La Coppa Italia di Serie D arriva al punto in cui non esistono più calcoli che tengano: restano solo novanta minuti — e, se serve, i rigori — per trasformare un percorso lungo mesi in un biglietto per la finale. Oggi, mercoledì 21 gennaio 2026, alle 14:30, si giocano le semifinali di ritorno: Pistoiese–Club Milano e Francavilla–Ancona. Due campi, due storie, lo stesso destino: sopravvivere alla pressione e guadagnarsi l’ultimo atto.
Un ritorno che vale una stagione
C’è qualcosa di unico nella Coppa Italia di Serie D: la sensazione che ogni dettaglio possa diventare decisivo, perché il confine tra gloria e rimpianto è sottile come un rimpallo in area. E il ritorno di una semifinale amplifica tutto: l’inerzia psicologica, la gestione delle energie, la capacità di restare lucidi quando il cronometro comincia a pesare.
Il quadro è chiarissimo: la Coppa Italia di Serie D 2025/2026 è al “penultimo atto” e, da regolamento, i gol in trasferta non valgono più doppio. Se dopo andata e ritorno c’è parità nel punteggio complessivo, non si va ai supplementari: si decide ai calci di rigore.
Pistoiese–Club Milano: al “Melani” tra coraggio e nervi saldi
La prima scena si apre a Pistoia, nello Stadio “Marcello Melani”, dove la posta in palio è enorme e l’aria sa di partita che non ammette pause. Il confronto di andata si è chiuso sul 2-1, un risultato che lascia tutto spalancato: un gol può cambiare il baricentro emotivo della gara, due episodi possono riscrivere l’intero racconto.
In un ritorno così, la strategia è spesso un’illusione se non è sostenuta dall’atteggiamento: serve aggressività controllata, serve leggere i momenti. Perché la Coppa Italia di Serie D non perdona l’errore di “gestire” troppo presto. Il rischio, semmai, è proprio quello: perdere l’istinto mentre si prova a proteggersi.
Designazione arbitrale:
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Arbitro: Molinaro di Lamezia Terme
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Assistenti: Orlando di Modena e Troina di Genova
Francavilla–Ancona: una semifinale che riparte dall’1-1
L’altra semifinale di ritorno si gioca a Francavilla in Sinni (PZ), nello Stadio “Nunzio Fittipaldi”, ed è il classico tipo di partita che “non ha padrone” fin dal primo fischio. L’andata è finita 1-1 allo Stadio Del Conero: equilibrio vero, di quelli che non si sciolgono con una semplice lettura tattica.
Qui entra in gioco la dimensione mentale della Coppa Italia di Serie D: quando sai che non esiste più il vantaggio dei gol fuori casa, ogni scelta pesa il doppio. C’è meno spazio per la speculazione e più responsabilità nei duelli: perché un gol incassato non si “compensa” con un’eventuale rete in trasferta. È tutto più diretto, più crudo, più definitivo.
Designazione arbitrale:
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Arbitro: Gargano di Bologna
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Assistenti: Elisino di Ostia Lido e Colonna di Vasto
Il regolamento che cambia la partita: niente “gol doppio” e possibile lotteria dei rigori
Chi segue la Coppa Italia di Serie D lo sa: nelle sfide che valgono una finale, la differenza la fanno spesso le regole “silenziose”, quelle che non si vedono ma orientano ogni decisione.
Due punti sono decisivi:
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Niente valore doppio ai gol in trasferta: il ritorno non è una partita “a handicap”, ma un confronto che si costruisce sul totale delle reti.
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In caso di parità nel punteggio aggregato, si va direttamente ai rigori: significa che l’ultima mezz’ora non è una gestione dei supplementari, ma un conto alla rovescia verso una possibile roulette emotiva dagli undici metri.
È qui che la Coppa Italia di Serie D diventa spietata e bellissima: non premia solo chi gioca meglio, ma chi regge meglio l’urto del momento.
Perché queste semifinali contano più di una “semplice” coppa
Nel calcio di Serie D, la coppa non è un accessorio. È identità, vetrina, ambizione. È un percorso che misura la profondità della rosa e la mentalità di un gruppo, perché devi saper vincere anche quando non puoi “aspettare domenica prossima” per rimediare.
E poi c’è la promessa della finale: la sensazione che, a un passo dal traguardo, ogni allenamento dell’estate e ogni sacrificio in trasferta abbiano improvvisamente un senso preciso. La Coppa Italia di Serie D mette in palio qualcosa che va oltre il trofeo: mette in palio un pezzo di storia del club, da ricordare e raccontare.
Programma ufficiale: date, orari e sedi
Per chi vuole segnare tutto in agenda, ecco il quadro completo del ritorno delle semifinali di Coppa Italia di Serie D:
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Semifinali di ritorno – 21 gennaio 2026, ore 14:30
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Pistoiese–Club Milano (andata: 2-1) — Stadio “Marcello Melani”, Pistoia
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Francavilla–Ancona (andata: 1-1) — Stadio “Nunzio Fittipaldi”, Francavilla in Sinni (PZ)
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Cosa aspettarsi: due partite “aperte a qualsiasi scenario”
La frase più vera è anche la più semplice: sono due partite ancora aperte a qualsiasi scenario.
Un vantaggio minimo da difendere a Pistoia, un pareggio che rimanda tutto a Francavilla: la Coppa Italia di Serie D arriva al punto in cui ogni episodio ha un’eco più grande, perché non c’è un domani per correggere.
E allora la domanda non è solo “chi è più forte?”, ma “chi saprà essere più squadra nel momento esatto in cui la partita si spezza?”. Perché in una semifinale di ritorno, spesso, non vince chi domina: vince chi resta dentro la partita, sempre. Anche quando fa male.



