L’Altabrianza Tavernerio sceglie Andrea Ardito e apre ufficialmente una nuova fase della propria stagione. Dopo la separazione consensuale con Ivan Stincone, avvenuta nella giornata di ieri, il club biancoblù ha deciso di voltare pagina senza esitazioni, individuando nella continuità interna la strada migliore per affrontare un momento complesso e delicato del Girone A di Eccellenza lombarda. Una decisione che racconta molto della filosofia societaria e della volontà di reagire con lucidità, affidandosi a una figura che conosce profondamente l’ambiente.
Il cambio in panchina arriva in una fase cruciale della stagione, con l’Altabrianza Tavernerio chiamata a lottare punto su punto per conquistare una salvezza che, al momento, rappresenta l’obiettivo primario. La classifica parla chiaro: gli erbesi occupano attualmente il terzultimo posto e ogni partita da qui alla fine avrà il peso di una finale.
La separazione con Stincone e la necessità di una svolta
L’Altabrianza sceglie Andrea Ardito all’indomani di una separazione consensuale che ha chiuso il rapporto con Ivan Stincone. Una decisione maturata senza strappi, ma che evidenzia la necessità di dare una scossa all’ambiente e di cercare nuove energie per affrontare la parte più difficile del campionato.
Nel calcio dilettantistico, e in particolare in un torneo competitivo come l’Eccellenza lombarda, il cambio di guida tecnica rappresenta spesso un tentativo di rimescolare le carte, ritrovare entusiasmo e stimoli nuovi. Il club ha scelto di non guardare all’esterno, ma di puntare su una figura già inserita nei quadri societari, capace di garantire continuità e conoscenza profonda del gruppo.
Una scelta interna che punta su identità e appartenenza
L’Altabrianza sceglie Andrea Ardito come nuovo allenatore della Prima Squadra, una decisione che affonda le radici nella fiducia e nell’identità. Ardito era già presente all’interno del club con il ruolo di Direttore Tecnico, posizione che gli ha permesso di conoscere da vicino dinamiche, giocatori e criticità della squadra.
Questa scelta interna consente di ridurre i tempi di adattamento, aspetto fondamentale in un momento in cui non c’è spazio per esperimenti o lunghi periodi di transizione. Ardito conosce l’ambiente, sa dove intervenire e quali corde toccare per provare a ricompattare un gruppo chiamato a reagire immediatamente.
Il ritorno in panchina dopo un anno e mezzo
L’Altabrianza sceglie Andrea Ardito riportandolo in panchina dopo circa un anno e mezzo dall’ultima esperienza da allenatore, conclusa nel giugno 2024. Un ritorno che non nasce per caso, ma dalla consapevolezza di poter dare un contributo diretto e concreto in una fase decisiva della stagione.
Per Ardito si tratta di una sfida importante, che arriva in un contesto tutt’altro che semplice. Tornare ad allenare in corsa, con una squadra in difficoltà di classifica, significa assumersi grandi responsabilità, ma anche avere l’opportunità di incidere profondamente sul destino sportivo del club.
Il legame con il Como 1907 e l’esperienza da calciatore
Nel profilo di Andrea Ardito pesa anche il passato da calciatore professionista, vissuto con la maglia del Como 1907. Un’esperienza che ha contribuito a formare il suo carattere e la sua visione del calcio, elementi che oggi tornano utili nella gestione di uno spogliatoio chiamato a lottare per la salvezza.
Aver vissuto il calcio dall’interno, conoscendone pressioni, difficoltà e dinamiche, rappresenta un valore aggiunto importante. Ardito porta con sé credibilità, conoscenza del campo e capacità di dialogo con i giocatori, aspetti fondamentali in una fase in cui l’aspetto mentale può fare la differenza quanto quello tecnico.
La missione salvezza nel girone A di Eccellenza
L’Altabrianza sceglie Andrea Ardito con un obiettivo chiaro e non negoziabile: centrare la salvezza nel Girone A di Eccellenza. La situazione di classifica impone un cambio di passo immediato, perché il margine di errore si è ridotto al minimo e ogni punto conquistato può risultare decisivo.
Il Girone A si conferma estremamente equilibrato e combattuto, con tante squadre racchiuse in pochi punti. In questo contesto, la capacità di dare continuità ai risultati, di gestire le partite sporche e di sfruttare gli episodi diventa fondamentale. Il nuovo allenatore dovrà lavorare soprattutto sull’organizzazione, sulla solidità e sulla fiducia del gruppo.
Il comunicato ufficiale e la fiducia del club
Il club ha voluto ufficializzare la nomina di Ardito con un comunicato che trasmette fiducia e compattezza: «L’ASD Alta Brianza comunica di aver affidato ad Andrea Ardito la guida tecnica della Prima Squadra. A nome di tutta la dirigenza ringraziamo Andrea per la disponibilità e gli auguriamo buon lavoro, certi che il suo contributo sarà determinante per la crescita della squadra e per il raggiungimento degli obiettivi prefissati».
Parole che raccontano una scelta condivisa e supportata da tutta la dirigenza, consapevole dell’importanza di creare un fronte unico attorno alla squadra in questo momento delicato della stagione.
Ricompattare l’ambiente e ritrovare fiducia
L’Altabrianza sceglie Andrea Ardito anche per il suo ruolo di collante tra società, squadra e ambiente. In situazioni di difficoltà, la compattezza diventa un valore imprescindibile. Il nuovo tecnico avrà il compito di riportare serenità, chiarezza di idee e spirito di sacrificio, elementi fondamentali per affrontare la lotta salvezza.
Il lavoro quotidiano sul campo sarà decisivo, ma altrettanto importante sarà la gestione dello spogliatoio, chiamato a ritrovare fiducia nei propri mezzi e consapevolezza delle proprie qualità.
Un nuovo inizio per scrivere il finale di stagione
L’Altabrianza sceglie Andrea Ardito e dà il via a un nuovo capitolo della propria annata sportiva. Un capitolo che nasce dalla necessità di reagire, di crederci ancora e di giocarsi fino in fondo le proprie chance di permanenza in categoria.
Ora il verdetto passerà al campo, unico giudice reale di ogni scelta tecnica. Le prossime settimane diranno se questa decisione sarà stata quella giusta, ma una cosa è certa: l’Altabrianza ha scelto la strada dell’identità, della responsabilità e del coraggio, affidandosi a un uomo che conosce il club e che ha accettato la sfida più difficile nel momento più delicato.



