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Serie D, Girone B: sarà un’imperdibile 21ª giornata

C’è un momento, dentro la stagione, in cui il calcio smette di raccontarsi con la leggerezza dell’attesa e inizia a parlare la lingua delle conseguenze. In Serie D quel momento coincide spesso con gennaio: i campi si appesantiscono, le gambe portano addosso venti giornate, le classifiche non sono più una suggestione ma una mappa di pressione. Nel Girone B, la 21ª giornata di domenica 25 gennaio 2026 è esattamente questo: un crocevia dove la vetta deve difendersi, le inseguitrici devono scegliere se inseguire davvero e chi è in fondo ha l’obbligo di trovare punti senza più rimandare.

La Serie D vive di dettagli che non si vedono nei tabellini: un rimbalzo traditore, un fallo laterale gestito male, un corner concesso con superficialità. Eppure, dentro quei dettagli, ci sono stagioni intere. Il Girone B arriva a questo turno con una capolista chiara, la Folgore Caratese, e un gruppo di squadre che si sono compattate alle spalle in una corsa playoff fittissima. Sotto, invece, c’è una zona rossa che non perdona, con penalizzazioni che pesano come pietre e difese che chiedono aiuto a ogni domenica.

Se la 21ª giornata ha un fascino particolare è perché mette in fila partite che toccano tutti i nervi del campionato: il sogno della promozione, l’ambizione di entrare nei playoff, la paura di scivolare e la necessità di rialzarsi. In Serie D non esiste un turno “comodo”, ma ce ne sono alcuni che suonano più forti degli altri. Questo è uno di quelli.

Serie D: la classifica del Girone B prima della 21ª giornata

Prima di raccontare le partite, serve guardare la classifica come si guarda un cielo prima della tempesta: capendo da dove soffia il vento. Dopo 20 gare, la Folgore Caratese è prima con 42 punti, frutto di 12 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. Il dato che colpisce è la solidità: 29 gol fatti e solo 14 subiti, differenza reti +15. In un campionato duro e spesso sporco come la Serie D, subire poco è una moneta preziosa, perché ti permette di vincere anche quando non sei brillante.

Alle spalle della capolista c’è un gruppo che rende il Girone B uno dei più intriganti: Milan Futuro, Calcio Brusaporto e ChievoVerona sono appaiate a 34 punti. Tre squadre con identità differenti, ma la stessa ambizione: restare attaccate alla scia e trasformare ogni domenica in una possibilità di avvicinarsi. Il Villa Valle è quinto a 33 punti e respira sul collo delle tre a 34: un solo punto, un soffio, la fotografia perfetta di quanto sia corta la corsa.

Subito dietro c’è la Casatese Merate a 32 punti, poi la Virtus CiseranoBergamo a 30. Caldiero Terme è a 28, Leon e Breno a 27, Castellanzese 1921 e Oltrepò FBC a 26, con l’Oltrepò indicato con “(-1)”, segno di penalizzazione. La Real Calepina e lo Scanzorosciate sono a 24, poi il salto verso la zona più critica: Varesina a 17, Pavia Calcio 1911 a 16, Nuova Sondrio a 13 e Vogherese 1919 ultima a 11 con “(-2)”, un’altra penalizzazione che rende la rincorsa più ripida.

Questa fotografia dice una cosa semplice: in Serie D la parte alta è densissima e quella bassa è durissima. E quando la classifica ha questa forma, ogni partita diventa una leva capace di spostare pesi enormi.

Serie D: il programma della 21ª giornata nel Girone B

Domenica 25 gennaio si gioca alle 14:30 e il menù è completo, con nove partite che intrecciano ambizioni e necessità: Breno-Pavia Calcio 1911, Calcio Brusaporto-Scanzorosciate, Caldiero Terme-Leon, Folgore Caratese-Vogherese 1919, Milan Futuro-Casatese Merate, Nuova Sondrio-Villa Valle, Oltrepò FBC-Castellanzese 1921, Real Calepina-Varesina, Virtus CiseranoBergamo-ChievoVerona.

È un turno che mette in vetrina la capolista contro l’ultima, ma che allo stesso tempo propone scontri diretti pesantissimi nella zona playoff e battaglie da salvezza che non consentono calcoli. In Serie D, spesso, la domenica decisiva non è quella in cui giochi contro la rivale diretta per il primo posto, ma quella in cui devi vincere “per forza” e lo sai. E questa 21ª giornata è piena di partite con quel tipo di pressione.

Serie D: Folgore Caratese-Vogherese, la capolista e la trappola dell’ovvio

La Folgore Caratese arriva da prima in classifica, la Vogherese da ultima. Sulla carta sembra tutto chiaro, ma la Serie D vive proprio di queste giornate: quelle in cui il pronostico è così evidente da trasformarsi in un rischio. Quando tutti si aspettano una vittoria, la partita si carica di un peso mentale sottile: se sblocchi presto, diventa gestione; se non sblocchi, diventa ansia.

La Folgore ha costruito il suo primato su equilibrio e solidità difensiva. Con 14 gol subiti in 20 gare, ha mostrato una capacità rara di non concedere troppo, di restare dentro le partite anche quando non le domina. Contro una Vogherese che ha sofferto molto, e che porta addosso anche una penalizzazione “(-2)”, la capolista dovrà evitare di scambiare la pazienza con la lentezza. In Serie D, quando l’avversario è ferito, spesso gioca con il coltello tra i denti: difende basso, spezza il ritmo, cerca l’episodio.

Per la Vogherese, questa è una partita che si gioca anche sulla dignità sportiva: trovare un risultato positivo contro la prima significherebbe riaccendere una scintilla, e in Serie D una scintilla può cambiare un mese intero. Per la Folgore, invece, è una prova di maturità: vincere senza perdere lucidità, perché la classifica alle spalle è corta e una giornata storta rischia di rimettere tutto in discussione.

Serie D: Milan Futuro-Casatese Merate, scontro d’élite che pesa doppio

Il programma propone un incrocio che sa di alta classifica vera: Milan Futuro contro Casatese Merate. I rossoneri sono a 34 punti, la Casatese a 32. Due punti di distanza, che in Serie D equivalgono a un respiro, a un episodio, a un rigore al novantesimo. E quando la classifica è così stretta, una partita del genere diventa una porta girevole: vinci e ti lanci, perdi e ti ritrovi a guardarti alle spalle.

Milan Futuro ha numeri offensivi importanti, con 32 gol fatti, ma anche una fase difensiva più esposta rispetto alla capolista: 23 subiti. La Casatese è una squadra che ha dimostrato grande capacità di pareggiare e non perdere, con 11 “X” in 20 partite, e questo racconta un’identità precisa: squadra difficile da stendere, brava a rimanere viva dentro i match. In Serie D, affrontare chi sa pareggiare bene è una delle prove più complesse, perché la partita può rimanere in bilico e la pressione sale minuto dopo minuto.

Questo match è ideale per capire chi riesce a gestire i momenti. Se il Milan Futuro trova subito ritmo e intensità, può portare la partita sul piano della qualità. Se la Casatese riesce a spezzare, a rallentare, a trasformare il match in una questione di duelli e nervi, allora diventa un confronto da episodio. Ed è proprio qui che la Serie D diventa crudele: un episodio può spostare settimane di lavoro.

Serie D: Virtus CiseranoBergamo-ChievoVerona, appuntamento da playoff

Virtus CiseranoBergamo e ChievoVerona si affrontano in un incrocio che ha il sapore dei playoff già oggi. La Virtus è a 30 punti, il ChievoVerona a 34: quattro punti non sono un abisso, ma sono abbastanza per rendere la partita carica di significati. Se la Virtus vince, si avvicina e si rimette in piena corsa alta. Se il Chievo passa, rafforza la sua posizione nel gruppo delle seconde e manda un messaggio al campionato.

Il ChievoVerona ha segnato 30 gol e ne ha subiti 24, numeri da squadra che sa colpire ma che non sempre è impermeabile. La Virtus, invece, presenta un profilo più “compatto”, con 19 gol fatti e 16 subiti: meno fuochi d’artificio, più sostanza. In Serie D, i match tra squadre con queste caratteristiche spesso si decidono sul ritmo: se la partita si alza, il Chievo può esaltare i suoi uomini offensivi; se si abbassa e diventa una sfida di controllo, la Virtus può portarla sul terreno del dettaglio.

Questa gara, più di altre, può diventare una questione di gestione emotiva. Perché quando giochi per restare nella zona alta, ogni pallone perso sembra un peccato. E chi resta lucido, in Serie D, spesso fa la differenza più di chi è semplicemente più talentuoso.

Serie D: Nuova Sondrio-Villa Valle, la fame di punti contro il sogno alto

Il Villa Valle è quinto a 33 punti, una posizione che profuma di sogno concreto: stare lì significa potersi giocare tutto nella seconda parte della stagione. La Nuova Sondrio, invece, è a 13 punti, in piena difficoltà. È una partita che mette uno contro l’altro due mondi della Serie D: la leggerezza dell’ambizione e la pesantezza della necessità.

Per il Villa Valle il rischio è quello classico: pensare che basti presentarsi. In realtà, in Serie D, quando affronti una squadra disperata, spesso ti trovi davanti un avversario che non ha più nulla da perdere e quindi gioca più libero, più aggressivo. La Nuova Sondrio ha subito molto, e i numeri lo raccontano senza pietà, ma proprio per questo può scegliere di rendere la partita una battaglia: chiudere gli spazi, cercare l’episodio, vivere di un corner, di una punizione, di una ripartenza.

Il Villa Valle dovrà mostrare maturità e concretezza. Se vuoi restare nel gruppone che lotta per le posizioni di vertice, queste partite vanno gestite con freddezza: segnare quando puoi e non concedere nulla. Perché in Serie D, quando concedi speranza a chi è in difficoltà, ti ritrovi spesso in un finale incendiato.

Serie D: Calcio Brusaporto-Scanzorosciate, obbligo di continuità

Il Calcio Brusaporto è terzo a 34 punti e vive un momento in cui ogni vittoria pesa come un tassello di credibilità. Lo Scanzorosciate è a 24 e si muove in quella terra di mezzo che può essere tranquilla o pericolosa, a seconda della direzione che prendi. È una partita che, per i padroni di casa, significa una cosa: non perdere terreno.

La corsa alle spalle della Folgore è affollata e spietata. In Serie D, quando ci sono tre squadre a 34 e una a 33, non puoi permetterti di rallentare, perché la domenica dopo potresti ritrovarti più lontano senza aver fatto nulla di “drammatico”. Ecco perché il Brusaporto deve cercare una prestazione piena, senza quei passaggi a vuoto che spesso, nei campionati dilettantistici, arrivano all’improvviso.

Lo Scanzorosciate ha dimostrato di saper stare in partita, di non essere fragile, e può trasformare la gara in un confronto intenso. La chiave, come sempre in Serie D, sarà la gestione dei momenti: se il Brusaporto sblocca, può controllare; se non sblocca, cresce la pressione e lo Scanzorosciate può prendere coraggio.

Serie D: Caldiero Terme-Leon, due squadre tra ambizione e realtà

Caldiero Terme è a 28 punti, Leon a 27: un punto di distanza, e quindi una partita che vale più della classifica. Perché chi vince può riavvicinarsi alla zona alta e soprattutto mettere distanza da chi sta sotto. In Serie D, questo tipo di gara è spesso decisivo non tanto per ciò che ti dà, ma per ciò che ti evita: scivolare in un corridoio di instabilità.

Il Caldiero ha una storia di pareggi importanti nella sua stagione: 10 “X” su 20 partite sono un segnale chiaro di equilibrio ma anche di una difficoltà a chiudere alcune gare. Il Leon, dal canto suo, ha costruito un campionato con identità, tenendo numeri abbastanza solidi. È una sfida che potrebbe essere molto tattica, perché nessuno vorrà concedere il primo errore. Ma la Serie D premia chi sa cambiare passo nel momento giusto: un’accelerazione, una giocata verticale, un inserimento che rompe lo schema.

Qui il pareggio potrebbe non servire fino in fondo a nessuno, ma spesso è proprio questo il problema: quando il pareggio non basta, qualcuno deve avere il coraggio di provarci davvero. E chi lo fa con lucidità, di solito, porta a casa la partita.

Serie D: Breno-Pavia, una gara che vale ossigeno

Breno è a 27 punti, Pavia Calcio 1911 è a 16. È una partita che racconta due bisogni diversi. Il Breno vuole restare nella zona medio-alta e allontanare rischi, il Pavia deve raccogliere punti perché la zona playout incombe e il tempo non è infinito. In Serie D, quando sei a 16 punti dopo 20 partite, ogni domenica diventa una finale, perché non puoi più aspettare “il momento buono”.

Il Breno ha un dato curioso e significativo: 29 gol fatti e 29 subiti, differenza reti zero. È una squadra che vive partite spesso aperte, senza un copione rigido. Il Pavia, invece, ha subìto molto, e questo significa che la partita per lui dovrà essere soprattutto di compattezza: non concedere subito, restare in gara, portarla sul piano dell’episodio. Se il Pavia resiste, può trovare fiducia; se prende un colpo presto, rischia di sfilacciarsi. Per il Breno, invece, l’obiettivo è trasformare la superiorità di classifica in concretezza: in Serie D non basta essere migliori, bisogna dimostrarlo con la ferocia giusta.

Serie D: Oltrepò-Castellanzese, il confine sottile tra serenità e guai

Oltrepò FBC e Castellanzese 1921 sono entrambe a 26 punti, ma l’Oltrepò porta addosso un “(-1)” che pesa in classifica e, soprattutto, nella testa. In Serie D una penalizzazione è un macigno perché ti obbliga a rincorrere anche quando ti sembra di aver fatto il tuo. Ecco perché questa partita è delicata: non è solo uno scontro diretto, è un confronto tra due squadre che vogliono costruirsi una zona di sicurezza.

La Castellanzese, con 27 gol fatti e 21 subiti, ha un equilibrio discreto e la capacità di fare risultato. L’Oltrepò, invece, è una squadra che può alternare momenti di solidità e momenti di fragilità. In questo tipo di gare, spesso, la differenza la fa la gestione dell’ansia. Perché quando sai che quei tre punti possono farti salire o scendere di parecchie posizioni, ogni scelta diventa più pesante.

È la classica partita da Serie D in cui non puoi regalare nulla: un fallo ingenuo, una palla persa centralmente, un corner concesso con superficialità. Chi sbaglia paga. E chi resta freddo, spesso, si prende il bottino.

Serie D: Real Calepina-Varesina, scontro diretto per non precipitare

Real Calepina a 24 punti, Varesina a 17: è un confronto che profuma di zona calda. La Real Calepina ha numeri che raccontano una certa fragilità difensiva, con 30 gol subiti, ma anche la capacità di segnare e restare viva. La Varesina, a 17, è chiamata a un cambio di passo: non basta più “non perdere male”, serve iniziare a vincere o quantomeno a muovere la classifica con continuità.

In Serie D, queste partite sono spesso più nervose che belle, ma proprio per questo sono decisive. La Varesina sa che un risultato positivo qui può riaccendere la corsa salvezza. La Real Calepina sa che perdere potrebbe riportarla dentro un vortice pericoloso. E allora la partita diventa un esercizio di lucidità: scegliere quando alzarsi e quando proteggersi, capire il momento, non farsi prendere dalla frenesia.

È uno di quei match in cui un gol cambia tutto, perché apre spazi e sposta paure. E quando si spostano le paure, in Serie D, spesso si sposta anche la classifica.

Serie D: la corsa al vertice e il peso della capolista

La 21ª giornata arriva con una domanda che aleggia su tutto il Girone B: la Folgore Caratese riuscirà a mantenere il comando con continuità o la pressione delle inseguitrici finirà per accorciare? La capolista ha un vantaggio significativo, ma non definitivo. In Serie D, soprattutto in un girone così compatto alle spalle, il margine può ridursi in poche settimane se inciampi in una partita “banale”.

Ecco perché le inseguitrici non possono sbagliare. Milan Futuro, Brusaporto e ChievoVerona sono lì, a 34, ma devono guardarsi anche dal Villa Valle e dalla Casatese, pronte ad approfittare di qualsiasi scivolone. In un campionato come la Serie D, la gestione delle energie è fondamentale: gennaio è lungo, febbraio è traditore, e chi arriva più lucido nei momenti chiave spesso supera chi era più brillante in autunno.

La 21ª giornata, quindi, non è solo un turno di calendario. È una prova di tenuta psicologica per tutti: per la capolista, che deve vincere senza farsi divorare dall’obbligo; per le seconde, che devono essere feroci e costanti; per chi insegue dal quinto al settimo posto, che deve capitalizzare ogni scontro diretto.

Serie D: la lotta salvezza tra penalizzazioni e fragilità

Se la vetta è un romanzo di ambizione, la coda è un dramma sportivo che non concede pause. Vogherese e Nuova Sondrio sono in difficoltà, il Pavia è lì a 16, la Varesina a 17. E poi c’è il peso delle penalizzazioni, che in Serie D cambiano la percezione di ogni domenica: l’Oltrepò con “(-1)” e la Vogherese con “(-2)” si portano dietro un debito che non è solo numerico, è mentale.

Quando sei in basso, ogni partita è una richiesta di coraggio. E spesso, paradossalmente, la squadra in difficoltà gioca meglio contro le grandi, perché non ha nulla da perdere e trova motivazioni extra. È un meccanismo tipico della Serie D: il talento da solo non basta, serve essere pronti a sporcare la partita, a restare attaccati al match anche quando sembra girarti contro.

La 21ª giornata offre proprio queste dinamiche: chi sta sotto deve aggrapparsi a ogni pallone come se fosse l’ultimo; chi sta sopra deve capire che l’avversario non è “debole”, è disperato. E la disperazione, quando viene incanalata bene, diventa una forza.

Serie D: perché la 21ª giornata è un turno da ricordare

Nel Girone B, questa domenica mette in scena tutto ciò che rende la Serie D irresistibile. C’è la capolista che deve dimostrare maturità contro l’ultima, senza farsi incastrare dall’ansia del pronostico. C’è uno scontro d’alta classifica come Milan Futuro-Casatese, capace di cambiare le gerarchie in un pomeriggio. C’è un appuntamento da playoff come Virtus CiseranoBergamo-ChievoVerona, dove contano nervi e scelte. Ci sono partite da “ossigeno” come Real Calepina-Varesina e Breno-Pavia, dove il risultato pesa più del gioco.

E soprattutto c’è una verità che torna sempre: in Serie D non vince chi è perfetto, vince chi è continuo. Chi sa fare tre punti quando deve, chi sa pareggiare quando serve, chi sa soffrire senza rompersi. La 21ª giornata è una lente: ti mostra chi sta crescendo e chi sta tremando.

Domenica 25 gennaio 2026 sarà un pomeriggio pieno, di quelli in cui la classifica sembra muoversi anche quando non guardi. Perché in Serie D ogni campo ha un suo rumore, ogni gol ha un’eco che arriva lontano, e ogni risultato è una frase nuova dentro la stagione. Il Girone B è pronto a riscrivere un altro capitolo. E a gennaio, spesso, i capitoli più duri sono quelli che decidono come finirà il libro.

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