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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Andria – La vita è un Carnejal… con due tifoserie gemellate

Dopo la tappa di Ischia, con il mio tour nei campi di provincia ha conosciuto nuove emozioni approdando in Puglia. Una terra ricca di bellezze, di storia, di cultura ma anche di identità calcistica. E qualsiasi appassionato di calcio non può non conoscere la tradizione del calcio pugliese, una delle regioni più calde da questo punto di vista del nostro Paese.

Tra le tante piazze innamorate di questo sport c’è Andria, con una storia fortissima fatta di identità e appartenenza e che nonostante i tanti alti e bassi societari è ancora al seguito della squadra che rappresenta la città, la Fidelis Andria, oggi militante nel Girone H di Serie D ma con un passato che conta sei stagioni in Serie B e sfide a squadre come Juventus, Fiorentina, Napoli e addirittura un’amichevole contro il Bayern Monaco.

In programma c’è il famoso “Derby della BAT”: Fidelis Andria-Barletta è un Derby sì sentito, ma anche molto particolare, perché le tifoserie (tra le più belle e calde nel panorama italiano) sono legate da un gemellaggio storico, pertanto si preannuncia spettacolo soprattutto fuori dal campo. Non posso mancare e allora, con Golix al mio fianco, mi preparo alla partenza.

Tradizioni e storia: conoscere la società e la città

Il weekend è lungo rispetto al solito: insieme a me c’è, infatti, anche il team del Golix Tour – un’altro progetto sempre a cura di Golix.it sui campi dilettantistici italiani, che realizza documentari con una qualità altissima realizzando dei veri e propri “documentari in stile Netflix” – per raccontare questo magico Derby della BAT che ha fatto incrociare le loro telecamere alle mie.

Per questo, scegliamo di partire già dal venerdì per seguire l’allenamento pre-rifinitura del sabato, arrivando così ad Andria 48 ore prima gara. Una volta sul posto, inizio a conoscere lo Stadio: gli spazi, il terreno, soprattutto lo Staff della squadra che si stava preparando ad un appuntamento importantissimo: quando giochi in una piazza come questa la pressione per un Derby si fa sentire, nonostante il gemellaggio comunque ci sono punti importanti in palio e la Fidelis può addirittura superare il Barletta in caso di vittoria, in un girone sì difficilissimo ma altrettanto equilibrato dove tutto può ancora accadere.

Non è una partita normale: questo è il messaggio che ho recepito già nelle prime ore in città. La troupe del Golix Tour decide di rientrare, forte delle riprese ottenute e che bastano come materiale per poter procedere al loro format; discorso diverso per me, che invece devo vivere la città il più possibile soprattutto nell’essenza più intima per poterla raccontare al meglio: mi fermerò sia venerdì notte che sabato, ritrovando poi i ragazzi la domenica mattina, quando torneranno per seguire la partita e le tappe.

Rompere il ghiaccio, iniziare a parlare la stessa lingua

Andria mi ha accolto benissimo. Già dai primi contenuti pubblicati in collaborazione con la società ho percepito entusiasmo e voglia di divertimento -oltre a quella di vincere- in vista di questo evento, perché di tale si parla più che di “partita” in sé.

La Fidelis ha organizzato questo appuntamento in ogni dettaglio, anche pensando ad uno spazio prepartita nella mattinata di Domenica chiamato “Villaggio Fidelis” dove entrambe le tifoserie si ritroveranno per chiacchierare, mangiare, bere, cantare prima della gara. Un vero e proprio momento di aggregazione per colorare una bellissima pagina di sport che va oltre il rettangolo verde ed il mero risultato sportivo.

Qualcosa di nuovo e di puro, che aiuta l’ambiente del calcio a creare connessioni umane e a mandare messaggi positivi soprattutto ai più giovani. Sicuramente stimolante avere a che fare con una realtà così all’avanguardia e che mira al coinvolgimento del pubblico, per il mio lavoro è fondamentale: così ho potuto immergermi totalmente nella realtà e, accompagnato da Toni (Social Media Manager e Videomaker della società) ho passato il sabato tra rifinitura della mattina e alla scoperta della città il pomeriggio.

La storia e la tradizione di una società che non ha mai smesso di essere amata

Allo Stadio ho potuto ammirare la storia della Fidelis Andria anche tramite i racconti di magazzinieri e tifosi più navigati, tutti mi raccontavano delle partite contro la Juventus di Antonio Conte e Roberto Baggio; la gara in Serie B (categoria in cui la Fidelis Andria ha militato per ben sei stagioni) contro la Fiorentina di Batistuta, i confronti con il Napoli, la Lazio di Signori e soprattutto… l’amichevole contro il Bayern Monaco.

Capivo sempre di più il perché ci fosse tutto questo attaccamento alla maglia e ai colori, oltre che alla propria città: tutti i giovani venivano travolti da questi aneddoti e non potevano a meno di portare avanti la tradizione di generazione in generazione, di conseguenza io sono stato travolta da un entusiasmo a dir poco contagioso, grazie anche alla mia infinita passione per il calcio e la voglia di conoscere tutte queste storie. Dopo qualche breve video alla rifinitura, Toni mi ha portato prima ad assaggiare la tipica mozzarella di Andria: ho mangiato burrata e stracciatella, entrambe buonissime, devo dire che i consigli non si sbagliavano.

Dopodiché, ho scoperto il lato di Andria città, prima conoscendo il Castel Del Monte, distante circa 15km e con una temperatura molto più rigida rispetto al centro città, ma che valeva assolutamente la pena vedere: costruito nel 1200 circa, conta otto colonne, proprio da lì deriva lo stemma ottagonale che rappresenta lo Scudetto della Fidelis Andria, che al suo centro vede il Leone, simbolo della città.

Il secondo step è stato tornare in città per conoscere prima Porta Sant’Andrea, l’unica delle quattro ancora in piedi (chiaramente restaurata) e il Fidelis Andria Store poi, uno dei più belli ed attrezzati che abbia visto in questa categoria. Una giornata piena (e fredda) che ho concluso con un giro per il centro storico di Andria conoscendo “La strada più stretta d’Europa”, un Vicolo di 42 cm (!): una vera e propria esperienza… che sconsiglio a chi soffre di claustrofobia. In definitiva, Andria è davvero bella. Andateci.

Il giorno del Derby della BAT: Matchday, Derbyday.

La giornata di sabato insieme a Toni mi ha insegnato tanto, soprattutto a conoscere al meglio i tifosi della Fidelis Andria, capendo quando tenessero a questa giornata. Ci troviamo la mattina per una colazione veloce e fare qualche video insieme per il mio VLOG, nel frattempo il meteo non ci assiste: la pioggia decide di rovinare l’inizio dell’evento al Villaggio Fidelis, ne approfittiamo per editare qualche contenuto da fare uscire in mattinata e caricare l’attrezzatura che ci sarebbe servita poi durante la partita: la giornata era lunghissima e noi dovevamo essere pronti a tutto, anche nella sfortuna dovevamo trarre vantaggio e portarci avanti per il proseguo.

Intorno alle 12 però tutto cambia: raggi di sole e speranze che salgono, così ci spostiamo dalla sala stampa dove ci eravamo rifugiati e torniamo al Villaggio, vedendo che si stava riempiendo piano piano con i tifosi non solo della Fidelis Andria, ma anche del Barletta, arrivati in tanti per celebrare un evento che di lì a poco sarebbe diventato a dir poco spettacolare.

Non dimenticherò mai quello che ho visto e che ho provato: in mezzo a vari stand che vedevano il Fidelis Andria Store, cibo, sciarpe della partita, c’era qualsiasi tipo di persona, dai bambini ai tifosi più grandi, fino al tifo organizzato di entrambe le squadre che intonavano cori e sventolavano bandiere biancoazzurre della Fidelis Andria e biancorosse del Barletta, tutti insieme compatti dando vita ad un momento emozionante che è durato per un’ora abbondante, dove tutti erano uniti nel segno di uno sport che dovrebbe sempre riunire le persone con la stessa passione in divertimento e coinvolgimento sano, proprio come è successo nel Villaggio Fidelis di Andria.

Il Derby l’hanno vinto i tifosi

Una volta rientrati dal Villaggio, intorno alle 13.30 circa, esiste solo il campo: attrezzatura pronta e video al pre-riscaldamento con intrattenimento DJ Set in campo e Stadio che inizia a riempirsi, innumerevoli fotografi, giornalisti e anche i ragazzi di Golix arrivano per godersi lo spettacolo: Fidelis Andria-Barletta sta cominciando davvero.

Quasi 8.000 spettatori di cui oltre 2.000 tifosi ospiti, tutti uniti in un’unisca e bellissima sciarpata: un gemellaggio storico che si è preso totalmente la scena della giornata siccome la gara è stata priva di emozioni e alquanto discutibile dal punto di vista tecnico, uno 0-0 che consegna un punto a testa e figlio di tanto agonismo, una vera e propria battaglia che consegna il premio di MVP ai tifosi di Fidelis Andria e Barletta, che con la Serie D hanno poco a che vedere.

Sinceramente non mi sono sentito rammaricato per il risultato della partita, la cosa fondamentale per me -come sempre in ogni tappa- era l’esperienza in toto tra città, empatia con la piazza e con la Società: a loro tutti dico grazie per l’accoglienza, la disponibilità e l’ospitalità. La voglia di stare alle mie richieste senza fami mancare nulla, facendomi divertire e lavorare al meglio, permettendomi di esprimermi e provando a raccontare tutto questo nel modo migliore: ce l’ho messa tutta, questo lo prometto, ma starvi dietro non è stato facile.

Grazie Andria, è stato bellissimo, una delle mie tappe migliori e che sicuramente porterò sempre con me con aneddoti speciali che racconterò in altre avventure. Vi auguro tutto il meglio, spero di rivederci presto… magari anche in categorie che più vi si addicono.

Gaetano Carnevale 

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