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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Ischia – La vita è un Carnejal… col coniglio all’ischitana

Nel mio ventesimo weekend consecutivo in tappa negli stadi alla scoperta delle varie culture e tradizioni delle appartenenti città, sono stato ospitato con Golix.it dalla splendida Isola d’Ischia: località suggestiva che spesso viene associata prettamente al turismo derivante dalle vacanze estive, ma che ha il suo fascino anche d’inverno e, soprattutto, un’identità tutta sua con tanta storia da raccontare. In questa tappa ho avuto la conferma di una cosa: Ischia Calcio non è solo una squadra, ma un modo di vivere l’isola, di sentirla addosso e di raccontarla.

Il primo step: il viaggio esotico in traghetto

Il viaggio per Ischia è iniziato nella mattinata di sabato 3 gennaio, dove dal porto di Pozzuoli mi sono imbarcato sul traghetto in direzione dell’Isola. Dopo un viaggio di circa un’ora (e un po’ di mare mosso), arrivato a destinazione c’era Eugenio ad aspettarmi: Social Media Manager della società Ischia Calcio che si sarebbe preso cura di me per tutta la giornata di sabato in giro per l’Isola e, ovviamente, anche nel matchday della domenica.

I ricordi che riaffiorano: l’isola dove si torna sempre

Per me è stato un ritorno ad Ischia: la prima volta è stata a febbraio dello scorso anno, quando proprio con Eugenio conobbi il posto e la realtà calcistica di Ischia Calcio che mi lasciò un’ottima impressione: oggi, avendo iniziato il mio progetto YouTube in altre città, ho pensato che Ischia avesse un grande potenziale anche da questo punto di vista, quindi ho deciso di tornarci soprattutto per creare un contenuto più lungo e descrittivo rispetto al VLOG “short” che faccio di solito (e che feci, appunto, un anno prima).

Le aspettative non mi hanno tradito: tornarci mi ha dato sensazioni positive e mi sono sentito da subito a mio agio, grazie anche alle persone che mi hanno sempre trattato con grande rispetto e, aspetto fondamentale, umanità. E questo vale ancora di più quando entri nel mondo dell’Ischia Calcio e capisci quanto contino i legami, prima ancora dei risultati.

L’inizio dell’avventura: benvenuti ad Ischia

Appena arrivato, mi sono concesso subito un cornetto ischitano (delizioso) per iniziare l’avventura nel miglior modo possibile: assaggiare le specialità dei posti dove vado è uno degli obiettivi che mi prefisso in ogni tappa. Il primo pensiero a stomaco pieno è stato subito visitare lo Stadio Mazzella, dove stava finendo la rifinitura dei ragazzi dell’Ischia in vista della gara dell’indomanicontro il Cassino: in silenzio, in disparte e senza mai disturbare, amo guardare questi momenti per vedere come la squadra si prepara e si compatta il giorno prima della partita.

È lì che ho iniziato a respirare davvero l’Ischia Calcio, tra lavoro, concentrazione e dettagli che spesso non si raccontano.

Tra storia e tradizione: non solo calcio

Una volta concluso l’allenamento e conosciuto qualche calciatore (tutti molto disponibili e gentili!) siamo andati a pranzo da Trattoriva, un ristorante letteralmente di fronte al mare di Ischia dove ho scelto un pranzo light con un’insalata di mare prima di fronteggiare una giornata da quasi 10km percorsi (a piedi) in giro per l’Isola insieme ad Eugenio.

Lui mi ha spiegato qualsiasi cosa, abbiamo percorso la via principale di Ischia dove d’estate “non si cammina” e invece d’inverno sembrava essere deserta (ho apprezzato, penso di essermela goduta di più!), mi ha mostrato locali storici della movida ischitana, ristoranti ed hotel iconici, fino a passeggiare – momento che ho preferito di più – su spiagge chiaramente vuote e con il solo suono del mare a fare accompagnamento che portavano verso il Castello Aragonese di Ischia, simbolo per eccellenza dell’Isola: maestoso, imponente, bellissimo, soprattutto ricco di storia (che racconta Eugenio nel video YouTube che ho curato passo dopo passo nel cammino di questa giornata).

In quei momenti mi è stato chiaro che raccontare l’Ischia Calcio significa raccontare anche tutto ciò che lo circonda: il paesaggio, la tradizione, l’identità di un’isola che sa essere forte e delicata allo stesso tempo.

Tra montagne e mare: i paesaggi dell’isola

Ci siamo concessi una breve pausa caffè, dopodiché grazie al suo motorino abbiamo potuto fare un’altra tappa iconica per chi visita Ischia: il tramonto visto dal paesaggio collinare. Ischia offre visuali mozzafiato grazie non solo ai colori che vengono a crearsi, ma soprattutto per la sua conformazione geografica: uno dei tramonti più belli che abbia mai visto. Lo ricordavo con grande piacere da un anno e non mi ha tradito.

E mentre lo guardavo pensavo anche alla domenica che mi aspettava: perché il matchday dell’Ischia non è solo calcio, è un’esperienza da vivere fino in fondo.

Il coniglio all’ischitana

Breve pausa all’Hotel La Luna (cordialissimi, gentilissimi e organizzatissimi) e l’ultimo step del mio sabato è stato un Coniglio all’Ischitana ancora dai miei amici di Trattoriva (ricorderete la questione di assaggiare i piatti tipici) poi, dato il freddo e la stanchezza, abbiamo scelto di salutare un primo giorno intenso e ricco di storia per riposarci e fare spazio alla seconda giornata, tra stadio ed emozioni da campo: è tempo dell’Ischia Calcio.

È domenica: è matchday

La domenica inizia con un meteo un po’ incerto su Ischia: non c’è freddo ma tanto vento, cielo grigio e nuvoloso, ma l’adrenalina è forte e ci accompagna sin da subito. Quando è matchday, soprattutto nei campi di provincia, l’aria cambia: e con Ischia Calcio ho sentito quella vibrazione già dal mattino.

Come da tradizione, ormai: caffè e cornetto ischitano, preparazione di un “panino sportivo” che avrebbe fatto parte dell’equipaggio insieme a vari cellulari, Ray-Ban Meta e attrezzature per continuare il mio lavoro e subito direzione Stadio Mazzella. Siamo intorno alle 11.30, calcio d’inizio ore 14.30.

Un’altra cosa che amo fare è seguire il Social Media Manager in tutti i suoi passaggi, per cercare di entrare nel lavoro al 100% (si imparano tante cose) e anche per rendermi utile, certo. Lo vedo stampare fogli, preparare accrediti, distinte, interagire con la stampa locale piuttosto che con la dirigenza ospite e con la classe arbitrale: quante cose ci sono da fare! 

E quante responsabilità ci sono nel dietro le quinte dell’Ischia Calcio prima ancora che inizi la partita.Io faccio i miei video, prendo i miei tempi e i miei spazi iniziando ad editare i primi contenuti e magari prepararne già qualcuno per i giorni futuri, in modo da facilitarmi il lavoro una volta tornato a casa: avendo tantissimi video, più cose riesco a selezionare sul momento, meglio è, in modo da snellire un po’ il tutto per i giorni a seguire.

La partita da content creator: nel vivo del lavoro

In pochissimo tempo le squadre sono già in campo e inizia il match, mi posiziono come di consueto dietro la porta del Cassino nel tentativo di riprendere le azioni d’attacco -e ovviamente quindi eventuali gol – dell’Ischia, creando anche contenuti di vario tipo: qualche siparietto simpatico del direttore di gara; qualche coro dei tifosi; qualche curiosità che posso rubare in panchina.

È il mio modo di raccontare l’Ischia Calcio: dal campo, dai suoni, dalle facce, dalle emozioni che non si vedono in TV. Il primo contenuto che scelgo di pubblicare e che ci tengo volontariamente a citare, è il minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia Crans-Montana. Momento toccante che ho preferito al consueto “Ingresso in campo” delle due squadre, che ho lasciato pubblicare in autonomia alla società dell’Ischia Calcio.

Durante la gara sono stato a stretto contatto con Eugenio: gli ho visto preparare le grafiche del Gol segnato, dell’Half-Time, aggiornare i vari social e gestire anche aspetti extra-social, come la disposizione in campo degli addetti ai lavori e degli ingressi nelle tribune: per me è tutto molto formativo e mi fa capire tante dinamiche di questo lavoro, spesso si vede solo la punta dell’iceberg e non si capisce quanta fatica -e responsabilità- si nascondano nel dietro le quinte.

Sto imparando davvero tanto, e questa esperienza con l’Ischia Calcio mi sta dando tantissimo, dentro e fuori dal campo.

Il novantesimo, gli stati d’animo e i saluti

Seguita tutta la partita a bordocampo con un clima piuttosto accettabile e avendo raccolto tanto materiale per i contenuti dei giorni a venire, mi ritengo soddisfatto a livello personale anche se con l’amaro in bocca per il risultato finale: sono sempre il primo tifoso della società che mi ospita e che mi da modo di lavorare con entusiasmo e fiducia, perciò vedere un 1-1 finale non mi riempiva il cuore di gioia, mettiamola così. Quando vivi l’Ischia Calcio da vicino, il risultato lo senti addosso.

Da parte della società un moderato ottimismo per quanto visto in campo, consapevoli tutti che la strada è lunga e che questo è un progetto che deve decollare a lungo termine costruendo mattone dopo mattone, senza fretta ma senza sosta, con costanza e lungimiranza, facendo del lavoro e della programmazione le armi fondamentali per riuscire ad arrivare più lontano possibile. È la mentalità che fa la differenza, ed è la mentalità che mi piace raccontare quando parlo di

Ischia e i campi di provincia.

Tanti ragazzi di Ischia mi hanno scritto bellissimi messaggi facendomi sentire apprezzato e ben accetto, questo per me è bellissimo oltre che fondamentale: creare rapporti con chi mi ospita è la cosa più importante, la loro passione è la mia forza e rispetto la loro storia, le loro tradizioni e il loro amore, sono felice che loro capiscano che per me si tratta di qualcosa di vero e puro. E quando senti questo, capisci che Ischia è anche appartenenza.

Grazie Ischia: è stato (come sapevo) speciale

Ringrazio di cuore soprattutto tutta la società dell’Ischia, partendo ovviamente da Eugenio che si è preso cura di me dall’inizio alla fine (letteralmente, anche venendomi a prendere al Porto quando sono arrivato fino a riaccompagnarmi quando sono tornato dopo la partita) ma passando per tutto lo Staff, chiunque faccia parte della società che mi ha fatto sentire parte di loro senza negarmi nulla e anzi, mettendomi a disposizione qualsiasi cosa avessi bisogno: non è scontato e per me vale più di ogni altra cosa.

La gratitudine è enorme, perché questo è il calcio che mi piace: quello vero, quello umano, quello che si respira dentro l’Ischia Calcio.Un’Isola bellissima, persone fantastiche e società che farà grandi cose: il mio ventesimo weekend consecutivo non sarebbe potuto andare meglio di così… magari con una vittoria sul campo, è vero, ma qui c’è il succo del mio progetto: il calcio è bellissimo ed è la mia passione, ma non bisogna essere “schiavi” del risultato sportivo, altrimenti si perde tutto il bello che c’è intorno e qui c’è tanto bello da portarsi dentro. Grazie Ischia.

Gaetano Carnevale

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