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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Gioiese protagonista: rinascita, sfide e futuro nel calcio italiano

La Gioiese, storica società calcistica di Gioia Tauro in Calabria, vive uno dei momenti più intensi e delicati della sua ultracentenaria storia. Fondata nel 1918 e da allora punto di riferimento sportivo per la cittadina della Piana, la compagine viola ha scritto pagine memorabili nei campionati nazionali, incluse partecipazioni in Serie C e Serie D, facendo sognare intere generazioni di tifosi.

La stagione appena conclusa ha portato grandi sfide sul piano gestionale e sportivo. Retrocessa dalla Serie D dopo un campionato difficile, la squadra è ora impegnata in una fase di riorganizzazione che potrebbe vedere la sua riammissione in Serie D per la stagione 2026/27, un’ipotesi non ancora ufficiale ma al centro di intensi dibattiti tra dirigenti, appassionati e istituzioni sportive. Questo momento di transizione riflette da un lato le difficoltà vissute dal club e dall’altro la fermezza di un progetto che mira a restituire alla Gioiese il ruolo che le compete nel panorama del calcio dilettantistico italiano.

Gioiese, una nuova proprietà e le responsabilità del passato

L’attuale proprietà, guidata da Filippo Martino e dal suo gruppo imprenditoriale, ha più volte ribadito la volontà di proseguire con il progetto calcistico a Gioia Tauro, ma a condizione che vengano chiarite e risolte tutte le questioni pendenti legate alla gestione precedente. Martino ha espresso chiaramente l’intenzione di costruire una squadra competitiva e sostenibile, ma ha anche sottolineato l’importanza di “assumersi le proprie responsabilità” riguardo ai debiti accumulati in anni recenti.

La vecchia dirigenza ha garantito che gli impegni relativi alle vertenze in sospeso verranno rispettati, permettendo così alla società di completare l’iscrizione al campionato di competenza senza intoppi burocratici. È un passaggio fondamentale per evitare nuovi ostacoli nella corsa verso la conferma nel calcio nazionale. La parola chiave, ora, è equilibrio: tra oneri finanziari da assorbire e ambizioni sportive da coltivare.

Gioiese, il problema del Polivalente: tra passato e futuro

Un capitolo a parte riguarda lo stadio Polivalente di Gioia Tauro, impianto simbolo e strategico per le sorti sportive della Gioiese. Al momento, la parte esterna risulta in condizioni soddisfacenti, ma l’interno dell’impianto presenta criticità strutturali che non possono essere ignorate. La situazione degli spogliatoi, delle aree tecniche e delle infrastrutture interne non rispecchia gli standard richiesti per ospitare agevolmente gare di livello nazionale e questo rappresenta un problema da affrontare con decisione.

Su questa linea si è già mosso l’ingegnere Viola Scaramozzino, dirigente viola, che ha contattato l’Ufficio Tecnico competente per avviare un dialogo su come intervenire concretamente per riportare il Polivalente a livelli adeguati. La speranza è che, risolte queste difficoltà annose, si possa finalmente guardare al futuro con rinnovata fiducia e iniziare a pianificare la nuova stagione sportiva.

Tra Serie D e Eccellenza: quale futuro per la squadra viola?

Al momento la Gioiese non ha ancora una certezza sul campionato che disputerà nella stagione 2026/27. L’ipotesi di una riammessione in Serie D è reale ma non ufficiale, e dipende da una serie di valutazioni sia tecniche che burocratiche da parte della FIGC e della Lega Nazionale Dilettanti. La federazione italiana, infatti, può riaprire dei posti nei campionati di competenza attraverso meccanismi di “ripescaggio” nel rispetto di criteri di merito sportivo, capacità economica e requisiti infrastrutturali, come previsto dalle normative vigenti.

Parallelamente, la realtà del calcio italiano vede molte società affrontare problematiche simili: la gestione economica delle squadre dilettantistiche è sempre più complessa, e la capacità di programmare il futuro fa la differenza. Per la Gioiese, dopo la formalizzazione dell’iscrizione all’Eccellenza Calabria per la stagione 2025/26, che è stata completata con successo grazie al lavoro congiunto di dirigenza, amministrazione comunale e consulenti, ora si apre una fase dove la programmazione sportiva deve trovare certezze e stabilità.

L’identità viola e il legame con Gioia Tauro

La storia della Gioiese è una delle narrazioni più autentiche nello sport calabrese. Dal lontano 1918, quando nacque come Unione Sportiva Gioiese, al mutare delle denominazioni societarie e delle stagioni agonistiche, la squadra ha sempre rappresentato un elemento di unità e orgoglio per un’intera comunità. Le maglie viola hanno attraversato decenni di calcio regionale e nazionale, con stagioni in Serie C e Serie D, momenti di grande entusiasmo e fasi di profonda riflessione.

Gli impianti sportivi del territorio, incluso lo Stadio Pasquale‑Stanganelli (noto anche come Polivalente), hanno ospitato battaglie epiche e serate indimenticabili per i tifosi, segnando un legame emozionale forte con ogni generazione.

La cittadinanza, dal canto suo, non ha mai fatto mancare il suo sostegno, testimoniando quanto il calcio sia parte integrante della cultura locale: un patrimonio di identità e un catalizzatore sociale per giovani e meno giovani.

Ipotesi Mancini: un allenatore per la nuova era

Uno degli argomenti più discussi nel “dietro le quinte” del calcio gioiese riguarda la possibile nomina in panchina di Renato Mancini, ex tecnico del San Luca. Nonostante la retrocessione della squadra reggina, il profilo di Mancini continua ad essere apprezzato da dirigenti e tifosi. La sua esperienza, unita alla conoscenza della mentalità del calcio meridionale, lo rende un candidato ideale per guidare la Gioiese in un percorso di crescita.

La sua possibile chiamata arriva in un momento in cui la società viola ha bisogno di equilibrio tra esperienza e innovazione, tra visione tattica e capacità di gestire un gruppo in fase di rinascita. Il rapporto tra Mancini, Martino e il direttore sportivo Campolo è da sempre improntato a rispetto reciproco: un elemento che potrebbe favorire un accordo per la prossima stagione. Tuttavia, allo stato attuale, tutti gli attori coinvolti mantengono massima discrezione, rimandando comunicazioni ufficiali a momenti più maturi della programmazione.

La visione societaria: responsabilità e ambizioni

Quello che emerge con chiarezza dal dibattito interno alla società è la consapevolezza che l’ambizione deve andare di pari passo con la responsabilità. Il presidente Martino ha più volte sottolineato che la Gioiese potrà competere ad alti livelli solo se si affronteranno con serietà i conti aperti del passato e si costruirà una struttura di club solida e resiliente. È questo l’unico modo per ottenere risultati duraturi, per non sottoporre la squadra a rischi finanziari o sportivi che possano compromettere l’intero progetto.

In tal senso, l’interlocuzione con gli organi federali e con le istituzioni locali resta fondamentale, perché la strada verso un futuro di successi passa attraverso relazioni stabili, piani di sviluppo e strategie condivise.

Un futuro da scrivere

La Gioiese si trova in una fase cruciale della sua esistenza: una fase che richiede equilibrio, determinazione e visione. Tra il potenziale ritorno in Serie D, la necessità di sistemare le vertenze in sospeso, la questione del Polivalente e la prospettiva di un nuovo allenatore come Renato Mancini, il club è al centro di un progetto che potrebbe rilanciarlo nel panorama calcistico italiano.

Il calcio, più di ogni altra disciplina, insegna che il successo nasce da un mix di cuore, strategia e pragmatismo: elementi che la Gioiese deve saper coniugare per riscrivere il proprio destino. Qualunque sarà la categoria in cui giocherà nella stagione 2026/27, la squadra viola avrà alle spalle una storia di passione e sacrificio, pronta a lasciare il segno ancora una volta.

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