Nel Girone H la Serie D non è mai solo calcio: è geografia emotiva, è rivalità che attraversa città, è orgoglio che si misura in dettagli. La 21ª giornata, in programma domenica 25 gennaio 2026, arriva con un sapore particolare, perché la classifica in alto è corta abbastanza da far sognare chi insegue e lunga abbastanza da mettere addosso alla capolista una responsabilità precisa. E quando la responsabilità diventa pressione, ogni trasferta si trasforma in un test.
Questo è il Girone H: un campionato in cui la vetta non è un trono comodo, ma un posto da difendere. La Paganese Calcio 1926 è davanti, ma il Città di Fasano è lì, con la forza di chi sa che una domenica giusta può cambiare la stagione. E dietro si muovono Barletta 1922 e Martina Calcio 1947, due realtà che non hanno nessuna intenzione di restare spettatrici. In mezzo, un gruppo fitto tiene acceso il discorso playoff, mentre più sotto la lotta salvezza è una stanza senza aria: basta un passo falso e ti ritrovi a guardare la classifica con paura.
La Serie D, a fine gennaio, è un campionato di resistenza. Le gambe pesano, i campi spesso diventano più ruvidi, e la componente mentale si moltiplica. Nel Girone H questo vale doppio: qui ogni partita è anche un confronto identitario, e la 21ª giornata promette incroci capaci di cambiare il tono del campionato.
Serie D: la classifica del Girone H prima della 21ª giornata
La Paganese Calcio 1926 guida con 40 punti dopo 20 giornate. Il dato che colpisce è la solidità difensiva: 11 gol subiti, con 19 segnati, differenza reti +8. Non è una capolista da valanga offensiva, è una capolista da controllo, da gestione, da equilibrio.
Secondo posto per il Città di Fasano a 37 punti, con 30 gol fatti e 18 subiti, differenza reti +12: profilo diverso, più propenso a produrre gioco e gol. Terzo è il Barletta 1922 a 33 punti, con 25 gol segnati e 13 subiti, differenza reti +12. A pari punti c’è il Martina Calcio 1947, anche lui a 33, con 21 gol fatti e 15 subiti, differenza reti +6. Subito dietro l’Afragolese a 31, Nardò e Nola 1925 a 30, Virtus Francavilla a 29 e Fidelis Andria a 28: una zona densissima in cui basta una vittoria per salire e una sconfitta per scivolare.
Nella parte centrale e bassa troviamo Manfredonia a 27, Heraclea Calcio a 26, Real Normanna a 24 insieme al Francavilla, FBC Gravina a 23, Sarnese 1926 a 22, Ferrandina a 20, F.C. Pompei a 18. In coda la Real Acerrana 1926 a 10, con una differenza reti pesantissima (-35), che racconta una stagione di sofferenza pura.
Questa classifica è la ragione per cui la Serie D nel Girone H non concede pause: in alto, la vetta è contesa; in mezzo, la zona playoff è una lotta; in basso, la paura è reale.
Serie D: il programma della 21ª giornata nel Girone H
Domenica 25 gennaio 2026 si giocano otto partite alle 14:30: F.C. Pompei-Afragolese, Fidelis Andria-Martina Calcio 1947, Francavilla-Barletta 1922, Heraclea Calcio-FBC Gravina, Nardò-Real Normanna, Nola 1925-Città di Fasano, Sarnese 1926-Manfredonia Calcio 1932, Virtus Francavilla-Ferrandina. L’unico match con orario diverso è Real Acerrana 1926-Paganese Calcio 1926, in programma alle 15:30.
L’occhio va subito lì: la capolista gioca in trasferta sul campo dell’ultima, ma proprio per questo deve stare attenta alla trappola più classica della Serie D. E dietro c’è un incrocio che può pesare tantissimo per la vetta: Nola-Città di Fasano, partita che mette in campo ambizione e pressione. E poi Francavilla-Barletta: una di quelle gare che non si spiegano con la sola classifica, perché è un incrocio che può cambiare gli umori delle settimane successive.
Serie D: Real Acerrana-Paganese, la capolista contro l’insidia dell’ovvio
La Paganese è prima e va a giocare alle 15:30 sul campo della Real Acerrana 1926, ultima a 10 punti. La prima reazione è pensare a una partita indirizzata. Ma in Serie D non esiste partita indirizzata finché non la metti davvero in cassaforte, e le squadre in difficoltà hanno un modo particolare di affrontare la capolista: giocano la partita dell’anno, spesso senza nulla da perdere e con un’energia che non sempre compare nelle altre domeniche.
La Real Acerrana ha segnato 9 gol e ne ha subiti 44: numeri durissimi, che però creano anche un paradosso. Quando sai di essere sotto, puoi scegliere di chiuderti e di vivere di episodi, sperando che la partita si trascini. E se la capolista perde pazienza, allora l’ansia cresce. La Paganese, con 11 gol subiti in 20 partite, ha un’identità chiara: reggere, controllare, colpire. E questa partita le chiede proprio questo: maturità.
Vincere qui significa difendere il primato e non concedere spiragli psicologici al Fasano. Ma deve farlo senza cadere in una trappola: pensare che il gol arriverà “per forza”. Perché quando una squadra ultima riesce a restare in partita a lungo, la Serie D ti ricorda quanto il calcio sia un gioco di nervi.
Serie D: Nola-Fasano, il match che pesa sulla vetta
Il Città di Fasano è secondo a 37 e gioca sul campo del Nola 1925, che è a 30. Questo è il tipo di partita che fa capire la forza reale di una squadra che insegue: perché non basta vincere contro chi sta sotto, bisogna vincere anche quando affronti un’avversaria che ha qualità e fame, e che vuole inserirsi stabilmente nel discorso playoff.
Il Fasano ha 30 gol fatti, segno di una produzione offensiva costante. Ma fuori casa, soprattutto in campi dove l’ambiente pesa, serve anche lucidità. Il Nola, con 28 gol fatti e 26 subiti, ha numeri da squadra che sa stare dentro le partite, che può accendersi e che può rendere la gara sporca, fisica, piena di interruzioni. In Serie D, se vuoi essere davvero da vertice, devi saper vincere anche in un contesto che non ti permette di fare la partita “pulita”.
Per il Fasano, questo è un turno da sfruttare: perché se la Paganese dovesse rallentare, tu devi essere pronto. Per il Nola, invece, è l’occasione di trasformare una stagione già interessante in una stagione ambiziosa: battere la seconda in classifica ti cambia la percezione, dentro e fuori.
Serie D: Francavilla-Barletta, un incrocio che vale più di tre punti
Francavilla a 24, Barletta 1922 a 33. È una partita che, letta così, sembra pendere verso gli ospiti. Ma il Francavilla ha bisogno di punti e gioca in casa, e questo in Serie D è un ingrediente che ribalta spesso i pronostici. Il Barletta, dal canto suo, vive una fase in cui ogni domenica è un investimento: se vuole restare in scia alle prime due e difendere il suo posto da big del girone, deve vincere anche quando la partita non è comoda.
Il Barletta ha una difesa solida, 13 gol subiti: qualità fondamentale in trasferta. Il Francavilla, con 17 gol fatti e 21 subiti, differenza reti -4, è squadra che deve proteggersi meglio ma che può rendere la partita nervosa, soprattutto se riesce a restare sullo 0-0 a lungo. In quel caso, la pressione si sposta tutta sul Barletta, perché chi sta in alto sa che un pareggio, a fine gennaio, spesso è un mezzo passo indietro.
Questa è una gara da dettagli: una palla inattiva, un errore, una lettura sbagliata. E la Serie D, quando è così, diventa spietata.
Serie D: Fidelis Andria-Martina, scontro diretto da zona alta
Fidelis Andria a 28, Martina Calcio 1947 a 33. È uno di quegli incroci che possono cambiare la geografia della parte alta del Girone H. Il Martina vuole restare attaccato al treno delle prime, mentre la Fidelis può fare un salto enorme se riesce a prendersi la partita. È una sfida che promette intensità, perché entrambe hanno una struttura che non concede partite leggere.
La Fidelis ha segnato 20 gol e ne ha subiti 15. Il Martina ha 21 fatti e 15 subiti. Numeri simili, partita che può andare su binari di equilibrio. Qui la differenza la fa la capacità di essere lucidi nei momenti chiave: perché in Serie D, negli scontri diretti, chi sbaglia la gestione del vantaggio o chi perde la testa su un episodio spesso paga carissimo.
Serie D: Nardò-Real Normanna, tra ambizione e necessità
Il Nardò è a 30, la Real Normanna a 24. Non è una partita da vetta, ma è una partita che pesa come se lo fosse, perché determina la direzione emotiva di due squadre con obiettivi diversi ma ugualmente urgenti. Il Nardò vuole restare nel gruppo che guarda ai playoff e non può permettersi di perdere terreno. La Real Normanna vuole continuare a costruire punti per stare lontana dalla zona rossa.
Il dato che salta all’occhio è la differenza reti della Real Normanna: 14 gol fatti e 14 subiti, equilibrio assoluto. Il Nardò invece ha 25 fatti e 19 subiti: più produzione, più rischi. È una partita che può diventare tattica, con il Nardò chiamato a fare la gara e la Real Normanna pronta a colpire nelle zone giuste.
Serie D: Sarnese-Manfredonia, due squadre che cercano un mese nuovo
Sarnese 1926 a 22, Manfredonia a 27. È uno scontro che vale tanto per la serenità. La Sarnese ha numeri particolari: 31 gol fatti e 31 subiti, differenza reti zero. Segna tanto, concede tanto. Il Manfredonia, con 18 gol fatti e 19 subiti, sembra più “contenuto”. Questo può portare a una partita in cui la Sarnese prova ad alzare ritmo e produzione offensiva, mentre il Manfredonia cerca di tenere la gara dentro binari controllabili.
In Serie D, chi riesce a imporre il proprio ritmo spesso vince. Ma quando una squadra è vulnerabile dietro, come la Sarnese, basta un episodio per cambiare tutto. È una sfida da leggere con attenzione, perché può incidere sulla lotta salvezza e sulla posizione di metà classifica.
Serie D: Virtus Francavilla-Ferrandina, la partita che racconta la fatica
Virtus Francavilla a 29, Ferrandina a 20. Il Ferrandina ha segnato 13 gol e ne ha subiti 21, differenza reti -8: squadra che fatica a produrre. La Virtus, invece, ha un profilo più solido: 28 gol fatti, 20 subiti. Ma non basta avere numeri migliori: in Serie D, a gennaio, il rischio è sempre quello di entrare in campo convinti che la partita si risolva da sola.
Il Ferrandina, proprio perché sta sotto, può scegliere una partita di resistenza: chiudersi, restare vivo, trascinare. La Virtus deve evitare di innervosirsi e deve trovare soluzioni senza perdere equilibrio. Se ci riesce, fa un passo importante verso la zona playoff. Se non ci riesce, rischia di sprecare un’occasione in un girone che non perdona.
Serie D: Pompei-Afragolese, due urgenze diverse nello stesso campo
F.C. Pompei a 18 e Afragolese a 31: due squadre con prospettive opposte, ma con urgenze ugualmente reali. Il Pompei deve muovere la classifica per non restare schiacciato nella parte bassa. L’Afragolese vuole restare nel gruppone alto e provare a rientrare definitivamente nella corsa playoff.
L’Afragolese ha segnato 30 gol e ne ha subiti 26: squadra capace di far male, ma non sempre impermeabile. Il Pompei, con 12 gol fatti e 19 subiti, sa che deve costruire una partita di attenzione. È una gara che può essere decisa da chi trova prima fiducia: perché in Serie D, quando una squadra in difficoltà segna per prima, spesso cambia faccia.
Serie D: perché la 21ª giornata può riscrivere la corsa nel Girone H
Il Girone H arriva a questo turno con una leadership che non è ancora una sentenza. La Paganese è davanti, ma il Fasano è vicino abbastanza da far sentire la pressione. E dietro, Barletta e Martina aspettano il momento giusto per approfittare di un rallentamento. In mezzo, Nardò, Nola, Virtus Francavilla e Afragolese vivono una battaglia di posizione che può diventare battaglia di ambizione. E sotto, Pompei e soprattutto Real Acerrana non possono più permettersi domeniche vuote.
È questa la forza della Serie D: non concede settimane di transizione. Ogni partita ti lascia qualcosa, e spesso ti lascia addosso una conseguenza. La 21ª giornata, nel Girone H, ha il potenziale per spostare il baricentro: un risultato inatteso in alto può riaprire tutto, un colpo in coda può accendere una rincorsa.
Domenica 25 gennaio 2026, in questo girone, non si gioca solo per tre punti. Si gioca per la direzione della stagione. E in Serie D, quando la direzione cambia, il campionato cambia volto con lei.



