L’Eccellenza siciliana non si gioca soltanto sul campo, ma anche nelle stanze dove si decide il futuro degli impianti e delle società. In queste ore al centro dell’attenzione c’è la situazione dello stadio comunale “Angelino Nobile” di Lentini, con la S.S. Leonzio 1909 che, per voce del presidente Gaetano Nardo, chiede la definizione dell’iter di affidamento pluriennale dell’impianto e il completamento delle verifiche di sicurezza delle tribune.
Una questione che tocca il cuore del Girone B di Eccellenza siciliana, perché riguarda il diritto di una squadra e di un’intera comunità di vivere il calcio nella propria casa, in condizioni di sicurezza e con certezze amministrative.
Eccellenza siciliana e il nodo dello stadio Angelino Nobile
La vicenda ruota attorno allo stadio comunale “Angelino Nobile” di Lentini, impianto simbolo della città e punto di riferimento per i tifosi bianconeri. La S.S. Leonzio 1909 ricorda di essere stata l’unica partecipante al bando pubblicato dal Comune di Lentini per l’affidamento pluriennale della gestione dello stadio.
La società ha presentato regolare istanza di partecipazione, adempiendo a tutte le richieste formali previste dal bando. In data 23 gennaio 2026 sono stati trasmessi DURC, certificazioni antimafia e ogni altro documento necessario ai fini dell’affidamento.
Un passaggio fondamentale per l’Eccellenza siciliana, perché la stabilità gestionale degli impianti rappresenta una condizione imprescindibile per programmare investimenti e crescita.
Tribune chiuse e gare lontano da casa
Nel frattempo, però, è emersa una criticità che pesa come un macigno sulla stagione. Nella settimana del 5 gennaio, a seguito di verifiche effettuate dalle forze dell’ordine, è stata rilevata la mancata revisione delle tribune. Una circostanza che ha portato alla loro chiusura e che oggi impedisce alla squadra di disputare le gare casalinghe nello stadio cittadino.
Per l’Eccellenza siciliana si tratta di un tema delicato: giocare lontano dal proprio pubblico significa perdere identità, entusiasmo e spesso anche un vantaggio competitivo. Per la Leonzio, tornare a casa non è solo una questione logistica, ma emotiva e sportiva.
Le parole del presidente Nardo
La posizione della società è chiara e viene espressa senza ambiguità dal presidente Gaetano Nardo: «La nostra società – dichiara il presidente Gaetano Nardo – ha dimostrato senso di responsabilità, trasparenza e piena collaborazione istituzionale, adempiendo a tutti gli obblighi previsti dal bando. Oggi chiediamo che l’iter venga definito in tempi certi e che si proceda rapidamente alle verifiche e ai collaudi necessari per la riapertura delle tribune».
Parole che risuonano con forza nel contesto dell’Eccellenza siciliana. La Leonzio rivendica correttezza e collaborazione, ma chiede allo stesso tempo risposte concrete e tempi certi.
Affidamento e investimenti: un progetto per il futuro
L’affidamento della gestione dello stadio rappresenterebbe un passaggio decisivo. Consentirebbe alla S.S. Leonzio 1909 di realizzare le migliorie previste dal bando, di investire nella manutenzione e di restituire alla città uno stadio pienamente funzionante e sicuro.
In un campionato competitivo come l’Eccellenza siciliana, la qualità delle strutture incide direttamente sulla credibilità del progetto sportivo. Avere un impianto adeguato significa poter programmare, attirare sponsor, valorizzare il settore giovanile e rafforzare il legame con il territorio.
La Leonzio si dice pronta a fare la propria parte, ma chiede che le istituzioni completino il percorso avviato.
Il valore simbolico di giocare a Lentini
«Lentini merita di tornare a vivere il calcio nella propria casa – conclude Nardo – e la Leonzio è pronta a fare la sua parte affinché la squadra possa tornare a disputare le partite di campionato davanti ai propri tifosi, nel rispetto delle regole e della sicurezza».
Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito della vicenda. L’Eccellenza siciliana non è soltanto una categoria sportiva, ma un patrimonio di passione, identità e comunità. Per i tifosi lentinesi, lo stadio “Angelino Nobile” non è solo un impianto: è un luogo di appartenenza.
La possibilità di tornare a riempire le tribune, di sostenere la squadra dal vivo, di respirare l’atmosfera del calcio locale rappresenta un elemento fondamentale per l’intera comunità.
Eccellenza siciliana tra sport e responsabilità istituzionale
La società auspica un rapido intervento coordinato da parte del Comune e degli enti preposti, nell’interesse dello sport, della città e dell’intera comunità lentinese. È un appello che va oltre i confini di una singola squadra e che riguarda l’intero movimento dell’Eccellenza siciliana.
Il rispetto delle regole, la sicurezza degli impianti e la trasparenza amministrativa sono pilastri imprescindibili. Allo stesso tempo, è necessario che le procedure si concludano in tempi certi, per evitare che l’incertezza penalizzi chi ha rispettato ogni adempimento.
L’Eccellenza siciliana ha bisogno di strutture adeguate e di una collaborazione costante tra società e istituzioni. Il caso della Leonzio diventa emblematico di una sfida più ampia: coniugare passione sportiva e rigore amministrativo.
Un momento decisivo per la Leonzio
La stagione è ancora in corso e ogni partita pesa. Per la S.S. Leonzio 1909, poter tornare a giocare a Lentini significherebbe ritrovare energia e sostegno. L’Eccellenza siciliana vive anche di queste storie, di battaglie fuori dal campo che incidono sul rendimento sportivo.
La palla ora passa alle istituzioni. La Leonzio ha fatto la propria parte, presentando tutta la documentazione richiesta e manifestando disponibilità a investire. La città attende risposte, i tifosi attendono di riabbracciare la propria squadra.
L’Eccellenza siciliana osserva, consapevole che la soluzione di questa vicenda può rappresentare un segnale importante per tutto il movimento. Perché il calcio, prima ancora dei risultati, è comunità. E Lentini vuole tornare a viverlo nella propria casa.



