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giovedì 26 Febbraio 2026
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Serie D, 25ª giornata: le decisioni del giudice sportivo

La Serie D è un romanzo settimanale scritto su campi diversi, con accenti differenti, rivalità che scaldano le città e passioni che non conoscono mezze misure. È il campionato dove il calcio profuma ancora di strada, di provincia, di sacrificio. Ma proprio perché la Serie D vive di intensità autentica, a volte rischia di superare la linea. E quando succede, a riportare equilibrio non è una frase fatta: è un comunicato ufficiale, con nomi, cifre e motivazioni.

Nel Comunicato Ufficiale del giudice sportivo dopo la 25ª giornata, la Serie D si ritrova davanti a un turno disciplinare che fa rumore. Non per un elenco freddo di squalifiche, ma per episodi che raccontano tensioni esplose, proteste finite male, tribune che hanno perso lucidità e gesti che hanno messo a rischio l’incolumità delle persone. In un campionato così umano e così vicino alla gente, questi passaggi pesano anche di più: perché tutti si conoscono, perché ogni decisione si commenta al bar, perché certe immagini rimangono.

Serie D: la stangata più pesante e l’episodio che nessuno vorrebbe leggere

Tra tutte le decisioni, una spicca per gravità e per la durezza della motivazione: cinque giornate di squalifica a Giancarlo Malcore, Barletta. Il provvedimento nasce da un fatto avvenuto durante il rientro negli spogliatoi: un calcio sferrato a un avversario, la caduta da una scala, la perdita momentanea dei sensi e il trasporto in ambulanza in ospedale. Nel testo ufficiale si sottolinea anche un elemento decisivo: la condotta, per la sua natura e per il luogo in cui si è verificata, è stata considerata fuori dal contesto di gara e con una evidente esposizione a rischio per chi era presente.

La Serie D, che spesso si racconta come “calcio vero”, qui è costretta a guardarsi allo specchio. Perché il calcio vero è anche responsabilità. E perché un gesto del genere non può essere rubricato a semplice nervosismo. È il tipo di episodio che cambia il tono di un’intera giornata: non è più solo sport, diventa sicurezza, diventa tutela delle persone.

Serie D: panchine bollenti e una squalifica che pesa come un macigno

Se tra i calciatori l’episodio più duro è quello appena citato, tra gli allenatori la Serie D registra una squalifica che fa scalpore: sei gare effettive a Vitaliano Bonuccelli, San Donato Tavarnelle. La motivazione è severa: a fine partita avrebbe allontanato un avversario spingendolo con le mani sul volto e avrebbe poi rivolto frasi irriguardose al direttore di gara.

In Serie D l’allenatore non è solo un tecnico. È spesso un punto di riferimento sociale, una figura che tiene insieme lo spogliatoio e la comunità, il volto pubblico della squadra. Proprio per questo una sanzione così lunga ha un significato che va oltre la singola domenica: diventa un segnale per tutto il movimento, un richiamo a quel confine che non può essere oltrepassato, neppure quando la partita brucia.

E non è un caso isolato: arrivano anche squalifiche da quattro giornate per altri tecnici, legate a espressioni offensive rivolte alla direzione arbitrale. La Serie D, insomma, sta dicendo chiaramente che l’agonismo è una cosa, la mancanza di rispetto un’altra.

Serie D: le multe più pesanti e un confine che il tifo non può superare

Passando alle società, la Serie D presenta un quadro altrettanto significativo. L’ammenda più alta del turno è di 2.000 euro al Milazzo. La motivazione è articolata e pesante: uso di materiale pirotecnico, lancio di pietre verso la panchina avversaria, una delle quali avrebbe sfiorato il Commissario di campo, e tensioni a fine primo tempo con discussioni animate che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine.

Qui la Serie D tocca un nodo delicato: il tifo è parte dell’anima del campionato, ma quando si trasforma in pericolo diventa un problema che travolge tutti, anche chi in campo non c’entra nulla. Il confine è semplice: il sostegno è energia, l’aggressione è un’altra storia. E le ammende servono proprio a tracciare quel confine.

Serie D: bottigliette, fumogeni e acqua, la domenica che diventa un caso

Nel comunicato emergono anche episodi legati al lancio di oggetti e all’uso di pirotecnica, dinamiche purtroppo ricorrenti quando l’adrenalina si alza. La Vigor Lamezia viene sanzionata con 1.700 euro e diffida per il lancio di acqua verso la panchina avversaria, con l’allenatore colpito in varie parti del corpo, e per una bottiglietta semipiena che avrebbe colpito il portiere al braccio.

Poi la Serie D registra 1.500 euro di ammenda alla Reggina per fumogeni e lancio di una bottiglia piena verso il portiere avversario, e 1.500 euro al Savoia per bottigliette lanciate verso i calciatori rientranti negli spogliatoi.

Sono episodi diversi, ma il senso è lo stesso: in Serie D la distanza tra spalti e campo spesso è minima, e proprio per questo ogni oggetto lanciato diventa immediatamente un rischio concreto, non un gesto “di pancia”.

Serie D: l’episodio più particolare, un mozzicone acceso in area tecnica

Tra i passaggi più singolari, ma non per questo meno gravi, c’è il caso della Scafatese: 800 euro di ammenda per pirotecnica e per un episodio insolito, ovvero il lancio di un mozzicone di sigaretta ancora acceso nell’area tecnica occupata dall’allenatore avversario.

È una scena che, letta così, sembra quasi piccola. In realtà è l’esempio perfetto di quanto si possa scivolare nel gesto inutile e pericoloso, figlio di un clima degenerato. La Serie D non punisce solo la gravità “da prima pagina”: punisce anche ciò che mina il rispetto quotidiano, quello che dovrebbe tenere insieme il campionato.

Serie D: non solo violenza e tifo, anche regole organizzative

Il comunicato ricorda che la Serie D non è solo disciplina “da campo”, ma anche regole di sicurezza e organizzazione. La Cairese viene multata con 500 euro per inosservanza dell’obbligo di presenza dell’ambulanza a bordocampo: una mancanza che, in caso di emergenza, potrebbe diventare drammatica.

E c’è anche l’Enna, multata per un danno alla porta dello spogliatoio causato da un calciatore durante l’intervallo, con obbligo di risarcimento se richiesto e documentato. Dettagli? No: sono i mattoni della credibilità della Serie D.

Serie D: una partita ancora “aperta” tra carte e ricorsi

Infine, la Serie D registra anche un elemento che può produrre sviluppi: il preannuncio di reclamo dell’Afragolese per la gara Barletta-Afragolese. Significa che non tutto è chiuso e che potrebbero arrivare decisioni di merito successive, capaci di spostare l’attenzione anche sul piano regolamentare.

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