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mercoledì 28 Gennaio 2026
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Serie D, Girone G: le sfide della 21ª giornata

Ci sono giornate che sembrano scritte per raccontare la sostanza della Serie D: il peso dei punti, la fatica dell’inverno, la pressione che cresce in silenzio e poi esplode all’improvviso, in novanta minuti. Il Girone G arriva alla 21ª giornata con una fotografia chiarissima: una capolista che sta volando e un gruppo dietro che prova a non perdere contatto con il futuro. E intanto, più in basso, la classifica stringe come una morsa: chi sbaglia rischia di scivolare, chi trova una vittoria può cambiare prospettiva in un pomeriggio.

Domenica 25 gennaio 2026 non è soltanto una data sul calendario. È uno di quei turni in cui i risultati non restano “isolati”: si parlano tra loro, si incastrano, creano scarti emotivi. In Serie D è normale: mentre tu giochi, un gol a chilometri di distanza può cambiare la tua serenità, perché sposta la classifica e sposta anche la percezione di ciò che è possibile.

Nel Girone G la sensazione è netta: la Scafatese è davanti con numeri da squadra che non ha paura di dichiararsi. Ma dietro ci sono piazze e squadre che non vogliono rassegnarsi, a partire dal Trastevere Calcio, che ha costruito un inseguimento credibile e ora deve trasformarlo in pressione vera. E poi c’è un gruppo che lotta per il terzo posto e per la zona playoff, con Valmontone 1921 e Nocerina pronte a fare della 21ª giornata un trampolino. La Serie D, quando entra in questa fase, non chiede di “esserci”: chiede di incidere.

Serie D: la classifica del Girone G prima della 21ª giornata

La Scafatese comanda con 48 punti dopo 20 partite. È un dato che impressiona per un motivo preciso: imbattuta, con 14 vittorie e 6 pareggi, zero sconfitte. E i numeri del reparto offensivo e difensivo completano il quadro: 43 gol fatti, 13 subiti, differenza reti +30. In Serie D, un +30 dopo 20 giornate è un manifesto: significa avere continuità e una struttura che regge.

Secondo posto per il Trastevere Calcio a 37 punti, con 36 gol segnati e 26 subiti, differenza reti +10. Più staccato dalla vetta, ma abbastanza solido per restare il riferimento principale dell’inseguimento. Terzo è il Valmontone 1921 a 34, seguito dalla Nocerina Calcio 1910 a 33. Subito dietro c’è il Monastir 1983 a 31, poi Calcio Budoni e C.O.S. Sarrabus Ogliastra a 29, Atletico Lodigiani a 28.

La parte centrale è un mosaico delicato: Sassari Calcio Latte Dolce e Albalonga a 27, Flaminia Civitacastellana a 26 insieme all’Ischia Calcio, Palmese 1914 a 24, Anzio Calcio 1924 a 23, Olbia Calcio 1905 a 21. In coda, Montespaaccato a 18, Real Monterotondo a 16 e Cassino Calcio 1924 a 11. È una classifica in cui basta una serie positiva per respirare e una serie negativa per cadere, ed è proprio qui che la Serie D diventa spietata.

Serie D: il programma della 21ª giornata nel Girone G

Domenica 25 gennaio 2026 la 21ª giornata propone nove partite. Otto si giocano alle 14:30: Atletico Lodigiani-Olbia Calcio 1905, C.O.S. Sarrabus Ogliastra-Flaminia Civitacastellana, Calcio Budoni-Scafatese, Cassino Calcio 1924-Monastir 1983, Montespaaccato-Trastevere Calcio, Palmese 1914-Albalonga, Real Monterotondo-Ischia Calcio, Valmontone 1921-Sassari Calcio Latte Dolce. L’unica sfida con orario diverso è Nocerina Calcio 1910-Anzio Calcio 1924, fissata alle 15:00.

Il colpo d’occhio è immediato: la capolista Scafatese va a Budoni, trasferta vera; il Trastevere va sul campo del Montespaaccato, partita piena di incognite; il Valmontone ospita il Latte Dolce in uno scontro che profuma di zona alta; la Nocerina, a un’ora simbolica diversa dalle altre, gioca una gara che può consolidare ambizioni. E in fondo, Cassino-Monastir e Real Monterotondo-Ischia sono incroci che possono pesare tantissimo nella corsa salvezza.

Serie D: Budoni-Scafatese, la capolista contro la prova più scomoda

Chi è primo in Serie D sa una cosa: la classifica non ti protegge, ti espone. E Budoni-Scafatese è la partita perfetta per ricordarlo. La Scafatese arriva con il fascino dell’imbattibilità e la forza dei numeri, ma il Budoni è sesto a 29 punti e ha una struttura capace di rendere complicata la giornata di chiunque. È una gara che può raccontare tanto, perché mette a confronto la squadra più continua del girone e una delle realtà più solide della fascia alta.

Il Budoni ha segnato 25 gol e ne ha subiti 19, differenza reti +6: non è una squadra che vive solo di entusiasmo, è una squadra organizzata. E in Serie D, quando l’organizzazione incontra una capolista, succede una cosa precisa: la partita non si “apre” facilmente. La Scafatese dovrà essere paziente, dovrà accettare l’idea di una gara a tratti bloccata, dovrà saper colpire senza perdere equilibrio. Perché se c’è un modo per far male a una squadra che vuole dominare, è costringerla a sbilanciarsi.

Se la Scafatese passa anche da qui, manda un segnale enorme al Girone G. Se invece rallenta, allora dietro si riaccende l’idea che l’inseguimento possa avere un senso. In Serie D il primo obiettivo della capolista non è vincere “bene”: è non offrire speranza.

Serie D: Montespaaccato-Trastevere, il derby che può cambiare il tono della rincorsa

Il Trastevere Calcio è secondo e sa che ogni domenica è una rincorsa contro il tempo. Ma la trasferta sul campo del Montespaaccato è una di quelle partite che hanno un sapore particolare, perché oltre la classifica c’è un contesto cittadino che rende ogni contrasto più caldo, ogni episodio più pesante.

Il Montespaaccato è a 18 punti, con 28 gol fatti e 35 subiti: una squadra capace di segnare ma anche esposta. E questa è la trappola più classica in Serie D: le squadre che segnano ma concedono possono trasformare la partita in una corsa a strappi, dove il favorito deve stare attento a non cadere nel caos. Il Trastevere, con 36 gol fatti, ha qualità per vincere, ma dovrà capire in fretta che tipo di gara vuole: controllo, ritmo, gestione. Perché se la partita diventa spezzata e piena di transizioni, allora la pressione si sposta: non conta più la classifica, conta chi regge di più.

Per il Trastevere è un match fondamentale anche per un motivo psicologico: se la Scafatese dovesse lasciare punti a Budoni, tu devi essere pronto. E in Serie D non esiste “pronto” senza vittoria.

Serie D: Valmontone-Latte Dolce, l’ambizione passa dai dettagli

Il Valmontone 1921 è terzo a 34 punti e ha un obiettivo chiaro: restare nel blocco che conta, difendere la posizione e provare ad avvicinare chi sta sopra. Il Sassari Calcio Latte Dolce è a 27, con differenza reti negativa (-2), ma è una squadra che per nome e storia sa come rendere difficili le domeniche. È una sfida che profuma di zona alta e che può incidere sia sul lato playoff sia sulla percezione del Valmontone come vera protagonista.

Il Valmontone ha segnato 31 gol e ne ha subiti 25: una squadra capace di produrre, ma non sempre impermeabile. Il Latte Dolce, con 28 gol fatti e 30 subiti, vive spesso partite “aperte”: e quando una partita è aperta, in Serie D l’episodio diventa gigantesco. Qui può contare il primo gol, perché chi passa davanti può costringere l’altra a scoprirsi. E quando ci si scopre, il rischio aumenta.

Se il Valmontone vuole alzare l’asticella, deve vincere queste partite con concretezza. Se il Latte Dolce vuole risalire e rendere più tranquilla la classifica, deve fare risultato proprio qui, dove nessuno se lo aspetta.

Serie D: Nocerina-Anzio, alle 15:00 con l’obbligo di farsi sentire

Nocerina Calcio 1910-Anzio Calcio 1924 è l’unica gara del turno fissata alle 15:00. In Serie D anche l’orario, a volte, sembra aggiungere tensione: giochi sapendo già qualcosa degli altri campi, o almeno intuendo l’aria che tira. La Nocerina è quarta a 33, e sa che la zona playoff è affollata. Se vuoi restare lì, devi vincere. L’Anzio è a 23 e ha bisogno di punti per non essere risucchiato, perché la linea calda è vicina.

La Nocerina ha numeri da squadra in crescita: 28 gol fatti e 23 subiti, differenza reti +5. L’Anzio invece ha 23 segnati e 30 subiti, differenza reti -7, con una vulnerabilità che spesso pesa nei momenti decisivi. Ma attenzione: in Serie D le squadre in difficoltà trovano spesso energia proprio quando affrontano una big, perché la partita diventa un’occasione per “rifarsi” e cambiare narrativa.

Per la Nocerina, quindi, la chiave è la gestione: non farsi prendere dall’ansia, non concedere ripartenze, non regalare palle inattive pericolose. Se riesce a imporre ritmo e presenza, può portare a casa un successo pesante. E in un turno in cui la capolista e la seconda hanno trasferte complicate, vincere diventa un messaggio.

Serie D: Cassino-Monastir, una sfida che può ribaltare gli umori

Cassino Calcio 1924 è penultimo a 11 punti, con 15 gol fatti e 35 subiti, differenza reti -20. Il Monastir 1983 è quinto a 31, con 30 gol segnati e 27 subiti. Sulla carta il gap è enorme, ma Cassino-Monastir è il classico match che in Serie D può produrre sorprese, perché il Cassino gioca con la disperazione di chi deve ripartire da qualcosa, qualsiasi cosa.

Per il Monastir la parola è una sola: maturità. Se vuoi stare in alto, non puoi permetterti di sbagliare le partite in cui sei favorito. Ma spesso sono proprio queste partite a diventare viscide, perché l’avversario non ha nulla da perdere e gioca con intensità e orgoglio. Il Monastir dovrà essere freddo, prendere la gara con serietà e colpire senza concedere. Perché se il Cassino resta vivo a lungo, il peso emotivo si sposta: il “dovere” diventa un macigno.

Serie D: Real Monterotondo-Ischia, quando la salvezza diventa questione di centimetri

Real Monterotondo a 16, Ischia Calcio a 26. Dieci punti di distanza sono molti, ma non abbastanza per essere tranquilli quando si parla di Serie D e di zona bassa. Il Real Monterotondo ha numeri che raccontano difficoltà: 19 gol fatti e 29 subiti, differenza reti -10. L’Ischia ha 22 segnati e 30 subiti, differenza reti -8: anche qui, un profilo da squadra capace di fare punti ma non sempre solida.

Questa è una partita dove le aree contano più del possesso palla. Chi difende meglio, chi sbaglia meno, chi regge meglio la tensione, spesso porta a casa punti. E per una squadra come il Real Monterotondo, fare risultato qui significa cambiare il modo in cui guarda il resto del campionato. Per l’Ischia, invece, è una gara da non fallire: perché se ti avvicini troppo alla zona rossa, poi ci resti dentro per settimane.

Serie D: il resto del turno, tra equilibrio e incastri

Atletico Lodigiani-Olbia è una partita che parla di equilibrio: l’Atletico è a 28, l’Olbia a 21. È una gara che può dare spinta a chi vince e inquietudine a chi perde. C.O.S. Sarrabus Ogliastra-Flaminia Civitacastellana mette insieme due squadre vicine e imprevedibili, con il Sarrabus a 29 e la Flaminia a 26: qui il pareggio può sembrare naturale, ma in Serie D spesso non basta a nessuno. Palmese 1914-Albalonga è un altro incrocio da metà classifica: la Palmese a 24 e l’Albalonga a 27 vivono una stagione in cui un filotto ti cambia il volto.

Sono partite che, in un turno così ricco, possono passare “sotto traccia” e poi diventare fondamentali. Perché la Serie D non si decide solo in testa: si decide anche nella capacità di una squadra di metà di restare stabile e nella capacità di una squadra in difficoltà di non crollare.

Serie D: perché la 21ª giornata del Girone G può pesare tantissimo

Il Girone G arriva alla 21ª giornata con un leader autorevole e con un inseguimento che ha bisogno di segnali concreti. La Scafatese è davanti e ha costruito il suo vantaggio sull’imbattibilità e sulla continuità: per chi sta dietro, l’unico modo di riaprire davvero il campionato è costringerla a inciampare. Ma non basta sperare: bisogna vincere, bisogna mettere pressione, bisogna far sentire che ogni turno è un rischio.

Ecco perché le partite del Trastevere e della Nocerina sono così importanti, e perché Valmontone-Latte Dolce può diventare un nodo cruciale della zona playoff. In basso, poi, la lotta salvezza è una guerra di nervi: Cassino e Real Monterotondo non possono più permettersi domeniche vuote, mentre chi sta appena sopra deve stare attento a non scivolare.

La Serie D è questo: un campionato che vive di città, di campi, di viaggi e di episodi. E il Girone G, in questa 21ª giornata, promette un pomeriggio in cui ogni episodio potrà trasformarsi in una scossa. Perché quando l’inverno entra davvero nel calendario, il campionato entra davvero nelle ossa. E allora, la domenica, non è più una partita: è una scelta.

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