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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Eccellenza toscana: corsa aperta nei 2 gironi

Quello dell’Eccellenza toscana è un campionato che vive di ritmo e di identità. Non è una categoria “di passaggio”, è un mondo con le sue gerarchie, le sue piazze, le sue rivalità e soprattutto la sua intensità. Ogni domenica sembra chiedere la stessa cosa alle squadre: dimmi chi sei davvero. Perché in Toscana il calcio dilettantistico non è un contorno, è una cultura: si discute, si ricorda, si confronta. E quando la stagione arriva al punto in cui la classifica è abbastanza matura da raccontare qualcosa di serio, l’Eccellenza toscana diventa ancora più affascinante.

Le classifiche aggiornate dei due gironi 25/26 ci danno una fotografia nitida. Nel Girone A, davanti, c’è una situazione che sa di romanzo: due squadre appaiate in vetta a 37 punti, come se il campionato avesse deciso di non fare sconti a nessuno. Nel Girone B, invece, la capolista prova a tenere il timone con un margine minimo, ma dietro il fiato è vicino e la sensazione è che ogni giornata possa cambiare il tono del campionato.

Parlare di Eccellenza toscana significa questo: il torneo si muove, e tu devi muoverti con lui, perché basta una domenica per riscrivere tutto.

Girone A, vetta in parità: Lucchese e Zenith a 37

Nel Girone A dell’Eccellenza toscana, la prima notizia è la più semplice e la più pesante: Lucchese e Zenith sono prime a pari punti, 37, dopo 19 partite. È un dettaglio che accende immediatamente la stagione, perché quando la vetta è condivisa, la pressione raddoppia: non hai margine, non hai cuscinetto, hai solo il dovere di restare davanti per sognare la Serie D.

Ma le due capoliste arrivano a quota 37 in modi diversi, e questo rende il duello ancora più interessante. La Lucchese è imbattuta: 9 vittorie, 10 pareggi, 0 sconfitte, con 29 gol fatti e 10 subiti, differenza reti +19. È la squadra che non cade mai, che ha costruito il suo campionato sulla continuità e sulla capacità di non concedere tracolli. In Eccellenza toscana, essere imbattuti dopo 19 giornate è una dichiarazione di solidità mentale prima ancora che tecnica.

La Zenith, invece, è a 37 con un percorso più “tagliente”: 11 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte, 22 gol fatti e 8 subiti, differenza reti +14. Qui il messaggio è diverso: la Zenith vince di più, ma ha anche pagato qualche inciampo. In un campionato così equilibrato, la domanda diventa inevitabile: cosa pesa di più da qui in avanti, l’imbattibilità o la capacità di fare tanti tre punti?

Subito dietro, però, c’è un’altra verità dell’Eccellenza toscana: la zona alta è corta. Belvedere e Sporting Cecina 1929 sono terze a 31, quindi a sei punti dalla vetta ma con ancora abbastanza campionato davanti per alimentare una rincorsa, soprattutto se le prime due dovessero rallentare. Viareggio è quinto con 30 ma con 17 gare giocate: il dettaglio delle partite in meno conta, perché può trasformarsi in un potenziale aggancio o in un’occasione mancata, e in Eccellenza toscana i recuperi spesso diventano snodi emotivi.

Girone A, il centroclassifica dove basta poco per cambiare stagione

Sotto la fascia altissima, il Girone A si fa densissimo e nervoso. Real Cerretese e Fucecchio sono a 28, in quella zona in cui non sei lontano dalle prime posizioni ma non puoi sbagliare, perché una serie di risultati negativi ti risucchia rapidamente. Fratres Perignano è ottavo con 26, poi arrivano Castelnuovo Garfagnana e Montespertoli a 25.

È qui che l’Eccellenza toscana mostra il suo volto più tipico: il campionato che “non ti lascia stare fermo”. Puoi vivere una settimana sentendoti a ridosso delle prime, e quella successiva ritrovarti a guardarti le spalle. E questa instabilità, per molte squadre, è un test continuo di mentalità.

Più sotto, Sestese 1946 è a 23, FC San Giuliano a 21, Massese a 20, R.F. Querceta a 19. È un blocco in cui ogni punto pesa come un investimento, perché chi trova continuità può salire e chi invece si inceppa rischia di entrare nella zona più pericolosa della stagione.

Girone A, la lotta salvezza: quando la classifica mette fretta

La parte bassa del Girone A è un’altra storia, ma dentro lo stesso campionato. Larcianese è a 15, Pro Livorno a 14, Cenaia a 12 ma con 18 gare. Qui non si parla più di ambizione: si parla di sopravvivenza. E l’Eccellenza toscana, in queste zone, diventa spietata perché non premia chi gioca bene a tratti, premia chi riesce a fare punti anche quando non ha brillato.

In questa fase della stagione, il rischio è duplice. Da un lato la pressione può bloccare, dall’altro può liberare: le squadre che stanno sotto, spesso, diventano più pericolose perché smettono di calcolare e iniziano a giocare con la necessità. E la necessità, nel calcio dilettantistico, è un’energia potentissima.

Girone B, Grassina davanti e un inseguimento che non concede respiro

Nel Girone B dell’Eccellenza toscana, la classifica racconta un campionato altrettanto vivo, ma con una dinamica diversa. Grassina è primo con 38 punti dopo 17 partite: 11 vittorie, 5 pareggi, una sola sconfitta, 32 gol fatti e 10 subiti, differenza reti +22. È una capolista con numeri importanti, soprattutto per equilibrio: segna, ma soprattutto concede poco.

Subito dietro, però, c’è Rondinella Marzocco a 37 punti, sempre dopo 17 gare, con 11 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, 28 gol fatti e 12 subiti, differenza reti +16. Un punto soltanto: il minimo indispensabile per tenere tutto acceso. E quando la distanza è così minima, l’Eccellenza toscana diventa un campionato di nervi: non puoi accontentarti di “non perdere”, perché sai che l’altra potrebbe vincere e scappare.

Terza è Sansovino con 34, quindi ancora in una zona che permette di sognare, almeno finché la vetta resta lì, raggiungibile con un filotto. E poi arriva un gruppo che disegna la battaglia per le posizioni alte: Antella 99 a 29, Colligiana e V. Mazzola 1949 a 28.

Girone B, la fascia di mezzo che decide il finale

Baldaccio è a 24, Sangiovannese e Figline a 23, Lastrigiana e Asta a 22, Fratta Terme a 23: è un centroclassifica che non è tranquillo, perché è troppo vicino sia alla zona alta sia alla zona calda. E quando il centroclassifica è così, significa che gli scontri diretti diventano decisivi: non solo perché guadagni punti, ma perché li togli a una rivale.

Poi ci sono le squadre che stanno entrando nella parte più delicata. Castiglionese è a 20, Signa a 18, Affrico a 17. In questa zona, spesso, la differenza la fa la capacità di non trasformare una sconfitta in una crisi. Perché in Eccellenza toscana la crisi arriva in fretta, ma può anche passare in fretta se trovi due risultati utili.

Girone B, in fondo: Lancio(t)to e Certaldo in apnea

La coda del Girone B è chiarissima. Lanciotto è a 10 punti, Certaldo addirittura a 2, dopo 17 gare. Qui non c’è più spazio per aspettare: c’è solo l’urgenza di cambiare il passo. E spesso, a questo livello, cambiare il passo significa trovare solidità prima che bellezza: smettere di prendere gol evitabili, imparare a gestire le partite, accettare di portare a casa punti anche quando la prestazione non è brillante.

Eccellenza toscana, cosa ci dice davvero la fotografia attuale

Se si guarda insieme Girone A e Girone B, l’Eccellenza toscana consegna un’immagine netta: campionato aperto, ma con dinamiche diverse.

Nel Girone A, la vetta a 37 di Lucchese e Zenith è un invito permanente allo scontro psicologico: una imbattuta, l’altra più “da colpo pieno”. Nel Girone B, Grassina e Rondinella Marzocco sono separate da un punto, con Sansovino che resta abbastanza vicina da sperare in un rientro se le prime due si intralciano.

E poi c’è la parte bassa, in entrambi i gironi, che inizia già a parlare la lingua dell’inverno: la lingua dei punti necessari, delle domeniche che non puoi sbagliare, delle partite che si giocano con l’ansia e con l’orgoglio.

Eccellenza toscana, il dettaglio che può cambiare tutto da qui in avanti

Da gennaio in poi, in campionati come questo, spesso decide un solo fattore: la continuità. Non vince chi fa una grande partita ogni tanto. Vince chi riesce a fare punti anche nelle domeniche storte. Vince chi regge le assenze, le squalifiche, i campi difficili. Vince chi ha una rosa capace di non crollare quando la pressione sale.

L’Eccellenza toscana, a questo punto, non è più un torneo di promesse. È un torneo di scelte. Chi sta davanti deve scegliere se continuare ad attaccare o iniziare a gestire. Chi sta dietro deve scegliere quando accelerare. Chi sta sotto deve scegliere se reagire o arrendersi. E come sempre, sarà la domenica a dare la risposta.

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