non hanno rispettato le ambizioni iniziali. L’addio di Francesco Colantoni, ufficializzato dallo stesso tecnico attraverso un messaggio sui social, rappresenta molto più di un semplice cambio in panchina. È la chiusura di un capitolo carico di lavoro, passione e sacrificio, che ora lascia spazio a interrogativi, riflessioni e nuove scelte strategiche.
Pomezia, la fine di un ciclo che lascia il segno
Le parole di Colantoni hanno colpito per sincerità e intensità. “Ce l’abbiamo messa tutta! Tutta davvero… fino a ieri”, ha scritto l’allenatore, sottolineando l’impegno profuso quotidianamente insieme al suo staff. Un messaggio che non sa di resa, ma piuttosto di consapevolezza. La chiusura del post, con quella promessa rivolta al futuro, “Vi prometto che dopo un po’ di riposo tornerò”, racconta di un professionista che vive il calcio come vocazione e che non considera questo addio un punto finale.
Pomezia, un avvio di stagione complicato e le prime crepe
Il percorso del Pomezia in questa stagione non è mai realmente decollato. L’avvio difficile, culminato con due sconfitte consecutive, ha acceso i riflettori su una situazione che già appariva fragile. I risultati negativi hanno inevitabilmente messo in discussione la posizione di Colantoni, nonostante la fiducia iniziale della società e il lavoro svolto nei mesi precedenti.
Nel calcio dilettantistico, dove il margine di errore è spesso ridotto e la pressione dei risultati immediata, bastano poche partite storte per cambiare il corso di una stagione. Il Pomezia, club ambizioso e desideroso di recitare un ruolo da protagonista nel panorama laziale, si è trovato costretto a riflettere sul proprio futuro tecnico molto prima del previsto.
Colantoni, un tecnico che lascia traccia
Francesco Colantoni non è un nome qualunque per il calcio laziale. Il suo passato, legato anche all’esperienza con il W3 Maccarese, parla di un allenatore preparato, metodico e capace di costruire gruppi solidi. Il suo arrivo a Pomezia era stato accolto con entusiasmo, come parte di un progetto che puntava a dare continuità e identità alla squadra.
La sua separazione dai rossoblù non cancella il lavoro svolto né l’impegno dimostrato. Al contrario, evidenzia quanto nel calcio contino i tempi e le circostanze. A volte le idee giuste non riescono a tradursi immediatamente in risultati, e il rischio è quello di interrompere un percorso prima che possa esprimere tutto il suo potenziale.
La società e la necessità di una scelta rapida
Ora la palla passa alla società, guidata dal presidente Bizzaglia, chiamata a prendere una decisione cruciale in tempi rapidi. Il Pomezia non può permettersi di restare a lungo in una fase di incertezza, perché il campionato non aspetta e ogni giornata persa può pesare come un macigno.
La scelta del nuovo allenatore dovrà essere ponderata, ma anche coerente con gli obiettivi stagionali. Servirà una figura capace di incidere subito, di entrare nella testa dei giocatori e di ridare entusiasmo a un ambiente che, inevitabilmente, risente del cambio in panchina.
Carlo Baylon, il profilo che convince
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza per la panchina del Pomezia spicca quello di Carlo Baylon. Ex calciatore e già vice allenatore della squadra, Baylon rappresenta una soluzione che unisce conoscenza dell’ambiente ed esperienza. Il suo recente passato da allenatore al Colleferro, nel girone B, testimonia una carriera in evoluzione e una voglia concreta di mettersi in gioco.
Affidarsi a Baylon significherebbe puntare su una figura che conosce già lo spogliatoio e le dinamiche interne, riducendo i tempi di adattamento. In un momento in cui il Pomezia ha bisogno di immediatezza e pragmatismo, questa potrebbe rivelarsi una scelta strategica.
Le alternative sul tavolo della dirigenza
Oltre a Baylon, la dirigenza del Pomezia sta valutando anche altri profili. I nomi di Pernarella e Giannone sono sotto osservazione, mentre Granieri ha attirato l’attenzione dopo essere stato avvistato in tribuna durante una recente gara dei rossoblù. Segnali che alimentano le voci e rendono il clima di attesa ancora più carico di aspettative.
Ogni candidato porta con sé una filosofia di gioco diversa e un bagaglio di esperienze che potrebbe rivelarsi determinante. La scelta finale dovrà tenere conto non solo del curriculum, ma anche della capacità di entrare in sintonia con una rosa che ha bisogno di fiducia e certezze.
Pomezia, una piazza che chiede risposte
Pomezia è una piazza che vive il calcio con passione e orgoglio. I tifosi seguono con attenzione ogni decisione della società, consapevoli che il destino della stagione passa inevitabilmente dalle scelte tecniche. L’addio di Colantoni ha lasciato un senso di incompiuto, ma anche la speranza che il cambiamento possa portare una svolta positiva.
Nel calcio dilettantistico, il rapporto tra squadra e territorio è spesso ancora più forte rispetto ai grandi palcoscenici professionistici. Il Pomezia rappresenta un punto di riferimento sportivo per la città, e ogni risultato ha un impatto diretto sull’umore e sull’entusiasmo della comunità.
Il contesto del calcio dilettantistico laziale
La situazione del Pomezia si inserisce in un quadro più ampio, quello del calcio dilettantistico laziale, caratterizzato da grande equilibrio e da una competizione serrata. Campionati in cui la differenza tra una stagione anonima e una da protagonisti è spesso determinata da dettagli, scelte tecniche e gestione dei momenti di difficoltà.
Secondo le analisi e i regolamenti pubblicati dalla FIGC, i campionati dilettantistici rappresentano un pilastro fondamentale del sistema calcistico italiano, sia in termini di partecipazione sia di sviluppo territoriale. In questo contesto, club come il Pomezia svolgono un ruolo centrale nel mantenere vivo il movimento.
Statistiche, territorio e impatto sociale
Il calcio dilettantistico non è solo sport, ma anche un fenomeno sociale ed economico. I dati diffusi da Istat mostrano come lo sport di base abbia un impatto significativo sulle comunità locali, favorendo aggregazione, inclusione e sviluppo sociale. Il Pomezia, con la sua storia e il suo seguito, è parte integrante di questo tessuto.
Ogni scelta societaria, quindi, va oltre il semplice risultato sportivo e incide sull’immagine del club e sul rapporto con il territorio. La nomina del nuovo allenatore sarà anche un messaggio rivolto all’esterno, un segnale delle intenzioni future della società.
Il mercato allenatori e le dinamiche moderne
Nel calcio moderno, anche a livello dilettantistico, il mercato degli allenatori è sempre più dinamico. Il Pomezia si muove in questo contesto, cercando il profilo giusto per rilanciare la stagione. La rapidità con cui verrà presa la decisione potrebbe fare la differenza, soprattutto in un campionato che non concede pause.
Una transizione delicata ma necessaria
Ogni cambio in panchina è una scommessa. Il Pomezia lo sa bene e affronta questa fase con la consapevolezza che non esistono soluzioni miracolose. Servirà lavoro, pazienza e una visione chiara. La transizione, per quanto delicata, è stata ritenuta necessaria per provare a invertire la rotta.
L’eredità lasciata da Colantoni è fatta di impegno e professionalità. Toccherà al suo successore raccogliere quanto di buono è stato costruito e correggere ciò che non ha funzionato, cercando di dare alla squadra un’identità riconoscibile.
Il futuro del Pomezia tra ambizione e realismo
Il Pomezia guarda avanti con ambizione, ma anche con la consapevolezza che il percorso sarà tutt’altro che semplice. La stagione è ancora lunga e offre margini per recuperare terreno, a patto di ritrovare compattezza e risultati.
I tifosi attendono con trepidazione l’annuncio del nuovo allenatore, sperando che possa essere l’uomo giusto per guidare la rinascita rossoblù. Nel frattempo, resta il rispetto per chi ha dato tutto fino all’ultimo giorno e la fiducia in un futuro che, nonostante le difficoltà, può ancora regalare soddisfazioni.



