Ci sono giornate che non si raccontano, si vivono. Come quella appena vissuta nell’ultimo turno della Serie A KINTO di futsal. Quelle in cui accendi la diretta, tieni un occhio sul telefono e l’altro sul campo, e in mezzo ci finiscono le emozioni, i ribaltoni, le corse del portiere di movimento e quel rumore secco del pallone che sbatte sul palo e ti lascia sospeso. Sette partite nello stesso momento non sono solo un dettaglio di calendario: sono un patto implicito con chi ama il futsal. Nessuno può fare calcoli, nessuno può aspettare, e ogni gol arriva come una scossa.
È stata una serata di quelle che ti fanno dire “ecco perché mi piace questo sport”: 37 reti in 7 gare, la vetta che cambia padrone sul filo dei dettagli e una corsa Final Eight che si è decisa quando sembrava già scritto tutto. E se il futsal è velocità, questa giornata è stata la sua forma più pura: minuti che bruciano, risultati che si capovolgono, e la sensazione costante che la partita vera inizi sempre nell’ultimo tratto.
Controsorpasso e il sigillo: L84 Torino campione d’inverno della Serie A Kinto
La Serie A KINTO, quando decide di alzare il volume, lo fa con una chiarezza spietata: prima ti illude, poi ti costringe a fare i conti con lo scontro diretto, con la classifica e con i dettagli. In testa, la scena è stata occupata da un nome che ormai non è più sorpresa, ma identità: L84 Torino. Il 4-1 in casa della Fortitudo Pomezia ha consegnato ai torinesi la chiusura dell’andata da campioni d’inverno, in virtù dello scontro diretto vinto al PalaCatania.
E qui c’è tutta la sostanza del futsal di alto livello: non conta solo vincere, conta quando e contro chi. Perché la vetta, a questo punto, parla una lingua doppia: quella dei punti e quella dei confronti diretti. L84 Torino e Covei Meta Catania Bricocity si ritrovano appaiate a quota 32, ma il titolo simbolico di metà stagione prende la strada del Piemonte.
C’è un’immagine che resta impressa: una squadra che va a Pomezia e non si limita a gestire, ma impone la propria gerarchia. Il 4-1, in una giornata dove tutti correvano e tutti tremavano, ha avuto l’effetto di un timbro deciso: la Serie A KINTO ha un campione d’inverno, ed è L84 Torino.
Catania e Sporting: rimonta, 4-4 e un terzo posto che pesa
In parallelo, la Serie A KINTO ha offerto un altro capitolo ad alto tasso emotivo: Covei Meta Catania Bricocity contro Sporting Sala Consilina, finita 4-4. Non è stato “solo” un pareggio. È stato un crocevia, perché ai catanesi non basta la rimonta per prendersi tutto, ma basta per prendersi tantissimo: quel punto consente ai “Draghi” di agganciare la Feldi Eboli al terzo posto e di qualificarsi alla Final Eight da testa di serie.
Nel futsal la partita è spesso un organismo vivo. Cambia pelle rapidamente, si alimenta di episodi, si ribalta con una giocata individuale o un’uscita del portiere. Un 4-4 può sembrare equilibrio, ma dentro può esserci una tempesta. E quando il campionato arriva al giro di boa, anche un pareggio diventa un mattone: serve per la classifica, per la fiducia, per il modo in cui ti presenti alla Coppa Italia.
Lo Sporting Sala Consilina, definito “rivelazione”, ha confermato di essere qualcosa di più di una bella storia: è un avversario che sa stare dentro la pressione. E il fatto che la Meta non sia riuscita a trasformare la rimonta in vittoria dice una cosa semplice: in Serie A KINTO non c’è più spazio per pensare che i finali siano una formalità.
Feldi Eboli ed Ecocity Genzano: il 4-4 che rimodella la griglia
Se la partita di Catania ha acceso il lato emotivo, Feldi Eboli–Ecocity Genzano ha acceso quello matematico. Anche qui 4-4, anche qui un pareggio che non è neutro. Feldi e Sporting chiudono l’andata a pari punti, e il dettaglio che sposta il terzo posto è la differenza reti, dopo un equilibrio nello scontro diretto.
È uno di quei passaggi che sembrano freddi, ma non lo sono affatto: essere testa di serie alla Final Eight non è un titolo da esibire, è un vantaggio concreto nel percorso. La Serie A KINTO, in questa fase, ti chiede completezza: non solo vincere, ma segnare, difendere, limitare gli scarti. Perché poi, quando i punti si sommano e i criteri entrano in campo, scopri che un gol preso a ottobre può pesare a gennaio.
Ecocity Genzano, con questo risultato, si guadagna comunque un posto tra le otto qualificate, e lo fa con una cifra precisa: essere squadra da partita piena, da scambio continuo, da ritmo alto. E in una Final Eight, dove tutto si decide in pochi giorni, questo può diventare un’arma o un rischio. Dipende da chi riesce a controllare l’inerzia.
La volata Final Eight: il confine tra gloria e rimpianto
La Serie A KINTO aveva apparecchiato la serata con un tema chiarissimo: la volata Final Eight. E ha avuto davvero dell’incredibile. Perché ci sono state vittorie larghissime che non sono bastate, pareggi che hanno lasciato in sospeso, e soprattutto quel tipo di episodio che nel futsal resta addosso come una cicatrice sportiva.
Il Sandro Abate travolge la Roma 1927 con un 6-0 che, a leggerlo così, sembra un verdetto assoluto. Ma la contemporaneità è crudele: quel risultato non basta ai “Lupi” per entrare nelle otto, nonostante una prova dominante.
E poi c’è Mantova–Capurso, 3-3. Un pareggio che diventa dramma sportivo per un dettaglio, per un rimbalzo, per una frazione di secondo: sul clamoroso doppio palo Pires-Ique, proprio sul suono della sirena, si spengono le speranze del Capurso di qualificarsi. In quella scena c’è tutto: il rumore metallico, il tempo che finisce, e l’idea che il confine tra festa e vuoto può essere largo quanto un palo.
Active Network, la storia che non ti aspetti: rimonta e primo pass
Tra tutte le trame della Serie A KINTO, ce n’è una che ha il sapore di una prima volta che vale doppio: Active Network. L’ottavo posto, alla fine, è loro. Ma non è “solo” un piazzamento: è un passaggio di identità, perché arriva con una rimonta vera, di quelle che ti fanno cambiare postura sul divano.
A Cercola, sotto di due gol contro il Napoli Futsal, l’Active non si è consegnata al destino. Ha risalito la partita e ha trovato il 2-2 con Block a 36 secondi dalla fine: un gol-capolavoro, che regala il primo pass di Coppa Italia nella storia del club viterbese. Sono istanti che spiegano perché il futsal è crudele e bellissimo: perché ti chiede di scegliere una giocata quando il fiato è corto e la mente prova a frenarti.
Napoli, dal canto suo, chiude comunque l’andata dentro la Final Eight. Ma quel pareggio racconta che nessuno, in Serie A KINTO, può permettersi di considerare “gestibile” un finale. Soprattutto quando di fronte c’è una squadra che sta inseguendo la storia.
Roma 1927 tra qualificazione e schiaffo sportivo
Roma 1927 porta con sé un paradosso tipico delle stagioni complesse: puoi essere dentro alle otto e, nello stesso giorno, incassare un colpo durissimo. Il 6-0 subito dal Sandro Abate è uno schiaffo che non si spiega con una sola ragione. Eppure, Roma 1927 resta tra le qualificate, grazie allo scontro diretto vinto contro il Napoli.
Questa è la Serie A KINTO quando la guardi dall’alto: una mappa in cui ogni partita lascia un segno che può tornare utile mesi dopo. La Roma dovrà metabolizzare la sconfitta, perché una Final Eight non perdona fragilità emotive. Ma dovrà anche aggrapparsi a un fatto: essere tra le otto, in un turno che ha escluso squadre per dettagli infinitesimali, significa avere costruito abbastanza per restare in corsa.
Lo 0-0 che stona: Cosenza e CDM, un punto che non consola
In mezzo a una giornata da 37 gol, lo 0-0 tra Pirossigeno Cosenza e CDM Futsal è quasi un’anomalia, un silenzio dentro il frastuono. Un punto per uno che non serve a nessuno: entrambe restano nella parte bassa della classifica, in una zona dove ogni pareggio rischia di diventare una frenata.
Lo 0-0 nel futsal non è impossibile, ma è raro, e quando arriva spesso racconta tensione, paura di perdere, o semplicemente una serata in cui le porte sembrano più piccole. Qui, però, conta l’effetto: se non vinci, qualcuno ti passa davanti anche senza fare rumore. E nel ritorno, con le energie che calano e la pressione che sale, quei punti lasciati per strada diventano domande.
Le otto della Coppa Italia: la fotografia dell’andata
Arrivati al gong del girone d’andata, la Serie A KINTO consegna la fotografia più attesa: le qualificate alla Final Eight di Coppa Italia. L84 Torino, Covei Meta Catania Bricocity, Feldi Eboli, Sporting Sala Consilina, Napoli Futsal, Roma 1927, Ecocity Genzano e Active Network.
Dentro questa lista c’è un dettaglio importante: non è una graduatoria di prestigio, è una graduatoria di rendimento. Ci sono realtà abituate a stare in alto e realtà che hanno trasformato l’andata in un manifesto di crescita. E soprattutto c’è la dimostrazione che la Serie A KINTO ha alzato la soglia: per entrare nelle otto non basta essere “competitivi”, serve essere continui, cinici, capaci di soffrire.
Cosa ci lascia questa giornata: una Serie A KINTO più feroce
Se si dovesse riassumere questa giornata di Serie A KINTO con un’immagine, potrebbe essere quella di un cronometro che corre più veloce del solito. Perché il tempo, in una serata così, sembra stringere la gola: ai club che inseguono la Final Eight, a chi vuole la testa di serie, a chi cerca una svolta in classifica.
L84 Torino campione d’inverno è un verdetto che parla di continuità e forza, ma anche di capacità di trasformare uno scontro diretto in un vantaggio reale. La Meta Catania conferma che il vertice è casa sua, anche quando non riesce a prendersi tutto. Feldi e Sporting certificano che il terzo posto non è un premio: è una battaglia di dettagli. Active Network, infine, ricorda a tutti che la storia nel futsal non è un concetto astratto: è un tiro, un controllo, un gol quando mancano 36 secondi e nessuno vuole più respirare.
E poi restano i rimpianti, quelli veri, come un doppio palo sulla sirena che spegne un sogno. In Serie A KINTO, quando arrivi a gennaio, capisci che non esiste un modo comodo per passare il giro di boa: devi meritartelo, e spesso devi farlo mentre il campionato mette alla prova te nello stesso istante in cui mette alla prova tutti gli altri.



