La domenica della Serie D non finisce mai al triplice fischio. C’è un secondo tempo, silenzioso ma decisivo, che si gioca tra referti arbitrali e carte federali: quello delle decisioni del giudice sportivo di Serie D. E dopo la 21ª giornata di campionato, il comunicato mette in fila episodi che raccontano un campionato acceso, ruvido, spesso al limite: dalle parole che pesano più di un tackle alle sanzioni che cambiano il volto di uno stadio.
Serie D decisioni del giudice sportivo: la stangata che fa rumore
Tra i provvedimenti che colpiscono di più, spicca la sanzione inflitta alla Flegrea Puteolana: ammenda da 2.000 euro e, soprattutto, chiusura del settore locale per una gara. La motivazione è di quelle che non ammettono zone grigie: espressioni offensive con contenuto discriminatorio “per motivi di sesso” rivolte per l’intera partita a un assistente arbitrale. Un verdetto pesante, che non si limita alla multa: porta conseguenze immediate anche sugli spalti.
Multe “top” in Serie D: dalle offese alle bestemmie
Nel racconto disciplinare della giornata, le decisioni del giudice sportivo di Serie D fotografano anche un clima rovente attorno alla terna.
La Terranuova Traiana incassa una ammenda da 2.000 euro: nel referto finiscono offese continue ad ogni fischio, con l’aggravante di espressioni blasfeme indirizzate agli ufficiali di gara.
Il caso più particolare: “quattro sputi” e due colpiti al volto
Se c’è un episodio che colpisce per crudezza e rarità, è quello attribuito alla Gelbison: ammenda da 1.500 euro per il lancio di quattro sputi dalla recinzione verso i calciatori avversari, con due giocatori colpiti al volto. Un dettaglio che, letto nero su bianco, dà la misura di quanto certe scene siano lontane dallo spirito del calcio, ma ancora presenti nelle cronache di campo.
Pirotecnica e caos a fine gara: le altre ammende da segnalare
Nel quadro delle decisioni del giudice sportivo di Serie D, emergono anche provvedimenti legati a ordine pubblico e gestione post-partita.
-
Castrumfavara: ammenda da 600 euro per introduzione e utilizzo di materiale pirotecnico, indicato nel dettaglio come una batteria pirotecnica, un petardo e un fumogeno.
-
Nuova Igea Virtus: ammenda da 500 euro per presenza indebita sul terreno di gioco al termine della gara di persone non autorizzate, “riconducibili” alla società. Situazioni che spesso si accendono proprio quando la partita sembra finita, e che per la giustizia sportiva restano invece pienamente “in campo”.
Squalifiche in panchina: tecnici fermati a lungo
Non solo tribune: le decisioni del giudice sportivo in Serie D incidono direttamente anche sulla guida tecnica.
Due squalifiche spiccano su tutte per durata e motivazione:
-
Salvatore D’Andrea (Pompei): 4 giornate per espressioni offensive all’arbitro.
-
Leonardo Vanzetto (Sancataldese): 4 giornate per espressione minacciosa verso il direttore di gara.
-
Ci sono poi squalifiche più “classiche”, ma comunque significative in un campionato dove la gestione emotiva pesa quanto un cambio al 70’: due turni per Mario Alfieri (Pompei) e Agostino Spicuzza (Gelbison) per proteste con eccessiva veemenza.
Cartellini rossi e mani pesanti: le espulsioni più dure
La sezione dedicata ai calciatori è quella che, più di tutte, dà corpo al tema: in Serie D un episodio può spostare una partita, ma anche le successive.
Tra i casi più severi:
-
Luis Willis Alves Furtado (Olbia): 3 giornate per gomitata al volto a gioco fermo. In gergo disciplinare, è una delle condotte che vengono lette con massima severità proprio perché estranea alla dinamica del gioco.
-
Cosimo Oliveri (Sancataldese): 3 giornate per pugno a un avversario.
E poi le due giornate, che in un girone di ritorno possono pesare come un infortunio:
-
Mattia Piacente (Pompei): gomitata al volto a gioco in svolgimento.
-
Nicholas Costantini (Imperia): calcio a gioco in svolgimento “senza alcuna possibilità di contendere il pallone”.
-
Luca Alberto Calabro (Sambiase): comportamento offensivo verso il pubblico, valutato fino a due turni di stop.
-
Axel Gabriel Galita (Vibonese): manata al volto a gioco in svolgimento.
Perché queste decisioni contano davvero in Serie D
Il punto non è solo “chi paga” o “chi salta la prossima”. Le decisioni del giudice sportivo in Serie D entrano nelle rotazioni, cambiano gerarchie, impattano su incassi e atmosfera, tolgono riferimenti in panchina e in campo. In un campionato dove spesso si vive sul filo, un settore chiuso o un tecnico fuori per quattro turni può diventare un fattore tecnico tanto quanto un mercato invernale azzeccato.



