L’Italfutsal arriva ai quarti con il cuore pieno e la testa lucida, dopo una qualificazione da brividi: sa benissimo che contro la Spagna non esistono scorciatoie, ma anche che certe notti possono accendere un Europeo. Alla Stozice Arena di Lubiana, però, il verdetto è duro e senza appelli: l’Italia si ferma ai quarti di Euro 2026, battuta 4-0 da una Spagna più forte, più rapida nei duelli e chirurgica quando c’è da colpire.
L’Italfutsal a Euro 2026: un 4-0 che racconta la differenza
Il punteggio è pesante, eppure dentro quei quattro gol c’è una storia chiara: la Spagna indirizza la gara già nel primo tempo con Cortes e Antonio, poi completa l’opera nella ripresa con un’altra firma di Antonio e con l’episodio più amaro per Italfutsal, l’autorete di Motta nel finale mentre la squadra tenta la carta del portiere di movimento.
In un quarto di finale, a volte, basta un dettaglio per restare aggrappate al match. Ma quando dall’altra parte c’è una nazionale che trasforma ogni recupero alto in una transizione letale, la partita scivola via come sabbia tra le dita. E la prestazione dell’Italfutsal, per generosa e coraggiosa, non riesce a cambiare il corso degli eventi.
Il tabù con la Spagna e la notte di Lubiana
C’è anche un dato che pesa come un macigno e che accompagna ogni sfida: l’Italia non batte la Spagna da 21 anni, con l’ultimo successo datato 2005. Non è semplice statistica: è memoria, è pressione, è quella sensazione che torna quando ti accorgi che ogni tua occasione va costruita con fatica, mentre loro la trovano anche nei momenti in cui sembrano non averla.
Per l’Italfutsal, Euro 2026 era anche questo: misurarsi contro l’eccellenza per capire quanto manca al livello più alto. E la risposta, stavolta, è stata netta.
La partita: Italfutsal regge, poi la Spagna cambia marcia
L’approccio dell’Italfutsal è serio: aggressività, ordine, voglia di stare dentro la gara. La prima chance vera arriva con Merlim, che costringe Didac alla deviazione in corner; dall’altra parte, su schema da angolo, l’Italfutsal si salva grazie a un intervento decisivo di Bellobuono.
L’equilibrio dura il tempo di un respiro, poi la Spagna alza il ritmo e sposta la partita dove fa più male: pressione, recuperi, verticalità. L’1-0 nasce da punizione: Antonio mette in mezzo e Cortes è puntuale sul secondo palo.
Il 2-0 è un colpo da manuale: lancio del portiere, movimento interno, e Antonio trova il lob che manda le squadre all’intervallo con un margine già importante.
Nella ripresa l’Italfutsal prova a rimanere viva, Bellobuono tiene in piedi la squadra con altre parate, ma il 3-0 arriva in ripartenza: Fabio Cecilio guida la transizione e Antonio finalizza.
Poi, nel finale, l’Italfutsal tenta la mossa del portiere di movimento: l’azione si spezza, il pallone torna indietro e arriva la beffa dell’autorete di Motta per il 4-0.
Samperi e il messaggio dell’Italfutsal: “Abbiamo dato tutto”
Nel dopogara Samperi sceglie parole che non cercano scuse e non nascondono nulla: la Spagna è stata superiore, ma l’Italfutsal ha dato tutto quello che aveva.
È una frase che pesa perché racconta una verità doppia: la delusione dell’eliminazione e, insieme, la consapevolezza del percorso. A certi livelli non basta “esserci”: serve abitudine al ritmo internazionale, continuità nell’intensità, capacità di restare lucide anche quando il campo si inclina.
Cosa lascia Euro 2026 all’Italfutsal: esperienza e una direzione
Quando una sconfitta è così severa, diventa anche più leggibile. Euro 2026 per l’Italfutsal chiude con un insegnamento concreto: contro le superpotenze non è sufficiente reggere, bisogna anche saper colpire nei momenti chiave e ridurre al minimo gli errori “di contesto”, quelli che arrivano quando sei costretta a rincorrere.
Eppure, dentro questo quarto di finale, rimane anche una traccia utile: la qualità del percorso si misura nella capacità di trasformare l’esperienza in crescita. L’Italfutsal ha visto in faccia il livello massimo. Ora la sfida è lavorare perché quella distanza, la prossima volta, non sia un muro.
Il tabellone: la Spagna avanza, l’Italfutsal saluta Euro 2026
Con il successo, la Spagna vola in semifinale e trova la Croazia (in programma mercoledì 4 febbraio), mentre dall’altra parte l’altra semifinale mette di fronte Portogallo e Francia.
Per l’Italfutsal, invece, Euro 2026 finisce qui: con una sconfitta che fa male, ma anche con una domanda che può diventare spinta. Cosa serve, davvero, per tornare a giocare queste partite non solo con coraggio, ma anche con la forza di cambiarle?



