Il Celle Varazze finisce sotto i riflettori della giustizia sportiva. Il Tribunale Federale Nazionale ha pubblicato la squalifica che riguarda Umberto Barletta, direttore sportivo del Celle Varazze, inibito per due anni. Un provvedimento pesante, destinato ad avere ripercussioni significative sull’organizzazione e sulla programmazione della società biancoblù nel Girone A di Serie D.
La decisione del TFN non coinvolge soltanto il Celle Varazze. Il presidente del Camogli è stato fermato per quattro mesi, mentre alla società è stata inflitta un’ammenda di 1.500 euro. Analoga sanzione economica è stata comminata anche alla Praese, con Giovanni Battista Caviglia colpito da sei mesi di inibizione. Un quadro disciplinare articolato, che apre inevitabilmente a riflessioni e possibili sviluppi nelle prossime settimane.
Due anni di stop per Barletta
La notizia più rilevante riguarda proprio il Celle e il suo direttore sportivo. Due anni di inibizione rappresentano una misura severa, che di fatto estromette Barletta dall’attività federale per un periodo significativo. Per il Celle Varazze si tratta di un colpo non soltanto sul piano formale, ma anche su quello operativo.
Il direttore sportivo è figura centrale nella gestione tecnica e nella pianificazione societaria. Dalla costruzione della rosa ai rapporti istituzionali, fino alle strategie di mercato, il suo ruolo è determinante. Il Celle Varazze dovrà ora riorganizzarsi internamente per garantire continuità e stabilità, soprattutto in una fase delicata della stagione.
Sanzioni anche per Camogli e Praese
Il provvedimento del Tribunale Federale Nazionale non si limita al Celle Varazze. Il presidente del Camogli è stato fermato per quattro mesi, mentre alla società è stata inflitta un’ammenda di 1.500 euro. Una sanzione che, pur meno pesante rispetto all’inibizione biennale, assume comunque un valore simbolico e operativo.
Analoga ammenda è stata comminata alla Praese, con l’aggiunta di sei mesi di inibizione per Giovanni Battista Caviglia. Un pacchetto di decisioni che conferma l’attenzione degli organi federali nel vigilare su comportamenti e responsabilità a livello dirigenziale.
In questo contesto, il nome del Celle Varazze resta quello più esposto, per l’entità del provvedimento e per le possibili conseguenze sul piano sportivo e organizzativo.
Celle Varazze, attesa per la posizione ufficiale
Al momento la società biancoblù non ha comunicato nulla di ufficiale. Tuttavia, appare quasi scontato che il Celle Varazze possa presentare ricorso contro la decisione del Tribunale Federale Nazionale. È una strada percorribile e spesso utilizzata in situazioni simili, soprattutto quando le sanzioni sono di lunga durata.
Il ricorso rappresenterebbe un tentativo di ridurre o rimodulare la sanzione, ma i tempi della giustizia sportiva non sono mai brevi. Nel frattempo, il Celle Varazze dovrà affrontare la quotidianità senza il proprio direttore sportivo, gestendo una fase che richiede lucidità e compattezza.
Ripercussioni sul futuro
La vicenda apre inevitabilmente interrogativi sul futuro del Celle Varazze. Al di là dell’aspetto disciplinare, è fondamentale comprendere quali effetti concreti avrà l’inibizione sul progetto tecnico e sulla programmazione societaria.
Il Celle Varazze dovrà dimostrare solidità interna, capacità di riorganizzazione e chiarezza nelle comunicazioni. In momenti come questi, la gestione dell’immagine e la trasparenza diventano elementi cruciali per mantenere fiducia e credibilità.
Il calcio dilettantistico vive di equilibri sottili e di relazioni costanti con il territorio. Per questo motivo, il Celle Varazze è chiamato a reagire con pragmatismo, evitando che una vicenda disciplinare si trasformi in un fattore destabilizzante sul piano sportivo.
Una fase delicata
La squalifica di due anni a Umberto Barletta rappresenta un passaggio delicato nella storia recente del Celle Varazze. Il club si trova ora davanti a una sfida che va oltre il campo: tutelare la propria immagine, valutare le azioni legali e garantire continuità gestionale.
Le prossime settimane saranno decisive. Un eventuale ricorso potrebbe cambiare lo scenario, ma nel frattempo il Celle Varazze dovrà concentrarsi sul presente, cercando di isolare la squadra da possibili ripercussioni esterne.
La giustizia sportiva ha emesso il suo verdetto. Ora tocca al Varazze scegliere la strada da percorrere, tra difesa delle proprie ragioni e necessità di guardare avanti con responsabilità e determinazione.



