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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Serie D, i colpi del Girone E: mercato rovente e svolta

Quello di gennaio del Girone E di Serie D non è il classico mercato “di contorno”, quello che riempie un paio di caselle e poi si riparte uguali a prima. Qui il mercato è un racconto vero, fatto di scelte che hanno un significato immediato perché la classifica è già una fotografia nitida: in alto si corre per vincere, in mezzo si prova a non perdere contatto con la zona che conta, in basso si lotta per non scomparire. E quando la fotografia è così chiara, ogni movimento diventa un dettaglio che può cambiare il finale.

Il Girone E vive su una vetta che parla forte: Grosseto 1912 primo con 47 punti in 19 giornate, un margine che non è ancora sentenza, ma è già un messaggio. Dietro incalzano Tau Calcio Altopascio e Seravezza Pozzi Calcio, entrambe a 40, come due inseguitrici che sanno di non potersi permettere pause. A seguire c’è un blocco che può fare da spartiacque: Foligno 1928 a 33, Prato a 32, poi Siena e Terranuova Traiana a 29, Ghiviborgo VDS a 27, San Donato Tavarnelle a 26. Più sotto la terra di mezzo è dura e scivolosa: Scandicci 1908 e Aquila Montevarchi 1902 a 23, Follonica Gavorrano a 22, Sporting Club Trestina a 21, Orvietana e Camaiore a 20. Infine la zona rossa, quella in cui ogni domenica pesa come un macigno: Vivi Altotevere Sansepolcro a 13, Cannara a 11, Poggibonsi a 10.

Dentro questa cornice i colpi di gennaio non sono tutti uguali. Alcuni sono rinforzi che alzano il livello di chi sta in alto. Altri sono “mosse di sopravvivenza” per chi è in basso. Altri ancora sono incastri, scambi, partenze e arrivi che raccontano un campionato in cui la Serie D è sempre una questione di identità: o ce l’hai, o devi costruirtela in corsa.

Serie D e classifica Girone E: perché i colpi cambiano peso in base ai punti

In Serie D il mercato di gennaio non si giudica solo con il nome del giocatore, ma con la domanda più semplice e più spietata: “dove sei in classifica?”. Perché il Grosseto che guida a 47 non ha bisogno di rivoluzionare: deve proteggere e consolidare. Tau e Seravezza, a 40, cercano lo scatto che possa riaprire davvero la corsa al primo posto. Chi sta tra 33 e 26 vive una terra di mezzo che è quasi più difficile della vetta: basta una serie negativa per scivolare fuori dai piani, basta un innesto azzeccato per trasformare un campionato normale in un campionato ambizioso. E chi è sotto, tra 13 e 10, non può permettersi scelte “di prospettiva”: deve trovare punti immediatamente.

Il Girone E del gennaio 2026 si legge proprio così: come un mosaico in cui ogni tessera ha un peso diverso a seconda della zona della classifica.

Serie D, Grosseto 1912: il leader a 47 e la forza di scegliere senza panico

Essere primi con 47 punti significa essere la squadra che tutti vogliono battere. Il Grosseto, in questa fase, ha un vantaggio che si gestisce con freddezza: non serve inseguire l’ansia del colpo a effetto, serve mantenere uno standard alto e una rosa capace di reggere febbraio, marzo e aprile, quando la Serie D diventa una prova di nervi.

Eppure gennaio racconta anche che il Grosseto non è immobile. C’è un innesto che ha un suono interessante: Filippo Monteverde arriva dalla Lavagnese 1919 (Serie D) al Grosseto 1912. È uno di quei colpi che in Serie D funzionano perché portano gente già abituata alla categoria, pronta a inserirsi senza tempi lunghi. Non è una scommessa astratta: è un giocatore “da campionato”, e in un girone di ritorno che consuma, questo conta.

Ma c’è anche un movimento che va letto con attenzione perché cambia il volto di un reparto: Matteo Masini passa dal Siena al Grosseto 1912. Questo è un colpo che parla doppio: rinforzi te stesso e, allo stesso tempo, sottrai risorse a una rivale storica, una squadra che in classifica è a 29 ma ha sempre un potenziale da alta fascia. In una Serie D dove i dettagli pesano, un trasferimento così può essere un colpo psicologico oltre che tecnico.

Sul fronte opposto, il Grosseto vive anche uscite che ricordano quanto il mercato sia un equilibrio continuo. Tommaso Ferronato lascia il Grosseto per il Sandonà 1922 (Eccellenza): un’uscita che non è un “taglio” ma un movimento che riduce profondità. E c’è poi una partenza pesante per immagine: Simone Della Latta dal Grosseto va alla FC Pistoiese (Serie D), quindi verso un altro girone. Anche qui, il Grosseto dimostra di avere la struttura per reggere, ma il girone di ritorno dirà quanto queste uscite verranno assorbite.

Il leader, però, resta in una posizione privilegiata: può scegliere senza panico. E in Serie D, spesso, questa è la vera differenza tra chi vince e chi resta a metà strada.

Serie D, Tau Calcio Altopascio: 40 punti e il mercato come dichiarazione

Il Tau Calcio Altopascio è secondo a 40, pari al Seravezza. Questo significa una cosa molto chiara: se vuoi davvero provare a prendere il Grosseto, devi cambiare qualcosa in più rispetto al semplice “continuare così”. Perché il Grosseto ha un margine e una continuità che vanno scalfiti. Gennaio, per il Tau, diventa quindi un momento di affermazione: far capire al girone che la corsa al primo posto non è un sogno, è un piano.

Il colpo che racconta meglio questa intenzione è Antonio Di Luca, che passa dalla Lucchese al Tau Calcio Altopascio. È un innesto che si inserisce dentro la logica dell’ambizione: prendere un profilo capace di aggiungere qualità e presenza, e farlo a metà stagione quando sai che ogni punto pesa doppio.

Ma il Tau vive anche un’uscita significativa: Edoardo Nottoli lascia il Tau e va al Ghiviborgo VDS (Serie D). Questo trasferimento è uno di quelli che cambiano le dinamiche perché rafforza una squadra che sta a 27 e che può trasformarsi in mina vagante. In sostanza, il Tau si rinforza e contemporaneamente concede una pedina a un avversario di metà alta classifica. È un rischio calcolato, ma resta un rischio: in Serie D, chi ti può togliere punti spesso non è solo la tua rivale diretta in vetta, ma anche la squadra che incontri dopo una trasferta difficile, quando la classifica dice “dovresti vincere” e invece trovi battaglia.

Il Tau, comunque, ha un dovere preciso verso se stesso: trasformare i colpi in continuità. Perché a 40 punti non basta migliorare la rosa, bisogna migliorare l’efficacia.

Serie D, Seravezza Pozzi Calcio: 40 punti e un gennaio che sposta equilibri

Il Seravezza è a 40, in piena lotta per la vetta. E gennaio, qui, ha un sapore molto particolare: alcune uscite sono rumorose e rischiano di pesare, perché quando insegui il primo posto, perdere elementi può ridurre la tua capacità di reggere la pressione.

C’è una partenza che colpisce per direzione: Alessio Spatari passa dal Seravezza alla Cairese (Serie D), quindi verso un altro girone. Ci sono poi movimenti che portano fuori categoria: Giacomo Fiori lascia il Seravezza per la Fezzanese (Eccellenza). E quando sei in alto, ogni uscita va letta con attenzione, perché non è solo un nome che se ne va: è una rotazione in meno, è una soluzione tattica che potresti rimpiangere in marzo.

Il Seravezza, però, resta Seravezza proprio perché ha costruito un’identità forte. E in Serie D l’identità, a volte, è più resistente del mercato. La domanda vera è un’altra: gennaio riduce o rafforza la capacità della squadra di restare agganciata al Grosseto? Con 40 punti, la risposta la daranno i risultati immediati del ritorno. Se il Seravezza resta costante, allora le uscite saranno state assorbite. Se invece arriverà una flessione, la lettura diventerà inevitabile.

Serie D, Foligno 1928: 33 punti e una partenza che alleggerisce

Il Foligno 1928 è quarto a 33, in quella posizione in cui puoi ancora sognare qualcosa di grande ma devi essere estremamente concreto. A gennaio c’è un movimento che racconta un cambio di percorso: Nicolò D’Urso lascia il Foligno per l’Urbani a Calcio (Eccellenza). È un’uscita che riduce opzioni e che, in una Serie D così competitiva, può pesare.

Il Foligno è nella zona in cui ogni punto vale anche per proteggersi dalle squadre che stanno poco sotto. Per questo, la gestione del mercato per chi è a 33 è delicata: se perdi profondità, rischi di essere risucchiato. Il Foligno dovrà affidarsi alla solidità del gruppo e alla capacità di restare continuo, perché la classifica dice che la stagione è ancora aperta, ma la concorrenza è feroce.

Serie D, Prato: 32 punti e un gennaio di arrivi e partenze che ridisegnano

Il Prato è quinto a 32, quindi dentro il blocco che può dare fastidio a tutti. E gennaio, per il Prato, sembra quasi un laboratorio: entrate, uscite, movimenti che cambiano faccia e profondità.

Arriva Giacomo Stomeo dalla Roma U20 (Primavera) al Prato: un innesto giovane, che può portare energia e intensità. Arriva anche Mattia Fiorini da svincolato al Prato, un tipo di colpo che in Serie D spesso funziona perché la motivazione è altissima: chi arriva da svincolato ha fame di spazio e di riscatto. E poi c’è un innesto che ha un sapore forte: Andrea Santarelli passa dal Grosseto 1912 al Prato. Qui il messaggio è evidente: prendere dal leader un giocatore significa provare ad alzare il livello e, in qualche modo, ridurre la distanza mentale con chi sta sopra.

Ma il Prato vive anche uscite che vanno considerate: Mattia Drapelli lascia il Prato per il Follonica Gavorrano (Serie D), Andrea Settembrini va dal Prato alla Sansovino (Eccellenza), Riccardo Iacoponi passa dal Prato all’Heraclea Calcio (Serie D). È un saldo di mercato che, più che un semplice rinforzo, è un riassetto.

Con 32 punti, il Prato si muove come una squadra che vuole trovare un assetto definitivo per il ritorno. La Serie D, a questi livelli, premia chi arriva a febbraio con gerarchie chiare. Se gli innesti entrano subito nel sistema, il Prato può consolidare e magari avvicinare Foligno e le prime. Se invece il riassetto porta instabilità, la classifica può diventare rapidamente una trappola.

Serie D, Siena: 29 punti e un gennaio che sa di ricostruzione emotiva

Il Siena è a 29, una posizione che di per sé non è drammatica, ma che per la storia e le aspettative suona sempre come “non basta”. Gennaio racconta una squadra che ha perso pedine e ne ha spostate, come se stesse cercando una nuova direzione.

Il movimento più pesante è quello già citato: Matteo Masini dal Siena va al Grosseto 1912. È un trasferimento che, oltre al valore tecnico, ha un impatto emotivo: vedi una rivale che prende da te e si rafforza mentre è già prima. E poi c’è un altro addio significativo: Marco Bellavigna lascia il Siena per il Poggibonsi (Serie D). Non è solo una cessione, è un trasferimento interno al girone che rafforza una squadra di bassa classifica e cambia le dinamiche della lotta salvezza.

Ci sono però anche movimenti che indicano un cambio di costruzione: Juri Gonzi passa dal Poggibonsi al Valentino Mazzola Siena (qui l’operazione è particolare perché coinvolge l’ambiente senese e il territorio), e soprattutto Filippo Boccardi dal Siena va al Terranuova Traiana (Serie D). Quest’ultimo è un trasferimento diretto verso una rivale che ha gli stessi punti e che lotta nello stesso blocco. In Serie D, questi spostamenti tra squadre vicine in classifica pesano moltissimo perché incidono subito sugli scontri diretti e sull’equilibrio della rosa.

Per il Siena, gennaio sembra un mese in cui si accetta di cambiare pelle. La domanda è se la nuova pelle sarà abbastanza robusta per risalire.

Serie D, Terranuova Traiana: 29 punti e un mercato che toglie e aggiunge nello stesso tempo

Il Terranuova Traiana è a 29, appaiato al Siena, e quindi in piena zona “crocevia”: puoi puntare a qualcosa in più o rischi di rimanere nel mucchio. Gennaio porta un’uscita importante: Federico Ficini dal Terranuova Traiana va al Camaiore Calcio (Serie D). È un trasferimento interno al girone che rinforza una squadra sotto e, potenzialmente, cambia la densità della zona bassa.

Ma il Terranuova risponde con un colpo che ha un senso chiaro: Filippo Boccardi dal Siena al Terranuova Traiana. Qui c’è una logica precisa: prendi da una rivale diretta un profilo pronto, già “dentro” il campionato, e provi a trasformare il pareggio in classifica in un vantaggio competitivo.

In Serie D la qualità di gennaio si misura così: quanto rapidamente gli incastri diventano punti.

Serie D, Ghiviborgo VDS: 27 punti e gennaio da squadra che vuole stabilità e salto

Il Ghiviborgo è a 27, e quindi molto vicino alla zona 29-33. È una squadra che, se trova continuità, può diventare scomoda. E gennaio lo dimostra con una serie di arrivi che sembrano costruire profondità e alternative.

Arriva Edoardo Nottoli dal Tau al Ghiviborgo: è un innesto che, per esperienza e conoscenza della categoria, può incidere subito. Arriva Simone Menconi dall’Empoli U19 (Primavera) al Ghiviborgo, un profilo giovane che porta energia e margini di crescita. E arriva Filippo Manzari da svincolato: un tipo di colpo che, in Serie D, spesso è spinto da motivazioni enormi.

Il Ghiviborgo, con 27 punti, si muove con intelligenza: aggiunge senza stravolgere, crea concorrenza interna e si prepara a reggere il finale. È una strategia che può pagare, perché la distanza dal blocco a 29 è minima e il campionato è lungo.

Serie D, Follonica Gavorrano: 22 punti e un mese di incastri importanti

Il Follonica Gavorrano è a 22, in una zona in cui devi guardarti alle spalle senza perdere l’orizzonte. A gennaio arriva Mattia Drapelli dal Prato al Follonica Gavorrano, un innesto che può portare subito soluzioni e sostanza. Arriva anche Francesco Presta dalla Fiorentina U20 (Primavera) al Follonica, quindi un innesto giovane ma potenzialmente di gamba e intensità.

Ma c’è anche un’uscita che va registrata: Emanuele Maltoni lascia il Follonica Gavorrano per il Sant’Angelo (Serie D), quindi verso un altro girone. Il saldo complessivo racconta un Follonica che prova a restare competitivo, aggiungendo energia e qualche soluzione, ma dovrà dimostrare di non perdere solidità.

In Serie D, a 22 punti, basta poco per scivolare: il Follonica deve trasformare i colpi in equilibrio.

Serie D, Camaiore: 20 punti e rinforzi per uscire dalla zona grigia

Il Camaiore è a 20 punti, una quota che non è emergenza pura ma non consente tranquillità. Gennaio, qui, parla con chiarezza: rinforzarsi per non finire dentro la lotta più dura.

Arriva Matteo Tabarrani da svincolato al Camaiore: il classico innesto di motivazione. Arriva Federico Ficini dal Terranuova Traiana al Camaiore, un colpo interno che ha valore perché porta esperienza dentro lo stesso girone. E al tempo stesso il Camaiore registra un’uscita che racconta i movimenti laterali tipici della categoria: Daniel Kthella lascia il Camaiore per il Viareggio Calcio (Eccellenza).

Il Camaiore si muove, quindi, per alzare la soglia di sicurezza. In Serie D, quando sei a 20, l’obiettivo primario è evitare la spirale negativa. E i colpi vanno letti proprio così: come una cintura di protezione.

Serie D, Sporting Club Trestina: 21 punti e un innesto che dà identità

Il Trestina è a 21 punti e vive una classifica che obbliga a essere pratici. A gennaio arriva Ciro Lucchese da svincolato allo Sporting Club Trestina. È un innesto che, in un contesto così, ha un senso chiaro: portare presenza, intensità, magari leadership, e aumentare le alternative per una squadra che deve proteggersi dalla zona calda.

La Serie D, in questi casi, premia la lucidità: poche mosse, ma giuste. Il Trestina dovrà dimostrare che questo innesto porta subito vantaggi in termini di punti e solidità.

Serie D, Cannara: 11 punti e un mercato da sopravvivenza vera

Il Cannara è a 11, quindi in piena zona rossa. Qui gennaio non è un miglioramento: è una corsa contro il tempo. E infatti il Cannara vive molte uscite e alcune entrate che sembrano voler cambiare radicalmente l’inerzia.

In uscita si registrano Federico Danovaro e Konstantinos Myrtollari che dal Cannara vanno allo svincolo, e anche Facundo Gonzalez Ferrario che risulta svincolato. Sono segnali di un gruppo che viene toccato profondamente. Ma il Cannara risponde con innesti: arriva Federico Iacullo dall’Aquila Montevarchi 1902 al Cannara, arriva Matteo Fracassini dalla Flaminia Civitacastellana al Cannara, e arriva Leonel Gastón Vergara da svincolato al Cannara.

Questa è la fotografia di una Serie D di lotta: prendi giocatori che possano darti qualcosa subito, sperando che l’energia nuova diventi punti. Perché a 11, la classifica non ti concede piani lunghi: devi accorciare immediatamente, o la stagione rischia di scivolare.

Serie D, Poggibonsi: 10 punti e un mercato che prova a riaccendere speranza

Il Poggibonsi è ultimo a 10. E quando sei a 10 dopo 19 giornate, gennaio diventa un tentativo di riaccendere una scintilla. Arriva Marco Bellavigna dal Siena al Poggibonsi: un colpo che, per una squadra in difficoltà, può portare esperienza e personalità. Arriva anche Giacomo Viviani dalla Virtus Verona U19 (Primavera) al Poggibonsi, quindi energia giovane. Arriva Samuele Gerbino dal Derthona FBC 1908 al Poggibonsi, un innesto da categoria. E queste tre operazioni, prese insieme, raccontano un Poggibonsi che non vuole arrendersi.

Ma ci sono anche uscite: Federico Mazzolli lascia il Poggibonsi per il Vivi Altotevere Sansepolcro, e Mattia Fermi va dal Poggibonsi al Pro Livorno 1919 Sorgenti. In Serie D, quando sei a 10, perdere pedine è sempre pericoloso: riduce alternative e può spegnere ulteriormente. Il Poggibonsi, quindi, è in una situazione in cui l’effetto netto lo farà il campo: se i nuovi innesti entrano e portano punti, allora gennaio sarà stato un’iniezione di vita. Se invece l’inserimento sarà lento, la classifica rischia di diventare una montagna.

Serie D, Sansepolcro: 13 punti e un colpo che pesa nello scontro diretto

Il Vivi Altotevere Sansepolcro è a 13, appena sopra Cannara e Poggibonsi. A gennaio arriva Federico Mazzolli dal Poggibonsi al Sansepolcro. Questo è uno di quei colpi “da zona rossa” che hanno un valore specifico enorme: rinforzi te stesso e indebolisci una diretta concorrente. In Serie D, nella lotta salvezza, questi movimenti possono essere determinanti, perché spesso la differenza tra playout e salvezza si fa proprio negli scontri diretti e nelle partite sporche.

Il Sansepolcro, con 13 punti, deve trasformare questo tipo di operazioni in una rincorsa vera. Perché il margine è minimo e il girone di ritorno non perdona.

Serie D, il Girone E dopo gennaio: chi ha davvero cambiato marcia

Serie D, Girone E, gennaio 2026: la sensazione è che le squadre abbiano parlato con chiarezza. Il Grosseto, primo a 47, si rinforza in modo mirato e aggiunge qualità e profondità senza perdere la testa. Tau e Seravezza, a 40, si muovono in modo diverso: il Tau inserisce e prova ad alzare la competitività, il Seravezza deve dimostrare di saper assorbire alcune uscite senza perdere passo. Nel blocco centrale, Ghiviborgo e Terranuova fanno mosse intelligenti per consolidare e tentare un salto, mentre Prato cambia pelle con un mercato ricco di incastri e potenziali svolte. Sotto, Cannara e Poggibonsi provano a rianimarsi con innesti da “fame”, perché la classifica non concede alternative.

E qui sta il punto finale, quello che in Serie D vale sempre più di ogni commento: gennaio non è una sentenza, è un moltiplicatore. Se i colpi entrano subito nel ritmo, il Girone E può accendersi ancora di più, con la vetta che resta contendibile e la lotta salvezza che diventa una battaglia settimana dopo settimana. Se invece gli innesti tardano a ingranare, allora la classifica tenderà a confermare le gerarchie, e chi è sotto rischierà di restare intrappolato.

Il mercato, però, una cosa l’ha già fatta: ha tolto ogni alibi. Adesso il Girone E di Serie D è pronto a dirsi la verità sul campo, dove ogni scelta di gennaio torna a bussare alla porta con il linguaggio più semplice e più duro: i punti.

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