Serie D, quando arriva gennaio, smette di essere soltanto un campionato e diventa un test di verità. Perché a metà stagione non puoi più nasconderti dietro gli alibi: la classifica è lì, nuda, e ti dice quanto sei stato credibile. E il mercato, in questo preciso momento, è un gesto che parla: parla di ambizione, di paura, di lucidità, perfino di orgoglio. Nel Girone C, gennaio 2026 ha il sapore di una svolta potenziale, perché la graduatoria è spaccata in blocchi chiarissimi e ogni colpo può spostare peso specifico.
In testa c’è un Treviso che ha già preso vantaggio vero: 49 punti dopo 19 giornate, un passo che sembra da fuga. Dietro, però, non c’è pace: Cjarlins Muzane a 36, Mestre a 34, Union Clodiense Chioggia a 33, Este a 32. È un gruppo che sa che per rientrare deve fare un girone di ritorno quasi perfetto e, allo stesso tempo, sperare in una frenata della capolista. Più sotto la zona centrale è un campo minato: Legnago Salus e Bassano a 29, Brian Lignano a 27, poi il doppio 24 di Vigasio e Unione La Rocca Altavilla, la Luparense a 23 e le inseguitrici immediate Campodarsego e Calvi Noale a 22.
E infine c’è la parte che brucia davvero: Conegliano a 19, Adriese a 16, Maia Alta Obermais a 12, Portogruaro a 10. Qui la Serie D diventa una questione di resistenza, perché ogni domenica può essere una sentenza o un gancio che ti tiene vivo.
Dentro questa cornice arrivano i colpi di gennaio. E il Girone C, in questa sessione, ha scelto una strada precisa: movimenti numerosi, spesso mirati, con l’idea di cambiare subito la traiettoria.
Serie D e classifica Girone C: perché i colpi pesano in modo diverso
In Serie D non esiste un mercato “neutro”. La stessa operazione cambia senso in base alla posizione in classifica. Chi è primo, come il Treviso, si muove per consolidare e gestire il rischio. Chi insegue, come Cjarlins Muzane, Mestre, Union Clodiense Chioggia ed Este, cerca l’innesto che possa dare uno scatto senza rompere l’equilibrio. Chi è a metà, come Legnago Salus, Bassano, Brian Lignano e Luparense, usa gennaio per scegliere che stagione vivere: tranquillità, zona playoff, oppure una scivolata pericolosa. E chi è in basso, Portogruaro e Maia Alta Obermais in particolare, vive il mercato come un’operazione d’urto: cambiare subito, perché aspettare significa spegnersi.
È per questo che i colpi di mercato del Girone C vanno sempre confrontati con la classifica: non basta “chi prende chi”, conta “perché lo prende” e “cosa deve risolvere”.
Serie D, Treviso capolista: rinforzi da categoria e messaggio al girone
Il Treviso è primo a 49 punti. Un margine importante, ma in Serie D la gestione della vetta è un’arte: non devi solo vincere, devi evitare che la squadra si appaghi. E qui il mercato racconta un Treviso che non vuole spegnere il motore.
Il colpo più simbolico è Sebastiano Sviderscoschi, che arriva dall’Albinoleffe (Serie C). Quando una capolista pesca dalla Serie C, manda un segnale chiarissimo: alza il livello, aumenta la qualità media, aggiunge mentalità professionistica. Non è soltanto un innesto tecnico, è un innesto di pressione positiva sullo spogliatoio, perché ogni nuovo arrivo da categoria superiore alza lo standard anche per chi c’è già.
C’è poi un altro innesto che va letto nello stesso modo: Vittorio Chiabotto dal Bra (Serie C) al Treviso. Anche qui, l’idea è chiara: rinforzare senza aspettare che qualcuno “esploda”. Prendere giocatori già abituati a contesti di intensità superiore.
E qui sta il punto: con 49 punti, il Treviso potrebbe anche scegliere la prudenza. Invece sceglie la continuità dell’ambizione. In un Girone C dove la concorrenza nella zona playoff è feroce, la capolista prova a trasformare il vantaggio in fuga definitiva.
Serie D, Cjarlins Muzane: secondo posto e una mossa per restare dentro la corsa
Il Cjarlins Muzane è secondo a 36 punti. Non è vicino al Treviso, ma è in quella posizione in cui non puoi perdere nemmeno una settimana, perché alle spalle Mestre, Union Clodiense ed Este sono pronte a mordere. In questo scenario, anche un singolo movimento può diventare decisivo.
Il colpo che emerge è l’arrivo di Simone Betelli dal Brian Lignano Calcio (Serie D) al Cjarlins Muzane. È un innesto interno alla categoria, quindi immediato: niente tempi lunghi di adattamento, niente alibi. È una scelta che profuma di concretezza: prendere un profilo già “da Serie D”, per mantenere ritmo e solidità in un momento in cui la squadra deve proteggere il secondo posto e, allo stesso tempo, cercare di accorciare davanti.
Serie D, Mestre: terzo a 34 ma gennaio è un crocevia
Il Mestre è terzo a 34 punti. È dentro la zona nobile e sente di poter stare nella scia del Cjarlins, ma deve evitare di perdere terreno da Union Clodiense ed Este. E gennaio, per il Mestre, sembra un mese in cui qualcosa si muove, anche in uscita, anche in entrata, come se la squadra stesse cercando l’assetto migliore per il ritorno.
Un movimento che parla chiaro è Matteo Pinton, che va dall’Este al Mestre. Questo è un colpo interno al girone che può fare differenza, perché prendi un giocatore che conosce già campo e avversari, e lo togli a un diretto rivale in zona alta.
Ma il Mestre vive anche uscite che pesano: Daniele Kola e Davide Kola lasciano il Mestre per andare all’Este. Due movimenti che, letti insieme, creano un intreccio affascinante tra le due squadre: è un “passaggio di consegne” che potrebbe cambiare equilibri tattici e profondità delle rose.
E qui si vede la peculiarità della Serie D: non sempre il mercato si legge per singolo colpo, spesso si legge per scambio di energia. Se il Mestre riesce a far rendere Pinton e a compensare le uscite, resta in corsa piena. Se invece perde continuità, rischia di essere risucchiato dalla bagarre alle spalle.
Serie D, Union Clodiense Chioggia: quarta e mercato da squadra vera
L’Union Clodiense Chioggia è quarta a 33 punti. È lì, a un passo dal Mestre e a un passo dall’Este, con la sensazione di poter fare davvero un girone di ritorno importante. E gennaio porta segnali da squadra che vuole consolidarsi.
Il colpo più pesante, per impatto, è Filippo De Paoli, che arriva dalla Dolomiti Bellunesi (Serie C). Ancora una volta, quando una squadra di alta classifica in Serie D prende un giocatore dalla C, sta dichiarando qualcosa: vuole struttura, vuole esperienza di pressione, vuole qualità che incida nel breve.
Ma non finisce qui. Arriva anche Rinaldo Maestrelli dal Cjarlins Muzane (Serie D) all’Union Clodiense Chioggia. Questo è un colpo che va letto come “operazione chirurgica” in zona playoff: prendi da una rivale un giocatore già pronto e provi a trasformarlo in vantaggio competitivo.
C’è anche un’uscita che racconta il lato duro del mercato: Alessandro Tiozzo Pagio lascia l’Union Clodiense Chioggia per andare al Loreo (Promozione). In una squadra che punta ai playoff, queste uscite vanno gestite con attenzione, perché riducono alternative. Ma l’impressione è che l’Union Clodiense abbia compensato con innesti più “pesanti”.
Serie D, Este: quinto a 32 e mercato intrecciato con Mestre e Calvi Noale
L’Este è quinto a 32 punti, nel cuore della zona playoff. E gennaio, per l’Este, è un mese che sembra costruito su incastri: prendere, cedere, ribilanciare. Il doppio arrivo da Mestre, Daniele Kola e Davide Kola, è un segnale forte: l’Este vuole rinforzarsi con profili già abituati a questa Serie D.
Ma l’Este perde Pinton, che va al Mestre, e quindi la sensazione è di un’operazione di riequilibrio: cambiare qualcosa senza perdere competitività.
C’è poi un innesto che va sottolineato: Diego Fornari passa dal Calvi Noale (Serie D) all’Este. Un’operazione interna al girone che rafforza una squadra già in alto e, contemporaneamente, indebolisce una diretta concorrente di metà classifica. E in Serie D questi “spostamenti laterali” spesso contano più dei colpi di nome, perché incidono direttamente negli scontri diretti e nella profondità delle alternative.
Serie D, Legnago Salus: sesto a 29, mercato che taglia e ricostruisce
Il Legnago Salus è a 29 punti, in una posizione che può diventare trampolino o limite. E gennaio racconta una situazione particolare: tante uscite verso lo svincolo e un paio di movimenti che ridisegnano la rosa.
Vanno allo svincolo Orgito Kuqi, Federico Mosca e Riccardo Fini, mentre Daniel Tonica passa dal Legnago Salus al Torino U20 (Primavera). Quest’ultimo è un movimento che fa notizia: perdere un giocatore che sale in un contesto Primavera importante significa valorizzazione, ma anche un vuoto.
In entrata, però, arriva Matteo Bonadiman da svincolato al Legnago Salus, e arriva anche Andrea De Fazio da svincolato al Legnago. È un doppio innesto che ha un senso molto Serie D: prendere giocatori disponibili e provare a inserirli subito, puntando su motivazioni e “fame”.
Il Legnago Salus, insomma, sembra aver scelto una strada precisa: alleggerire e ripartire. La domanda, guardando la classifica, è inevitabile: questa ripartenza serve per tentare l’assalto alla zona playoff o per proteggere una stagione già buona? La risposta arriverà dalla tenuta del gruppo, perché a 29 punti sei vicino a tutto.
Serie D, Bassano: 29 punti e un’uscita che sposta un tassello
Il Bassano è a 29 punti come il Legnago Salus, quindi dentro la stessa zona strategica. E gennaio porta una cessione che fa rumore “di contesto”: Andrea Beccaro lascia il Bassano per andare all’Arcella Padova (Eccellenza). In una squadra che potrebbe provare a risalire, perdere un elemento a metà stagione è sempre un rischio: riduce opzioni, costringe a trovare nuove soluzioni.
In Serie D, a questi livelli, la differenza spesso la fanno le alternative: quando i campi si appesantiscono e le squalifiche arrivano, chi ha più scelte regge. Il Bassano dovrà dimostrare di saper reggere questa uscita senza perdere punti per strada.
Serie D, Brian Lignano: 27 punti e un gennaio di scambi e ricostruzioni
Il Brian Lignano Calcio è a 27 punti, quindi un gradino sotto il gruppo dei 29. È una posizione che non ti condanna ma nemmeno ti lascia tranquillo. E gennaio sembra muovere pedine in modo significativo.
Da una parte, il Brian Lignano perde Simone Betelli, che va al Cjarlins Muzane. Dall’altra, si rinforza prendendo Jan Mutavcic dal Sora Calcio 1907 (Serie D). Qui c’è un messaggio: compensare una perdita con un innesto immediatamente utilizzabile, senza cercare soluzioni sperimentali.
In una Serie D come il Girone C, dove la densità dei punti è altissima nella zona centrale, ogni equilibrio può saltare. Il Brian Lignano, con queste mosse, prova a non perdere consistenza.
Serie D, Unione La Rocca Altavilla: 24 punti e una costruzione intelligente
L’Unione La Rocca Altavilla è a 24 punti, quindi nel blocco che deve decidere se guardare avanti o difendere margine. E gennaio porta un colpo che si fa notare: Marco Marchesini passa dal Vigasio (Serie D) all’Unione La Rocca Altavilla. È uno spostamento diretto tra due squadre vicine in classifica, e proprio per questo può pesare tantissimo: togli qualcosa a una rivale e lo trasformi in valore tuo.
Questo è uno dei movimenti più “logici” della Serie D invernale: non sempre serve un nome altisonante, serve un giocatore che entri nel contesto e ti faccia fare un salto di solidità.
Serie D, Luparense: 23 punti e un mercato da “scossa”
La Luparense è a 23 punti, in una zona in cui basta poco per tornare in basso o avvicinare la parte sinistra della classifica. E gennaio, qui, sembra un mese di ricostruzione offensiva e di energia nuova.
Arriva Raffaele Visani dal Carpi (Serie C): questo è un innesto di livello, perché porta esperienza e un passo da professionismo. Arriva anche Mohamed Cherif Diallo dal FC Pistoiese (Serie D) alla Luparense, quindi un colpo da categoria che può incidere subito. E si aggiungono Filippo Giurato da svincolato e Manuel Antoniazzi dall’Arzignano Valchiampo U19: un mix di presente e prospettiva.
In Serie D, per una squadra a 23 punti, questo tipo di mercato è chiarissimo: alzare l’impatto, aumentare soluzioni, cambiare inerzia. Se la Luparense trova subito gol e punti, può accorciare su chi la precede. Se invece ci mette tempo, rischia di restare nel limbo, che è il luogo più pericoloso perché ti illude e poi ti punisce.
Serie D, Campodarsego e Calvi Noale: 22 punti e il bisogno di non scivolare
Campodarsego e Calvi Noale sono a 22 punti. Due squadre che devono fare attenzione a non farsi trascinare verso il basso. E gennaio porta segnali diversi.
Il Campodarsego perde Tommaso Spaviero, che va al Nibbiano & Valtidone (Eccellenza). È un’uscita che, se non compensata, può ridurre soluzioni e rotazioni.
Il Calvi Noale, invece, vive movimenti che indicano un riassetto: perde Diego Fornari (andato all’Este) e cede Marco Dall’Agnol all’Eclisse Carenipievigina. In entrata, però, arriva Zaccaria Rioda dal Savoia 1908 (Serie D): colpo di categoria, potenzialmente utile per mantenere compattezza.
In Serie D, in questa fascia, il mercato serve a una cosa sola: non perdere consistenza. Perché appena perdi consistenza, la zona calda ti vede e ti viene a prendere.
Serie D, Conegliano: 19 punti e un gennaio tra addii e ripartenza
Il Conegliano 1907 è a 19 punti, quindi a ridosso della zona playout. E qui i movimenti di gennaio raccontano una squadra che deve ritrovare certezze.
In uscita c’è Nicola De Vido, che passa dal Conegliano allo svincolo, e c’è anche Patrik Rossetto, che dal Conegliano risulta ritirato. Sono due notizie che pesano, perché riducono profondità e opzioni.
Ma il Conegliano reagisce con un innesto mirato: Gianmarco Zigoni arriva da svincolato al Conegliano 1907. È una scelta che parla di immediatezza: prendere un giocatore disponibile e provarlo subito, perché la classifica a 19 punti non ti consente mesi di attesa.
Serie D, Adriese: 16 punti e mercato per non crollare
L’Adriese è a 16 punti, quindi nel pieno della lotta salvezza. E gennaio, qui, è un tentativo di ricostruzione netta.
Arriva Enrico Noè da svincolato all’Adriese. Arriva anche Mattia Bertoncello dal Portogruaro Calcio (Serie D): un colpo interno che ha un valore enorme, perché prendi da una diretta concorrente e ti rinforzi. E arriva Leonardo Nordiodall’Arcella Padova (Eccellenza) all’Adriese: un innesto che può portare freschezza e motivazioni.
In uscita, però, c’è Edoardo Cavallini, che lascia l’Adriese per andare al Calcio Zola Predosa (Eccellenza). La logica resta: in Serie D, quando sei a 16 punti, il mercato deve darti punti, non solo cambiamenti. E l’Adriese, con questi innesti, prova a mettere dentro energia da “battaglia”.
Serie D, Maia Alta Obermais: 12 punti e l’urgenza di trovare ossigeno
Il Maia Alta Obermais è a 12 punti. In questa posizione, gennaio è quasi sempre un’ultima chiamata. E arriva un colpo che va letto in chiave d’urto: Nikolas Spalek passa dal Giulianova (Serie D) al Maia Alta Obermais. È un innesto da categoria, quindi potenzialmente immediato.
Quando sei a 12 punti, però, non basta un colpo: serve che quel colpo ti cambi la capacità di vincere partite. La Serie D non ha pietà: la matematica della classifica è più forte delle buone intenzioni.
Serie D, Portogruaro: ultimo a 10 e mercato “massiccio” per cambiare destino
Il Portogruaro Calcio è ultimo a 10 punti: è la situazione più dura del Girone C. E infatti gennaio è un mese di interventi multipli, quasi una ricostruzione totale.
Arriva Alessandro De Luca dalla Triestina (Serie C): questo è un colpo importante perché pesca dalla C e porta qualità e mentalità. Arriva Andrea D’Agostino dall’Union QdP (Seconda Categoria): un innesto che punta su fame e desiderio di salto. Arriva Sergio Cosentino dal Catanzaro U19 (Primavera): prospettiva e gioventù, che in basso può diventare energia pura. Arriva Davide Fasan da svincolato. E non basta: entra anche Rinaldo Maestrelli? No, Maestrelli va all’Union Clodiense; ma il Portogruaro compensa con più innesti.
C’è poi un lato di uscite che spiega quanto la squadra stia cambiando: Bienvenu Eva Nga va dal Portogruaro allo svincolo, Marco Destito passa al Sandonà 1922 (Eccellenza), Giacomo Pozzer va al Giorgione 1911 (Eccellenza), e Elia Vit scende al Vigor (Prima Categoria).
Il Portogruaro, in sostanza, sta facendo un mercato da “ultima spiaggia”: cambiare tantissimo, sperando che la somma dei cambiamenti produca punti subito. È una strada rischiosa, perché in Serie D troppe novità possono togliere coesione. Ma quando sei a 10 punti, spesso non hai alternative: o cambi, o resti fermo e affondi.
Serie D, la chiave del Girone C: gennaio può ridisegnare playoff e salvezza
Serie D nel Girone C, a gennaio 2026, ci racconta una verità semplice: le squadre hanno scelto di parlare attraverso il mercato. Il Treviso, capolista, ha rinforzato con innesti da Serie C e ha chiarito che non vuole gestire con paura. Le inseguitrici, in particolare l’Union Clodiense Chioggia, hanno fatto mosse da squadra pronta a reggere la pressione della parte alta. Mestre ed Este si sono scambiati pedine in un intreccio che può cambiare la forma del girone di ritorno. E dietro, Adriese, Maia Alta Obermais e soprattutto Portogruaro hanno fatto un mercato di sopravvivenza: il tipo di mercato che non cerca estetica, cerca risultati.
E qui arriva il punto finale, quello che in Serie D vale sempre più di ogni commento: gennaio non assegna sentenze definitive, ma crea le condizioni delle sentenze. Se gli innesti entrano subito in partita, il Girone C può vivere un ritorno esplosivo, con la zona playoff ancora più feroce e la lotta salvezza trasformata in battaglia ogni domenica. Se invece i nuovi arrivi non incidono, la classifica tenderà a “ripetere” se stessa, e chi è in basso rischierà di restare intrappolato.
Perché la Serie D, quando gira l’aria di febbraio e marzo, chiede conto di ogni scelta fatta a gennaio. E il Girone C, con questi colpi, ha già iniziato a preparare la risposta.



