C’è un momento, ogni settimana, in cui l’Abruzzo del pallone si rimette in cammino. Non importa se è un pomeriggio tagliato dal vento o una domenica che profuma di inverno: l’Eccellenza abruzzese torna sempre a bussare alla porta con la stessa promessa, quella di una storia nuova, scritta sul campo e letta sugli spalti. È il fascino della categoria che vive di rivalità vere, di trasferte che sembrano piccole odissee e di piazze che, quando si accendono, sanno fare rumore come stadi molto più grandi.
Seguire l’Eccellenza abruzzese non significa soltanto dare un’occhiata al risultato finale. Significa sentire il peso di ogni punto, perché in un campionato così equilibrato il confine tra ambizione e ansia è spesso una manciata di domeniche. Significa capire che la classifica non è un elenco, ma una geografia emotiva: in alto si sogna la Serie D, in mezzo si costruisce identità, in basso si lotta per restare in vita.
La 20ª giornata: vincono le big, ma non tutte respirano
L’Eccellenza abruzzese ha raccontato molto di sé nella 20ª giornata, quella che spesso fa da spartiacque: la stagione entra in una fase in cui non si può più fingere, perché ogni squadra è ormai quello che ha dimostrato di essere. I risultati hanno confermato un dato decisivo: le prime corrono, e quando le prime corrono davvero il campionato cambia tono. Lo scenario è stato riassunto con un’immagine perfetta: “continuano a correre le prime tre della classe”.
E allora eccoli i colpi che fanno rumore. Il Penne ha piegato il Pianella 2-0, un successo che vale ossigeno e fiducia, soprattutto perché messo lì come un segnale: in Eccellenza abruzzese nessuno regala nulla, e quando una squadra trova continuità diventa improvvisamente un problema per molti.
Il Celano ha superato il Montorio ’88 3-1, una partita che dice tanto anche sulla natura di questa categoria: puoi rimanere in equilibrio per lunghi tratti, poi un episodio, una giocata, una lettura sbagliata spostano tutto.
Folgore Delfino Curi Pescara e Fucense Trasacco hanno pareggiato 1-1, con la sensazione che in match così nessuno voglia davvero perdere: lo 0 punti sarebbe una ferita troppo profonda, mentre il punto può diventare un mattoncino da sommare, soprattutto quando il calendario è fitto e la classifica corta.
Il Lanciano FC ha vinto 2-1 contro la Torrese e, in un campionato dove la vetta è una linea sottile, questi sono i risultati che fanno la differenza: non tanto per i tre punti in sé, ma per l’idea di solidità che trasmettono.
Il Mosciano ha battuto l’Ovidiana Sulmona 2-0, confermando un momento positivo e mettendo un altro tassello nella zona che conta.
Il Pontevomano ha regolato il Bacigalupo Vasto Marina 2-0, una vittoria pesante perché toglie certezze a una squadra che in questa Eccellenza abruzzese ha dimostrato di poter stare dentro molte partite.
Pro Vasto e Virtus Cupello hanno chiuso sullo 0-0: quando la partita resta lì, bloccata, spesso è perché le paure pesano quanto le ambizioni.
E poi il colpo esterno che vale doppio, quello del Renato Curi Angolana, vincente 2-0 a San Salvo: un risultato che muove la zona alta e manda un messaggio forte anche in ottica continuità.
Infine la Santegidiese ha piegato il Sambuceto 2-1, un altro tassello di una squadra che sta trasformando le domeniche in una lunga marcia.
Questa è l’Eccellenza abruzzese quando entra nella parte calda: vincono le big, ma ogni partita lascia dietro di sé una scia di conseguenze.
La classifica dell’Eccellenza abruzzese dopo 20 giornate: tre in vetta e una corsa che brucia
Se i risultati disegnano il racconto del weekend, la classifica dell’Eccellenza abruzzese ne rivela la trama profonda. Dopo 20 partite, in testa c’è la Santegidiese con 46 punti, frutto di 14 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Subito dietro c’è il Lanciano FC, anche lui a 46 punti, con 15 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte: numeri che spiegano una squadra capace di andare spesso fino in fondo, ma che ha lasciato qua e là qualche spazio.
Al terzo posto, a quota 42, c’è l’Angolana, con 12 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte: una squadra che, per continuità e solidità, resta incollata alla zona promozione.
Già qui si capisce la temperatura del campionato: questa Eccellenza abruzzese non ha una sola padrona, ma un duello aperto, con la terza che aspetta il minimo segnale per rientrare. Dietro, il Mosciano è quarto con 34 punti, quindi in una zona che non è ancora tranquillità piena, ma è certamente credibilità.
Il gruppo che insegue è quello dove spesso si decide il senso di una stagione: San Salvo a 33 punti, Fucense a 31, Celano e Vasto Marina a 30, Torrese a 27. È una fascia in cui basta poco per cambiare prospettiva: due vittorie consecutive e ti ritrovi a guardare su con un altro coraggio, due passi falsi e inizi a sentire la risacca.
Poi c’è la zona di mezzo, dove l’Eccellenza abruzzese diventa un mestiere: Virtus Cupello a 25, Folgore a 24, Pro Vasto e Penne a 23, Ovidiana Sulmona a 21, Pontevomano a 20. Sono punti che non fanno rumore, ma spesso sono i più difficili da mettere insieme, perché arrivano contro avversarie che lottano come te e che non ti concedono nulla.
In coda, Sambuceto e Montorio ’88 sono a 14 punti, mentre il Pianella è a 10. E qui l’Eccellenza abruzzese cambia ancora faccia: ogni pareggio sembra mezzo miracolo, ogni vittoria diventa una festa, perché ha il sapore di un futuro possibile.
Santegidiese e Lanciano: stessa quota, due modi di stare in alto
Quando due squadre sono appaiate in vetta, il campionato si alimenta di confronti. La Santegidiese è in testa con un equilibrio quasi “matematico”: tante vittorie, pochissime sconfitte, l’idea di una squadra che sa come si gestisce una stagione lunga. Il Lanciano invece ha vinto ancora di più, ma ha anche inciampato più spesso: è una fotografia di un gruppo che tende a “spaccare” le partite, a vivere di episodi risolutivi, a cercare il colpo pieno.
In Eccellenza abruzzese, questa differenza conta perché dice come puoi affrontare la pressione: con la continuità o con l’impeto. E quando arriva gennaio, con i campi più pesanti e le energie che iniziano a calare, spesso è la continuità a fare la differenza. Ma guai a pensare che sia scritto: basta una domenica storta, e la classifica torna a muoversi.
Angolana: la terza incomoda che aspetta il varco
A quota 42, l’Angolana non è semplicemente “terza”: in Eccellenza abruzzese è la squadra che tiene aperta la porta del campionato. Non è abbastanza vicina per controllare il destino altrui, ma è abbastanza vicina per cambiare tutto alla prima occasione. E il successo per 2-0 a San Salvo è stato un messaggio forte, perché vincere fuori casa, in questa categoria, è sempre un atto di personalità.
Una squadra che pareggia parecchio, come raccontano i 6 segni “X”, spesso è una squadra difficile da battere. E in un campionato così combattuto, essere difficili da battere è una qualità enorme.
Il blocco centrale: dove l’Eccellenza abruzzese diventa guerra di dettagli
È nel cuore della classifica che l’Eccellenza abruzzese mostra la sua essenza più autentica. San Salvo, Fucense, Celano, Vasto Marina, Torrese: sono squadre che vivono un campionato fatto di piccoli scarti.
Un pareggio strappato in trasferta può essere più prezioso di una vittoria “facile” mai arrivata; una sconfitta di misura può diventare un tarlo se si ripete due volte di seguito. Questa è la zona in cui la stagione non è mai davvero stabile: il morale cambia con il vento, e spesso il calendario decide più di quanto si voglia ammettere.
In questo gruppo, ogni partita contro le prime tre è un esame senza appello, ma anche un’occasione per ribaltare la narrazione. Perché l’Eccellenza abruzzese è così: ti concede sempre la chance di riscrivere una settimana.
Il fondo della classifica: sopravvivere, reagire, crederci
Quando guardi le ultime posizioni, non devi mai pensare a una sentenza. In Eccellenza abruzzese, la lotta salvezza è spesso una serie di micro-campionati: due o tre squadre che si inseguono, poi all’improvviso un filotto, un cambio di passo, un episodio che sposta le paure dall’altra parte.
Sambuceto e Montorio ’88 sono a 14 punti, Pianella a 10. Numeri duri, certo, ma gennaio e febbraio sono mesi strani: le squadre che hanno fame possono guadagnare terreno in fretta, perché gli scontri diretti pesano doppio e perché, quando la pressione sale, non sempre vince chi è più forte sulla carta.
In questa zona della Eccellenza abruzzese, l’obiettivo è semplice e terribile: arrivare ogni settimana alla partita successiva con la testa libera abbastanza da giocarsela.
Giornata 19 e la riapertura del campionato: il segnale di inizio anno
Il nuovo anno, in Eccellenza abruzzese, si è aperto con una giornata 19 che ha già lasciato indicazioni importanti. Il 3 gennaio 2026 il Lanciano FC ha vinto 3-0 sul campo della Virtus Cupello, un risultato netto che spiega perché in alto non puoi concederti distrazioni. Il 3 gennaio 2026 il Mosciano ha battuto 3-0 la Fucense Trasacco, altro segnale di forza e continuità. E il 4 gennaio 2026 Renato Curi Angolana e Bacigalupo Vasto Marina hanno pareggiato 2-2, un match che racconta quanto sia facile, in questa categoria, passare dal controllo al caos nel giro di pochi minuti.
Queste partite non sono soltanto risultati: sono “spie” del campionato. E in Eccellenza abruzzese le spie contano, perché ti dicono chi sta entrando nel girone di ritorno con la testa giusta.
Il calendario che arriva: l’attesa della 21ª e lo scatto mentale di gennaio
C’è una regola non scritta: in Eccellenza abruzzese gennaio non è soltanto un mese, è un test psicologico. Dopo l’11 gennaio 2026, che ha consegnato la 20ª giornata e una classifica sempre più “tesa”, il campionato guarda avanti. Già il 17 gennaio 2026 è indicata la giornata 21, quella che spesso ti costringe a fare i conti con la nuova realtà: chi rincorre deve accelerare, chi guida deve resistere, chi lotta sotto deve smettere di aspettare.
E poi c’è la 22ª giornata tra il 24 e il 25 gennaio 2026, un altro passaggio che può cambiare la griglia: perché a quel punto il girone di ritorno prende forma e le squadre iniziano davvero a “sentire” la classifica.
Perché l’Eccellenza abruzzese è un racconto che vale la pena seguire fino in fondo
Se ti chiedono perché l’Eccellenza abruzzese meriti attenzione, la risposta non è solo tecnica e non è solo romantica: è strutturale. Qui il calcio è ancora un linguaggio immediato, fatto di appartenenza e dettaglio. La classifica dopo 20 giornate, con Santegidiese e Lanciano appaiate a 46 e l’Angolana a 42, è la prova che la lotta in alto è autentica e aperta.
Allo stesso tempo, i risultati della 20ª giornata ricordano che nessuno può permettersi di vivere di inerzia: basta un pareggio in un campo difficile, basta una vittoria esterna, basta uno 0-0 che non risolve niente, e la settimana dopo sei un’altra squadra.
E poi c’è la parte più vera: la provincia. Le trasferte, i derby, le rivalità che non hanno bisogno di essere spiegate. In Eccellenza abruzzese il tifo non è un contorno, è una componente del gioco. E spesso è proprio quella componente a spostare un pallone dentro o fuori, una corsa in più al 90’, una punizione difesa con il corpo.
Il punto della situazione: cosa aspettarsi adesso dall’Eccellenza abruzzese
Da qui in avanti, l’Eccellenza abruzzese promette una seconda parte di stagione ancora più dura e più bella. In vetta, la sfida è sul filo: Santegidiese e Lanciano non hanno margine per respirare, e l’Angolana è lì, pronta a trasformare ogni piccolo inciampo in un invito a nozze.
Nel mezzo, la battaglia è per lo status: restare agganciati alle zone che contano e costruire un finale di stagione con un obiettivo credibile. In basso, la salvezza non è un calcolo: è una serie di partite da vivere come finali, perché la classifica non aspetta e il tempo, soprattutto in questa categoria, finisce prima di quanto sembri.
Ecco perché, se ti interessa davvero il calcio, seguire l’Eccellenza abruzzese non è un passatempo: è un modo di stare dentro una storia collettiva, che ogni domenica ricomincia da capo e ogni volta cambia un dettaglio. E nel calcio, spesso, è proprio il dettaglio a decidere tutto.



