Gennaio, nel Girone F, non è solo un mese di calendario: è un bivio emotivo. È quel tratto di stagione in cui le certezze diventano fragili e le paure si trasformano in scelte, spesso radicali. In Serie D si vive tutto in maniera amplificata, perché ogni rinforzo è un investimento di speranza e ogni addio ha il peso di una pagina che si strappa. Il Girone F, per sua natura, è un romanzo corale: piazze calde, ambizioni alte, pressioni che cambiano da domenica a domenica. E allora il mercato di gennaio 2026 arriva come una raffica: colpi che vogliono ribaltare inerzie, innesti per resistere alla pressione della vetta, correzioni di rotta per restare aggrappati a playoff e salvezza.
La classifica, intanto, racconta un campionato spaccato in più tronconi. In testa c’è Ostiamare con 45 punti, con il fiato di Teramo a 44 e l’orgoglio di Ancona a 42. Più dietro, ma ancora dentro una scia credibile, L’Aquila 1927 a 38. Poi un secondo gruppo in cui ogni punto vale doppio: Notaresco Calcio 1924 a 34, Atletico Ascoli a 33, Vigor Senigallia a 30 e Fossombrone 1949 a 29. Lì sotto si aprono le tensioni: Giulianova a 24, Maceratese 1922 a 23, Sora Calcio 1907 a 20, Calcio Termoli 1920 e San Marino Calcio a 19, UniPomezia 1938 a 18, Recanatese e Chieti 1922 a 16.
In coda, la situazione è più dura: Inter SM Sammaurorese a 10 e Castelfidardo a 8. E proprio perché la classifica è così stratificata, il mercato non può essere un esercizio estetico: deve essere chirurgia, deve essere impatto immediato.
Serie D e Girone F: perché il mercato di gennaio pesa il doppio
In Serie D gennaio è la fase in cui si paga tutto: la progettazione estiva, le scelte tecniche, la tenuta atletica, gli infortuni, persino le dinamiche di spogliatoio. Nel Girone F questa regola diventa ancora più vera: le squadre di vertice non possono sbagliare perché un pareggio “sbagliato” brucia settimane di lavoro, mentre chi rincorre non ha più tempo per aspettare che le cose migliorino da sole.
Per questo i colpi di gennaio 2026 vanno letti come messaggi. Alcuni sono messaggi al campionato: “siamo vivi”. Altri sono messaggi alla squadra: “qui si cambia”. Altri ancora sono messaggi alla piazza: “stiamo facendo il possibile”. E, in mezzo, c’è il mercato che spesso non fa rumore ma cambia la qualità di una stagione con dettagli: una mezzala che corre, un centrale che guida, un attaccante che trasforma una mezza occasione in gol.
Ostiamare: il primato che chiede lucidità, non fuochi d’artificio
Essere primi a gennaio, in Serie D, è una benedizione solo per chi sa gestire la pressione. Ostiamare, davanti a tutti con 45 punti, deve ragionare come si ragiona in testa: con la freddezza di chi sa che ogni settimana qualcuno proverà a prenderti a morsi. In questa posizione, spesso, il miglior mercato è quello che non rompe l’equilibrio. Eppure il Girone F non perdona: se perdi un ingranaggio, devi sostituirlo in fretta.
In quest’ottica, l’innesto di Cardella Federico che arriva dal Calcio Desenzano e approda all’Ostiamare è un segnale chiaro: non si vuole solo difendere il primo posto, si vuole alimentarlo con qualità ed esperienza. Un innesto così, nel cuore dell’inverno, parla di ambizione e di gestione: quando sei davanti, non cerchi rivoluzioni, cerchi certezze. Ed è esattamente quello che un’operazione del genere promette.
Teramo: a un punto dalla vetta, il mercato deve essere “peso specifico”
Teramo a 44 vive una condizione mentale particolare: sei lì, vicinissimo, senti che basta un dettaglio per sorpassare. In Serie D il dettaglio spesso si chiama “continuità”: non esistono settimane facili, e la forza vera è non staccare mai. A gennaio, chi è in scia alla vetta cerca rinforzi che portino mentalità, ma anche profondità. Perché la seconda metà di stagione è una maratona, e la gestione della rosa diventa decisiva.
Tra i movimenti che fanno rumore per risonanza emotiva c’è quello di Njambé Moussadya, che lascia Giugliano (Serie C) per sposare Teramo Calcio 1913. È un colpo che si legge così: “qui si alza il livello”. Per una squadra che insegue, l’arrivo di un profilo abituato a un contesto superiore può dare una spinta non solo tecnica ma soprattutto mentale, un’accelerazione interna che cambia l’aria nello spogliatoio.
Ancona: terza, ma con il passo da protagonista
A 42 punti, Ancona è nel pieno della lotta del girone F di Serie D: non è una “terza” che guarda, è una “terza” che attacca. E allora gennaio diventa l’occasione per mettere dentro quello che serve per reggere il ritmo delle prime due e, soprattutto, per non farsi risucchiare dalla bagarre delle inseguitrici.
In questo senso, l’operazione che porta Battista Nazareno dalla Sambenedettese (Serie C) all’Ancona (Serie D) ha il sapore della scelta netta: prendere un giocatore con un vissuto importante significa investire su leadership e prontezza. A completare il quadro c’è anche l’arrivo di Braghetti Mattia dal Fabriano Cerreto (Eccellenza): colpo diverso, più “da campionato”, ma spesso sono proprio questi innesti a rivelarsi decisivi nella seconda metà della stagione, quando servono energia e identità.
L’Aquila 1927: la scia della vetta e i movimenti che raccontano un gennaio agitato
L’Aquila a 38 è ancora in corsa, ma sente il bisogno di cambiare marcia. E il suo gennaio, dai movimenti, appare come un mese intenso, quasi nervoso, perché non riguarda soltanto entrate: riguarda anche uscite e scelte che ristrutturano.
C’è un’operazione che parla di futuro e di fiducia: Zandri Tommaso dal Trastevere Calcio all’Aquila 1927 (Serie D). È un ingresso che può portare freschezza e soluzioni, soprattutto in un periodo in cui il calendario è serrato e servono energie nuove. Ma il mercato aquilano racconta anche di addii pesanti o, comunque, significativi: Russo Francesco che lascia L’Aquila 1927 per UniPomezia 1938, e Banegas Pablo Ezequiel che da L’Aquila va al Città di Fasano (Serie D). Sono movimenti che vanno letti con attenzione: quando una squadra che insegue perde pezzi, la qualità del rimpiazzo diventa determinante.
E poi c’è un’entrata dal sapore caratteriale: Toure Nouhan dalla Sambenedettese (Serie C) all’Aquila 1927. Se in gennaio vuoi rilanciarti, devi anche inserire uomini che sappiano reggere la pressione di una piazza ambiziosa. Un arrivo così può significare proprio questo: un tassello che non trema quando la partita pesa.
Notaresco: quinto posto e un mercato che sembra riscrivere la rosa
Il Notaresco a 34 è dentro la zona calda del campionato, quella dove un filotto ti porta a sognare e un mese storto ti rimette nella mischia. E proprio per questo, a gennaio, la parola chiave è “equilibrio”. Eppure, dai movimenti, Notaresco sembra vivere una fase di profonda riorganizzazione.
Tra le operazioni più importanti c’è l’arrivo di Tataranni Flavio, che lascia Sambenedettese (Serie C) per sposare Notaresco Calcio 1924. Un innesto del genere porta impatto: esperienza, mentalità e un livello di abitudine alla pressione che in Serie D spesso fa la differenza tra una squadra che regge e una squadra che cede nel momento clou. C’è anche l’ingresso di Gaetani Davide, che arriva da Ars et Labor Ferrara (Eccellenza): un’altra scelta che parla di solidità e di volontà di inserire energie pronte.
Ma accanto alle entrate, Notaresco registra una lunga sequenza di giocatori che risultano “svincolati” come destinazione: un’indicazione di turnover molto marcato, che può diventare un rischio se non governato, ma anche una svolta se la nuova rosa trova rapidamente compattezza. In un campionato dove l’amalgama conta quanto il talento, la vera sfida non è fare tanti movimenti: è farli funzionare.
Atletico Ascoli e Vigor Senigallia: la zona playoff è una porta che sbatte
Atletico Ascoli a 33 e Vigor Senigallia a 30 stanno in quella regione della classifica dove non esiste pace: basta una vittoria per scalare, basta una sconfitta per scendere. Ed è proprio qui che il mercato “di precisione” diventa essenziale.
Nel caso della Vigor, il movimento di Pompilio Edoardo Francesco che lascia Vigor Senigallia (Serie D) per andare alla NovaRomentin (Serie D) è un’uscita che apre domande: chi perde un elemento a gennaio deve trovare soluzioni immediate per non smarrire il ritmo. L’Atletico Ascoli, invece, in un girone così, deve difendere continuità e identità: a questo livello, spesso, il miglior rinforzo è recuperare energia e condizione, ma ogni tassello può diventare decisivo, soprattutto quando si entra nella fase in cui le partite si giocano anche su nervi e dettaglio.
Fossombrone e Giulianova: due idee diverse di rincorsa
Fossombrone a 29 è una squadra che può ancora credere a un salto di qualità, ma per farlo deve tenere stabilità. Giulianova a 24, invece, vive una stagione in cui il confine tra rilancio e “galleggiamento” è sottilissimo.
Il mercato incrocia Giulianova più volte. Arriva Vesprini Riccardo dalla Sambenedettese (Serie C) al Giulianova (Serie D): colpo che può accendere entusiasmo e portare peso in avanti, perché chi arriva da categorie superiori spesso alza il livello di competitività interna. Ma Giulianova registra anche partenze e movimenti che cambiano l’assetto: Crosariol Daniel lascia Giulianova per Cittadella Vis Modena, e Spalek Nikolas lascia Giulianova per Maia Alta Obermais (Eccellenza). In un contesto già delicato, la capacità di sostituire diventa fondamentale: ogni uscita non rimpiazzata è un passo indietro, ogni uscita rimpiazzata bene può essere un reset positivo.
Fossombrone, invece, vede partire Brisku Elia verso Tropical Coriano (Serie D): un’uscita che può incidere sulle rotazioni e sull’inerzia. Nella zona medio-alta, perdere un tassello può costare caro perché il margine d’errore è ridotto.
Maceratese, Sora e Termoli: il mercato come necessità, non come lusso
Maceratese a 23, Sora a 20, Termoli a 19: qui il mercato non è un vezzo, è una necessità. Perché basta poco per essere risucchiati e basta un colpo giusto per cambiare faccia.
Sora è al centro di un movimento molto chiaro: Tatti Enrico arriva da Aquila Montevarchi 1902 al Sora Calcio 1907. È un innesto che ha il sapore della scelta immediata: servono soluzioni, servono giocatori pronti. Ma Sora registra anche l’uscita di Marrale Alessio, che lascia Sora per Vibonese Calcio (Serie D). E quando una squadra nella parte bassa cambia elementi, la domanda è sempre la stessa: la rosa si è rinforzata davvero o ha solo cambiato pelle?
Termoli, dal canto suo, piazza un colpo che parla di esperienza: Marsico Agustín passa da Vibonese Calcio (Serie D) a Calcio Termoli 1920 (Serie D). In un campionato duro, inserire un profilo di questo tipo può dare consistenza, soprattutto in quelle domeniche sporche in cui non vinci con la bellezza ma con la durezza.
UniPomezia: la classifica chiede punti, il mercato porta identità
UniPomezia a 18 è in una zona in cui il campionato può diventare una trappola. E allora gennaio diventa il mese dell’identità: scegliere giocatori che sappiano stare dentro una lotta quotidiana.
L’arrivo di Russo Francesco da L’Aquila 1927 a UniPomezia 1938 è una mossa che alza l’asticella qualitativa e può dare soluzioni immediate. Si aggiunge il colpo Cantisani Raffaele, che arriva dal Benevento (Serie C): anche qui, l’idea è chiara, portare dentro mentalità superiore. Ma UniPomezia registra anche un’uscita come Signorile Sabino, che lascia il club per Polimnia Calcio (Eccellenza): nel complesso, sembra un gennaio di aggiustamento, di scelte mirate per mettere insieme qualità e durezza.
Recanatese e Chieti: a 16 punti non basta “giocare meglio”
Recanatese e Chieti, a 16, sanno che il tempo dei discorsi è finito: serve concretezza. Nel Girone F di Serie D la quota salvezza non si negozia con le buone intenzioni, si costruisce con settimane solide.
Chieti vive un mercato con movimenti in uscita verso altri contesti, e questo obbliga a guardare al “dopo”: quando perdi pezzi, devi ritrovare coesione in fretta. La Serie D non aspetta: ti punisce subito. Recanatese, invece, ha bisogno di ritrovare un’identità di squadra, e spesso questo passa da uno spogliatoio che ritrova certezze prima ancora che da un singolo colpo.
Inter Sammaurorese e Castelfidardo: quando ogni scelta è un’ultima chiamata
Inter Sammaurorese a 10 e Castelfidardo a 8 vivono un campionato che, a gennaio, può diventare un’ultima chiamata. Qui il mercato non deve solo portare qualità: deve portare fame, deve portare lucidità, deve portare gente pronta a giocare partite in cui il pallone pesa come piombo.
Inter SM Sammaurorese registra una cessione come quella di Berto Silvio Niccolò verso Russi (Eccellenza): quando sei in fondo, ogni uscita rende ancora più urgente la necessità di inserire forze fresche. Castelfidardo, invece, vede partire Celozzi Francesco verso Real Guglionesi (Eccellenza): un altro movimento che obbliga a fare i conti con la realtà. In queste situazioni, la domanda vera non è “chi arriva”, ma “chi regge”: perché la salvezza, in questa parte di classifica, è un lavoro psicologico prima ancora che tecnico.
Il verdetto che non c’è: i colpi che possono cambiare la gerarchia
Il mercato di gennaio 2026 nel Girone F di Serie D ha un tratto comune: non è un mercato di contorno, è un mercato che vuole incidere. Ostiamare rinforza la prima posizione con un colpo che sa di affidabilità. Teramo mette dentro peso e ambizione per provare lo scatto. Ancona aggiunge esperienza e profondità per restare agganciata alla vetta. L’Aquila si muove in modo intenso, tra ingressi e uscite, cercando un equilibrio nuovo per riprendere la scia. Notaresco cambia tanto e, proprio per questo, si gioca una scommessa enorme: o trova subito compattezza, o rischia di pagare l’onda lunga del cambiamento.
E poi c’è il resto del campionato, che nel Girone F è sempre il vero protagonista: la lotta quotidiana tra chi vuole salire, chi vuole restare nel treno playoff e chi vuole semplicemente salvarsi. In Serie D la differenza tra un gennaio ben fatto e un gennaio sbagliato la vedi in un dettaglio: una palla inattiva difesa meglio, un contropiede chiuso prima, un rigore trasformato senza tremare. È lì che il mercato diventa stagione.
Serie D Girone F: cosa aspettarsi dopo gennaio 2026
Dopo gennaio, nel Girone F di Serie D, si entra nella parte più vera del campionato: quella in cui non puoi più nasconderti. Le prime tre non possono rallentare perché la tensione della vetta è un’energia che può divorarti. L’Aquila è chiamata a dimostrare che i movimenti di mercato non sono stati solo un cambio di nomi, ma un cambio di passo. Notaresco deve trasformare il turnover in solidità. Le inseguitrici devono trovare continuità, perché i playoff non si conquistano con le fiammate ma con la regolarità. E chi sta sotto deve capire che la salvezza, a questo punto, non è più una speranza: è un progetto che si misura domenica dopo domenica.
Il Girone F resta fedele alla sua natura: non regala nulla, ma restituisce tutto a chi sa meritarselo. E se gennaio ha acceso i riflettori sui nuovi volti, febbraio e marzo diranno la sola cosa che conta davvero in Serie D: quali colpi erano davvero colpi, e quali invece erano soltanto rumore.



