La Coppa Italia Eccellenza non è solo competizione, risultati e sogni di gloria. È anche passione, sacrificio e legami che vanno oltre il calcio. La trasferta dell’Unitas Sciacca in Calabria, per il primo atto degli ottavi di finale della fase nazionale, ha raccontato una storia che merita di essere ricordata.
I neroverdi l’11 febbraio erano impegnati sul campo del Città di Luzzi, allo stadio “Di Magro” di Taverna di Montalto Uffugo. Oltre 500 chilometri separano Sciacca da quella località calabrese. Un viaggio lungo, infrasettimanale, faticoso. Eppure, alcune decine di supporters saccensi non hanno esitato ad affrontarlo per stare accanto alla propria squadra del cuore.
Coppa Italia Eccellenza e il valore della trasferta
Chi vive la Coppa Italia Eccellenza sa quanto sia speciale la fase nazionale. Ogni partita diventa un evento, ogni trasferta un’avventura. Per i tifosi dell’Unitas Sciacca, quella in Calabria era molto più di una semplice gara: era un momento di appartenenza, di orgoglio, di condivisione.
Il viaggio verso Luzzi, però, è stato segnato da una “piccola disavventura” che ha messo alla prova il gruppo. Nei pressi di Lamezia Terme, uno dei sostenitori ha accusato un malore che ha reso necessario il trasporto in ospedale.
In quell’istante, la Coppa Italia Eccellenza è passata in secondo piano. A emergere è stato qualcosa di più grande.
Il gesto di Nino e Michele: tifo che diventa amicizia
La società ha voluto raccontare pubblicamente quanto accaduto attraverso i propri canali social, con parole che non hanno bisogno di aggiunte:
“Vogliamo dedicare un pensiero speciale a due nostri tifosi Nino Vitale e Michele Caracappa che ieri hanno dimostrato cosa significhi davvero indossare i nostri colori nel cuore. Durante la trasferta nei pressi di Lamezia Terme, un nostro appassionato sostenitore ha accusato un malore che ha reso necessario il trasporto in ospedale.
In un momento di apprensione, questi due ragazzi non hanno esitato un secondo: hanno scelto di restare al suo fianco, rinunciando alla partita per non lasciarlo solo in un momento di difficoltà. Alla fine il malore è passato ed i tre si sono riuniti al gruppo per il rientro a Sciacca.”
Coppa Italia Eccellenza: quando il calcio unisce davvero
La Coppa Italia Eccellenza spesso regala emozioni sul campo. Ma in questo caso l’emozione è arrivata sugli spalti, o meglio, fuori dallo stadio. In un’epoca in cui il calcio viene spesso raccontato attraverso polemiche e divisioni, storie come questa restituiscono il senso più autentico del tifo.
Non è da tutti mettere da parte la propria passione per restare accanto a un amico in difficoltà. E invece Nino e Michele lo hanno fatto con naturalezza, dimostrando che tifo e amicizia sono davvero due facce della stessa medaglia.
La società neroverde ha scelto di premiare questo gesto con un piccolo riconoscimento: accrediti omaggio per il match di ritorno degli ottavi, in programma al “Gurrera”. Un modo simbolico per dire grazie.
Il ritorno al Gurrera: una partita dal sapore speciale
Il prossimo mercoledì la Coppa Italia Eccellenza tornerà protagonista a Sciacca. Il match di ritorno contro il Città di Luzzi rappresenterà un appuntamento cruciale per il cammino dei neroverdi nella fase nazionale.
Ma per tre tifosi in particolare, quella partita avrà un significato ancora più profondo. Sarà l’occasione per vivere insieme ciò che la trasferta aveva negato. Sarà il momento di ritrovarsi sugli spalti del “Gurrera”, con la consapevolezza di aver scritto una piccola ma grande pagina di sport.
Un messaggio che va oltre il risultato
La Coppa Italia Eccellenza continuerà a raccontare sfide, gol e qualificazioni. Ma episodi come questo restano impressi nella memoria più di qualsiasi risultato.
Non possiamo che augurare al tifoso dell’Unitas Sciacca una pronta e definitiva guarigione. E, soprattutto, di rifarsi mercoledì prossimo, andando assieme a Nino e Michele a sostenere la squadra nel match di ritorno.
Perché il calcio è competizione, certo. Ma è anche comunità, condivisione e amicizia. E in questa storia, la Coppa Italia Eccellenza ha mostrato il suo volto più bello.



