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Rappresentativa Serie D: test con l’Inter il 21 gennaio

La Rappresentativa Serie D scalda i motori e si prepara al test con l’Inter del prossimo 21 gennaio. Bastano queste parole per evocare una scena precisa, quasi cinematografica: ragazzi che arrivano da città diverse, da spogliatoi diversi, da domeniche vissute tra campi veri e tribune calde, e che all’improvviso si ritrovano nello stesso luogo con un unico obiettivo. La Rappresentativa Serie D non è una semplice selezione, non è una vetrina messa lì per caso, né una passerella comoda: è un passaggio, un varco. È il momento in cui il calcio di provincia si stringe in un’unica maglia e prova a parlare la lingua delle grandi occasioni.

Il 21 gennaio, a Milano, la Rappresentativa Serie D vivrà il suo primo test ufficiale stagionale: un’amichevole contro l’Under 18 dell’Inter che chiuderà il raduno nazionale in programma dal 19 al 21 gennaio. È una data che pesa, perché arriva quando i giochi si fanno seri e perché mette subito la selezione davanti a un avversario che, per storia e livello, alza l’asticella senza chiedere permesso. Sarà un banco di prova vero, non un allenamento travestito, e proprio per questo racconta bene cosa sia la Rappresentativa Serie D: un laboratorio ad alta intensità dove ogni dettaglio può cambiare il percorso.

Milano, Pro Sesto e poi Inter: il raduno che accelera tutto

C’è un aspetto che rende questo appuntamento particolarmente significativo: il contesto organizzativo, che è già una dichiarazione d’intenti. La Rappresentativa Serie D si allenerà per due giorni al centro sportivo della Pro Sesto, con una prima seduta fissata per lunedì alle ore 14 e una doppia sessione martedì alle 9.30 e alle 14. Non è un raduno “di rappresentanza”, ma un concentrato di lavoro, ritmi e scelte, costruito per comprimere in poco tempo valutazioni che di solito richiedono settimane.

Il gruppo convocato da Giuliano Giannichedda è composto da ventidue calciatori classe 2007 e 2008: un elemento che merita attenzione perché colloca la Rappresentativa Serie D dentro un orizzonte chiarissimo, quello della crescita e della prospettiva. Non si tratta soltanto di selezionare chi è pronto adesso, ma di capire chi può reggere un percorso, chi possiede la mentalità per evolvere quando la pressione aumenta e quando il confronto non concede alibi.

E poi, il terzo giorno, il salto: mercoledì 21 gennaio la Rappresentativa Serie D si sposterà al Konami Youth Development Centre di Milano, in Via Sbarbaro 5/7, per affrontare l’Inter Under 18. Calcio d’inizio alle ore 14, ingresso libero, senza necessità di inviare richiesta accredito: una scelta che aggiunge un dettaglio prezioso, perché permette al pubblico, agli addetti ai lavori e agli appassionati di respirare da vicino un pezzo di futuro.

Perché il test con l’Inter è più di un’amichevole

Nel calcio giovanile e di formazione, le parole contano fino a un certo punto. Poi arrivano le partite, e lì la realtà si fa nitida. Per la Rappresentativa Serie D, iniziare la stagione dei test con l’Inter significa entrare subito nella zona in cui le intensità non sono negoziabili: velocità di pensiero, coraggio nelle scelte, gestione dell’errore, tenuta mentale quando il pallone scotta e l’avversario ti costringe a decidere un secondo prima.

C’è anche una dimensione simbolica. Un anno fa furono ancora i nerazzurri i primi avversari stagionali della selezione dei migliori Under 18 del campionato, e quel match finì 1-1 con la rete di Federico D’Incoronato. La memoria di quel pareggio non è nostalgia: è un promemoria. Dice che la Rappresentativa Serie D può stare dentro certi palcoscenici, a patto di presentarsi con identità, disciplina e fame.

E se qualcuno fosse tentato di ridurre tutto a un evento “di lusso”, c’è un altro dato che taglia corto: questa è una tappa del percorso di costruzione della rosa che a marzo parteciperà alla 76ª edizione della Viareggio Cup. In altre parole, la Rappresentativa Serie D non sta preparando una giornata qualunque, sta preparando un torneo che misura davvero, perché a Viareggio non si va per partecipare: si va per reggere confronti, ritmi, aspettative.

Giannichedda e le prime scelte: il momento in cui la selezione diventa squadra

Ogni selezione ha un punto di non ritorno: quando smetti di guardare soltanto il talento e inizi a cercare equilibrio. Il raduno nazionale di Milano arriva esattamente lì. Dopo aver già visionato ottantotto ragazzi nei due stage territoriali per area geografica, Giannichedda entra nella fase delle prime scelte. Ed è qui che la Rappresentativa Serie D diventa qualcosa di più: da insieme di individualità a gruppo che deve imparare a funzionare.

In questa transizione, spesso cambia anche la percezione dei giocatori. Chi domina nel proprio contesto può scoprire che il livello si è alzato e che non basta più “fare bene”: bisogna incidere. Chi invece era magari meno appariscente può esplodere perché trova un sistema più adatto, compagni che capiscono tempi e spazi, e un palcoscenico che premia lucidità e personalità.

La Rappresentativa Serie D, in questo senso, è un acceleratore. Due giorni di allenamenti e una partita di alto profilo possono far emergere ciò che settimane di campionato non mostrano in modo così netto: la capacità di adattarsi, di comunicare, di stare dentro un’idea. E il tecnico lo sa bene: in raduni così brevi, ogni indicazione ha il peso di una pagina intera di scouting.

I convocati della Rappresentativa Serie D: volti, club e storie che si incrociano

La lista dei convocati racconta già, da sola, un’Italia calcistica vasta e viva. Per la Rappresentativa Serie D tra i portieri ci sono Lorenzo Maddalon della Varesina e Damiano Butano del Ghiviborgo: due profili chiamati non solo a parare, ma a guidare, perché oggi il portiere è regista basso, voce costante, primo costruttore quando la pressione sale.

In difesa, la Rappresentativa Serie D presenta un pacchetto articolato, con Wedtoin Latif Ouedraogo della Virtus Francavilla, Enrico Manzi della Sammaurese, Geremia Ubaldi dello Sporting Trestina, Simone Meriggi della Pro Sesto, Andrea Scarfò del Celle Varazze, Osemuahu Fortun Tony del Legnago Salus, Almamy Soumah del Tau Altopascio e Adriano Puccio dell’Union Clodiense. È una linea che mescola fisicità e mobilità, club di aree diverse e interpretazioni differenti del ruolo, e che proprio per questo può diventare cartina al tornasole: contro l’Inter Under 18, ogni lettura sbagliata viene punita, ma ogni correzione fatta in corsa vale doppio.

A centrocampo, la Rappresentativa Serie D porta in dote energie e geometrie con Rosario Di Lauro dell’Ischia, Alessandro Galeota dell’Aquila Montevarchi, Mor Kaire Ndao della Casatese, Daniel Perin del Treviso, Francesco Cavaliere della Sanremese, Modou Jassey del ChievoVerona e Damiano Salustri del Teramo. Qui si gioca una parte cruciale del test: perché contro squadre strutturate, il centrocampo è il luogo in cui il tempo si restringe. O controlli e respiri, o rincorri e soffri.

Davanti, la Rappresentativa Serie D si affida a Niccolò Felici dell’Ostiamare, Alessio Sorace del Martina, Simone Sassi della Varesina, Francesco Galastri dell’Aquila Montevarchi e Riccardo Pigato del Gozzano. Un reparto offensivo che nasce per attaccare gli spazi, ma che dovrà anche saper difendere con intelligenza, perché in partite del genere le punte diventano il primo filtro e il primo innesco.

Nel documento ufficiale, l’asterisco indica i classe 2007: un dettaglio apparentemente piccolo, ma in realtà importante perché segnala quanto sia giovane il gruppo e quanto sia orientato al futuro il lavoro della Rappresentativa Serie D.

Lo staff della Rappresentativa Serie D: il lavoro invisibile che regge tutto

Quando si parla di Rappresentativa Serie D ci si concentra, comprensibilmente, sui convocati. Ma dietro c’è un’architettura di competenze che rende possibile il salto di qualità. Lo staff tecnico e dirigenziale comprende Luigi Barbiero come Capo Delegazione, Ettore Pellizzari come Consulente della Presidenza, Massimo Piscedda come Responsabile Area Tecnica, Alberto Branchesi come Coordinatore, Barbara Coscarella come Segretario e Maria Teresa Montaguti come Dirigente Accompagnatore. A guidare la parte tecnica c’è Giuliano Giannichedda, con Sergio Arnosti allenatore in seconda, Mirko Corsi allenatore dei portieri, Gianfranco Tosoni collaboratore tecnico, Paolo Troiani preparatore atletico, Gaetano Schiavottiello medico, Andrea Bandini fisioterapista, Emanuele Bernardi match analyst e Walter Ciolli magazziniere.

In un raduno breve, questa macchina lavora a ritmo serrato: sedute, recuperi, dati, prevenzione, dettagli logistici. E in un test contro l’Inter Under 18, il dettaglio è spesso ciò che separa una prestazione “promettente” da una prestazione che lascia segni.

Diretta streaming e pubblico: la partita che si può vivere ovunque

C’è un’altra notizia che rende l’evento ancora più interessante per chi segue la Rappresentativa Serie D: la partita sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube “La Giovane Italia”. Questo significa due cose. La prima è semplice: chiunque, anche lontano da Milano, potrà guardare e farsi un’idea concreta dei valori in campo. La seconda è più profonda: la Rappresentativa Serie D, sempre più, diventa un racconto condiviso, non confinato ai soli addetti ai lavori.

E nel calcio, quando si accende una narrazione pubblica attorno ai giovani, cambia anche la percezione del loro percorso. Non è solo “vediamo come va”, ma è “guardiamoli crescere”. È un modo per restituire peso, dignità e visibilità a un movimento che, spesso, vive lontano dai riflettori ma produce calciatori, allenatori, culture sportive.

Rappresentativa Serie D e Viareggio Cup: l’orizzonte che dà senso a tutto

Se il test con l’Inter è la scintilla, la Viareggio Cup è il fuoco verso cui si cammina. L’obiettivo dichiarato è costruire la rosa che a marzo prenderà parte alla 76ª edizione del torneo. Ed è qui che la Rappresentativa Serie D trova la sua missione più autentica: offrire ai migliori Under 18 del campionato un’esperienza di confronto internazionale e nazionale che difficilmente potrebbero vivere altrove, nello stesso formato, con la stessa intensità.

La Viareggio Cup non perdona chi arriva impreparato. Richiede compattezza, capacità di recupero, lucidità nei momenti chiave. E richiede anche una cosa che si costruisce solo in raduni come questo: la convivenza sportiva, l’idea che il compagno non è più “un avversario di girone”, ma un alleato con cui condividere tempi e responsabilità. La Rappresentativa Serie D, per definizione, nasce così: unire ciò che il campionato divide.

Il valore del confronto con un settore giovanile d’élite

Affrontare l’Inter Under 18 al Konami Youth Development Centre non è soltanto un prestigio nominale. Significa misurarsi con un ambiente in cui la cultura dell’allenamento è quotidiana, dove l’attenzione ai dettagli è strutturale e dove la competizione interna è altissima. Per la Rappresentativa Serie D, questo confronto è utilissimo anche quando fa male, perché mostra dove servono margini, dove si può crescere, dove il talento va accompagnato da abitudini.

Ed è anche un’occasione di verificare un principio che spesso gli appassionati intuivano ma non sempre vedevano in modo diretto: la Serie D è un campionato che può produrre calciatori pronti a stare al tavolo con chi arriva da percorsi professionistici, soprattutto quando l’età è quella della formazione e quando la testa conta quanto le gambe. Un anno fa il pareggio 1-1 lo ha già dimostrato; ora la Rappresentativa Serie D torna su quel palcoscenico con un gruppo nuovo e un obiettivo ancora più chiaro.

Il 21 gennaio come snodo: chi prende posto nel progetto

Ogni volta che la Rappresentativa Serie D si riunisce, accade qualcosa di particolare: il tempo si stringe e il giudizio si fa più netto. Il 21 gennaio non sarà una sentenza definitiva, perché la stagione è lunga e i percorsi dei ragazzi non si cristallizzano in una singola partita. Ma sarà uno snodo, questo sì. Perché nelle partite di alto profilo emergono caratteristiche che i campionati, a volte, mascherano: la gestione dell’ansia, la capacità di restare dentro la gara anche quando non ti entra nulla, il coraggio di chiedere il pallone dopo un errore.

Ed è qui che la Rappresentativa Serie D diventa anche una lezione. Una lezione per i calciatori, che imparano a stare in un contesto più esigente. Una lezione per i club, che possono osservare i propri ragazzi dentro un ambiente tecnico differente. Una lezione per gli osservatori, che vedono gli stessi profili in un livello di stress competitivo superiore. E una lezione per il pubblico, che riscopre quanta qualità e quanta fame ci siano nel calcio “di sotto”, quello che in realtà è la base viva del movimento.

Rappresentativa Serie D, la storia che si scrive in tre giorni

Ci sono eventi che durano poco eppure lasciano tracce. Un raduno dal 19 al 21 gennaio può sembrare breve, ma per chi lo vive è un concentrato di esperienze: viaggi, prime impressioni, allenamenti che valgono doppio, parole dette e non dette, amicizie improvvise, concorrenze sane, e poi la partita, che mette tutto in ordine senza chiedere permesso.

La Rappresentativa Serie D porta con sé anche questa verità: nessuno arriva “già finito”. Si arriva per costruirsi. E se il test con l’Inter è “solo” un’amichevole sulla carta, nella testa dei ragazzi è qualcosa di più: è una prova generale, è un controllo qualità, è un’occasione per dimostrare che il proprio talento non è legato a un contesto, ma a un carattere.

Il 21 gennaio, a Milano, la Rappresentativa Serie D non giocherà soltanto contro l’Inter Under 18. Giocherà contro la paura di non essere all’altezza, contro la tentazione di nascondersi, contro i pensieri che fanno tremare le gambe. E giocherà anche per affermare una cosa semplice e potente: il calcio di Serie D, quando si unisce, sa diventare una storia che merita di essere guardata fino all’ultimo minuto.

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