La Reggina vede interrompersi la propria striscia di vittorie, ma lo fa al termine di una partita intensa, combattuta e carica di significati. Il big match contro il Savoia, valido per il campionato del Girone I di Serie D, si è chiuso sull’1-1 grazie alle reti di Umbaca e Ferraro, lasciando sensazioni contrastanti ma complessivamente positive in casa amaranto.
Al termine dell’incontro, l’allenatore della Reggina, Alfio Torrisi, ha analizzato la prestazione dei suoi in conferenza stampa, difendendo con convinzione il lavoro svolto dalla squadra e sottolineando la crescita mentale e tecnica del gruppo.
Reggina, Torrisi promuove l’approccio mentale
Nel commentare il pareggio contro il Savoia, Torrisi ha voluto subito evidenziare l’atteggiamento iniziale dei suoi giocatori. La Reggina, secondo il tecnico, ha affrontato la gara con il giusto spirito, soprattutto sotto il profilo mentale.
“Penso che la squadra abbia dimostrato un grande approccio alla gara, soprattutto a livello mentale. Purtroppo il gol subito ci ha un po’ disarmati sotto questo aspetto.”
L’allenatore amaranto ha riconosciuto come la rete incassata abbia inciso sull’andamento della partita, provocando un momento di difficoltà che ha favorito la crescita del Savoia.
Il momento di difficoltà e la lettura della gara
Torrisi non ha nascosto che, dopo il gol subito, la Reggina abbia attraversato una fase di appannamento, ma ha anche normalizzato quanto accaduto, inserendolo nella dinamica naturale di una partita di alto livello.
“Da lì il Savoia ha costruito la propria prestazione e noi abbiamo avuto un quarto d’ora in cui abbiamo perso un po’ di lucidità e di maturità, ma ci può stare: un quarto d’ora o venti minuti di poca lucidità fanno parte della partita.”
Un’analisi lucida, che evita allarmismi e guarda al quadro generale della prestazione.
La maturità mostrata nel resto del match
Al di là del momento di difficoltà, Torrisi ha voluto rimarcare quanto di buono fatto dalla Reggina sia nel finale del primo tempo sia per tutta la seconda frazione. Una squadra capace di reagire, di riorganizzarsi e di tornare a comandare il gioco.
“Ritengo però che, sia nel finale del primo tempo sia per tutto il secondo tempo, la squadra abbia dimostrato grande maturità. Perché ha ripreso a palleggiare, a giocare, a impostare, a creare e a invadere la metà campo avversaria con tanti uomini.”
Secondo il tecnico amaranto, in diversi tratti della gara la Reggina ha addirittura dominato il Savoia, dimostrando una superiorità di gioco che non sempre si è tradotta in occasioni decisive.
Gol subito e infortunio: i dettagli che pesano
Torrisi ha poi spiegato come la percezione esterna della gara possa risultare più negativa di quanto non dica il campo, attribuendo il tutto a episodi specifici.
“La percezione dall’esterno può essere negativa, ma io la giustifico con il gol preso su un nostro errore e con il conseguente infortunio di Andrea Di Grazia.”
Dettagli che, in partite così equilibrate, possono spostare l’inerzia senza però cancellare la qualità complessiva della prestazione.
Il Granillo e un pubblico da categorie superiori
Uno dei passaggi più sentiti della conferenza stampa di Torrisi riguarda il pubblico della Reggina. Al Granillo erano presenti 6.801 spettatori, di cui 600 nel settore ospiti, numeri che raccontano di un’atmosfera ben lontana dalla dimensione della Serie D.
“Oggi vanno fatti i complimenti a tutti i reggini, perché ci hanno fatto vivere, secondo me, 90 minuti che con la Serie D c’entrano poco.”
Un elogio particolare è stato rivolto alla tribuna centrale e alla curva, protagoniste di un sostegno costante.
“Un plauso alla tribuna centrale, che ci ha spinto tantissimo e ci ha dato una grande mano. Ovviamente anche alla curva, che con la coreografia e il sostegno ci ha incitato per 95 minuti, anche quando siamo andati sotto.”
Un messaggio forte sull’identità della Reggina
Nel discorso di Torrisi emerge con forza un concetto chiave: la Reggina non può restare in questa categoria. Il sostegno del pubblico e l’applauso finale sono segnali inequivocabili.
“Questo significa che la Reggina non può e non deve stare assolutamente in questa categoria. Se la gente è venuta allo stadio e ci ha applaudito a fine partita, vuol dire che ha apprezzato ciò che ha fatto la squadra.”
Parole che rafforzano il legame tra squadra e tifoseria, elemento fondamentale nella rincorsa agli obiettivi stagionali.
La convinzione dell’allenatore a fine primo tempo
Nonostante lo svantaggio all’intervallo, Torrisi non ha mai dubitato della possibilità di riprendere la gara.
“Ero più che convinto che avremmo ripreso la partita. A fine primo tempo ho detto ai ragazzi di restare sereni e spensierati.”
Un messaggio chiaro, che ha prodotto gli effetti sperati nella ripresa, quando la Reggina ha messo sotto un avversario di grande valore.
Lo sguardo alla prossima sfida di Ragusa
Il pareggio contro il Savoia non compromette la rincorsa intrapresa dalla Reggina nelle ultime settimane. Ora l’attenzione si sposta sulla prossima trasferta contro il Ragusa, snodo importante del campionato.
“La trasferta di Ragusa è una partita importante, così come lo era questa. Oggi siamo arrivati a questo match con la consapevolezza che non bisognava perderlo.”
Torrisi sottolinea come questo pareggio rappresenti un “jolly” conquistato grazie al lavoro svolto dalla squadra dal 20 novembre, quando il distacco dal Savoia era di dieci punti.
Le perplessità sull’arbitraggio
In chiusura, l’allenatore della Reggina ha espresso alcune perplessità sulle decisioni arbitrali, soffermandosi in particolare su un episodio chiave.
“Se quello non è un cartellino rosso, (il fallo su Lagonigro), allora bisogna rivedere il regolamento del calcio.”
Torrisi ha poi aggiunto che anche due episodi da calcio di rigore meritavano una valutazione più attenta, sottolineando come certe decisioni possano incidere in maniera significativa sull’andamento della gara.
Un pareggio che non cambia la rotta
Il pareggio contro il Savoia rappresenta una pausa nella striscia vincente, ma non un passo indietro per la Reggina. La prestazione, il contesto e le parole di Torrisi raccontano di una squadra solida, matura e ancora pienamente in corsa per i propri obiettivi.
Il cammino continua, con la consapevolezza di aver costruito basi forti dentro e fuori dal campo. E con un Granillo così, la Reggina sa di non essere sola.



