Ci sono domeniche in cui il calcio si lascia raccontare con calma, come se la stagione fosse ancora un orizzonte lontano. E poi ci sono domeniche in cui ogni campo sembra una porta che sbatte, ogni risultato un timbro sul destino. Nel Girone C di Serie D, la 21ª giornata del 25 gennaio 2026 appartiene alla seconda categoria: un turno che arriva nel cuore dell’inverno e chiede risposte nette, senza sfumature, perché il campionato ha già mostrato il suo volto più chiaro. In alto c’è una capolista che vola, il Treviso, e dietro c’è una folla di squadre che si contendono posizioni e speranze con la stessa intensità con cui, in basso, si lotta per restare a galla.
Questa è la bellezza della Serie D quando entra nel vivo: non è solo questione di punti, ma di energia. Le squadre che hanno una direzione la sentono addosso, le squadre che traballano avvertono ogni rimbalzo come un segnale. E in un girone che unisce piazze diverse, abitudini tattiche differenti e identità forti, gennaio diventa un giudice severo. Non premia chi gioca “bene” una volta ogni tanto, premia chi sa essere costante, chi regge l’urto delle settimane, chi accetta di vincere anche quando la partita non è elegante.
La 21ª giornata, con tutte le gare in contemporanea alle 14:30, offre un pomeriggio pieno: scontri diretti in zona playoff, incroci pericolosi in chiave salvezza e una capolista chiamata a confermare la propria superiorità senza cadere nella trappola dell’ovvio. È un turno che, nel linguaggio della Serie D, vale doppio: perché non solo muove la classifica, ma definisce anche la credibilità di chi vuole restare protagonista fino alla fine.
Serie D: la classifica del Girone C prima della 21ª giornata
Guardare la classifica del Girone C prima di questo turno significa partire da un dato che salta agli occhi: il Treviso è in testa con 52 punti dopo 20 partite. Diciassette vittorie, un pareggio, due sconfitte, 37 gol fatti e solo 9 subiti, differenza reti +28. Numeri impressionanti per la Serie D, soprattutto per la solidità difensiva: subire 9 gol in 20 gare significa non concedere quasi nulla, controllare le partite anche quando non sei scintillante, fare della continuità una forma d’arte.
Dietro, però, c’è una lotta che rende il girone vivo. Union Clodiense Chioggia e Cjarlins Muzane sono appaiate a 36 punti, mentre Mestre ed Este inseguono a 35. È un gruppo che si muove in un punto delicatissimo: essere secondi o quinti cambia la percezione della stagione, ma basta una domenica storta per scivolare e bastano tre punti per risalire. Il Legnago Salus è sesto a 32, il Brian Lignano Calcio è settimo a 30, Bassano ottavo a 29. Subito sotto, Unione La Rocca Altavilla a 27 e Luparense a 26: una zona che può ancora ambire a inserirsi, ma che non può più permettersi lunghi periodi senza vittorie.
Nella parte bassa la linea della tensione è evidente. Vigasio è a 24, Campodarsego e Calvi Noale a 22, San Luigi Calcio e Conegliano 1907 a 20. Adriese è a 16, Maia Alta Obermais a 15, Portogruaro Calcio ultimo a 10. È un’area dove le domeniche non sono mai uguali: chi vince respira, chi perde si ritrova a giocare con il peso del tempo.
Serie D: il programma della 21ª giornata nel Girone C
Il calendario del 25 gennaio 2026 propone nove partite, tutte alle 14:30, e il Girone C si presenta come un mosaico di incroci ricchi di significato: Adriese-Maia Alta Obermais, Bassano-Unione La Rocca Altavilla, Brian Lignano Calcio-Legnago Salus, Calvi Noale-Luparense, Campodarsego-Treviso, Cjarlins Muzane-Union Clodiense Chioggia, Este-Mestre, Portogruaro Calcio-San Luigi Calcio, Vigasio-Conegliano 1907.
Basta leggere questi accoppiamenti per capire che non sarà una domenica “di passaggio”. C’è il Treviso impegnato su un campo che, per chi lotta sotto o a metà, vale più di un semplice match. C’è un clamoroso scontro diretto tra Cjarlins Muzane e Union Clodiense Chioggia. C’è un derby di classifica tra Este e Mestre. E poi ci sono le gare che pesano per la salvezza, dove la pressione non concede qualità: concede soltanto necessità.
Serie D: Campodarsego-Treviso, la capolista in un pomeriggio che sa di trappola
Quando una squadra domina, come sta facendo il Treviso, la tentazione è pensare che ogni partita sia solo un’altra tappa. Ma in Serie D è proprio qui che nasce la trappola: l’idea che basti essere più forti. Il Treviso arriva con 52 punti e una difesa quasi perfetta. Il Campodarsego, invece, è a 22 punti, in una zona dove ogni giornata può spostarti verso la tranquillità o verso l’ansia. È una partita che, per i padroni di casa, ha un valore enorme: misurarsi contro la prima significa potersi accendere, ritrovare energia, dare senso a un pomeriggio.
Il Treviso, però, ha mostrato fin qui una qualità che in Serie D è rarissima: la capacità di controllare l’inerzia. Segna, gestisce, non si scompone. Con 37 gol fatti non è solo solidità, è anche presenza offensiva. Ma la chiave di questo match sta nella gestione mentale. Il Campodarsego sa che deve portare la partita su un terreno di intensità, di coraggio, di duelli. Sa che se la gara resta “ordinata”, il Treviso alla lunga trova il modo di colpire. E allora proverà a sporcarsi, a creare confusione, a giocare sulle seconde palle.
Per la capolista, è una partita di maturità: confermare la propria superiorità senza cadere nell’ansia del dover vincere. Perché, paradossalmente, quando sei così avanti, la pressione non viene dal rivale: viene dalla paura di perdere una certezza. E in Serie D, la certezza si difende con la ferocia tranquilla delle squadre davvero forti.
Serie D: Cjarlins Muzane-Union Clodiense, lo scontro diretto che incendia i playoff
Se c’è una partita che da sola può accendere tutta la 21ª giornata, è Cjarlins Muzane contro Union Clodiense Chioggia. Sono entrambe a 36 punti, entrambe in piena zona playoff, entrambe con l’idea di poter essere qualcosa di più di un’inseguitrice. In Serie D, uno scontro diretto così non è solo una gara: è una dichiarazione di identità.
La Union Clodiense ha segnato 28 gol e ne ha subiti 16, differenza reti +12. Il Cjarlins Muzane ha 25 gol fatti e 19 subiti, differenza reti +6. Numeri che dicono due cose: la Clodiense appare più “equilibrata” nel rapporto tra fase offensiva e fase difensiva, il Cjarlins sembra più esposto ma anche capace di colpi importanti. E quando due squadre di questo tipo si incontrano, spesso vince chi gestisce meglio i momenti di rottura: il minuto dopo un’occasione sbagliata, i secondi successivi a un fallo, la reazione a un gol subito.
Questa partita può diventare un duello di nervi. Perché il pareggio, in classifica, serve poco: ti tiene lì, ma non ti lancia. Vincere, invece, significa prendersi un vantaggio psicologico enorme e mandare un messaggio a tutte le altre pretendenti. In Serie D, la credibilità si costruisce anche così: con le vittorie che fanno rumore.
Serie D: Este-Mestre, una sfida da alta classifica con il profumo del sorpasso
Este e Mestre sono appaiate a 35 punti. Identica classifica, ambizioni simili, ma storie di stagione che possono essere diverse nel modo in cui si arriva al risultato. In Serie D, quando due squadre a pari punti si affrontano, succede qualcosa di particolare: la partita smette di essere “una partita” e diventa una prova di forza. Non è solo chi prende tre punti. È chi dimostra di avere spessore, chi regge la pressione, chi riesce a rimanere lucido quando l’altra squadra alza il ritmo.
L’Este ha segnato 28 gol e ne ha subiti 19, il Mestre ha segnato 25 e ne ha subiti 14. C’è già una lettura dentro questi numeri: l’Este può avere una vocazione offensiva più evidente, il Mestre una struttura difensiva più solida. E questo incrocio potrebbe trasformarsi in un confronto tra “spinta” e “controllo”. In Serie D spesso vince chi riesce a imporre il proprio terreno emotivo: se la partita diventa frenetica, chi attacca trova più possibilità; se diventa tattica, chi difende bene può colpire con precisione.
È il classico match in cui un episodio può ribaltare tutto. E in un girone dove dietro c’è un Legnago Salus a 32 pronto ad approfittare, sbagliare significa anche aprire la porta a chi insegue.
Serie D: Brian Lignano-Legnago Salus, tra ambizione e necessità di continuità
Brian Lignano Calcio è a 30 punti, Legnago Salus è a 32. Due punti di distanza, e quindi un confronto che per entrambe può rappresentare una rampa o uno stop. Il Legnago, con 35 gol fatti e 27 subiti, è una squadra capace di produrre calcio offensivo ma anche di concedere. Il Brian Lignano, con 29 gol fatti e 22 subiti, sembra avere un equilibrio leggermente più stabile. In Serie D, questo tipo di differenza nei numeri può tradursi in un dettaglio: una linea difensiva che regge nei momenti di pressione, una gestione migliore dei finali.
Questa partita ha un valore preciso. Se il Legnago vince, si avvicina ulteriormente al gruppo delle prime e mantiene viva la possibilità di agganciare la zona più alta dei playoff. Se vince il Brian Lignano, si rimette pienamente in corsa e soprattutto acquisisce una fiducia che, in Serie D, può trasformarsi in serie positive. Il rischio per entrambe è quello di restare nel mezzo: non abbastanza in alto per sognare, troppo vicine al caos per sentirsi al sicuro.
E allora la partita diventa una scelta: giocare per vincere o giocare per non perdere. In questo campionato, spesso, la differenza tra le due cose coincide con il destino di una stagione.
Serie D: Bassano-Unione La Rocca Altavilla, partita di equilibrio e ambizioni latenti
Il Bassano è a 29 punti, Unione La Rocca Altavilla a 27. È una gara che, in molti gironi, sarebbe definita “di metà classifica”, ma nel Girone C la metà classifica è un’area dove l’ambizione può ancora farsi strada. Perché con così tante squadre raccolte tra i 26 e i 32 punti, una vittoria può cambiare il modo in cui guardi i prossimi turni.
Il Bassano ha numeri particolari: 18 gol fatti e 17 subiti, differenza reti +1. Una squadra che sembra vivere di compattezza, più che di esplosioni offensive. La Rocca Altavilla ha 17 gol fatti e 15 subiti, differenza reti +2: profilo simile, partita potenzialmente chiusa, da pazienza e nervi. In Serie D, match così spesso si decidono su un dettaglio: una punizione, un corner, un errore in uscita.
E proprio perché può essere una gara bloccata, diventa ancora più importante la gestione emotiva. Chi perde rischia di tornare nel traffico. Chi vince si costruisce una piccola autostrada verso una seconda parte di stagione più serena.
Serie D: Calvi Noale-Luparense, la prova del nove per restare in carreggiata
Calvi Noale è a 22 punti, la Luparense è a 26. È una partita che racconta due realtà diverse. Il Calvi Noale, con 20 gol fatti e 27 subiti, vive una stagione di alti e bassi, e deve fare punti per non scivolare verso una zona ancora più pericolosa. La Luparense, invece, sta nel mezzo: abbastanza in alto per non sentirsi spacciata, abbastanza vicina al basso per non potersi distrarre.
In Serie D, quando una squadra si trova nella terra di mezzo, spesso vive il peggior tipo di pressione: quella silenziosa. Non è la paura evidente di chi è ultimo, non è l’euforia di chi lotta per la vetta. È l’ansia di chi sa che un filotto negativo può trasformare un campionato “gestibile” in un problema. Per questo la Luparense deve cercare continuità, mentre il Calvi Noale deve sfruttare l’urgenza come carburante.
È una partita da contatto, da densità, da secondi palloni. E in giornate così, la Serie D premia chi si sporca di più.
Serie D: Adriese-Maia Alta Obermais, la salvezza come unica ossessione
Adriese a 16 punti, Maia Alta Obermais a 15. Questa è una di quelle partite in cui la classifica non lascia spazio a interpretazioni: è uno scontro diretto pesantissimo in chiave salvezza. L’Adriese ha segnato 18 gol ma ne ha subiti 35, differenza reti -17. Il Maia Alta Obermais ha 17 gol fatti e 34 subiti, differenza reti -17. Numeri quasi speculari, che raccontano fragilità e bisogno di ritrovare solidità, perché in Serie D non ti salvi se prendi gol con troppa facilità.
Qui il tema non è solo tecnico. È mentale. Perché quando hai alle spalle settimane difficili, la partita la senti ancora prima di scendere in campo. Un gol subito può diventare un incubo, un gol segnato può diventare liberazione. E spesso, nei match salvezza, non vince chi gioca meglio. Vince chi regge meglio l’ansia.
Questa partita può essere nervosa, spezzettata, piena di falli e interruzioni. Ma dentro questa ruvidità c’è l’essenza della Serie D: la sopravvivenza sportiva che vale più di ogni estetica.
Serie D: Portogruaro-San Luigi, punti pesanti nella zona rossa
Il Portogruaro è ultimo a 10 punti e ha un dato durissimo: 44 gol subiti in 20 partite, differenza reti -25. Il San Luigi Calcio è a 20, e quindi non è ancora salvo, perché nel Girone C la zona playout è vicina e la classifica è corta. Questa partita è un bivio, soprattutto per il Portogruaro: quando sei a 10 punti dopo 20 gare, non puoi più scegliere “quando” reagire. Devi farlo adesso.
Il San Luigi ha numeri complicati, con 30 gol subiti e differenza reti -11, e questo significa che non può permettersi di sottovalutare nessuno. In Serie D, infatti, c’è una regola che molte squadre imparano nel modo più duro: la partita più difficile è quella che pensi sia facile. Il Portogruaro, spinto dall’urgenza, potrebbe giocare con intensità e coraggio, cercando di portare la gara su un terreno emotivo, dove i numeri contano meno.
Per il San Luigi è una prova di maturità. Queste partite vanno vinte, o almeno gestite senza concedere regali. Perché un pareggio potrebbe muovere la classifica, ma non sempre basta a fermare l’ansia.
Serie D: Vigasio-Conegliano, equilibrio totale e paura di scivolare
Vigasio a 24 punti, Conegliano 1907 a 20. È una partita che può sembrare “di metà bassa”, ma è una gara che incide sul confine tra tranquillità e rischio. Il Vigasio ha numeri da squadra che vive partite aperte: 29 gol fatti e 26 subiti. Il Conegliano, invece, ha segnato 16 gol e ne ha subiti 20: profilo più prudente, meno brillante offensivamente.
Questo incrocio può diventare un confronto tra due idee: il Vigasio proverà a sfruttare la propria capacità di segnare, il Conegliano cercherà di rimanere compatto e portare il match su un livello di controllo. In Serie D, le squadre che segnano poco spesso cercano di far durare la partita, perché più il match resta aperto, più cresce la possibilità dell’episodio. Il Vigasio dovrà evitare di concedere troppo, perché quando sei favorito in casa e sbagli una lettura, rischi di trasformare un pomeriggio gestibile in un problema.
È una partita da “attenzione continua”. E l’attenzione, in questo campionato, è un valore che spesso decide più della qualità.
Serie D: la 21ª giornata e la doppia verità del Girone C
Il Girone C arriva alla 21ª giornata con una doppia verità molto netta. La prima è che il Treviso sta facendo un campionato da dominatore, con numeri che raccontano una superiorità evidente. La seconda è che dietro non c’è pace: la lotta playoff è un arcipelago di squadre vicine, e basta un turno per cambiare ordine e convinzioni. Union Clodiense, Cjarlins Muzane, Mestre, Este sono racchiuse in un punto, e il Legnago Salus è lì pronto ad approfittare. In Serie D, quando la classifica è così compressa, chi perde uno scontro diretto non perde solo punti: perde fiducia, perde inerzia.
E poi c’è la parte bassa, che è un campionato nel campionato. Adriese e Maia Alta Obermais si giocano uno scontro diretto che pesa come una sentenza. Il Portogruaro deve provare a riaprire una stagione complicatissima. Il San Luigi, il Conegliano, il Calvi Noale e il Campodarsego sanno che la serenità è fragile, e che basta poco per ritrovarsi dentro il vortice.
È questo che rende la Serie D così coinvolgente: la simultaneità delle storie. In alto si sogna, in mezzo si resiste, in basso si lotta.
Serie D: un pomeriggio che può riscrivere la stagione
Domenica 25 gennaio 2026 il Girone C propone un pomeriggio che, per intensità e incroci, ha l’aria di un giro di boa emotivo. C’è la capolista che deve confermarsi in una partita piena di insidie. C’è un doppio scontro diretto altissimo, Cjarlins-Union Clodiense ed Este-Mestre, capace di ridisegnare la zona playoff in poche ore. E ci sono partite da salvezza che non permettono di pensare al domani: perché in Serie D il domani arriva sempre troppo in fretta, e se non fai punti oggi, domani ti ritrovi a inseguire con la paura addosso.
Il Girone C, in questa fase, chiede una qualità che vale più della tecnica: la capacità di reggere il peso delle settimane. Perché il campionato non si vince con una singola domenica perfetta, si vince con la costanza, con la solidità, con la fame che non si spegne quando il freddo irrigidisce i muscoli e la classifica si fa rumorosa.
Ecco perché la 21ª giornata è un test di verità. È un turno che separa chi sta costruendo davvero qualcosa da chi sta solo sopravvivendo alla stagione. In Serie D, la linea è sottile, e spesso la scopri soltanto quando è già tardi. Nel Girone C, questa domenica, la linea passerà dentro ogni campo. E il bello, come sempre, è che lo capirai guardando un pallone che rotola nel fango, con la stessa dignità e la stessa ferocia con cui rotola nei grandi stadi.



