La Serie D, quando arriva gennaio, cambia voce. Non è più solo il racconto domenicale di un campionato lungo, pieno di incroci, campi difficili e viaggi che mettono alla prova le gambe e la testa. Diventa una storia di scelte, di coraggio e di tempismo. Nel Girone H lo si capisce ancora meglio, perché la classifica dopo 19 giornate è una mappa precisa: in alto basta una scintilla per aprire una fuga o riaccendere un inseguimento, in basso serve un colpo giusto per evitare che la stagione prenda una piega irreversibile.
In testa c’è la Paganese Calcio 1926 a quota 37, ma non è un primato che autorizza distrazioni. Alle spalle il Città di Fasano è lì, con 34 punti, e subito dopo il Martina Calcio 1947 a 33. Più staccato ma ancora in gioco c’è il Barletta 1922 con 30 punti, affiancato dall’Afragolese a 30, mentre Nardò e Nola 1925 inseguono a 29. La Fidelis Andria è a 28, pronta a sfruttare ogni spiraglio.
Dietro, il centro classifica è una terra di equilibrio instabile: Virtus Francavilla, Manfredonia e Heraclea a 26, con la Sarnese a 22 e il Gravina a 22. In fondo, Real Normanna e Francavilla sono ferme a 21, Ferrandina a 20, F.C. Pompei a 17 e Real Acerrana 1926 a 10. È su questa fotografia che il mercato di gennaio si innesta, come un colpo di vento che può cambiare la traiettoria di un intero girone di ritorno.
Paganese: la capolista sente il fiato sul collo e non vuole sbagliare
Essere davanti in Serie D non significa essere tranquilli. Significa, semmai, giocare ogni partita con un bersaglio addosso. La Paganese lo sa e in questo gennaio prova a blindare ciò che l’ha portata in vetta: equilibrio, solidità e la capacità di fare risultato anche quando la partita non è perfetta. È in questa logica che si inserisce un’operazione come l’arrivo di Mangiaracina Lopez Pablo, proveniente dal Treviso. Non è solo un nome da aggiungere alla lista, è un segnale: la capolista vuole allungare le rotazioni e mantenere alto il livello competitivo, perché il girone di ritorno non perdona cali di ritmo.
C’è poi un altro movimento che racconta la Paganese come una squadra che ragiona sul presente ma anche sulla gestione della rosa. L’arrivo di La Monica Giuseppe dal Barletta 1922 aggiunge una sfumatura interessante, perché è il classico innesto che può dare energia, soluzioni e una mentalità da partite calde. Nel Girone H, dove la distanza tra primo e terzo posto è minima, un innesto capace di incidere in due o tre gare può valere come una striscia di vittorie.
Città di Fasano: l’inseguimento passa dai dettagli e dalle scelte mirate
Il Città di Fasano ha costruito una classifica da protagonista e, a 34 punti, è la rivale più credibile della Paganese in questo momento. È una squadra che vive di continuità, ma la Serie D chiede anche una cosa molto concreta: avere alternative. Da qui l’attenzione al mercato, che nel suo caso si manifesta con operazioni capaci di aumentare profondità e opzioni.
Uno dei colpi più significativi è l’arrivo di Banegas Pablo Ezequiel da L’Aquila 1927, un innesto che porta esperienza di categoria e un profilo che può dare qualità nel palleggio e nelle scelte. È una mossa che profuma di ambizione, perché in un campionato così serrato non basta restare agganciati, bisogna provare a sorpassare. A completare il quadro c’è l’innesto di Costantini Simone, in arrivo dal Lecce Under 18, un segnale che racconta anche una volontà di inserire freschezza e prospettiva in un gruppo che sta giocando un campionato di alta intensità.
Non va ignorata nemmeno l’uscita di Molinari Stefano, che dal Fasano va alla Vogherese 1919. Ogni partenza apre interrogativi, perché modifica automatismi e gerarchie, ma allo stesso tempo può essere l’occasione per dare spazio a nuove soluzioni. In Serie D vince chi regge i cambi, non chi li teme.
Martina: restare nel treno della vetta e colpire quando serve
Il Martina Calcio 1947, con 33 punti, è in una posizione splendida e complicata allo stesso tempo. Splendida perché ti permette di guardare in faccia la vetta, complicata perché basta un inciampo per perdere contatto. Il mercato diventa allora uno strumento per alzare il livello e proteggersi dai momenti difficili.
L’arrivo di Silvestro Michele dalla Sarnese 1926 è uno di quei movimenti che fanno rumore perché spostano un uomo da una squadra all’altra dello stesso scenario. È un colpo che parla di immediatezza: non c’è tempo per aspettare, servono giocatori pronti a entrare nel ritmo del girone e a incidere senza lunghi rodaggi. In un campionato come la Serie D, dove la partita si decide spesso su episodi, avere un innesto che conosce i campi e l’intensità del torneo può essere determinante.
Il Martina, inoltre, osserva da vicino ciò che fanno le rivali. Sa che il Barletta ha alzato la voce sul mercato, sa che la Paganese ha rinforzato la rosa e sa che il Fasano non vuole restare secondo. È il classico contesto in cui la differenza la fa la freddezza: il Martina dovrà trasformare il mercato in punti, e farlo rapidamente.
Barletta: mercato ambizioso e identità da costruire nel girone di ritorno
Il Barletta 1922 vive un campionato di rincorsa e a 30 punti è dentro la zona che conta, ma ha bisogno di continuità per non restare intrappolato nel mucchio. Proprio per questo gennaio diventa un passaggio cruciale. Il colpo più “pesante” è l’arrivo di Malagnino Diego dal Casarano, un innesto che porta un’impronta chiara: aggiungere qualità e personalità. È la mossa tipica di una società che vuole dimostrare di non essere lì per caso.
Accanto a questo, ci sono operazioni che parlano di costruzione della rosa in modo più ampio. Alma Giuliano arriva dal Siracusa, Ventola Flavio dal Bari U19 e Fino Vito dal Monopoli U19: tre profili diversi, ma un’unica direzione, quella di aumentare opzioni e intensità. A volte non è il singolo colpo a cambiare una stagione, ma l’insieme delle alternative che ti permette di reggere la pressione.
Il mercato, però, non è solo entrate. Il Barletta registra anche l’uscita di Curci Cristian verso la Murese e quella di Iovieno Gabriel verso la Torres (Serie C). Sono movimenti che possono togliere qualcosa, ma anche liberare spazi per chi arriva. La Serie D è spietata con le squadre che non trovano equilibrio tra entrate e uscite: il Barletta dovrà usare il girone di ritorno per trasformare la profondità in risultati.
Afragolese: rinforzi e cambi di rotta per restare agganciati
L’Afragolese è una delle squadre che rendono il Girone H così interessante. A 30 punti, è nel cuore della lotta, ma la stabilità non è mai definitiva. Il mercato ha portato movimenti che vanno letti come ricerca di solidità e nuove energie. L’arrivo di Fontanella Emanuele dall’Avellino U19 offre una soluzione giovane, mentre l’innesto di Patriarca Fabian Gerard da svincolato punta a dare ulteriore sostanza.
Ci sono anche uscite che raccontano scelte precise: Zerbo Gabriele passa al Messina (Serie D) ed Esposito Pasquale va al Saviano 1960 (Promozione). Ogni addio è una pagina che si chiude e un nuovo equilibrio da trovare. Nel girone di ritorno, l’Afragolese dovrà dimostrare di saper trasformare questi cambiamenti in energia e non in incertezza, perché in Serie D la differenza tra inseguire e scivolare fuori dalla zona nobile si misura spesso in due domeniche.
Nardò: colpi di personalità per alzare il livello
Il Nardò, a 29 punti, è lì che aspetta. È una squadra che può diventare scomodissima se trova continuità, e il mercato sembra pensato proprio per questo: aggiungere personalità e soluzioni. L’arrivo di Tedesco Emmanuele dalla Virtus Francavilla è un innesto che parla di esperienza nel campionato e di capacità di affrontare partite sporche, quelle che si decidono con la testa prima ancora che con i piedi.
Accanto a Tedesco, il Nardò ha inserito Margheriti Filippo dal Lecce U20, Agrimi Matteo da svincolato e Verdosci Simone dalla Vigor Lamezia. Tre operazioni che, messe insieme, raccontano l’idea di costruire una rosa più completa. Se il Nardò riuscirà a integrare in fretta questi innesti, può diventare una mina vagante nella corsa playoff e, perché no, anche qualcosa di più se davanti rallenta qualcuno.
Nola: restare dentro, senza perdere la presa sul campionato
Il Nola 1925 è a 29 punti e vive la stessa tensione di tante squadre di Serie D: essere vicino al gruppo di testa senza il margine per sbagliare. Il mercato ha portato alcuni movimenti che indicano una volontà chiara di rinforzarsi e ripartire con nuove energie. Arriva Tirelli Christian dalla Casertana U19, un innesto di prospettiva che può dare anche un contributo immediato sul piano atletico.
Ma gennaio porta anche un’uscita che pesa sul racconto del girone: Cacciatore Vittorio passa dal Nola al F.C. Pompei, un trasferimento che sposta un giocatore e modifica due contesti contemporaneamente. Inoltre, il Nola registra l’arrivo di Gallo Matteo dal Chieti 1922, un’operazione che va nella direzione di aumentare le opzioni e non lasciare il destino del campionato nelle mani di una formazione sempre uguale.
Fidelis Andria: mercato intenso tra colpi e addii, per accendere la rincorsa
La Fidelis Andria è a 28 punti e, per la posizione in classifica, è una di quelle squadre che possono cambiare volto al girone con una striscia positiva. Il mercato invernale, nel suo caso, è stato particolarmente movimentato e racconta bene l’urgenza di rilanciarsi. Arriva Suplja Elvaris dalla Cavese (Serie C), un innesto che porta esperienza e conoscenza di contesti competitivi. Arriva anche Kylian Karsenty da svincolato, aggiungendo un’opzione in più da inserire nelle rotazioni.
Tra i movimenti più interessanti c’è l’arrivo di Perina Pietro dalla Sarnese 1926, un passaggio che parla di opportunità e di ricerca di nuove soluzioni. E poi c’è un innesto come Casiello Rocco, in arrivo dall’Albalonga, che aggiunge ulteriore profondità. Sul fronte delle uscite, però, la Fidelis registra lo svincolo di Dalla Riva Stefano e la partenza di Banse Aldo verso la Pro Sesto. È un mercato che cambia l’ossatura e quindi chiede un lavoro rapido sul campo: in Serie D, se i nuovi non entrano subito in ritmo, i punti scappano.
Sarnese: tra innesti e partenze, la sfida è ritrovare equilibrio
La Sarnese 1926, con 22 punti, è in una zona in cui non puoi permetterti di aspettare. E gennaio è diventato un mese di trasformazioni. Da un lato c’è la partenza di Silvestro Michele verso il Martina, che priva la squadra di un riferimento, dall’altro arrivano innesti che provano a ridisegnare la stagione. Felleca Francesco arriva dalla Nocerina Calcio 1910, un’operazione che mira a dare nuove soluzioni e un contributo immediato. A questo si aggiungono gli arrivi di Foggia Ciro dall’Heraclea Calcio e, soprattutto, l’idea di rimettere ordine in un cammino che deve cambiare passo.
C’è poi un’uscita che racconta una scelta di sistema: Di Giovanni Francesco lascia la Real Normanna e va al Portici 1906 in Eccellenza. Ogni trasferimento, in questo momento della stagione di Serie D, ha un significato più profondo: non è solo un cambio maglia, è un tentativo di trovare il contesto giusto per incidere.
Heraclea: rinforzi a pioggia per uscire dalla zona grigia
L’Heraclea Calcio è a 26 punti e vive un campionato in cui la differenza la fa la capacità di trasformare potenziale in continuità. Il mercato sembra aver risposto con una serie di operazioni che mirano a rendere la rosa più completa. Arrivano Zugaro De Matteis Davide dal Gelbison, Pellegrino Giuseppe dal Foggia (Serie C) e Mele Francesco dal Chieti 1922. Ci sono anche innesti come Milicevic Milos dal Casarano, Iacoponi Riccardo dal Prato e Puntoriere Marco che lascia l’Heraclea per la Palmese 1914, un movimento che cambia alcune gerarchie interne e impone nuove soluzioni.
A livello narrativo, l’Heraclea è una delle squadre che possono sorprendere nel girone di ritorno, perché con i rinforzi giusti può costruire una serie positiva e mettere pressione a chi sta davanti. In Serie D, la squadra che trova la sua “striscia” al momento giusto spesso cambia stagione in un mese.
Real Normanna: scelte difficili e ripartenza in un campionato serrato
La Real Normanna è a 21 punti e il margine rispetto alla zona bassa non è rassicurante. Il mercato racconta una fase di riorganizzazione: Elefante Salvatore lascia la Real Normanna per l’Ercolanese 1924 in Eccellenza, e Thiaw Yaba va al Gambettola in Promozione. Sono uscite che possono pesare, perché tolgono alternative, ma allo stesso tempo aprono spazi per chi resta e per eventuali nuove soluzioni.
C’è però un innesto interessante come Principe Matteo, che arriva dalla Trevigliese, un’operazione che prova a portare energia e opzioni in un contesto che deve salvarsi senza perdere identità. E poi c’è l’arrivo di Maiorano Francesco dal Venezia U19, che inserisce un elemento giovane e potenzialmente utile nel corso del girone di ritorno. La Real Normanna, in questa Serie D, deve trovare punti subito: la classifica non concede tregua.
Real Acerrana: una montagna da scalare e un mercato da “ultima chiamata”
A 10 punti, la Real Acerrana 1926 è in una situazione che non ammette interpretazioni. Serve una svolta, e serve subito in questa Serie D. Il mercato è stato il luogo in cui provare a costruire questa scossa. Arriva Franci Vincenzo dal Castel Volturno Calcio, e arrivano diversi profili da svincolato o da contesti vicini per aumentare la rosa. Ndir Mame Ass è un innesto da svincolato, così come Diarra Aboubacar, mentre Coppola Mario arriva dal Giugliano U19 e Trematerra Enrico dal Castel Volturno.
Ci sono poi movimenti che intrecciano direttamente la lotta salvezza: Schettino Francesco Paolo passa dal F.C. Pompei alla Real Acerrana, mentre Di Martino Christian fa il percorso inverso, andando dalla Real Acerrana al F.C. Pompei. In un girone di ritorno che sarà un corpo a corpo, questi scambi assumono un valore enorme, perché cambiano dinamiche e motivazioni in due squadre che cercano punti con urgenza.
F.C. Pompei: mercato per respirare e rimettersi in corsa
Il F.C. Pompei, a 17 punti, è in una zona in cui ogni pareggio pesa ma non basta. Serve vincere, e per vincere spesso serve cambiare. Il mercato prova a dare strumenti. Arriva Cacciatore Vittorio dal Nola 1925, un innesto che porta energia e conoscenza del campionato. Arriva anche Tounkara Mamadou da svincolato, mentre De Martino Raffaele lascia il Crema 1908 per approdare al F.C. Pompei.
L’incrocio con la Real Acerrana, con lo scambio Schettino-Di Martino, rende questa parte di stagione ancora più narrativa: sono mosse che raccontano due squadre che si giocano tanto e che hanno scelto di farlo intervenendo in modo diretto. La Serie D, quando entra in modalità salvezza, diventa un romanzo di nervi.
Gravina, Francavilla, Ferrandina: chi sta in mezzo non può permettersi di dormire
Il Gravina è a 22 punti e vive un campionato di Serie D di equilibrio instabile. L’arrivo di Giangregorio Matteo dal Calcio Termoli 1920 è un’operazione che può dare nuove soluzioni e, soprattutto, energia per affrontare le partite che contano doppio. Francavilla, a 21 punti, registra l’arrivo di Alfieri Tommaso dal Renate U19 e l’uscita di Prisco Antonio verso il Quarto 2012 in Eccellenza: sono movimenti che raccontano un lavoro di ricostruzione e ricerca di alternative.
Il Ferrandina, a 20 punti, inserisce Pizzo Lautaro José da svincolato, un innesto che può diventare utile se porta immediato impatto in termini di intensità e presenza. In questa Serie D, spesso non è l’organico “più forte” a salvarsi, ma quello che trova l’equilibrio prima e lo mantiene più a lungo.
Serie D e Girone H: perché questi colpi possono cambiare davvero la stagione
Il mercato di gennaio, nel Girone H di Serie D, non è stato un semplice ritocco. È un messaggio collettivo: nessuno vuole restare fermo, perché la classifica è troppo corta in alto e troppo crudele in basso. La Paganese prova a proteggere la vetta con innesti che aumentano le rotazioni. Il Fasano vuole completare la rosa per tentare il sorpasso. Il Martina cerca colpi pronti a incidere subito.
Il Barletta ha alzato l’asticella con un mercato che parla di ambizione e identità. Afragolese, Nardò e Nola si sono mosse per restare dentro la lotta, mentre Fidelis Andria e Sarnese cercano la chiave per cambiare ritmo. In fondo, Real Acerrana e F.C. Pompei si sono giocate carte pesanti, anche scambiandosi giocatori, perché lì non esiste più il domani: esiste solo la prossima partita.
Se c’è una certezza, è che il girone di ritorno non sarà una semplice prosecuzione. Sarà un campionato nuovo, fatto di volti diversi e di nuove gerarchie. E quando la Serie D arriva a questo punto, con una vetta che scotta e una coda che brucia, la domenica non è più solo un appuntamento: è un verdetto continuo. Chi ha scelto bene a gennaio lo scoprirà presto, perché nel Girone H non c’è tempo per aspettare.



