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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Eccellenza lombarda: l’incredibile lotta nei 3 gironi

L’Eccellenza lombarda è uno di quei campionati che non si guardano soltanto: si seguono, si discutono, si vivono. Perché qui la domenica non è un’abitudine, è un appuntamento. È il calcio che torna a essere territorio, appartenenza, rivalità genuine. E quando le giornate iniziano a scorrere, quando le partite giocate diventano abbastanza da rendere credibile la graduatoria, allora la classifica smette di essere un elenco e diventa una storia collettiva.

Oggi l’Eccellenza lombarda, stagione 2025/26, arriva a un punto in cui i numeri cominciano a pesare davvero: 18 partite giocate per tutte le squadre nei tre gironi, e una fotografia nitida di cosa sta succedendo in alto e in basso. Nel Girone A c’è una capolista che spinge forte e un gruppo inseguitore che prova a non farla scappare. Nel Girone B la vetta è un duello sul filo, con due squadre appaiate. Nel Girone C, infine, c’è una corsa a tre che non permette pause, con distanze minime e un margine d’errore quasi nullo.

Questa è l’Eccellenza lombarda quando entra nella fase più vera: quella in cui non basta “giocare bene”, bisogna anche saper reggere il peso del campionato.

Girone A, Arconatese davanti e un gruppo che non molla

Nel Girone A di Eccellenza lombarda l’Arconatese comanda con 45 punti dopo 18 gare, frutto di 14 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta, con una differenza reti poderosa: 47 gol fatti e 18 subiti, +29. È un’identità netta, fatta di continuità e capacità di colpire: numeri che raccontano una squadra abituata a stare davanti e a non tremare quando la pressione aumenta.

Dietro, però, la classifica è tutt’altro che piatta. Solbiatese Calcio 1911 e Caronnese sono appaiate a 32 punti, e qui il dettaglio è interessante perché le due squadre ci arrivano con percorsi diversi: la Solbiatese ha costruito tanto con i pareggi, mentre la Caronnese ha un profilo più “da vittoria e sconfitta”, più spigoloso, più emotivo. Subito sotto c’è il Legnano a 31, in piena scia: un punto in meno che, in questa fase, significa stare con il fiato sul collo del treno playoff.

È qui che l’Eccellenza lombarda diventa affascinante: perché se la capolista corre, la lotta alle sue spalle è una mischia continua, e basta una domenica per cambiare gerarchie e umori. Saronno 1910 è quinto con 28 punti, Vergiatese sesta a 27, Magenta a 26, Besnatese a 25. In mezzo, ogni punto è un confine sottile tra rimanere agganciati alle zone nobili e scivolare in un centroclassifica più complicato.

Più sotto ci sono Rhodense a 24, Vis Nova Giussano e Lentatese a 22, Sestese, Sedriano e Mariano Calcio a 20. In un campionato come l’Eccellenza lombarda, questa fascia è quella che spesso determina il finale: perché chi trova una striscia positiva può spingersi in alto, e chi si inceppa rischia di farsi trascinare verso il basso senza accorgersene.

Girone A, la zona calda e l’urgenza di reagire

Quando si guarda la parte bassa del Girone A, l’Eccellenza lombarda cambia voce: diventa più ruvida, più urgente. AltBrianza Tavernerio e Arcellasco Città di Erba sono a 18 punti, Ardor Lazzate a 15, Vigevano Calcio 1921 a 14. In fondo, ogni giornata non è mai “una giornata qualunque”: è un’occasione o un rimpianto, spesso entrambe le cose.

La differenza tra chi si salva e chi soffre fino all’ultimo, in questi campionati, raramente è solo tecnica. È mentale. È la capacità di non farsi schiacciare dal calendario, di restare vivi quando arriva una serie di partite difficili, di trasformare un pareggio in trasferta in un punto d’appoggio e non in una mezza sconfitta.

Girone B, Codogno e Tritium: vetta in perfetto equilibrio

Il Girone B è la fotografia più chiara di cosa significhi Eccellenza lombarda quando nessuno concede nulla. In testa ci sono due squadre appaiate a 35 punti: R.C. Codogno 1908 e Tritium. Una parità che accende tutto, perché non esiste fuga e non esiste gestione comoda. Ogni partita è una richiesta di conferma.

Il Codogno ha 10 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, con 26 gol fatti e 12 subiti, +14. Il Tritium ha un profilo diverso: 11 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte, 26 gol fatti e 13 subiti, +13. In sintesi, stesso risultato in classifica, ma due modi differenti di arrivarci: una squadra più “regolare”, l’altra più “da colpo pieno”. In Eccellenza lombarda, questa differenza pesa quando entri nel tratto in cui la pressione si alza: la regolarità ti protegge, ma la capacità di vincere spesso può spaccare le giornate.

Dietro, Ponte SP Mapello è terzo a 33 punti e tiene vivo un triangolo di vertice che può ancora cambiare tutto. Caravaggio è quarto a 32, Baranzatese 1948 quinta a 31: la zona alta è affollata e questo significa una cosa sola, tipica dell’Eccellenza lombarda. Gli scontri diretti diventano moneta pesante. Ti danno punti, ma soprattutto li tolgono a una rivale.

Subito dietro c’è Calvairate a 30 insieme a Seregno FBC, poi Cisanese e Tribiano a 24. Anche qui, la sensazione è quella di un campionato che non permette soste: una vittoria ti rimette nel gruppo che conta, due risultati negativi ti spingono fuori dalla corsa.

Girone B, lotta salvezza e numeri che fanno rumore

Se in alto si corre, in basso si stringono i denti. Zingonia Verdellino è a 22, Lemine Almenno a 21, poi un gruppo a 20 con Barona Sporting 1971, Casteggio 1898 e Assago. Cinisello e Accademia Pavese sono a 16, Fucina a 15, e Fanfulla chiude a 9 punti.

In una categoria come l’Eccellenza lombarda, questo è il tratto in cui spesso succede l’imprevisto: la squadra che sembra spacciata trova una vittoria “che non doveva arrivare”, e da lì cambia tutto. Ma per farlo serve qualcosa che non si allena in settimana: serve convinzione. Serve un gruppo che non si scompone, che non si spezza dopo un gol subito, che non considera più nessuna partita impossibile.

Girone C, Soncinese e Pavonese: un punto che vale pressione

Nel Girone C, l’Eccellenza lombarda porta in scena un altro duello stretto. La Soncinese è prima con 39 punti dopo 18 gare, con 11 vittorie, 6 pareggi e una sconfitta, 30 gol fatti e 16 subiti, +14. Subito dietro c’è il Calcio Pavonese con 38: un punto appena, il minimo indispensabile per trasformare ogni domenica in una prova di nervi.

Terzo c’è il Ciliverghe con 33 punti, poi BSV Garda a 32: due squadre che non sono comparse, perché la distanza dalla vetta non è proibitiva e perché in un campionato così basta un inciampo delle prime per riaprire qualsiasi discorso. Qui l’Eccellenza lombarda mostra una delle sue caratteristiche più affascinanti: non esiste una corsa lineare. Esistono strappi, frenate, ripartenze.

Carpenedolo è quinto con 30, Offanenghese sesta a 29, Orceana a 28. AlbinoGandino e Darfo Boario sono a 27, Poggese a 26. È una fascia ampia e densissima, dove i dettagli fanno classifica: un gol al 90’, una trasferta gestita bene, un pareggio che sembra poco ma che ti tiene davanti a una concorrente.

Girone C, il fondo: qui ogni partita è una finale

Nella parte bassa del Girone C, l’Eccellenza lombarda diventa una lotta senza sconti. Cellatica è a 23, A.C. Castellana a 22, poi Castelleone e Castiglione a 20, Juvenès Pradalunghese a 18. Sotto, Colognese è a 15, Pianico a 10, CazzagoBornato Calcio a 5.

Quando sei lì, non hai bisogno di calcoli complessi: hai bisogno di punti. E spesso li trovi solo cambiando pelle, diventando una squadra più essenziale, più concreta, capace di soffrire e di sfruttare le poche occasioni. È la dimensione più dura dell’Eccellenza lombarda, ma anche quella più vera: la classifica, a quel punto, entra nella testa e ogni pallone pesa più del solito.

Eccellenza lombarda, cosa ci dicono queste classifiche a 18 giornate

Le classifiche aggiornate a 18 gare consegnano tre messaggi forti.

Il primo: nel Girone A l’Arconatese sta provando a costruire un margine vero, e i numeri dicono che non è un’illusione. Ma alle spalle la lotta è talmente serrata che ogni passo falso può cambiare l’inerzia.

Il secondo: nel Girone B la vetta è in parità e questa è, per definizione, la condizione più instabile. Quando due squadre sono appaiate, la pressione raddoppia: non hai vantaggio, non hai cuscinetto, hai solo la necessità di essere perfetto.

Il terzo: nel Girone C la distanza tra Soncinese e Pavonese è un punto e il resto del gruppo alto resta abbastanza vicino per inserirsi. Questo significa che la corsa non sarà un monologo, ma un braccio di ferro continuo.

Ecco perché l’Eccellenza lombarda, oggi, è un campionato che vale la pena raccontare: perché è aperto, competitivo, e racconta una Lombardia del calcio che non smette mai di produrre partite vere, domeniche vere, storie vere.

Eccellenza lombarda, il fattore decisivo da qui in avanti

Da qui alla primavera, l’Eccellenza lombarda diventa soprattutto una questione di continuità. Non vince chi fa una grande partita ogni tanto. Vince chi riesce a fare punti anche quando non brilla. Vince chi regge gli infortuni, le squalifiche, i campi difficili, le trasferte lunghe. Vince chi non si scompone quando prende un gol e non si esalta troppo quando ne segna uno.

Ed è questo, in fondo, che rende l’Eccellenza lombarda così coinvolgente: non è solo un campionato di squadre. È un campionato di mentalità. Di organizzazione. Di identità. E adesso che la classifica è entrata nel vivo, ogni domenica ha già il sapore di un bivio.

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