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Serie D, Girone H: come sono cambiate le panchine nel 2025

Nel girone H la Serie D ha un colore diverso. Non perché il calcio sia più “romantico” o più “folkloristico”, ma perché è più viscerale. Qui la partita è sempre anche una questione di identità, e l’identità vive di entusiasmo, di pressione, di reazioni immediate. Le piazze, spesso, non chiedono solo risultati: chiedono segnali, chiedono orgoglio, chiedono la sensazione che la squadra stia andando da qualche parte. E quando quella sensazione si incrina, la panchina diventa un luogo di decisione radicale.

Il campionato 2025/26, nel girone H, sta mostrando una sequenza di cambi di allenatore che racconta perfettamente questa realtà: società pronte a intervenire tra ottobre e dicembre, piazze che cercano svolte nette, casi in cui una prima soluzione non basta e si cambia ancora. Non è solo un elenco di nomi: è un racconto di ambizione e paura, di esigenze tecniche e tensioni emotive, di squadre che provano a non farsi travolgere quando il campionato entra nella fase più dura.

Nel girone H, i cambi coinvolgono Acerrana, Francavilla, Virtus Francavilla, Pompei, Sarnese, Heraclea e Fasano. Alcuni arrivano presto, già a inizio ottobre. Altri esplodono in novembre, quando la classifica comincia a mordere. Dicembre, poi, diventa il mese delle scelte definitive, di quelle che devono cambiare l’inverno e non solo una partita. È un girone in cui le società non si concedono lunghe attese, perché sanno che in questa Serie D chi perde fiducia perde anche punti.

Acerrana, ottobre e dicembre: due scosse per trovare un’identità

L’Acerrana è uno dei casi più chiari di questa stagione di Serie D, perché vive due cambi. Il primo arriva il 5 ottobre 2025: Stefano Liquidato viene sostituito da Giovanni Cavallaro. Cambiare a inizio ottobre significa percepire un’urgenza immediata. Significa non voler aspettare che i problemi diventino mentalità, perché in Serie D la mentalità negativa si diffonde in fretta.

Cavallaro entra quindi con l’obiettivo di ricostruire subito certezze. Ma nel girone H la pressione è costante, e se la squadra non trova rapidamente continuità, la società torna davanti allo stesso bivio. E infatti arriva il secondo cambio: il 22 dicembre 2025 Cavallaro viene sostituito da Marco Nappi.

Questo passaggio è emblematico per due motivi. Il primo è la collocazione temporale: fine dicembre è un momento di verità, perché si entra nel girone di ritorno con le energie già consumate e con la classifica che pesa di più. Il secondo è la dinamica: cambiare due volte significa che la società non ha trovato subito la risposta che cercava. E nel dilettantismo, quando cambi due volte, non stai solo cercando un allenatore. Stai cercando un equilibrio.

Nappi arriva dunque con una missione difficile: trasformare una stagione già scossa in una stagione stabile. In Serie D, questa è la prova più complicata. Perché la scossa iniziale, quella che ogni cambio porta, può durare poco. E allora serve costruire. Serve dare alla squadra un’identità semplice e funzionale, capace di reggere anche quando la partita si complica. Nel girone H, dove molte gare sono emotive, questa capacità vale oro.

Francavilla, da ottobre a dicembre: la panchina come strada in salita

Un’altra storia che racconta bene il girone H è quella del Francavilla. Il 12 ottobre 2025 Cosimo Zangla viene sostituito da Gaetano Iannini. Poi, il 16 dicembre 2025, Iannini viene sostituito da Ranko Lazic.

Qui la dinamica è simile a quella dell’Acerrana: due cambi nella stessa stagione, in due momenti diversi, a indicare una ricerca che non trova subito stabilità. Il cambio di ottobre è un tentativo di intervenire presto, di correggere la rotta quando il campionato è ancora “manovrabile”. Ma il cambio di dicembre mostra che la correzione non è stata sufficiente, o che la società ha percepito la necessità di una svolta più radicale per affrontare l’inverno.

Lazic entra con l’obiettivo di dare una nuova direzione tecnica e mentale. E nel girone H, la dimensione mentale è centrale. Perché tante partite si decidono su episodi, e gli episodi si gestiscono con lucidità, non con nervosismo. Un allenatore nuovo deve quindi lavorare sul dettaglio tattico, ma soprattutto deve proteggere la squadra dalla paura. Perché la paura, in Serie D, fa perdere più partite di un modulo sbagliato.

La storia del Francavilla è quindi un promemoria: in questa categoria, la società che cambia non lo fa per capriccio. Lo fa perché sente che ogni settimana senza una risposta chiara può diventare un danno.

Virtus Francavilla, ottobre e la necessità di un nuovo comando

Il 27 ottobre 2025 la Virtus Francavilla cambia: Tommaso Coletti lascia e arriva Roberto Taurino. Qui il cambio arriva a fine ottobre, quando la classifica inizia a pesare e le squadre hanno già mostrato pregi e difetti.

Cambiare in quel momento significa voler intervenire prima che l’autunno si trasformi in un inverno complicato. Taurino entra con la responsabilità di dare un comando più chiaro, di rimettere ordine e identità. Perché nel girone H le squadre che stanno bene non sono solo quelle con più qualità, ma quelle che hanno una direzione netta. Una squadra senza direzione, in questo girone, viene travolta dall’energia degli avversari e dal peso dell’ambiente.

Taurino, quindi, deve fare due cose insieme: stabilizzare e accendere. Stabilizzare la squadra sul piano dell’organizzazione, accendere la squadra sul piano della convinzione. È una combinazione difficile, ma è l’unica che ti permette di uscire davvero da una fase negativa. E quando una società sceglie un cambio a fine ottobre, significa che non vuole solo “tamponare”. Vuole cambiare il destino prima che sia troppo tardi.

Pompei, novembre e la svolta che prova a fermare la caduta

Il 3 novembre 2025 arriva un altro cambio significativo: il Pompei sostituisce Alessandro Erra con Luca Fusco. Novembre, nel girone H di Serie D, è spesso un mese in cui la pressione diventa concreta. Le squadre iniziano a percepire la classifica come un vincolo, non come una semplice fotografia. E se sei in difficoltà, novembre può diventare il mese in cui devi scegliere se reagire o subire.

Fusco entra quindi come uomo della scossa e della ricostruzione. In Serie D, l’allenatore subentrante deve lavorare in emergenza: poche settimane per capire la rosa, per sistemare dettagli, per ricostruire fiducia. Il Pompei, con questo cambio, sembra voler fermare una dinamica negativa prima che diventi irreversibile. Perché in questa categoria, se perdi due o tre treni di fila, rischi di ritrovarti a rincorrere per mesi.

Il cambio di novembre è dunque un tentativo di bloccare la caduta e di aprire una nuova fase. E nel girone H, dove l’intensità emotiva è altissima, aprire una nuova fase significa soprattutto ridare serenità: la serenità di giocare, la serenità di sbagliare senza crollare, la serenità di restare dentro la partita anche quando la tensione sale.

Sarnese, novembre e l’arrivo di un nome pesante

L’11 novembre 2025 la Sarnese cambia: Carmine Parlato viene sostituito da Salvatore Campilongo. Questo è uno dei passaggi che alza il livello simbolico del girone, perché Campilongo è un nome che porta esperienza e personalità. E in Serie D, la personalità dell’allenatore può diventare un fattore determinante, soprattutto quando lo spogliatoio è fragile.

Cambiare a metà novembre significa riconoscere che la stagione sta entrando in una zona di rischio e che serve una guida capace di gestire la pressione. Campilongo, in questo scenario, diventa la figura chiamata a ridare peso e solidità. Non soltanto sul piano tattico, ma sul piano della gestione: di chi parla al gruppo con credibilità, di chi sa quando alzare la voce e quando proteggere.

Nel girone H, la Sarnese è una realtà che vive di intensità. E l’arrivo di un allenatore con un profilo forte è spesso una scelta per trasformare l’intensità in disciplina. Perché l’intensità senza disciplina è caos. E nel calcio dilettantistico, il caos è spesso ciò che ti condanna.

Heraclea, fine novembre e la scelta di cambiare pelle

Il 25 novembre 2025 l’Heraclea sostituisce Antonio Compierchio con Imperio Carcione. Qui la scelta arriva a fine novembre, in quel periodo in cui molte società si preparano al giro di boa e valutano se la squadra è pronta ad affrontare l’inverno.

Carcione entra con una missione tipica della Serie D: cambiare pelle senza perdere anima. Perché a fine novembre non puoi rivoluzionare tutto. Puoi aggiustare, puoi rendere più funzionale, puoi semplificare. Puoi soprattutto lavorare sulla mentalità. E nel girone H, la mentalità è un patrimonio. Se la squadra entra in campo con paura o confusione, perde. Se entra con chiarezza e aggressività controllata, può fare punti anche contro avversari più quotati.

Il cambio Heraclea è quindi un tentativo di rendere la squadra più pronta, più compatta, più resistente. Perché la Serie D non premia chi fa una buona partita ogni tanto. Premia chi regge.

Fasano, dicembre e la svolta che cerca un nuovo slancio

Il 9 dicembre 2025 anche il Fasano cambia: Luigi Agnelli lascia e arriva Pasquale Padalino. Questo è un cambio che ha un peso specifico particolare, perché Padalino porta un profilo che inevitabilmente alza l’attenzione. E cambiare a dicembre significa voler entrare nella fase decisiva con una guida capace di dare subito un altro impatto.

Il Fasano, con questa scelta, mostra la logica tipica del girone H: quando senti che la stagione può scivolare, intervieni. Padalino è chiamato a portare ordine, esperienza e una gestione più solida dei momenti. In Serie D, dicembre è spesso il mese in cui si decide il “taglio” del campionato: se arrivi al giro di boa con certezze, puoi crescere. Se arrivi con dubbi, rischi di vivere un inverno complicato.

Ecco perché questo cambio va letto come un investimento sulla seconda parte di stagione. Non solo per migliorare il gioco, ma per migliorare la tenuta. Nel girone H, la tenuta è la prima chiave di tutto.

Che cosa racconta il girone H: la Serie D come campionato di reazioni e scelte nette

Se mettiamo insieme questi episodi, il quadro è chiaro. Il girone H è un campionato in cui le società sono costrette a reagire. Non perché siano impulsive, ma perché conoscono la natura della categoria: se perdi tempo, perdi terreno. L’Acerrana e il Francavilla mostrano quanto una prima svolta possa non bastare, e quanto la ricerca di equilibrio possa portare a due cambi nella stessa stagione.

La Virtus Francavilla interviene a fine ottobre per rimettere ordine prima dell’inverno. Il Pompei cambia a inizio novembre per fermare una dinamica negativa. La Sarnese sceglie un profilo forte a metà novembre per dare personalità e gestione. L’Heraclea corregge a fine novembre per prepararsi al giro di boa. Il Fasano decide a dicembre di presentarsi al ritorno con un’altra guida e un altro slancio.

In tutto questo c’è una verità costante: in Serie D l’allenatore è il punto in cui si incontrano progetto e pressione. Cambiare allenatore significa provare a cambiare la stagione, ma significa anche ammettere che la stagione, così com’era, non stava andando dove la società voleva.

Il girone di ritorno: quando finisce l’effetto scossa e inizia il giudizio

Come sempre, però, la parte più difficile arriva dopo. Perché il cambio allenatore porta quasi sempre una reazione iniziale: più intensità, più attenzione, più voglia di dimostrare. Ma la reazione dura poco. Poi resta solo il lavoro. E nel girone H, dove ogni domenica può essere un corpo a corpo emotivo, il lavoro deve trasformarsi in continuità.

Continuità significa fare punti anche quando il gioco non è brillante. Significa non perdere la testa dopo un episodio. Significa non farsi travolgere dalla pressione esterna. Significa, soprattutto, avere un’identità semplice e funzionale: una squadra che sa cosa fare e lo fa con convinzione.

I nuovi allenatori del girone H avranno quindi una sfida enorme: trasformare la scossa in un sistema. Rendere stabile ciò che, fino a ieri, era instabile. Se ci riusciranno, il cambio diventerà un momento chiave della stagione. Se non ci riusciranno, il rischio è quello di alimentare ulteriormente l’inquietudine. E nel girone H, l’inquietudine è un nemico potente.

Nel girone H di Serie D la panchina è la prima pagina del campionato

Il girone H 2025/26 sta dimostrando che la Serie D è un campionato in cui le decisioni contano quanto i gol. Le panchine cambiate sono la prova che le società non vogliono restare ferme, che cercano risposte, che tentano di proteggere la stagione con scelte nette. È un girone dove la pressione è parte del gioco e dove l’allenatore è un riferimento emotivo prima ancora che tattico.

Ora, però, la narrazione entra nella fase più vera: quella in cui le scelte devono diventare risultati. Perché la Serie D non giudica le intenzioni. Giudica la continuità. E nel girone H, la continuità si costruisce con lavoro, disciplina e capacità di reggere il fuoco delle domeniche.

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