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mercoledì 22 Luglio 2026
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Serie D, i colpi del Girone B: scosse fortissime a gennaio

Quello di Serie D, a volte, è un campionato che si capisce guardando gli sguardi più che le classifiche. Perché ci sono giornate in cui la forma conta, la tattica pesa, il campo comanda. E poi ci sono settimane – quelle di gennaio – in cui tutto diventa più nudo: la rosa è ciò che hai, i limiti sono ciò che ti porti dietro, e il mercato è l’unica leva che puoi davvero tirare per cambiare la traiettoria. Nel Girone B, il gennaio 2026 non è un mercato “di contorno”: è un passaggio che rischia di definire promozione, playoff e sopravvivenza.

La classifica dopo 19 giornate è già una trama piena di tensione. Davanti c’è la Folgore Caratese a 41 punti, con un vantaggio che sembra importante ma non ancora definitivo. Dietro, a distanza, inseguono Chievo Verona e Calcio Brusaporto a 34, poi Casatese Merate e Milan Futuro a 31, quindi Virtus CiseranoBergamo e Villa Valle a 30. Nella parte centrale si muovono squadre che possono ancora scegliere che stagione vivere, mentre in basso la paura ha nomi precisi: Vogherese 1919 a 11 (con -2) e Nuova Sondrio a 10 chiudono, con Pavia Calcio 1911 a 15 e Varesina a 17 a fare da cuscinetto fragile.

Dentro questo scenario arrivano i colpi di mercato: addii, ritorni, innesti “pesanti”, scommesse giovani, e qualche mossa che profuma di necessità immediata. E in Serie D, quando la necessità bussa, di solito entra senza chiedere permesso.

Serie D e classifica Girone B: chi compra per vincere e chi per respirare

In Serie D il mercato di gennaio ha due lingue: quella dell’ambizione e quella della sopravvivenza. La Folgore Caratese, capolista a 41, può permettersi di ragionare con calma, ma deve guardarsi da un’insidia tipica: la tentazione di non intervenire. Perché se dietro qualcuno si rinforza bene, il vantaggio può sciogliersi in un mese.

ChievoVerona e Brusaporto a 34 sono nel punto esatto in cui un colpo azzeccato può cambiare tutto: non stai inseguendo un miracolo, stai inseguendo un ritmo. Casatese Merate e Milan Futuro, entrambe a 31, vivono gennaio con la domanda più pericolosa: restare in corsa o accontentarsi di galleggiare. E poi c’è la zona bassa, dove il mercato è spesso un intervento d’urto: se non prendi subito punti, non basta più “giocare meglio”, serve proprio cambiare pelle.

Serie D, Folgore Caratese: capolista e mercato che fa rumore

Quando sei davanti, ogni mossa viene pesata due volte. Eppure la Folgore Caratese, prima a 41 punti, vive un gennaio con un colpo che si sente: Edoardo Vona arriva dal Pontedera (Serie C). In Serie D, un innesto dalla C non è soltanto qualità: è mentalità, ritmo, standard di allenamento e gestione del dettaglio. Se Vona entra in condizione rapidamente, diventa un segnale fortissimo al girone: la prima non vuole difendere, vuole spingere.

Ma il mercato della Folgore non è solo entrata. C’è anche un’uscita che colpisce: Luca Caldirola lascia la Folgore Caratese e va al Benevento (Serie C). Anche qui, stesso discorso: se un tuo giocatore sale in C, significa che la tua squadra è vetrina e valore. Ma significa anche che perdi un pezzo che, nel contesto di una capolista, spesso aveva un ruolo riconosciuto.

Infine, c’è un altro innesto di spessore: Andrea Capelli arriva dalla Giana Erminio (Serie C) alla Folgore Caratese. Questo è il tipo di operazione che, in Serie D, può davvero fare la differenza nel girone di ritorno: non è solo “aggiungere”, è aumentare il livello medio della rosa.

La Folgore Caratese, quindi, manda un messaggio chiaro: vuole restare davanti con forza, non con prudenza.

Serie D, ChievoVerona e Brusaporto: inseguire significa scegliere bene

ChievoVerona e Calcio Brusaporto sono a 34 punti. In Serie D, quando insegui a questa distanza, gennaio è il mese in cui capisci se hai davvero la struttura per reggere la pressione della vetta. E anche se l’elenco dei movimenti che hai fornito non evidenzia colpi “di copertina” direttamente riferiti a queste due squadre, il punto resta: le scelte altrui incidono. Perché se la capolista rinforza e tu resti uguale, non hai solo bisogno di vincere: hai bisogno che l’altra rallenti.

Questo rende il Girone B particolarmente interessante: gli innesti “che contano” non sono sempre quelli delle seconde, ma spesso quelli delle squadre di metà classifica o di bassa quota, perché tolgono punti alle prime e cambiano l’equilibrio complessivo.

Serie D, Milan Futuro: un’uscita che fa notizia

Il Milan Futuro è a 31 punti e resta nel gruppo che può ancora sognare. Ma gennaio porta una notizia che fa rumore per suggestione e curiosità: Maximillian Ibrahimović dal Milan Futuro va all’Ajax (campionati esteri). Indipendentemente dalla lettura tecnica del singolo, in Serie D una cessione verso un club come l’Ajax è un evento che cambia il racconto: significa valorizzazione, ma anche perdita di un profilo che aveva un ruolo nella rosa.

Il Milan Futuro, in questo senso, vive un gennaio da “progetto”: la crescita dei giocatori è parte della missione, ma ogni uscita può incidere sulla continuità. E nella Serie D del Girone B, dove la corsa playoff è serrata, ogni dettaglio pesa.

Serie D, Caldiero Terme: il colpo Zappa e un innesto da sfruttare

Il Caldiero Terme è a 27 punti, in una zona che può ancora guardare sia verso l’alto sia verso la tranquillità. E proprio qui arriva un colpo che è perfetto per gennaio: Massimo Zappa passa dal Club Milano (Serie D) al Caldiero Terme (Serie D). È il classico innesto “pronto”, che conosce la categoria e non ha bisogno di settimane per capire contesto e intensità.

C’è anche un altro movimento per il Caldiero: Giacomo Ruggeri, da svincolato, firma per il Caldiero Terme. In Serie D, lo svincolato a gennaio è sempre una scommessa con due facce: o entra motivatissimo e ti sposta qualcosa, o ha bisogno di tempo che non puoi concedere. La differenza la fanno condizione e incastro tattico.

Per il Caldiero Terme, quindi, gennaio è un’opportunità di consolidamento: se gli innesti incidono, la seconda parte di stagione può diventare più stabile e ambiziosa.

Serie D, Breno e Leon: gennaio come identità nuova

Il Breno è a 27 punti, la Leon a 24. Due squadre in una fascia in cui i punti non ti mettono al sicuro, ma ti danno margine per lavorare. E qui il mercato racconta movimenti interessanti.

Il Breno prende Tommaso Senatore dal Lumezzane (Serie C): operazione importante, perché pescare dalla Serie C significa tentare un salto di qualità in termini di ritmo e mentalità. A volte questi innesti non servono solo a “fare meglio”: servono a cambiare l’autostima di una squadra.

La Leon, invece, si muove con due colpi significativi: Riccardo Bonfanti arriva dall’Albinoleffe (Serie C) e Vladislav Nagrudnyi Vitalihovych arriva dalla Cremonese (Serie A). In Serie D, un ingresso da un contesto di Serie A – anche se va sempre contestualizzato il percorso del calciatore – ha un impatto comunicativo enorme. È un colpo che accende curiosità, aspettative, pressione. E spesso, proprio la pressione, fa capire quanto una squadra sia pronta a fare un salto.

In più, c’è un trasferimento interno che va sottolineato: Christian Cugnata passa dalla Folgore Caratese alla Leon. Questo, in Serie D, è un tipo di colpo “strategico”: prendi un giocatore che arriva da chi sta davanti, quindi prendi abitudini di lavoro, conoscenza di una squadra leader, e provi a trasformarle in valore tuo.

Serie D, Real Calepina: un innesto e una ripartenza

La Real Calepina è a 21 punti, quindi nel territorio in cui devi stare attento a non farti trascinare nella bagarre. E qui arriva un movimento che va letto bene: Stefano Bosio passa dall’Offanenghese (Eccellenza) alla Real Calepina (Serie D). È un innesto che parla di fame e di salto di categoria. In gennaio, chi sale dall’Eccellenza spesso porta entusiasmo “puro”: vuole dimostrare di meritare la Serie D, e questa motivazione può diventare un’arma.

C’è anche un altro arrivo: Christian Belotti, da svincolato, va alla Real Calepina. Anche qui, discorso identico a tanti svincolati: tutto dipende dal livello di prontezza e dall’incastro. Ma per una squadra a 21 punti, aumentare alternative è già un modo per proteggersi.

Serie D, Varesina: ultimi metri di classifica e bisogno di scossa

La Varesina è a 17 punti, quindi in una zona delicata. E proprio qui arrivano colpi importanti. Antonio Vitiello scende dal Sorrento (Serie C) alla Varesina (Serie D). È un innesto che, per una squadra in difficoltà, può essere più di un rinforzo: può diventare un leader tecnico e mentale, uno che conosce contesti di pressione e sa gestire momenti sporchi.

In più, arriva Carlo Manicone dalla Pro Sesto (Serie D) alla Varesina. Altro innesto da categoria, altro segnale: la Varesina ha capito che per risalire serve gente pronta subito, non solo prospetti. In Serie D, soprattutto in basso, il tempo non esiste.

Serie D, Pavia Calcio 1911: un colpo “interno” che pesa

Il Pavia è a 15 punti e vive un gennaio in cui ogni dettaglio è vitale. Qui c’è un movimento che va sottolineato: Giuseppe Pandullo passa dalla Folgore Caratese al Pavia Calcio 1911. È un colpo interessante perché “sposta competenze” dalla capolista a una squadra in difficoltà: significa prendere un giocatore che viene da una realtà in alto e provare a trasformare quell’esperienza in punti salvezza.

Non solo. C’è anche un’uscita: Fabio Perna lascia il Pavia per andare alla Colognese (Eccellenza). Per una squadra a 15 punti, perdere alternative è sempre pericoloso: devi compensare con energia nuova o con un assetto più compatto.

Serie D, Vogherese 1919: la coda, lo svincolo e un innesto che racconta speranza

La Vogherese 1919 è a 11 punti con -2: significa essere dentro l’emergenza. E qui il mercato diventa quasi un atto di fede. Gennaio, per la Vogherese, ha tanti movimenti legati allo svincolo: Luca Prinelli, Elia Ferrario, Mirko Poropat, Ariel Fierza e Jesse Finelli risultano andare dalla Vogherese allo svincolo. È un segnale di rottura netta: quando una squadra in basso taglia così tanto, vuol dire che sta provando a cambiare completamente l’inerzia.

Ma non c’è solo questo. Arriva Jurgen Tahiri dall’Accademia Pavese (Eccellenza) alla Vogherese 1919, e soprattutto arriva Stefano Molinari dal Città di Fasano (Serie D) alla Vogherese. Questo è un innesto da campionato, un profilo che può portare esperienza immediata. E poi c’è un ritorno significativo, anche per l’incrocio con il Girone A: Christian Rustichelli passa dal Sestri Levante (Serie D) alla Vogherese 1919. Quando prendi un giocatore da un’altra realtà di Serie D, prendi anche conoscenza e ritmo. In una squadra ultima, è ossigeno.

C’è infine un’uscita: Tommaso Sacco lascia la Vogherese per andare all’Alessandria Calcio (Eccellenza). Un altro segnale che lo spogliatoio è stato scosso e ricostruito.

Il problema, però, resta quello che in Serie D è sempre decisivo: non basta cambiare, devi cambiare in modo funzionale. E devi farlo subito.

Serie D, Nuova Sondrio e gli effetti collaterali del mercato

La Nuova Sondrio è ultima a 10 punti e incassa una cessione: Kayro Stanley Flores Heatley lascia la Nuova Sondrio per il Città di Gela (Serie D). Per chi è in fondo, perdere un elemento a gennaio è quasi una condanna, perché ti riduce ulteriormente le opzioni.

Per questo, nel Girone B, la Nuova Sondrio appare come la squadra a cui il mercato rischia di chiedere troppo: servirebbero innesti e punti immediati, e non sempre gennaio offre ciò che ti manca. In Serie D, quando sei a 10 punti, ogni partita diventa un finale.

Serie D e Girone B: cosa ci dice davvero questo gennaio

Serie D, nel Girone B, sta vivendo un gennaio 2026 che sembra progettato per cambiare equilibri. La capolista Folgore Caratese non si limita a gestire: inserisce qualità dalla Serie C, ma perde anche un pezzo verso la C. Le inseguitrici, pur senza colpi evidenziati in questo estratto, devono fare i conti con un campionato che si alza di livello. E dietro, la lotta salvezza diventa una guerra di nervi: Varesina prova la scossa con innesti da categorie superiori, Pavia prende un uomo dalla capolista, Vogherese rivoluziona e spera nell’impatto immediato.

Il punto, come sempre in Serie D, è uno: gennaio non assegna trofei, ma assegna direzioni. E nel Girone B, la direzione sembra chiara: chi ha mosso bene adesso può cambiare passo. Chi ha mosso male rischia di restare fermo mentre gli altri corrono. E quando la primavera arriva, in Serie D, di solito non perdona chi è rimasto indietro.

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