L’Olbia Calcio si prepara a vivere una stagione che farà discutere per il suo significato profondo, tecnico e societario. Nel cuore della Sardegna nasce un nuovo corso bianco, sotto il segno della Serie D girone G, una categoria competitiva e storica per il club gallurese che continua a rappresentare l’intera Costa Smeralda nel panorama calcistico italiano.
Olbia Calcio, la nuova era del club gallurese
Dopo settimane di discussioni, trattative e riflessioni, l’Olbia Calcio ha annunciato un cambio importante in panchina e un nuovo assetto proprietario, segnando un punto di svolta che guarda al futuro con ambizione e programmazione.
L’Olbia Calcio, fondata nel 1905, ha attraversato diverse fasi nella sua lunga storia, salendo e scendendo nelle categorie del calcio nazionale e affrontando momenti di difficoltà tecnica e gestionale. Negli ultimi anni la squadra ha militato con continuità nella Serie D, la quarta serie del sistema calcistico italiano organizzata dalla Lega Nazionale Dilettanti sotto l’egida della FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio, un torneo che rappresenta un crocevia fondamentale per club ambiziosi che vogliono proiettarsi verso categorie più elevate.
Olbia Calcio, arriva Daniele Livieri: l’allenatore della rinascita
La notizia che ha catturato l’attenzione di tifosi, addetti ai lavori e appassionati è l’arrivo di Daniele Livieri come nuovo allenatore dell’Olbia Calcio. La società ha ufficializzato la notizia attraverso un comunicato pubblico, confermando le indiscrezioni che avevano iniziato a circolare nelle ultime ore. La presentazione ufficiale dell’allenatore dell’Olbia Calcio è prevista per il giorno successivo all’annuncio, in un evento che tutto il club attende con grande interesse.
L’ingaggio di Livieri non è un semplice cambio in panchina, ma rappresenta un atto simbolico di fiducia verso un percorso strutturato e orientato alla crescita, che rispetta la storia dell’Olbia Calcio e le aspettative di una piazza sempre attenta e appassionata. Nel comunicato ufficiale del club si può leggere come la società abbia augurato a Livieri “buon lavoro, con l’auspicio di un percorso ricco di soddisfazioni sportive e umane”.
Questa scelta riflette con chiarezza la volontà di tracciare un progetto tecnico che metta al centro la competitività sul campo e la costruzione di una squadra capace di rispondere alle suggestioni di una stagione lunga e complessa.
Il cambio di proprietà: Prosoccer e la nuova visione
Parallelamente all’annuncio tecnico, l’Olbia Calcio ha vissuto una importante rivoluzione societaria. Il 100% delle quote della società è stato ceduto da Swiss Pro Promotion alla cordata torinese Prosoccer S.r.l., segnando una nuova fase per il club. L’atto notarile è stato firmato a Torino e sancisce un passaggio di consegne che promette solidità gestionale e continuità sportiva.
La Prosoccer, società costituita da imprenditori sardo‑piemontesi, ha annunciato di voler operare “nel rispetto della storia, dell’identità e del territorio di Olbia Calcio 1905”, ponendo al centro del proprio progetto la sostenibilità economica, il rafforzamento organizzativo e la valorizzazione del settore sportivo e giovanile.
Questo passaggio di proprietà arriva a seguito di un lungo botta e risposta tra l’attuale dirigenza e l’imprenditore Romi Fuke, che aveva manifestato interesse per l’acquisto del club ma che poi ha interrotto la trattativa per difficoltà emerse nella verifica dei bilanci e della documentazione contabile. Fuke stesso ha definito la decisione di fermarsi come “un atto di responsabilità, non di rinuncia”, sottolineando come l’assenza di un quadro contabile definitivo abbia reso necessaria questa scelta.
La contro‑replica arriva da Swiss Pro, che ha messo in dubbio la trasparenza e la gestione della trattativa da parte di Fuke, evidenziando come tali criticità abbiano reso l’operazione difficile da portare a termine.
Il ritorno di Ninni Corda e la costruzione dello staff
Un altro elemento fondamentale del nuovo corso di Olbia Calcio è il ritorno di Ninni Corda, figura di spicco del panorama calcistico sardo, che torna nel club come direttore dell’area tecnica sotto la nuova proprietà Prosoccer. Corda aveva già operato nel contesto gallurese come consulente tecnico, e la sua nomina rappresenta una prima mossa concreta della nuova dirigenza per dare continuità e visione al progetto sportivo.
Il ruolo di Corda va oltre la mera figura dirigenziale: la sua esperienza nel calcio italiano e la profonda conoscenza del territorio lo rendono un punto di riferimento per costruire una squadra equilibrata e competitiva, capace di reagire alle difficoltà di una stagione in Serie D segnata da molte incognite. L’annuncio ufficiale della nomina di Corda e degli ulteriori ruoli tecnici sarà dato nel corso di una conferenza stampa programmata presso lo stadio Bruno Nespoli.
Una piazza storica tra alti e bassi
L’Olbia Calcio ha una storia importante alle spalle, fatta di sfide, di anni disputati tra i professionisti e di momenti di difficoltà superati con grande spirito di resilienza. Negli ultimi anni il club ha vissuto fasi complicate sul piano dirigenziale e sportivo, ma è sempre riuscito a restare nel cuore dei suoi tifosi e a conquistare l’iscrizione in Serie D, anche con qualche sacrificio burocratico e amministrativo.
La società, infatti, ha ottenuto nel 2025 l’iscrizione alla Serie D non senza qualche difficoltà, risolvendo in extremis tutte le questioni legate alla documentazione richiesta dalla Co.Vi.So.D, l’organismo di controllo federale che verifica i requisiti di partecipazione ai campionati di calcio italiani.
Il significato sportivo di questa nuova fase
Per i tifosi bianco‑neri, questa nuova era non è solo un cambio di allenatore o di proprietà. È il segno di una volontà profonda di ridare slancio a un progetto che negli ultimi anni ha faticato a trovare continuità. La Serie D è un campionato duro e competitivo, dove la gestione tecnica, la capacità di leggere le partite e la forza di un gruppo coeso contano tanto quanto la qualità individuale. Ogni match giocato, ogni punto conquistato e ogni crescita nel rendimento complessivo saranno giudicati non solo dalle ambizioni di classifica, ma anche dal valore che il club saprà creare nel corso della stagione.
Daniele Livieri, infatti, non eredita solo una squadra da guidare, ma un gruppo umano che dovrà rispondere alle aspettative del pubblico, della nuova proprietà e della città di Olbia. La sua esperienza nel calcio dilettantistico e nei ruoli tecnici accanto a figure di rilievo lo mette nelle condizioni di interpretare questo ruolo con determinazione.
La piazza di Olbia: cuore e passione bianco
La città di Olbia e la sua gente vivono il calcio con intensità e attaccamento. Lo stadio Bruno Nespoli non è solo un luogo di gioco, ma uno spazio di emozioni e appartenenza, dove la squadra si confronta ogni domenica con avversari che rappresentano tradizioni e ambizioni diverse. Il legame tra la tifoseria e la squadra è una testimonianza tangibile del valore sociale e culturale che il calcio ha in questa comunità.
Ora più che mai, in questa fase di transizione e di nuova progettualità, i sostenitori biancocelesti attendono risposte dal campo, vogliono vedere la squadra lottare, crescere, costruire un’identità chiara e tornare a competere con autorevolezza contro avversari storici del girone G.
Uno sguardo al futuro
Mentre Olbia Calcio si prepara ad accogliere il nuovo allenatore e a definire la nuova struttura societaria, l’intero ambiente si stringe attorno a una speranza condivisa: quella di vedere un club rinnovato, forte dentro e fuori dal campo, capace di confrontarsi in modo efficace con le sfide sportive di una stagione complicata ma ricca di potenziale.
La stagione di Serie D 2025/2026 si preannuncia intensa e ricca di storie da raccontare. E in questo panorama, l’Olbia Calcio, con la sua storia, la sua piazza e la sua nuova proprietà ambiziosa, continua a essere protagonista di un percorso che va oltre il semplice risultato sportivo: è un viaggio di identità, prospettiva e passione che coinvolge ogni anima bianco‑nera.



