L’Eccellenza campana è una promessa che si rinnova ogni domenica: quella di trovare storie vere, partite vissute come finali e un campionato capace di mischiare tradizione, orgoglio e ambizione. A gennaio, poi, cambia tutto. I campi diventano più pesanti, le gambe non girano sempre come a settembre e le partite iniziano a somigliare meno a un esercizio di stile e molto di più a un esame di maturità. È il mese in cui la classifica smette di essere una fotografia e diventa una mappa: ti dice chi sei, ma soprattutto ti dice dove puoi arrivare.
In Eccellenza campana, il fascino nasce proprio qui: ogni punto ha un peso specifico enorme e ogni scatto in avanti è una conquista sudata. I due gironi raccontano due film diversi ma con la stessa sceneggiatura emotiva. Da una parte un duello al vertice che non concede pause; dall’altra una lotta serrata in cui basta un pomeriggio storto per riaprire tutto. Ed è per questo che, quando si parla di classifiche e risultati, non si parla soltanto di numeri: si parla di tensione, di fiducia, di paure e di sogni.
L’ultima giornata fotografata dalle classifiche aggiornate all’11 gennaio 2026 ha lasciato messaggi chiarissimi: in Eccellenza campana non esistono settimane “di passaggio”. Ogni turno può essere quello che sposta equilibri e percezioni, che alimenta una fuga o accende un inseguimento, che dà ossigeno a chi sta sotto e mette addosso pressione a chi sta sopra.
Eccellenza campana Girone A, la vetta che brucia
Il Girone A di Eccellenza campana è dominato da un pensiero fisso: la vetta è alta, ma non è mai comoda. Real Forio guida con 52 punti dopo 20 partite, imbattuto, con 16 vittorie e 4 pareggi. Subito dietro, Boys Caivanese è a 49 punti con 15 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta. Due squadre che stanno interpretando il campionato come una maratona corsa a ritmo da centometristi: ogni domenica sembra un’esibizione di forza, ma in realtà è una prova di nervi.
Quando un campionato prende questa piega, l’aspetto tecnico conta, ma quello mentale diventa decisivo. L’imbattibilità del Real Forio non è soltanto un dato: è una corazza. Eppure, in Eccellenza campana, anche le corazze scricchiolano quando l’inseguitrice non molla mai. Boys Caivanese, con quella singola sconfitta e un rendimento altissimo, si è costruita il diritto di mettere pressione costante. E la pressione, a queste altezze, è una forma di attacco: ti costringe a non sbagliare, ti obbliga a vincere anche quando la partita ti chiede pazienza.
Dietro alle due di testa, il campionato non si spegne affatto. Gladiator è terzo con 43 punti, frutto di 14 vittorie in 20 gare, e resta la squadra che può approfittare di qualunque frenata davanti per riaprire discorsi che, oggi, sembrano indirizzati. SSC Ercolanese, Portici e Pomigliano completano il gruppo alto della classifica con 36, 32 e 31 punti: posizioni diverse, ma un comune denominatore che in Eccellenza campana è sempre lo stesso, cioè la continuità.
Eccellenza campana Girone A, risultati che pesano come dichiarazioni
Le ultime partite hanno avuto un tratto comune: la sensazione che nessuno, in cima, voglia concedere anche solo un centimetro. Real Forio ha superato Real Grazzanise per 3-1, un successo che vale doppio perché mantiene intatto l’equilibrio psicologico della capolista: non si discute, si risponde. Boys Caivanese ha mandato un messaggio ancora più rumoroso con lo 0-4 sul campo della Puteolana: una vittoria netta, di quelle che trasformano una trasferta in una prova di superiorità.
E poi c’è il Gladiator, che ha vinto 1-3 in casa della Virtus Jr Stabia Fr: un colpo esterno significativo perché ribadisce che la terza forza non è lì per caso e che, in Eccellenza campana, l’alta classifica non si mantiene con l’inerzia, ma con la capacità di fare risultato quando gli altri rallentano.
Altri risultati raccontano il campionato dal basso e dal centro, dove la lotta è spesso più feroce perché non parla solo di ambizioni, ma di sopravvivenza sportiva. Quarto 2012 ha battuto S. Antonio Abate 8-0 in una gara che, al di là del punteggio, è uno di quei momenti che possono cambiare l’umore di una stagione. SSC Ercolanese ha vinto 1-0 contro Portici, mentre Sant’Anastasia e Pomigliano hanno pareggiato 1-1. Albanova-Castel Volturno e Frattese-Bacoli Sibilla sono finite entrambe 1-1, e Santa Maria La Carità ha espugnato Sessana con uno 0-3 pesantissimo in ottica classifica.
In Eccellenza campana, queste partite “di mezzo” sono spesso quelle che definiscono davvero un’annata. Perché se in alto la differenza la fanno i colpi da big match, nel cuore del girone la differenza la fa la gestione delle settimane in cui non sei al massimo. È lì che si costruisce una salvezza tranquilla, è lì che si prepara un finale di campionato con meno ansia.
Eccellenza campana Girone A, la lotta salvezza e il valore dei dettagli
Guardando la parte bassa, si capisce quanto Eccellenza campana sia un campionato spietato. Sessana è a 9 punti, mentre S. Antonio Abate è ultimo a 6 punti con una penalizzazione indicata (-1). Ma il dato davvero importante non è soltanto la distanza: è la difficoltà di invertire la rotta quando la classifica ti mette addosso urgenza e ogni domenica diventa un “dentro o fuori” emotivo.
Eppure, proprio qui, l’Eccellenza campana spesso produce le storie più intense: squadre che cambiano pelle, che trovano una striscia di risultati utili, che risalgono non perché improvvisamente diventano più forti, ma perché diventano più solide. La salvezza, in questi campionati, non è quasi mai un tema di qualità pura: è un tema di continuità, di gestione degli episodi, di capacità di non frantumarsi quando prendi un gol al primo tiro in porta.
Eccellenza campana Girone B, una vetta contesa e una corsa nervosa
Se il Girone A vive un duello serrato, il Girone B di Eccellenza campana ha un sapore diverso: è una sfida di vertice in cui i punti sono tanti, ma la percezione è quella di un equilibrio che può cambiare in qualsiasi momento. Ebolitana è prima con 49 punti in 20 partite, con 15 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta. Apice è seconda con 46 punti, 14 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Tra le due ci sono tre punti: una distanza che non separa, ma collega, perché basta una giornata per riscrivere l’inerzia del campionato.
Dietro, Battipagliese è terza con 38 punti, mentre Agerola è quarta con 34 ma con una partita in meno rispetto ad altre (19 gare giocate). È un dettaglio che, in Eccellenza campana, vale come una piccola bomba a orologeria: una gara da recuperare può diventare una spinta enorme o un’ulteriore fonte di pressione, a seconda di come viene gestita.
E poi c’è il gruppo che segue, dal quinto posto in giù, con squadre capaci di alternare momenti di grande brillantezza a passaggi più complicati: Pro Sangiorgese, San Vito Positano, Costa d’Amalfi e altre realtà che sanno essere pericolose perché hanno un’identità forte e perché, quando entrano in striscia, possono battere chiunque. In un Girone B così, la classifica non è una scala lineare: è una serie di gradini ravvicinati, dove un pareggio può sembrarti poco, ma alla fine della stagione diventa un mattone fondamentale.
Eccellenza campana Girone B, i risultati che hanno acceso la giornata
L’ultimo turno registrato è stato ricco di indicazioni, alcune nette, altre più sottili ma ugualmente importanti. Ebolitana ha battuto RB Castel San Giorgio 2-0, confermando la solidità di una capolista che sa fare la cosa più difficile: vincere senza trasformare ogni partita in un romanzo pieno di rischi. Apice ha risposto con un 5-0 al Città di Solofra, un punteggio che non è soltanto tre punti, ma un modo per dire al campionato che la seconda in classifica non ha alcuna intenzione di accontentarsi.
Poi c’è Agerola, protagonista di un colpo che pesa tanto nella percezione generale: vittoria 2-3 sul campo della Battipagliese. Una partita che, da sola, racconta quanto Eccellenza campana sia capace di rovesciare certezze: chi inseguiva ha trovato un successo di prestigio, chi stava davanti ha incassato una sconfitta che costringe a rimettere ordine nelle emozioni.
In mezzo, altri risultati danno consistenza al quadro: Pro Sangiorgese ha vinto 2-1 contro Virtus Monteforte, San Vito Positano ha superato Castelpoto 2-0, Costa d’Amalfi ha ottenuto uno 0-4 sul campo del Salernum Baronissi. Puglianello-Sanseverinese è finita 3-4, mentre Buccino Volcei e Pol. S. Maria Cilento hanno pareggiato 0-0. Angri e LMM Montemiletto hanno chiuso sull’1-1. Anche qui, ogni punteggio è un piccolo pezzo di stagione che si incastra in un disegno più grande.
Eccellenza campana, le squadre che inseguono e il campionato che non perdona
Un tratto che unisce i due gironi di Eccellenza campana è la difficoltà di “gestire” le domeniche. Non esistono partite semplici, e quando provi a ragionare in termini di calendario favorevole rischi di sbagliare prospettiva. Perché in questo livello, tra campi diversi, condizioni meteo, viaggi e assenze, la differenza non la fa solo il valore della rosa, ma la capacità di adattarsi.
Nel Girone A, l’inseguimento del Gladiator e il gruppo immediatamente sotto ricordano alle prime due che nulla è scontato. Nel Girone B, Battipagliese e Agerola restano due presenze ingombranti, pronte ad approfittare di qualsiasi frenata. E dietro ancora ci sono squadre che non hanno la continuità delle prime, ma che possono cambiare la faccia a una classifica con un singolo risultato: perché in Eccellenza campana lo “scalp” contro una grande pesa anche emotivamente, e spesso diventa l’inizio di una serie positiva.
Eccellenza campana, il confine sottile tra slancio e pressione
C’è un aspetto che la classifica non racconta fino in fondo, ma che chi segue Eccellenza campana conosce bene: la pressione cambia la natura delle partite. Chi è in alto gioca con l’obbligo di non sbagliare e spesso affronta avversari che trasformano la gara contro la capolista nella partita dell’anno. Chi è in basso, invece, gioca con un’urgenza che può diventare energia o zavorra. In mezzo, c’è chi prova a costruire un’identità, a trovare un obiettivo credibile, a capire se la stagione può diventare un trampolino o se deve essere gestita con pragmatismo.
Ecco perché, a gennaio, Eccellenza campana diventa così coinvolgente: il campionato entra nel tratto in cui le squadre scoprono davvero che cosa sono. Non lo decidono soltanto i moduli o le scelte di formazione, ma la reazione agli schiaffi: un gol subito all’inizio, un rigore sbagliato, una trasferta lunga, un campo difficile. Il carattere, qui, vale quanto la qualità.
Eccellenza campana, cosa ci raccontano oggi le classifiche
Le classifiche aggiornate all’11 gennaio 2026 consegnano due messaggi principali. Nel Girone A, Real Forio e Boys Caivanese stanno imponendo un ritmo altissimo: 52 e 49 punti dopo 20 giornate sono numeri da campionato di vertice vero, e l’imbattibilità del Real Forio è un dato che merita attenzione perché non si costruisce per caso. Nel Girone B, Ebolitana e Apice stanno facendo lo stesso, con 49 e 46 punti, ma con una dinamica che sembra pronta a cambiare in qualsiasi momento, anche alla luce dei risultati che coinvolgono le inseguitrici.
Il resto lo farà la continuità. In Eccellenza campana, quando arrivano i mesi in cui le condizioni si fanno più dure e le partite più nervose, spesso emerge chi sa vincere anche senza dominare, chi sa restare lucido anche quando la tensione sale. È una legge non scritta del dilettantismo di alto livello: a primavera, non vince quasi mai chi ha fatto più promesse; vince chi ha costruito abitudini.
Eccellenza campana, perché questo campionato è un racconto collettivo
Seguire Eccellenza campana significa entrare in un mondo dove il calcio non è solo spettacolo, ma appartenenza. Le squadre portano in campo identità territoriali fortissime. I risultati diventano conversazioni in piazza, allo stadio, nei bar, nelle chat. La classifica non è un semplice elenco: è la misura del morale di una comunità. E ogni domenica, in fondo, è un capitolo nuovo.
È per questo che, quando si parla di Eccellenza campana, si parla di un campionato che sa essere romantico e feroce insieme. Romantico perché vive di storie, di passioni, di rivalità autentiche. Feroce perché non perdona cali di attenzione, perché mette alla prova chiunque, perché chiede sempre qualcosa in più: più corsa, più testa, più coraggio.
Eccellenza campana, lo scenario da qui in avanti
Da qui in poi, la stagione entra nella fase in cui le differenze si fanno più chiare. Non perché i valori siano immutabili, ma perché le squadre iniziano a mostrarsi per ciò che sono davvero: quelle da vetta imparano a gestire la pressione, quelle da rincorsa capiscono se hanno benzina per tenere il ritmo, quelle in difficoltà devono trovare risposte immediate.
In Eccellenza campana, il finale non è mai una formalità. E quando ci sono distanze così ridotte tra le prime, ogni dettaglio può trasformarsi in un punto di svolta. Una vittoria esterna, uno scontro diretto, una serie di pareggi che sembra innocua e invece ti rallenta. È il bello e il crudele di questo torneo: la classifica non aspetta nessuno.
Chi oggi guarda Real Forio e Boys Caivanese nel Girone A, o Ebolitana e Apice nel Girone B, vede squadre forti e convincenti. Ma Eccellenza campana insegna che la forza, senza continuità, non basta. E la continuità, senza capacità di soffrire, non regge. Per questo il campionato, adesso, diventa ancora più interessante: perché non si tratta solo di chi gioca meglio, ma di chi resiste di più.
Eccellenza campana, una domenica alla volta
Alla fine, Eccellenza campana si capisce così: una domenica alla volta. Con la classifica in mano e la consapevolezza che ogni partita è un incrocio. C’è chi sogna la promozione e vive ogni minuto come se valesse oro, chi cerca un piazzamento importante e sa che la differenza sta nelle partite sporche, chi lotta per salvarsi e trasforma ogni pallone in una battaglia.
Ecco perché questo campionato resta uno dei più avvincenti e seguiti: perché non è mai solo calcio. È energia, identità, tensione, appartenenza. È Eccellenza campana nel suo senso più pieno: un racconto vivo, che continua a riscriversi, e che a gennaio è già entrato nella fase in cui ogni risultato non descrive soltanto il presente, ma inizia a disegnare il futuro.



