L’Italia a EURO 2026 aveva un solo modo per rispondere: sul campo, con lucidità e ferocia agonistica. Dopo l’esordio complicato contro il Portogallo, serviva una scossa vera, di quelle che cambiano l’aria nello spogliatoio e rimettono in carreggiata un torneo. E la risposta è arrivata netta, pesante, persino liberatoria: 4-0 alla Polonia e primo sorriso azzurro in questa fase finale.
Non è stata una vittoria “di nervi” e basta. È stata una vittoria di identità: gestione dei ritmi, letture giuste, difesa attenta e colpi davanti quando contava. E soprattutto la sensazione, forte, che Italia a EURO 2026 abbia rimesso le mani sul proprio destino.
L’Italia a EURO 2026 si prende la notte della svolta
C’era pressione, tanta. Il girone non perdona e dopo lo stop iniziale non si poteva sbagliare. Eppure l’Italia è entrata in partita con lo sguardo di chi sa cosa vuole: aggressiva, pronta a mordere la prima palla, concentrata sui dettagli.
Il 4-0 non racconta solo un risultato: racconta una prestazione che ha fatto rima con “reazione”. Nonostante le assenze, gli Azzurri hanno trovato soluzioni, energia e una continuità di rendimento che spesso, in tornei così brevi, fa la differenza tra chi sopravvive e chi ambisce.
De Oliveira, simbolo di Italia a EURO 2026: tripletta e leadership
Se c’è un’immagine da conservare di questa gara, è quella di Julio De Oliveira che guida l’attacco come un riferimento totale: gol, movimenti, presenza. Il pivot azzurro firma una tripletta, trascina i compagni e viene premiato come Player of the Match.
La sua partita è un compendio di futsal moderno: attacca lo spazio, lavora spalle alla porta, finalizza. Sblocca subito la gara e poi la indirizza con freddezza, fino a chiuderla definitivamente nella ripresa. In una sfida da dentro o fuori, l’Italia a EURO 2026 ha trovato il suo uomo-copertina.
Una difesa che fa respirare Italia a EURO 2026: Bellobuono decisivo
Un 4-0 fa rumore, ma non nasce solo dai gol. Nasce dai momenti in cui l’avversario prova a riaprirla. E qui entra in scena la fase difensiva, con Bellobuono protagonista: interventi pesanti nel primo tempo e parate che spengono sul nascere i tentativi polacchi di cambiare l’inerzia.
La Polonia ha avuto le sue finestre: un contropiede pericoloso, un palo nella ripresa, qualche fiammata dalla distanza. Ma l’Italia ha saputo soffrire senza scomporsi, tenendo la partita sempre dentro un perimetro di controllo. Anche quando la pressione sale, l’Italia a EURO 2026 non si sfalda: si compatta.
La partita: il copione perfetto per Italia a EURO 2026
L’avvio è bruciante: due conclusioni già nei primi secondi, segnale chiarissimo. Poi il vantaggio: recupero, imbucata, De Oliveira che colpisce. L’Italia prende fiducia e colpisce ancora, portandosi sul 2-0 nel primo tempo e costruendo un margine che pesa come un macigno.
Il terzo gol arriva con Barichello, utilizzato anche per esigenze di reparto: un episodio fortunoso, sì, ma cercato con insistenza, con l’azione che nasce da pressione e recupero. E quando la Polonia prova a spingere nella ripresa, arriva la sentenza: De Oliveira completa la tripletta per il 4-0.
Nel finale gli Azzurri tengono la porta inviolata anche sul tiro libero, con Dalcin che timbra l’ultima sicurezza di una serata finalmente piena.
Samperi: “Bravi nei momenti difficili”. Il manifesto di Italia a EURO 2026
Le parole del Ct fotografano la chiave emotiva e tecnica della gara: “Abbiamo giocato una grande partita… siamo stati bravi a gestire i momenti difficili”. È la sintesi perfetta di una squadra che non si è limitata a “fare risultato”, ma ha saputo stare dentro la partita quando oscillava.
C’è anche un dato simbolico che dà valore alla vittoria: l’Italia torna a vincere una partita all’Europeo a 10 anni dall’ultima volta, un passaggio che racconta quanto pesasse questa notte sulle spalle del gruppo.
E adesso non è tempo di celebrazioni lunghe: il torneo incalza e la classifica chiama.
Classifica e scenario: l’Italia a EURO 2026 torna padrona del destino
Dopo due giornate, il Gruppo D è un incastro di tensione: Portogallo a 6, Italia e Ungheria a 3, Polonia a 0.
Questo significa che l’Italia a EURO 2026 ha rimesso in piedi tutto: la qualificazione ai quarti non è più un sogno distante, ma un obiettivo concreto da conquistare nell’ultima gara del girone.
Italia-Ungheria: la “finale” per i quarti
Il prossimo appuntamento è quello che definisce il confine tra continuità e rimpianti: Italia-Ungheria, in programma giovedì 29 gennaio alle 20.30, con diretta su RaiSport.
Samperi lo sa e lo dice chiaramente: l’Ungheria è una squadra che può mettere in apprensione chiunque, e servirà attenzione particolare alla loro verticalità.
In altre parole: non basterà “esserci”. Servirà la stessa fame vista contro la Polonia, la stessa capacità di restare lucidi quando il fiato si accorcia e il pallone scotta.
Perché a questi livelli, l’Italia a EURO 2026 non si misura solo con i gol segnati. Si misura con la personalità nei minuti scomodi.
Perché questo 4-0 può cambiare Italia a EURO 2026
Una vittoria così ha effetti immediati: ridà fiducia, aumenta le rotazioni, alza l’autostima di chi aveva avuto meno minutaggio e soprattutto consolida l’idea che la squadra abbia alternative anche nelle emergenze.
Ma c’è un aspetto ancora più importante: la sensazione di gruppo. La capacità di “fare squadra” dentro un Europeo, dove ogni errore diventa una sentenza e ogni episodio può trasformarsi in un trampolino. Contro la Polonia, l’Italia a EURO 2026 ha mostrato esattamente questo: una squadra che sa soffrire, colpire, gestire.
Ora serve l’ultimo passo del girone. E lì, davvero, si capirà quanto questa notte sia stata solo una reazione o l’inizio di un percorso.



