Il campionato di Eccellenza piemontese e valdostana, che include le squadre di Piemonte e Valle d’Aosta, è uno di quei tornei che non si consumano con un’occhiata rapida al telefono. È un campionato che chiede presenza, perché la domenica qui non è mai uguale alla precedente. Cambiano i campi, cambiano le condizioni, cambiano gli umori. E soprattutto cambiano gli equilibri: basta una vittoria esterna, basta uno scontro diretto non gestito, basta un pareggio che sembra innocuo e invece ti lascia addosso la sensazione di aver perso terreno.
L’Eccellenza piemontese e valdostana, per sua natura, è una somma di identità diverse: province abituate a respirare calcio ogni settimana, piazze che pretendono, e una quota di trasferte che non sono mai banali. È la categoria in cui l’ambizione deve convivere con il realismo: non vince solo chi gioca meglio, vince chi regge meglio l’urto del campionato. E quando arrivi a sedici giornate, quando la classifica comincia a parlare con una voce più limpida, inizi a capire quali squadre stanno davvero costruendo qualcosa e quali invece stanno inseguendo una domenica perfetta che non arriva mai.
In questo punto della stagione, l’Eccellenza piemontese e valdostana racconta due storie parallele, perché i gironi sono due e le tensioni sono diverse. Nel Girone A c’è una capolista che ha costruito un vantaggio credibile, ma ha dietro un gruppo che non ha alcuna intenzione di lasciarla scappare. Nel Girone B c’è una prima posizione più “muscolare”, sostenuta da vittorie pesanti e da un attacco che lascia il segno, ma anche lì la zona alta resta corta e non permette gestione rilassata.
La fotografia del Girone A: una capolista solida e inseguitrici vicine
Eccellenza piemontese e valdostana, Girone A: il primo dato che dà la misura del campionato è il primato del Borgosesia che corre spedito verso la Serie D. Dopo 16 partite, il Borgosesia è al comando con 35 punti, frutto di 10 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta, con 29 gol fatti e 10 subiti, differenza reti +19. Non è solo un primato: è un profilo preciso, da squadra che ha imparato a non cadere quasi mai e a costruire punti anche nelle settimane più scomode.
Dietro, però, non c’è il vuoto. Borgomanero e Volpiano Pianese sono appaiate a 30 punti e questa doppia presenza racconta bene la pressione che vive la capolista. Il Borgomanero arriva a quota 30 con 8 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte, con 30 gol fatti e 13 subiti, differenza reti +17: numeri da squadra completa, che segna e concede relativamente poco. Il Volpiano Pianese, invece, è a 30 con 9 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, 24 gol fatti e 13 subiti, differenza reti +11: un profilo più “da fiammata”, capace di raccogliere molti tre punti ma anche di incappare in qualche stop.
Subito sotto, Lascaris è a 29 e quindi pienamente dentro la corsa alta. Ed è qui che l’Eccellenza piemontese e valdostana mostra la sua legge più severa: non conta solo stare lì, conta come ci stai. Perché tra 35 e 29 non c’è una distanza enorme, ma è una distanza che può dilatarsi o restringersi con due domeniche, a seconda degli incroci.
Alle spalle del quartetto di testa, Pro Eureka è quinta con 25 punti e si mette in una posizione interessante: non troppo lontana da chi sta davanti, abbastanza avanti rispetto alla zona centrale. Verbania è sesta con 24, Settimo settimo con 23, Borgaro Nobis ottavo con 22: qui si entra in quel corridoio in cui la stagione può diventare rincorsa o prudenza. È una zona che spesso decide il campionato perché è la zona delle “partite che pesano”: incontri contro chi sta sopra, scontri diretti contro chi sta accanto, e soprattutto incroci contro chi è in difficoltà e gioca con la necessità.
A metà classifica ci sono Baveno Stresa a 20 e Druentina a 19, con Briga a 18. Più sotto, la lotta si fa più tesa: Oleggio 17, Aygreville 16, Cossato 14, Fulgor Chiavazzese 13, Bulè Bellinzago 12. E quando inizi a guardare lì, l’Eccellenza piemontese e valdostana ti ricorda che la stagione non è mai solo la corsa al primo posto: è anche la lotta quotidiana per non scivolare dove poi diventa difficile respirare.
Perché la vetta del Girone A è un duello di nervi
Nel girone A dell’Eccellenza piemontese e valdostana, il tema più intrigante è la gestione della pressione. Borgosesia è prima, ma non è una fuga: è un vantaggio da difendere con lucidità. Perché quando hai dietro due squadre a 30 e una a 29, ogni domenica diventa un test di controllo emotivo. Se vinci, confermi. Se pareggi, devi sperare che chi insegue non faccia bottino pieno. Se perdi, rischi di trasformare settimane costruite con pazienza in un equilibrio improvviso.
E poi c’è un’altra dinamica tipica dell’Eccellenza piemontese e valdostana: chi sta sotto spesso “alza” la partita contro la capolista. Non perché improvvisamente diventi più forte, ma perché quella partita è la partita dell’anno. È la domenica in cui si misura, si prova, si sogna. E questo complica tutto, perché chi sta davanti non affronta mai una gara normale: affronta sempre una gara con un surplus emotivo dell’avversario.
I risultati dell’ultima giornata nel Girone A: la domenica che cambia prospettive
L’ultima giornata fotografata nel Girone A ha portato una combinazione perfetta di risultati: pareggi di peso, vittorie nette e un colpo esterno capace di spostare l’inerzia.
Baveno Stresa-Cossato 0-0 è uno di quei risultati che sembrano silenziosi, ma non lo sono. Per Baveno Stresa è un punto che muove e tiene equilibrio, per Cossato è un segnale di resistenza. Nell’Eccellenza piemontese e valdostana, quando sei nelle zone basse, anche un pareggio può essere una pietra su cui costruire, se lo usi per ripartire.
Borgaro Nobis-Aygreville 1-0 è un risultato pesante in ottica di scontri diretti: Borgaro guadagna e mette distanza, Aygreville resta invischiato e sente addosso il fiato della zona calda. Eccellenza piemontese e valdostana significa anche questo: lo scontro diretto non vale tre punti, vale tre punti e una ferita psicologica.
Borgosesia-Borgomanero 1-1 è la partita simbolo della giornata. La capolista non perde e quindi difende la sua posizione, ma l’inseguitrice dimostra di poter reggere l’urto. È un pareggio che non chiude nulla, anzi: rilancia il duello, perché conferma che il Borgomanero non è lì per caso.
Bulè Bellinzago-Settimo 0-4 è il risultato più impattante. Non è solo una vittoria, è una scossa. Settimo manda un messaggio al campionato e consolida la propria posizione nella fascia centrale-alta, mentre Bulè incassa un colpo duro. E nell’Eccellenza piemontese e valdostana, quando prendi un 0-4, la domenica successiva diventa subito un esame di reazione.
Druentina-Fulgor Chiavazzese 3-0 è un altro risultato che sposta l’umore: la Druentina prende tre punti pesanti e lo fa con autorità. La Fulgor resta nella parte scomoda e deve ripartire in fretta.
Lascaris-Oleggio 0-0 è un pareggio che fa rumore soprattutto per Lascaris: perché quando stai a un punto dalle prime, ogni occasione di avvicinarti è preziosa. Oleggio porta via un punto utile, ma Lascaris lascia sul campo la possibilità di sfruttare un turno pieno di incroci.
Pro Eureka-Briga 3-0 è una vittoria che rilancia e consolida. In questa Eccellenza piemontese e valdostana, quando vinci così, ti metti addosso un passo diverso: ti senti più squadra, più credibile, più difficile da affrontare.
Volpiano Pianese-Verbania 0-2 è il colpo esterno che cambia la lettura della zona alta. Verbania conquista una vittoria fuori casa che pesa come un macigno, mentre Volpiano Pianese inciampa proprio nel momento in cui avrebbe potuto agganciare più da vicino la vetta.
La fotografia del Girone B: una prima posizione forte e una rincorsa vera
Se il Girone A è un romanzo di equilibrio e pressione, il Girone B dell’Eccellenza piemontese e valdostana ha il profilo di un campionato guidato da una squadra che sta provando a imporre la sua legge. Alessandria è prima con 38 punti dopo 16 partite: 12 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con 33 gol fatti e 11 subiti, differenza reti +22. È un rendimento alto, non solo per i punti ma per la capacità di vincere spesso, e vincere spesso è il modo più semplice e più difficile di costruire una stagione da favorita.
Dietro, però, ci sono rivali con numeri solidi. Albese è seconda con 34 punti, con 10 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, 25 gol fatti e 9 subiti, differenza reti +16. È una squadra che concede pochissimo e questo, in Eccellenza piemontese e valdostana, è sempre un indizio: chi subisce poco resta sempre attaccato anche quando non brilla.
Terza c’è Vanchiglia a 33, con un dato che colpisce: 36 gol fatti e differenza reti +22. È una squadra con fuoco offensivo, una squadra che se prende ritmo può cambiare classifica in poche domeniche. Fossano è quarto con 30, Cuneo quinto con 29, Giovanile Centallo sesto con 28: è un gruppo che tiene viva la lotta playoff e rende ogni turno potenzialmente esplosivo.
Sotto, Pro Villafranca 23 e Monregale Calcio 22 sono nel mezzo, poi Cheraschese 21 e Savio Asti 19. Più giù, Chieri 18 e Ovadese 17 cercano punti pesanti. E nella coda c’è un blocco che vive di urgenza: Acqui 13, Pro Dronero 12, Luese 11, Pinerolo 2. È qui che l’Eccellenza piemontese e valdostana mostra la sua parte più dura: non ti basta giocare bene a tratti, devi fare punti, perché la classifica non ti aspetta.
I risultati dell’ultima giornata nel Girone B: la capolista passa anche dove fa male
L’ultima giornata del Girone B (11 gennaio 2026) ha regalato risultati che raccontano bene la natura del campionato. Acqui-Monregale Calcio 1-2 è un successo esterno prezioso. Monregale porta via tre punti che valgono più della somma aritmetica, perché vincere fuori, in Eccellenza piemontese e valdostana, è sempre un acceleratore emotivo. Acqui resta in difficoltà e sente la pressione aumentare.
Albese-Pro Villafranca 1-0 è la vittoria da inseguimento perfetto: se vuoi restare vicino alla prima, non puoi sbagliare queste partite. Albese non sbaglia e continua a tenere la corsa accesa.
Cheraschese-Luese 6-1 è una valanga. Un risultato che ridisegna umore e autostima: Cheraschese si prende una domenica di quelle che lasciano il segno, Luese incassa un colpo che obbliga a una reazione immediata, perché altrimenti la stagione rischia di diventare un inseguimento senza fiato.
Chieri-Savio Asti 0-0 è un pareggio che dice quanto possa essere bloccata una partita in questa categoria: quando il campionato è teso, spesso la paura di perdere pesa quanto la voglia di vincere.
Cuneo-Alessandria 0-1 è il risultato più importante della giornata in chiave alta classifica. La capolista passa su un campo difficile contro una squadra di fascia alta. È una vittoria che vale autorevolezza, perché non si tratta solo di fare punti: si tratta di dimostrare che, quando il campionato ti propone un esame vero, tu lo superi.
Fossano-Giovanile Centallo 1-1 è un pareggio tra squadre di alta zona: muove entrambe, ma lascia anche la sensazione che nessuna abbia voluto scoprire troppo. In Eccellenza piemontese e valdostana, gli scontri tra rivali spesso sono così: si giocano anche con il freno.
Ovadese-Pro Dronero 1-1 è un pareggio pesante in zona bassa: utile, ma non risolutivo. Entrambe muovono, entrambe restano con l’obbligo di accelerare.
Vanchiglia-Pinerolo 5-1 è la conferma del potenziale offensivo del Vanchiglia. E al tempo stesso racconta la sofferenza del Pinerolo: quando sei così in fondo, ogni settimana diventa un test di resistenza mentale prima ancora che tecnica.
Il tema dei playoff: la zona dove si decide la stagione
In Eccellenza piemontese e valdostana, la zona playoff è sempre quella che crea più incroci e più tensione. Perché chi sta lì vive in equilibrio tra due paure. La prima è perdere contatto con la vetta e ritrovarsi a metà classifica senza più obiettivi veri. La seconda è farsi risucchiare da dietro. E allora ogni partita diventa una scelta: provare a vincere rischiando, o gestire per non perdere? È qui che si vede la personalità delle squadre.
Nel Girone A, Pro Eureka e Verbania hanno numeri che consentono di sognare un’ulteriore salita, soprattutto se Borgomanero, Volpiano o Lascaris dovessero lasciare qualcosa. Nel Girone B, invece, Fossano, Cuneo e Giovanile Centallo sono in una zona in cui due vittorie ti fanno sentire “dentro”, due pareggi ti fanno sembrare fermo, una sconfitta ti rimette in discussione.
Eccellenza piemontese e valdostana è questo: il campionato non ti permette settimane neutrali. Ogni settimana o fai un passo avanti, o lasci spazio a qualcun altro.
La lotta salvezza: quando un punto cambia l’aria
C’è un’idea sbagliata che spesso si sente: che la lotta salvezza inizi tardi. In Eccellenza piemontese e valdostana non è così. La lotta salvezza inizia presto, perché il campionato è duro e le distanze sono sottili. Nel Girone A, la coda è corta ma pesante: Bulè Bellinzago, Fulgor Chiavazzese e Cossato sono in un tratto in cui ogni domenica senza punti diventa pressione. Nel Girone B la situazione è più netta, con Pinerolo molto staccato e un gruppo sotto che deve assolutamente trovare continuità.
E quando sei lì, non esistono partite “semplici”. Perché spesso giochi contro squadre che stanno lottando per altri obiettivi, ma che non possono permettersi di regalare nulla. E allora il punto diventa ossigeno, la vittoria diventa svolta, la sconfitta diventa paura.
Eccellenza piemontese e valdostana è anche la capacità di restare squadra in questa zona: di non spezzarsi dopo un gol preso, di non perdere la testa dopo un’espulsione, di saper difendere un risultato quando serve.
Perché questo campionato resta apertissimo
A questo punto della stagione, la domanda vera è una sola: chi reggerà la continuità? Perché l’Eccellenza piemontese e valdostana, a gennaio, cambia le condizioni del gioco. I campi diventano più pesanti, le partite più nervose, le assenze più frequenti. E proprio qui emergono i dettagli che poi, a primavera, diventano differenza.
Nel Girone A, Borgosesia sembra avere il profilo della squadra più stabile, ma gli inseguitori sono vicini e gli scontri diretti stanno già dimostrando che nessuno è intoccabile. Nel Girone B, Alessandria ha costruito una posizione forte e ha già fatto vedere di saper vincere anche partite “da capolista” come quella di Cuneo, ma Albese e Vanchiglia sono abbastanza vicine da trasformare ogni minimo rallentamento in una porta aperta.
Ecco perché l’Eccellenza piemontese e valdostana è un campionato che merita racconto: perché non è mai un esercizio di previsione facile. È un torneo che ti obbliga a guardare la classifica, sì, ma anche a capire l’inerzia, l’umore, il peso della domenica successiva.
La promessa del girone di ritorno
Il girone di ritorno, nel campionato di Eccellenza piemontese e valdostana, non è mai una fotocopia. È un’altra storia. Perché cambiano gli incroci, cambia la pressione, e soprattutto cambia la percezione degli obiettivi. Chi sta davanti inizia a sentire il dovere di confermarsi. Chi insegue smette di fare calcoli e deve iniziare a forzare. Chi sta sotto non ha più tempo per aspettare.
E allora sì, da qui in avanti l’Eccellenza piemontese e valdostana diventa ancora più bella: perché ogni domenica pesa di più, ogni punto ha più rumore, e ogni risultato scrive una riga nuova di un campionato che, fin qui, non ha concesso tregua a nessuno.



