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martedì 10 Febbraio 2026
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Eccellenza lucana, la 22ª giornata del Girone

Dopo la 22ª giornata, l’Eccellenza lucana entra in quel tratto in cui il campionato non ti chiede più soltanto di essere forte: ti chiede di essere solido, continuo, capace di attraversare i momenti senza perdere identità.

Perché quando le settimane si sommano e la classifica comincia a “parlare”, ogni gara smette di essere un episodio isolato e diventa parte di una storia più grande: quella delle pressioni, delle rincorse, delle occasioni che non tornano uguali due volte. E in un torneo così, dove la forbice tra entusiasmo e paura è stretta, basta un dettaglio per ribaltare il peso di una domenica: un calcio piazzato gestito male, una lettura in ritardo, un errore che spezza la fiducia.

In alto c’è chi prova a mettere distanza e trasformarla in sicurezza, perché la leadership non si difende con le intenzioni ma con la continuità. Subito dietro, però, c’è una corsa che non concede sonno: chi insegue è costretto a vincere e a sperare, con il fiato corto e la necessità di non lasciare nulla per strada. E sotto, dove ogni punto è una boccata d’aria, la stagione nell’Eccellenza lucana diventa una gara di nervi: non esistono domeniche comode, esistono solo domeniche da portare a casa, anche quando il calcio non è pulito e la partita si sporca.

Risultati della 22ª giornata dell’Eccellenza lucana: tutti i finali

Angelo Cristofaro Oppido–Melfi 1929 0-2
Avigliano Calcio–Brienza Calcio 2-0
C.S. Vultur 1921–Lagonegro 1929 1-1
Elettra Marconia–Calcio San Cataldo 0-1
Lykos Tolve–Real Chiaromonte 2-0
Paternicum–Atletico Montalbano 4-1
Policoro Calcio–Tricarico Pozzo Di Sicar 1-2
Riposa: Santarcangiolese
Nota: Montescaglioso Calcio ritirato

La corsa al vertice: Melfi a ritmo alto, ma l’inseguimento non si spegne

Il Melfi 1929 fa la cosa che una capolista deve fare quando la stagione entra nella sua fase più “vera”: vince con lucidità e fa pesare la distanza. Lo 0-2 sul campo dell’Angelo Cristofaro Oppido è un successo che vale doppio, perché arriva in trasferta e perché racconta una squadra che sa gestire il contesto, senza farsi risucchiare dalla tensione della partita.

In Eccellenza lucana, spesso, la differenza tra le squadre che comandano e quelle che inseguono è proprio questa: la capacità di non trasformare una domenica in un rischio.
Dietro, però, la classifica non permette rilassamenti. Calcio San Cataldo passa di misura (0-1) in casa dell’Elettra Marconia e resta lì, incollato ai piani alti, con l’atteggiamento di chi non vuole concedere alla capolista il lusso di respirare. E anche l’Angelo Cristofaro Oppido, nonostante lo stop, rimane dentro la corsa: ma adesso ogni passo falso pesa di più, perché la pressione non è un concetto astratto, è una realtà settimanale fatta di “dover vincere” e di margini che si accorciano.

L’Eccellenza lucana, in questa fase, diventa un campionato di continuità: chi sbaglia meno manda il vero messaggio.

Zona playoff e centro classifica: Avigliano spinge, Vultur e Lagonegro si annullano

La 22ª giornata dell’Eccellenza lucana disegna anche una zona centrale piena di incastri, dove una vittoria cambia la prospettiva e un pareggio ti lascia sospeso. L’Avigliano Calcio batte 2-0 il Brienza e consolida la sua posizione da squadra “stabile”, una di quelle che possono costruire una stagione credibile proprio grazie alla costanza. In un campionato regionale, la solidità è spesso la valuta più preziosa: non serve fare rumore per essere pericolosi, serve sommare punti senza sbavature.

Il pareggio tra C.S. Vultur 1921 e Lagonegro 1929 (1-1) è invece lo specchio di una partita di equilibrio: un risultato che non spezza nessuno e non lancia nessuno, ma che racconta quanto sia difficile, in questa Eccellenza lucana, trovare continuità quando le gare si giocano sul filo dei dettagli. E in mezzo a questi incastri cresce anche il peso delle differenze reti, degli scontri diretti, della capacità di non perdere: perché a fine stagione, in queste zone, spesso non decide la bellezza, decide la gestione dei momenti.

Zona calda: Paternicum e Tricarico fanno punti pesanti, qui si sopravvive con fame

Sotto, l’Eccellenza lucana mette in scena il suo volto più crudo: quello in cui il risultato vale come una svolta mentale. Il Paternicum travolge 4-1 l’Atletico Montalbano e si prende tre punti che non sono solo classifica, ma energia. Una vittoria larga, in questa fase, è un’iniezione di fiducia: ti fa credere che puoi risalire, ti restituisce coraggio, ti rimette nelle gambe quell’idea fondamentale per chi lotta in coda: “possiamo farcela”.

Ancora più pesante, per il peso specifico della corsa salvezza, è l’1-2 del Tricarico Pozzo Di Sicar sul campo del Policoro Calcio. Vincere fuori casa, quando sei invischiato, significa rompere una barriera psicologica: dimostrare che non sei condannato a sperare soltanto nei passi falsi degli altri. In basso, infatti, non conta solo fare punti: conta farli in modo da cambiare la percezione del tuo campionato. E in un contesto già condizionato da una stagione anomala (tra riposi e il ritiro del Montescaglioso), la lotta resta una corsa nervosa, dove anche un singolo successo può riscrivere le settimane successive.

Classifica dopo 22 giornate dell’Eccellenza lucana

Dopo questo turno di Eccellenza lucana, il Melfi 1929 resta davanti con un vantaggio che pesa, ma alle spalle la densità continua a imporre attenzione: basta un rallentamento per riaprire tutto. Ecco la classifica completa:

Melfi 1929 50
Angelo Cristofaro Oppido 44
Calcio San Cataldo 44
Avigliano Calcio 38
Santarcangiolese 36
Lykos Tolve 33
Paternicum 27
Brienza Calcio 26
Elettra Marconia 26
C.S. Vultur 1921 (-1) 25
Lagonegro 1929 22
Real Chiaromonte 16
Policoro Calcio 16
Tricarico Pozzo Di Sicar 14
Atletico Montalbano 11

Cosa aspettarsi adesso: ogni punto è un messaggio

Da qui in avanti, l’Eccellenza lucana entra in un tratto in cui il calendario smette di essere un elenco e diventa una sequenza di prove. La capolista deve reggere la pressione del “dover confermare” e continuare a martellare senza concedere spiragli, perché la distanza è un vantaggio solo finché la alimenti.

Le inseguitrici, invece, devono trasformare ogni domenica in continuità: non basta il colpo singolo, serve una serie che costringa chi sta davanti a guardarsi le spalle. E in coda, la regola è brutale e semplice: chi si salva è chi riesce a fare risultato anche quando non è bello, anche quando la partita è sporca, anche quando sembra girare male. In un torneo così, la verità resta sempre la stessa: non vince chi fa più rumore, ma chi sbaglia di meno quando la domenica pesa davvero.

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