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Serie D, Girone F: le sfide della 21ª giornata

C’è un momento, a metà inverno, in cui la Serie D smette di essere un viaggio e diventa una resa dei conti in miniatura, domenica dopo domenica. Il Girone F è esattamente lì: la 21ª giornata di domenica 25 gennaio 2026 (calcio d’inizio alle 14:30) arriva con una vetta che sembra un triangolo di ferro e con una zona calda che non concede più alibi. È il tipo di turno in cui non basta “giocare bene”: serve prendere punti, perché la classifica, a questo punto, non racconta più tendenze ma impone obblighi.

In cima c’è l’OstiAmare, leader con numeri da squadra che non si limita a vincere: domina. Ma subito dietro ci sono Teramo e Ancona, appaiate e pronte ad approfittare di qualsiasi incertezza. E poi c’è L’Aquila 1927, che resta agganciata con l’energia delle piazze che non accettano una stagione anonima. Questa è la Serie D che piace: quella in cui la domenica non è mai un riempitivo, perché ogni campo produce conseguenze. Nel Girone F, la 21ª giornata propone incroci che sembrano fatti apposta per spostare equilibri, con un big match implicito che sta in ogni risultato della zona alta e con una serie di sfide “da nervi” per chi lotta in basso.

E proprio chi lotta in basso, in questo girone, vive un’altra forma di campionato. Castelfidardo è ultimo e ha bisogno di aggrapparsi a qualunque punto. Inter SM Sammauarese, Chieti e il gruppo delle squadre attorno ai 19 punti sanno che gennaio può essere il mese della rinascita oppure il mese della frattura definitiva. La Serie D, quando arriva qui, ti chiede di essere lucido anche quando il freddo ti porta a stringere i denti.

Serie D: la classifica del Girone F prima della 21ª giornata

Il Girone F si apre con l’OstiAmare a 48 punti dopo 20 partite. Il dato che più colpisce è la differenza reti: +31, frutto di 43 gol fatti e appena 12 subiti. È un biglietto da visita enorme per la Serie D: un attacco prolifico, una difesa quasi impermeabile, e una sensazione generale di controllo.

Alle spalle della capolista ci sono Teramo Calcio 1913 e Ancona, entrambe a 45 punti. Il Teramo ha segnato 40 gol e ne ha subiti 16, differenza reti +24. L’Ancona ha numeri più “misurati” ma solidissimi: 32 gol fatti, 12 subiti, differenza reti +20. Due inseguitrici diverse per modo di vincere, uguali per ambizione: mettere pressione all’OstiAmare e restare pronte allo scatto.

Quarta è L’Aquila 1927 con 39 punti: 39 gol segnati e 24 subiti, differenza reti +15. Poi si apre la zona playoff e la lotta che la alimenta: Notaresco a 34, Atletico Ascoli a 33, Vigor Senigallia a 33, Fossombrone a 30. In mezzo c’è il Giulianova a 25, la Maceratese 1922 a 24, UniPomezia 1938 a 21 e il gruppo che galleggia attorno alla linea calda: Sora a 20, Calcio Termoli 1920 a 19, Recanatese a 19, San Marino a 19, Chieti 1922 a 16. In coda Inter SM Sammauarese a 13 e Castelfidardo a 9, con differenze reti pesantissime (-25 e -26) che raccontano fragilità e sofferenza.

Questa classifica spiega perché la 21ª giornata è così importante: sopra c’è una lotta per il primo posto che non ammette pause, sotto c’è un gruppo che rischia di essere risucchiato se non trova punti.

Serie D: il programma della 21ª giornata nel Girone F

Domenica 25 gennaio 2026 alle 14:30 si giocano nove partite: Atletico Ascoli-Calcio Termoli 1920, Castelfidardo-Notaresco Calcio 1924, Chieti 1922-Teramo Calcio 1913, Giulianova-Fossombrone 1949, Maceratese 1922-Sora Calcio 1907, Recanatese-L’Aquila 1927, San Marino Calcio-Ancona, UniPomezia 1938-Inter SM Sammauarese, Vigor Senigallia-OstiAmare.

È un turno che offre un dettaglio immediato: la capolista gioca sul campo della Vigor Senigallia, squadra in piena zona alta. Teramo e Ancona, invece, hanno trasferte che possono trasformarsi in mine: il Teramo va a Chieti, l’Ancona va a San Marino. E poi c’è L’Aquila che scende a Recanati, in un match dal sapore storico e dal peso emotivo enorme. Nel Girone F, insomma, la Serie D non propone domeniche comode.

Serie D: Vigor Senigallia-OstiAmare, il vertice passa da qui

Quando la prima in classifica affronta una squadra del gruppo playoff, in Serie D non è mai una partita “normale”. Vigor Senigallia-OstiAmare è la classica gara che si porta dietro un doppio racconto: l’OstiAmare vuole confermare la propria supremazia con l’autorità di chi sa vincere ovunque; la Vigor vuole dimostrare di poter stare davvero al tavolo delle grandi, non solo in classifica ma nella sostanza.

La Vigor è a 33 punti, con 21 gol fatti e 18 subiti: numeri da squadra che costruisce più sul controllo e sull’equilibrio che sulle goleade. L’OstiAmare, invece, arriva con un attacco travolgente e una difesa che concede pochissimo. La chiave del match sta tutta nel modo in cui la Vigor riuscirà a sporcare il ritmo della capolista. Perché se l’OstiAmare riesce a imporre i propri automatismi, spesso la partita prende una direzione inevitabile. Se invece la Vigor riesce a spezzare il flusso, a trasformare la gara in una sequenza di duelli e ripartenze, allora la capolista può essere costretta a vivere un pomeriggio più scomodo.

Per l’OstiAmare è una prova di maturità: vincere questi match significa rendere “normale” ciò che normale non è. Per la Vigor è una prova di credibilità: fare risultato contro la prima può accendere la seconda parte di stagione e consolidare il posto in zona playoff.

Serie D: Chieti-Teramo, la differenza tra urgenza e ambizione

Il Teramo è a 45 punti, il Chieti 1922 è a 16. Sulla carta sembrerebbe una partita sbilanciata, ma in Serie D la parola “urgenza” cambia sempre le proporzioni. Il Chieti non può più permettersi di perdere terreno: con 19 gol fatti e 36 subiti, differenza reti -17, vive un campionato in cui ogni domenica è un esame. E quando una squadra in difficoltà gioca contro una big, spesso porta in campo un’intensità superiore, perché la partita diventa un’occasione per ribaltare il destino.

Il Teramo, però, è una squadra che segna tanto e sa gestire: 40 gol fatti, 16 subiti. Numeri da squadra costruita per stare in alto. La difficoltà qui sta nel non cadere nell’ansia da inseguimento. Perché Teramo e Ancona sono a pari punti, e l’OstiAmare è davanti: ogni passo falso pesa doppio. E una trasferta come questa, in un derby allargato dal sentimento e dal contesto territoriale, può diventare una gara di nervi.

Se il Teramo trova subito vantaggio, può controllare. Se non lo trova, la partita si complica, perché il Chieti, sospinto dall’urgenza, può trasformare ogni contrasto in un piccolo evento. È una delle partite più “psicologiche” del turno.

Serie D: San Marino-Ancona, trasferta da non sbagliare

L’Ancona è a 45 punti e ha una delle difese più solide del girone: 12 gol subiti in 20 partite. Questo dato, in Serie D, è quasi un superpotere, perché ti consente di restare sempre dentro la partita. Ma la trasferta sul campo del San Marino, fermo a 19 punti, non è banale. Proprio perché il San Marino vive una stagione difficile, con 18 gol fatti e 32 subiti, differenza reti -14, e dunque ha bisogno di punti come di ossigeno.

L’Ancona deve essere lucida: evitare di concedere situazioni sporche, evitare di regalare speranze. In Serie D, infatti, quando una squadra che lotta per salvarsi resta in partita fino al 60’ o al 70’, inizia a crederci davvero. E quel “crederci” cambia tutto: aumentano i cross, aumentano i palloni in area, aumentano gli episodi.

Questa è una partita in cui l’Ancona deve far valere la propria identità: solidità, pazienza, e colpo nel momento giusto. Perché in cima non conta solo vincere: conta farlo con continuità, senza farsi trascinare in partite che consumano energie mentali.

Serie D: Recanatese-L’Aquila, storia e classifica nello stesso pomeriggio

Recanatese a 19, L’Aquila 1927 a 39. La differenza è netta, ma Recanatese-L’Aquila non è mai una partita “fredda”. C’è storia, c’è orgoglio, c’è quella sensazione tipica della Serie D per cui il nome sulla maglia pesa quasi quanto la classifica. L’Aquila arriva con un attacco importante (39 gol fatti), ma anche con una difesa più esposta (24 subiti) rispetto alle prime tre. Questo significa che può dominare, ma può anche concedere.

La Recanatese, con 23 gol fatti e 34 subiti, differenza reti -11, vive un campionato pieno di sofferenza. Ma proprio per questo ha bisogno di costruirsi una domenica “di rottura”, una partita in cui rimettere in discussione la paura. Se riesce a reggere e a trovare un episodio, può accendersi. L’Aquila, invece, deve giocare con maturità: perché se vuole restare agganciata alla zona altissima, non può permettersi passi falsi contro squadre che lottano in basso.

Questa partita può diventare spettacolare se si apre presto. Se invece resta chiusa, sarà una battaglia di pazienza. In Serie D, spesso, la pazienza è la qualità che separa chi punta in alto da chi si perde nella frenesia.

Serie D: Atletico Ascoli-Termoli, il sapore dei punti pesanti

Atletico Ascoli a 33, Termoli a 19. Anche qui la classifica suggerisce un favorito, ma il Termoli è una squadra che vive di pareggi (10 in 20 partite) e quindi ha una vocazione precisa: restare attaccata alla partita. In Serie D, le squadre che pareggiano tanto spesso sanno “sporcare” il match, renderlo lento, nervoso, pieno di interruzioni. E quando accade, anche una squadra più forte può soffrire.

L’Atletico Ascoli ha numeri interessanti, soprattutto in attacco: 34 gol fatti. Se riesce a imporre intensità, può portare la partita dalla sua parte. Ma se lascia al Termoli la possibilità di fare la gara che vuole, allora la sfida si sposta sul filo sottile degli episodi. In zona alta, però, non puoi concederti mezze domeniche: l’Atletico lo sa, e per questo questa partita ha il peso dei match “da vincere”.

Serie D: Castelfidardo-Notaresco, lo scontro tra disperazione e ambizione playoff

Castelfidardo è ultimo a 9 punti. Notaresco è quinto a 34. È il tipo di partita che, in Serie D, mette in scena due mondi diversi: uno che lotta per non scomparire, l’altro che lotta per restare protagonista. Il Castelfidardo ha numeri durissimi: 14 gol fatti e 40 subiti, differenza reti -26. Sono numeri che, di solito, schiacciano. Ma possono anche liberare: quando sei ultimo, giochi senza più calcoli.

Il Notaresco, invece, ha equilibrio e solidità: 26 gol segnati e 18 subiti. Dovrà evitare di farsi trascinare nel caos emotivo che una squadra disperata può portare sul campo. In Serie D, se vai sotto contro l’ultima, ti ritrovi a inseguire non solo il risultato ma anche il nervosismo. Per il Notaresco è una trasferta che vale tantissimo: vincere significa consolidare la zona playoff e tenere dietro un gruppo che preme. Per il Castelfidardo è una delle poche occasioni in cui un risultato sorprendente può diventare la scintilla di un rientro, anche solo parziale.

Serie D: Giulianova-Fossombrone, la zona centrale cerca identità

Giulianova a 25, Fossombrone a 30. È una partita che può dire molto sul valore reale di entrambe. Il Fossombrone, con 18 gol fatti e 17 subiti, è una squadra che vive di equilibrio e che spesso vince con pragmatismo. Il Giulianova, con 22 gol fatti e 22 subiti, è il simbolo di una stagione “in bilico”, capace di tutto e del contrario di tutto.

Questa è la Serie D delle conferme. Per il Fossombrone, vincere significherebbe restare agganciato alla zona alta e mantenere un passo credibile. Per il Giulianova, sarebbe un modo per rilanciare ambizioni e trovare continuità. È una partita da dettagli, da gestione dei momenti, da capacità di non disunirsi quando la gara cambia ritmo.

Serie D: Maceratese-Sora e UniPomezia-Sammauarese, due crocevia per la parte bassa

Maceratese 1922 a 24 e Sora Calcio 1907 a 20: una partita che pesa, perché entrambe sono vicine alla linea calda. La Maceratese ha segnato 28 gol ma ne ha subiti 29, differenza reti -1: squadra che vive spesso di partite aperte. Il Sora, con 25 fatti e 33 subiti, differenza reti -8, è una squadra che deve trovare solidità. In Serie D, questi match possono diventare frenetici, perché entrambe sentono che il pareggio non risolve davvero.

UniPomezia a 21 contro Inter SM Sammauarese a 13 è invece uno scontro che, per gli ospiti, somiglia a un’ultima chiamata. La Sammauarese ha 18 gol fatti e 43 subiti, differenza reti -25: è una stagione di sofferenza, ma anche qui vale la regola della Serie D: finché puoi muovere la classifica, puoi ancora crederci. L’UniPomezia, dal canto suo, deve evitare di complicarsi la vita: subisce molto (30 gol) e quindi ha bisogno di una partita attenta, concreta, senza regali.

Serie D: la 21ª giornata può spostare l’asse della corsa

Il Girone F è il classico girone in cui la Serie D mostra il suo volto più intenso: una vetta con tre squadre che viaggiano fortissimo e una quarta che non molla, una zona playoff piena di incastri e una coda che vive di domeniche “da dentro o fuori”. E la 21ª giornata ha tutti gli ingredienti per spostare l’asse.

Se l’OstiAmare passa a Senigallia, manda un messaggio enorme. Se invece inciampa, Teramo e Ancona possono riaprire tutto. Ma Teramo e Ancona, a loro volta, hanno trasferte piene di insidie: Chieti e San Marino non sono campi che ti regalano serenità, soprattutto quando chi sta sotto gioca con l’urgenza. L’Aquila, infine, ha una trasferta dal sapore speciale a Recanati e sa che non può fermarsi se vuole restare agganciata.

La Serie D non è mai soltanto una somma di partite. È una catena di conseguenze. E nel Girone F, domenica 25 gennaio 2026, quella catena potrebbe diventare rumorosa: ogni gol potrà pesare come un messaggio, ogni risultato come una svolta. In una parola: una domenica da vivere, perché qui la stagione non aspetta nessuno.

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