Douglas Costa, neo-acquisto del Chievo Verona, ieri sera è stato ospite su Dazn nel postpartita di Juventus-Lazio, da buon ex bianconero. Douglas Costa. Un nome che, anche solo pronunciato, riporta immediatamente alla mente accelerazioni fulminanti, dribbling ubriacanti e serate europee vissute ad altissimo livello. Eppure oggi quel nome risuona in un contesto diverso, sorprendente, quasi romantico: la Serie D. Tra i colpi più spettacolari e inattesi dell’ultima sessione di calciomercato invernale, l’arrivo di Douglas Costa al Chievo Verona ha acceso i riflettori su un campionato che raramente gode di una visibilità simile.
Il brasiliano, ex protagonista del grande calcio europeo, ha scelto di rimettersi in gioco partendo da una categoria lontana dai palcoscenici che lo hanno reso celebre. Una scelta che ha fatto discutere, incuriosito e diviso, ma che racconta molto della sua voglia di sentirsi di nuovo calciatore, al centro di un progetto e di un percorso personale.
Douglas Costa e le parole a Dazn sul ritorno in Italia
Del suo ritorno in Italia e della nuova esperienza ha parlato Douglas Costa ai microfoni di DAZN, lasciandosi andare a dichiarazioni che mescolano emozione, memoria e consapevolezza.
“È bello essere qua e ricordarmi i vecchi tempi“.
Parole semplici, ma cariche di significato. In quella frase c’è tutto il senso di un ritorno che non è solo geografico, ma anche emotivo. Tornare in Italia significa per Douglas Costa rievocare una fase importante della sua carriera, fatta di grandi palcoscenici ma anche di momenti complessi.
Il passato alla Juventus e l’adattamento al calcio italiano
Nel corso dell’intervista, Douglas Costa è tornato anche sul suo arrivo alla Juventus, ricordando le difficoltà iniziali incontrate nel calcio italiano.
“In Italia c’è un gioco tattico e in Germania era più di contropiede. Dopo 6 mesi ho iniziato a imparare il gioco e dopo è andata bene“.
Una riflessione lucida, che racconta quanto il talento da solo non basti se non viene accompagnato dalla capacità di adattarsi. Douglas Costa ha vissuto sulla propria pelle il passaggio da un calcio più verticale e istintivo a uno più ragionato e tattico, imparando con il tempo a leggere meglio le partite e a sfruttare le proprie qualità in modo più efficace.
Quelle difficoltà iniziali, oggi, diventano un patrimonio di esperienza che può tornare utile anche in Serie D, dove l’intelligenza calcistica spesso fa la differenza tanto quanto la tecnica.
Douglas Costa osservatore della Juventus di oggi
Parlando ancora di bianconeri, Douglas Costa ha commentato anche la prestazione della Juventus contro la Lazio, mostrando di seguire ancora con attenzione il calcio italiano di alto livello.
“Alla fine loro hanno avuto la fortuna di pareggiare ed è un punto guadagnato. Stasera è mancata la precisione nei tiri“.
Parole da osservatore esperto, da giocatore che conosce bene le dinamiche delle grandi partite e sa quanto i dettagli possano incidere sul risultato finale. Non manca poi un riferimento a Luciano Spalletti, tecnico che Douglas Costa apprezza apertamente:
“Mi piace, per me è un buon allenatore“.
Il pensiero su Yildiz e il tema della responsabilità
Nel corso dell’intervista, Douglas Costa ha speso parole importanti anche per Yildiz, uno dei giovani più promettenti del panorama bianconero.
“Yildiz poi è uno dei più forti, come calciatore mi piace. Non ho seguito la questione rinnovo, ma è giusto puntare su di lui“.
Un passaggio significativo, soprattutto quando l’ex Juventus parla di responsabilità e di personalità:
“Se mi assomiglia con la palla? Lui lo deve fare, deve prendersi la responsabilità“.
È il consiglio di chi sa cosa significa essere un giocatore chiamato a fare la differenza. Douglas Costa parla da chi ha vissuto la pressione dei grandi palcoscenici e riconosce nei giovani talenti la necessità di osare, di non nascondersi.
Douglas Costa al Chievo, un’operazione fuori dagli schemi
L’operazione che ha portato Douglas Costa in Serie D è particolare sotto molti punti di vista. Il brasiliano è arrivato alla corte della squadra allenata da Pietro Laterza con un accordo che rappresenta una sorta di ponte verso il futuro. Questa esperienza con il Chievo Verona, infatti, è parte di un percorso che lo porterà nella prossima stagione a vestire la maglia dell’Al-Ittifaq, a Dubai.
Una scelta che intreccia presente e futuro, permettendo a Douglas Costa di ritrovare ritmo, entusiasmo e continuità, ma anche di chiudere simbolicamente un cerchio con il calcio italiano. Tornare in Italia, seppur in una categoria inferiore, significa fare i conti con il proprio passato e con un ambiente che lo ha visto crescere, affermarsi e, in alcuni momenti, anche faticare.
L’esordio e il primo impatto in Serie D
Douglas Costa ha già fatto il suo debutto con la maglia del Chievo Verona, subentrando nel secondo tempo del derby veneto perso contro il Caldiero Terme. Un ingresso accolto da grande curiosità, con gli occhi di tifosi e addetti ai lavori puntati su ogni suo tocco.
Al di là del risultato, l’esordio ha rappresentato un primo passo concreto in questa nuova avventura. Ritmi diversi, contesto diverso, ma la stessa voglia di incidere. La Serie D non concede sconti, e per un giocatore abituato ad altri livelli l’adattamento passa anche attraverso la capacità di mettersi al servizio della squadra, accettando un calcio più fisico e diretto.
Douglas Costa tra passato, presente e futuro
L’esperienza al Chievo Verona rappresenta per Douglas Costa una fase di transizione, ma anche un momento di riflessione. Non è solo una scelta tecnica, ma una decisione che racconta il desiderio di restare legato al calcio, di viverlo ancora sul campo, anche in una dimensione diversa.
La Serie D, con la sua autenticità e le sue difficoltà, può diventare un banco di prova importante, non tanto per dimostrare qualcosa agli altri, quanto per ritrovare se stesso. Douglas Costa porta con sé un bagaglio di esperienze enorme, che può arricchire lo spogliatoio e il campionato stesso.
Il valore simbolico di Douglas Costa in Serie D
La presenza di Douglas Costa in Serie D ha un valore che va oltre il campo. È un segnale di come il calcio possa offrire strade alternative, di come la carriera di un calciatore non sia sempre una linea retta. È anche un modo per accendere i riflettori su un campionato spesso sottovalutato, ma ricco di passione e storie vere.
Per i tifosi del Chievo Verona è un’occasione unica, per gli avversari uno stimolo in più, per il movimento un’opportunità di visibilità. Douglas Costa, anche in questa fase della sua carriera, continua a essere un catalizzatore di attenzione.
Uno sguardo alla nuova avventura
Il futuro immediato di Douglas Costa passa dal campo, dalle prestazioni e dalla capacità di inserirsi in un contesto nuovo. Le sue parole a Dazn raccontano un uomo sereno, consapevole del proprio percorso e pronto a vivere questa esperienza senza pregiudizi.
Che sia un capitolo breve o l’inizio di qualcosa di più lungo, il ritorno di Douglas Costa in Italia resta una delle storie più affascinanti di questa stagione. Un intreccio di memoria e presente, di calcio vissuto e calcio ritrovato, che rende questa avventura al Chievo Verona qualcosa di più di una semplice operazione di mercato.



