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sabato 28 Febbraio 2026
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Serie D, Acireale: ridotto il daspo del Presidente

Acireale vive una giornata cruciale che segna un punto fermo in una delle vicende più delicate della stagione granata. La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Catania interviene infatti sul caso che ha coinvolto il presidente Giovanni Di Mauro, ridimensionando in maniera significativa il provvedimento adottato nei suoi confronti dalla Questura.

Una decisione attesa, discussa, che riporta equilibrio in una situazione nata in un contesto acceso e finita sotto la lente delle autorità. L’Acireale, già impegnata sul campo tra ambizioni sportive e difficoltà stagionali, si ritrova ora a fare i conti con un passaggio che ha inevitabili ripercussioni anche sul piano istituzionale.

Acireale, l’origine del caso nel derby con il Messina

Per comprendere la portata della sentenza occorre tornare allo scorso 24 settembre 2025. Nei minuti finali del derby tra Acireale e Messina nel Girone I di Serie D, la tensione in campo aveva superato il limite. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Scientifica, anche attraverso le immagini delle telecamere, il presidente Giovanni Di Mauro sarebbe stato protagonista di un’aggressione nei confronti del vice allenatore del Messina, Giuseppe Savanarola.

L’episodio aveva fatto immediatamente il giro dell’ambiente calcistico siciliano, anche per un dettaglio che aveva colpito l’opinione pubblica: il presidente granata, in quel momento, aveva il braccio destro ingessato. Una scena che aveva alimentato polemiche e interrogativi.

L’Acireale si era trovata improvvisamente al centro di una tempesta mediatica, con riflessi evidenti anche sul piano disciplinare.

Il DASPO e la valutazione severa della Questura

A seguito dell’accaduto, la Questura aveva adottato un provvedimento particolarmente severo. Valutando l’episodio e considerando anche alcuni precedenti ritenuti rilevanti nel definire il profilo del dirigente, era stato emesso un DASPO della durata di due anni.

Il divieto non riguardava soltanto le partite ufficiali, ma si estendeva anche agli allenamenti e ai ritiri della squadra. Una misura ampia, che di fatto limitava fortemente la presenza del presidente nella quotidianità dell’Acireale.

Per il club granata si trattava di una situazione complessa, con una guida societaria impossibilitata a seguire direttamente il lavoro della squadra in molte delle sue attività.

Acireale e il ricorso al TAR di Catania

La difesa di Giovanni Di Mauro, affidata agli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, ha scelto la strada del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. La contestazione si è concentrata soprattutto sulla durata e sulla portata del DASPO.

I giudici amministrativi hanno accolto in larga parte le argomentazioni della difesa. Nella sentenza viene sottolineato un punto centrale: non si può parlare di reale pericolo per l’ordine pubblico durante allenamenti a porte chiuse, dove non è presente il pubblico né rappresentanti delle squadre avversarie.

Per estendere il DASPO oltre gli stadi, spiegano i magistrati, serve un rischio concreto e attuale. Nel caso in esame, tale rischio non è stato ritenuto adeguatamente dimostrato.

La riduzione della sanzione e i limiti della durata

Altro aspetto rilevante riguarda la durata della sanzione. La legge prevede un minimo di un anno per questo tipo di provvedimenti, ma per andare oltre occorre una motivazione solida e dettagliata.

Secondo il TAR, nel caso del presidente dell’Acireale, questa motivazione non è stata adeguatamente fornita. Di conseguenza, la sanzione non viene annullata del tutto, ma ridimensionata nei suoi effetti.

Il DASPO resta valido per le manifestazioni sportive aperte al pubblico, ma non si estende più ad allenamenti e ritiri. Una distinzione che cambia significativamente il quadro operativo per il club granata.

Acireale, cosa cambia ora per Di Mauro

Per Giovanni Di Mauro la sentenza rappresenta un passaggio importante. Pur restando il divieto di accesso alle gare aperte al pubblico, potrà tornare a seguire da vicino la squadra durante gli allenamenti e nei ritiri.

Per l’Acireale questo significa recuperare una presenza attiva nella gestione quotidiana del gruppo, elemento non secondario in una stagione che ha già vissuto momenti di tensione e difficoltà.

La vicenda non cancella quanto accaduto nel derby con il Messina, ma ne ridefinisce i contorni sul piano amministrativo. È un punto di equilibrio tra la necessità di tutelare l’ordine pubblico e il principio di proporzionalità della sanzione.

Una delle pagine più delicate della stagione granata

Il caso Di Mauro ha rappresentato uno degli episodi più discussi della stagione dell’Acireale. In un campionato dove le pressioni sono elevate e la tensione può facilmente salire, il confine tra agonismo e eccesso va gestito con grande attenzione.

La sentenza del TAR mette ora un punto chiaro su questa vicenda, stabilendo limiti precisi alla portata del provvedimento originario. Non si tratta di un’assoluzione totale, ma di una ridefinizione che tiene conto dei principi di proporzionalità e concretezza del rischio.

Resta ora da attendere una presa di posizione ufficiale dell’Acireale, che potrebbe commentare la decisione e delineare i prossimi passi.

Acireale tra campo e istituzioni

In un momento in cui il club è chiamato a concentrarsi sugli obiettivi sportivi, la vicenda amministrativa rappresenta un capitolo importante ma non definitivo. L’Acireale dovrà continuare a lavorare sul campo, cercando stabilità e risultati, mentre sul piano istituzionale la situazione appare ora più definita.

Il calcio, soprattutto in contesti passionali come quello siciliano, vive spesso di episodi che travalicano il rettangolo verde. L’importante, però, è trovare soluzioni equilibrate e rispettose delle norme.

Per l’Acireale la sentenza del TAR di Catania segna una svolta. Una decisione che ridimensiona una sanzione pesante e che consente al presidente di tornare, almeno in parte, vicino alla squadra. Un nuovo capitolo si apre, con l’auspicio che da ora in avanti a parlare siano soprattutto i risultati sul campo.

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